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Comune di Fossato di Vico

  • Fondo
  • Estremi cronologici: 1861 - 1964
  • Consistenza: 770
  • Storia archivistica:
    In seguito al sisma del 26 settembre 1997, con finanziamento comunicato dal Vice-Commissario per i beni culturali per l'Umbria, nota 15 maggio 2003, prot. N. 14665, la Regione Umbria, con il coordinamento tecnico-scientifico della Soprintendenza archivistica per l'Umbria, ha promosso numerosi interventi su archivi comunali a partire dal giugno del 2003 fino al settembre del 2004. Nel quadro di questi interventi è stato inserito anche il comune di Fossato di Vico, attraverso il riordinamento e l'inventariazione del suo archivio storico. Della realizzazione di tale progetto, relativamente alla documentazione post-unitaria, è stata incaricata l'archivista Eleonora Giovagnoli che ha effettuato tale riordinamento nel rispetto dei principi della dottrina archivistica vigente, contenuta nel D.P.R. del 28 dicembre 2000, n. 445 e nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che fanno obbligo agli enti pubblici di provvedere alla conservazione, all'ordinamento e all'inventariazione dei propri archivi, istituendo apposite "sezioni separate" destinate ad accogliere gli atti anteriori all'ultimo quarantennio.
    Per quanto riguarda la tenuta dell'archivio ed operazioni di scarto più o meno eseguite, si ritiene degno di nota riportare di seguito alcune notizie contenute nelle buste del carteggio amministrativo, relativamente a richieste in tal senso intercorse tra gli organi statali competenti e i sindaci del comune di Fossato di Vico e reiterate nel corso degli anni. Una prima comunicazione della Delegazione Apostolica di Perugia, del 29 maggio 1860, accorda una proroga di un mese al segretario per la sistemazione dell'archivio comunale.
    Il 22 luglio 1866 la Sotto-Prefettura di Foligno richiede al comune la copia d'inventario dei beni mobili e immobili, ma non vi è traccia di una positiva risposta (1). Si deve arrivare all'8 marzo 1928 per una nuova richiesta dello stesso tenore da parte dell'Archivio di Stato di Roma, indirizzata al Podestà del comune di Fossato di Vico, ma anche questa volta senza alcuna risposta (2).
    Il Podestà, a seguito della circolare 8 novembre 1927 n. 8900: 67/50829 del Ministero dell'Interno e in disposizione del R. D. 2 ottobre 1911 n. 1163, con verbale di deliberazione 27 luglio 1929, stabilisce di provvedere alla redazione dell'inventario e dell'invio di una copia del medesimo all'Archivio di Stato (3). Il 26 settembre 1929 sempre il Podestà, comunica al presidente della Croce Rossa Italiana di aver effettuato l'operazione di scarto e che il materiale raggiunge il peso di circa 8 quintali, senza però correlarla di un elenco di consistenza. La successiva nota del Podestà del 5 dicembre 1929, rettifica il peso "della cartaccia" in 16.88 quintali, confermandone la spedizione effettuata dalla stazione di Fossato di Vico. La Croce Rossa a sua volta dichiara di aver ricevuto il materiale e di averlo inviato alla cartiera di Belfiore di Foligno. Poche lacunose indicazioni di quella vicenda emergono molto tempo dopo da una lettera del 14 maggio 1954 (4), dove si legge che le carte afferivano a tasse inservibili e copie di notule contabili.
    Successivamente la sezione d'Achivio di Stato di Perugia con nota del 2 aprile 1943, sollecita il commissario prefettizio del comune di Fossato di Vico a procedere all'operazione di scarto, poiché si fa notare che l'ultima risale al 1929. In risposta si esegue quanto richiesto, con decisione della Commissione comunale, prevista dalla circolare prefettizia del 4 agosto 1942 n. 22029, in data 20 aprile 1943, inserendo nello scarto la documentazione per gli anni 1919-1937 compreso. Il 28 aprile il direttore dell'Archivio di Stato di Perugia Giovanni Cecchini, comunica al commissario prefettizio del comune di Fossato di Vico che la Croce Rossa fornirà i mezzi necessari per l'imballaggio delle carte, altresì invita alla denuncia dell'Archivio storico comunale e all'invio di una copia dell'inventario relativo per ottemperare alle disposizioni dell'art. 10 della legge 22 dicembre 1939 n. 2006, sul riordino degli archivi (5). Ancora il 5 dicembre 1952, una nota della Soprintendenza Archivistica per il Lazio l'Umbria e le Marche, richiede al sindaco notizie dettagliate sull'archivio comunale, sulla sua ubicazione, cronologia, consistenza, esistenza di un inventario analitico o sommario, stato di conservazione ed ordianamento. Il sindaco risponde il 9 dicembre 1952, riferendo che esiste il solo archivio comunale collocato nella stessa sede del palazzo municipale, che gli atti vanno dal 1820 ad oggi e sono correlati da un inventario analitico unicamente quelli di carattere storico. Lo stato di conservazione è buono e il carteggio è tutto ordinato, non ci sono incaricati specifici e che è sorvegliato dal segretario comunale, non ha subito danni per eventi bellici o altro; il locale è in stato di sicurezza e non si ritiene urgente e necessario nessun intervento. Da ultimo si comunica che esiste uno statuto comunale di epoca imprecisabile (6). In una nota del maggio 1954, a seguito del trasferimento nella nuova sede comunale appena ricostruita, si legge che era ancora impossibile l'invio della copia di inventario (7).
    Le ultime notizie reperite si riferiscono agli 1964-1968. Nel 1964 il sindaco dichiara e assicura l'esatto adempimento delle disposizioni contenute nel D. P. R. 30 settembre 1963, n. 1409 (8). Nel 1965 si comunica alla Sovrintendenza Archivistica per l'Umbria, il trasferimento dell'archivio storico comunale in un ambiente idoneo allo scopo e che nella sezione separata risultano incorporate tutte le pratiche ultra quarantennali e cioè fino al 1924. Infine risale al 1968 una nota avente ad oggetto la visita ispettiva da parte della Sovrintendenza Archivistica per l'Umbria effettuata nel mese di marzo, in cui si accerta la costituzione di fatto della sezione separata d'archivio, che gli atti vanno dal 1183 al 1919, ma che può esservi compreso materiale documentale fino al 1927 incluso. Si invita inoltre l'amministrazione a deliberare sia l'istituzione che l'integrazione di cui sopra, previa operazione di scarto, e all'invio di una copia aggiornata dell'inventario già esistente.
    Quanto alla sede dell'archivio storico comunale di Fossato di Vico, da notizie orali, fino alla fine degli anni '40, risulta collocato nei locali posti in via le Rughe, sottostanti alla sede municipale. Il 1 aprile 1948 proprio a seguito del crollo di una parte del soffitto dell'edificio comunale e alla presenza di numerose fessure nei muri perimetrali, la giunta delibera lo spostamento dell'archivio comunale nei locali di proprietà della Cassa di Risparmio sempre in via le Rughe. Tale operazione viene coordinata dal segretario comunale Isidoro Galassi (9). In segiuto al sisma degli anni 1983-1984, viene trasferito nei locali delle Carceri in via Mazzini, ubicati sotto alla chiesa di San Sebastiano, per tornare di nuovo alla fine degli anni '80 in via le Rughe, sua sede attuale, a seguito degli interventi di ristrutturazione e messa a norma dell'intero complesso.


    1. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 24, f.17.
    2. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 177, f.1.
    3. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 122, f.3
    4. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 227, ff. 1 - 3.
    5. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 184, f..13.
    6. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 218, f.1.
    7. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 226, f.14.
    8. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 279, f.1.
    9. Cfr. ASCF carteggio amministrativo, b. 160, f.1.

  • Contenuto:
    Il fondo del comune di Fossato di Vico è composto da 770 unità divise in 435 registri e 335 buste che vanno dal 1861 al 1964.
  • Criteri di ordinamento:
    In seguito alla schedatura dei pezzi archivistici e al successivo riordinamento, è stato possibile individuare le 28 serie archivistiche che compongono l'archivio storico comunale e ricostruire, sulla base del metodo storico, l'originale sistemazione archivistica del complesso documentario preso in considerazione.
    Nel dicembre del 2003, inizio delle operazioni di riordinamento, la documentazione si presentava condizionata in buste, molte delle quali estremamente deteriorate, ordinate su scaffalature metalliche. Per motivi di spazio, parte della produzione documentaria (tutta la serie di verbali delle deliberazioni, alcune buste del carteggio 1964, serie Catasti e Appalti, Emigrazione ed Immigrazione, ufficio elettorale documantazione contabile), si trovava sistemata nei locali dell'archivio di deposito, ad eccezione dei registri dello Stato civile che, a motivo della loro frequente consultazione, sono collocati presso l'ufficio medesimo, all'interno di un mobile a ripiani e scaffalature metalliche chiuse.
    Contestualmente ad un riordinamento generale della documentazione, nel corso del presente intervento è stata effettuata la spolveratura di ogni singolo pezzo e, nella fase di schedatura, si è proceduto anzitutto alla sostituzione delle buste deteriorate, delle camicie e dei fascicoli laceri o danneggiati, nonché alla fascicolazione cronologica e secondo titolario del carteggio amministrativo.
    Le difficoltà, hanno riguardato soprattutto il riordino della serie carteggio amministrativo, del quale non è stato possibile ricostruirne il primo titolario a causa di un intervento posteriore, ad opera del segretario comunale Achille Spadoni, iniziato nel 1881 e conclusosi nel 1886, il quale molto verosibilmente ha applicato a ritroso alle carte dal 1500 al 1873, il titolario della Delegazione apostolica del 1819 comprendente XII Titoli, suddivisi in articoli e posizioni con diverse modificazioni. Il materiale si trovava in buste originali e solo un'esiguo numero di carte si presentavano sciolte e appartenenti a categorie diverse. Diversa era la situazione interna alle buste, molti fascicoli infatti si trovavano fuori posto e numerosi erano quelli cronologicamente non corrispondernti all'indicazione riportata sulle buste.
    Dei registri, delle buste e dei fascicoli si forniscono le intestazioni originali tra virgolette, gli estremi cronologici, con precedenti e posteriori quando rinvenuti, e dove reperito il numero delle carte. Sono stati segnalati inoltre gli allegati a stampa conservati nel carteggio amministrativo.
    Da segnalare il fatto che la consistenza del complesso archivistico postunitario, come da progetto, si è rivelata parziale, in quanto è stata rinvenuta altra documentazione che andava ad integrare la sezione storica, la quale non era stata inserita nel conteggio finale per difficoltà logistiche dovute principalmente alla sistemazione della stessa in locali inadeguati sia per spazio che per precaria illuminazione. La schedatura informatizzata ed inventariazione del materiale documentario, attraverso il software Sesamo, è al momento di 770 pezzi relativi per il periodo che va dal 1860 al 1964. L'eventuale presenza di documentazione precedente e/o posteriore rispetto agli estremi cronologici suddetti, è stata opportunamente segnalata e motivata nelle specifiche introduzioni archivistiche.
    L'archivio storico postunitario del Comune di Fossato è un archivio "aperto" e cioè suscettibile di incrementi, poiché l'ente produttore è tuttora operante e continua a creare documentazione. Per tale motivo la numerazione dei pezzi inventariati ricomincia da uno per ciascuna serie. Il materiale di cancelleria necessario a questa e a tutte le altre operazioni è stato fornito dal Comune, in ottemperanza a quanto previsto nella convenzione stipulata con la Regione Umbria.
  • Redazione e revisione:
    Eleonora Giovagnoli, 01/11/2003, ordinamento ed inventariazione