Storia archivistica: Il complesso archivistico delle famiglie Sereni e Ugolini è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante in data 9 marzo 2016 dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Umbria e delle Marche.
Dal 2015 è stato sottoposto ad un intervento conservativo di riordinamento e inventariazione, redatto su progetto della stessa Soprintendenza e finanziato in due tranche dalla Direzione generale archivi. L'intervento fu affidato a due archivisti libero-professionisti, Chiara Franzoni e Alberto Mezzasoma, con il coordinamento scientifico della funzionaria Rossella Santolamazza, che nella prima fase hanno proceduto alla individuazione dei fondi, ad una prima ricostruzione delle serie ed alla schedatura analitica dei registri e sommaria della documentazione conservata in buste. In tale occasione si è provveduto anche a condizionare gli atti rinvenuti sciolti e i fascicoli che non erano più o non erano mai stati condizionati in faldoni. Già allora i due archivi familiari furono organizzati in un unico complesso al quale furono "aggregati" due piccoli nuclei documentari prodotti da due organismi collegati a membri della famiglia Sereni, l'Associazione proprietari del Circondario di Perugia e il Comitato di organizzazione civile di Marsciano.
Terminata questa prima fase, durata circa un anno, grazie ad un altro finanziamento, nella primavera 2017 è stato avviato il secondo intervento, al fine di completare la sistemazione della documentazione e l'organizzazione delle serie e sottoserie e di integrare l'inventario con la descrizione dettagliata del contenuto delle buste. In questa seconda fase sono state compilate ed aggiornate anche tutte le introduzioni dell'inventario ed è stata assegnata la numerazione definitiva alle unità archivistiche, compilando le corrispondenti etichette e procedendo alla loro apposizione sui faldoni e nei registri. Chiara Franzoni e Flavia Serego Alighieri sono state le due archiviste incaricate di concludere l'intervento, sempre con la direzione di Rossella Santolamazza.
Gran parte della documentazione anteriore alla metà del XIX secolo non aveva mai avuto un ordinamento sedimentandosi, nel tempo, senza criteri precisi. E' da considerare, inoltre, che le carte relative alla gestione dei possedimenti familiari - quali rogiti notarili, atti riguardanti le eredità, atti giudiziari e così via - siano state più e più volte "manomesse", in ragione del loro frequente utilizzo, anche da membri diversi della famiglia, e in molti casi "estrapolate" dal loro contesto originario; ciò ha reso piuttosto difficoltoso il riordinamento di tali pratiche, spesso addirittura prive di fascicolazione, e il loro inserimento nelle serie e sottoserie individuate. Impegnativa è stata anche la ricollocazione e gestione della notevole quantità di carte sciolte, rinvenute in gran parte all'interno di un baule. Fa eccezione quanto fu fatto, poco dopo la metà dell'Ottocento, da Vincenzo Sereni che, in ragione della propria attività da avvocato, aveva adottato un sistema di ordinamento - con numerazione progressiva - dei procedimenti giudiziari che si trovò a patrocinare, per gli anni dal 1855 al 1869. Presumibilmente allo stesso Vincenzo Sereni può essere ricondotta l'iniziativa - negli ultimi decenni dell'Ottocento - di condizionare gli atti relativi alle tenute (Sant'Elena, San Biagio della Valle, Mercatello ecc.) all'interno di cassette metalliche, sulle quali fu applicato un cartiglio con l'indicazione sommaria del contenuto; di tali particolarità, naturalmente, è stata fatta menzione in inventario. E' inoltre da ricordare che, negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo, Giustiniano Degli Azzi Vitelleschi, noto archivista perugino, intraprese un riordinamento della documentazione posseduta dall'amico Vincenzo Sereni; né la descrizione analitica di tutto il complesso documentario, né le "Memorie autobiografiche" di Vincenzo Sereni, hanno restituito testimonianza se ci sia stata una richiesta, da parte di Vincenzo, o se si sia proposto lo stesso Degli Azzi. Il dato certo è che l'intervento di quest'ultimo si limitò, in verità, alla creazione di alcuni "pacchi", da intendersi come nuclei documentari costituiti da carte afferenti ad uno stesso oggetto; pare anche che l'intestazione di qualche fascicolo sia di mano di Degli Azzi, ma al di là di questo non sono emersi ulteriori elementi.
Contenuto: Il complesso archivistico è costituto da 605 unità archivistiche ( bb. 224; regg. 360; cartelle 12; tubi 8; scatola 1) con estremi cronologici 1546 - 1964.
Si articola in 4 fondi: Ugolini, famiglia (regg. 20, bb. 8; 1546 - 1867); Sereni, famiglia (regg. 340; bb. 214; cartelle 12; tubi 8; scatola 1; 1755 - 1964); Associazione proprietari del Circondario di Perugia (b. 1; 1875 - 1905); Comitato di organizzazione civile di Marsciano (b. 1; 1915 - 1919).
Criteri di ordinamento:
Individuazione di due fondi e, al loro interno, di serie e sottoserie. Individuazione di due nuclei documentari "aggregati".
Redazione e revisione:
Franzoni, Chiara, 01/12/2018, Riordinamento ed inventariazione / Serego Alighieri, Flavia, 01/12/2018, Riordinamento ed inventariazione / Mezzasoma, Alberto, 01/12/2016, Riordinamento ed inventariazione