Comune di Fossato di Vico, Fossato di Vico (Perugia), 1860 - 1964
Ente
Estremi cronologici: 1860 - 1964
Intestazioni:
Comune di Fossato di Vico, Fossato di Vico (Perugia), 1860 - 1964
Altre denominazioni:
Comune di Fossato di Vico
Il 19 agosto 1860 a Fossato si tenne l'ultimo pubblico consiglio sotto il pontificato di papa Pio IX. Con il R.d. 12 settembre 1860 si provvide a regolamentare il funzionamento degli organi preposti all'amministrazione periferica del nascente stato postunitario. Tale normativa segnò gradualmente il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento dei comuni, cioè da quello pontificio a quello del Regno d'Italia.
A Perugia s'insediò il regio commissario straordinario generale per le province dell'Umbria, marchese Gioacchino Napoleone Pepoli, cui si deve la Legge comunale e provinciale del 23 ottobre 1859, pubblicata con alcune modifiche in Umbria il 30 settembre 1860 con decreto n. 37. A seguito di ciò l'ordinamento comunale e provinciale del Regno di Sardegna e di tutti i territori annessi, fu oggetto di modifiche amministrative. Con il precedente decreto n. 5 del 17 settembre 1860, si dichiaravano sciolte le rappresentanze comunali esistenti ed si ordinava la formazione di commissioni municipali provvisorie che dovevano restare in carica fino a quando non si sarebbero svolte le elezioni comunali (Ministero dell'interno, Gli archivi dei governi provvisori e straordinari (1859 - 1861), vol. III Toscana, Umbria, Marche. Inventari, Roma 1962, pp. 347 - 360).
A Fossato il 16 settembre 1860, dando seguito al citato decreto e agl'ordini del generale Cadorna comandante la 13 divisione dell'esercito di sua maestà Vittorio Emanuele II, si riunisce il governo provvisorio alla presenza della magistratura composta dal Priore Giuseppe Venturi e dai membri anziani Felice Fabbri, Mattia Castellani e Giuseppe Pachini, che nomina a sua volta la giunta comunale, rappresentata da Marco Fabbri Calandrini, Giuliano Renzi e Antonio Bazzarri, i quali dichiarano di fare le veci del "Consiglio e della Comunale Rappresentanza" fino a nuovo ordine superiore (1). Nella successiva seduta del 20 settembre, si decretò l'istituzione di una guardia Cittadina o Nazionale con a capo un comandante ed un suo quartiere, per il mantenimento dell'ordine e la sicurezza delle persone e delle proprietà, tutto ciò in via provvisoria fino a nuove disposizioni (2).
Come prescritto dall'art. 74, i consigli comunali dovevano riunirsi in sessione ordinaria di primavera e di autunno, durante i quali venivano approvati bilanci e consuntivi; si dovevano revisionare le liste elettorali amministrative e politiche; veniva eletta la commissione per la scelta dei giurati. Si procedeva all'estrazione a sorte del quinto dei consiglieri e si dovevano stanziare fondi necessari per le spese obbligatorie quali quelle che occorrevano per la pubblica istruzione, per la sistemazione e manutenzione delle strade e cimiteri comunali e per il pagamento delle tasse governative e provinciali. Spettava loro inoltre la rinnovazione del quarto dei membri della Congregazione di carità ed elezione di quelli della giunta municipale in conformità dell'art. 28 della Legge 3 agosto 1862 sulle Opere pie (3).
Quanto all'adesione al Regno sabaudo, nel carteggio amministrativo è presente una lettera inviata dal presidente della provincia di Perugia, datata 27 ottobre 1860, dove si informa l'imminente "chiamata della provincia ad entrare per suffragio universale nella grande famiglia Italiana". Si propone inoltre la nomina di comitati nei singoli comuni per lo svolgimento delle operazioni per il plebiscito da tenersi entro il 4-5 novembre p.v. Tra i compiti loro assegnati c'è quello di scegliere tanti deputati quante sono le parrocchie comprese nel comune, fare proselitismo tra i contadini perché si rechino a votare, mostrando un profondo esempio patriottico sull'esempio "delle Romagne, della Toscana, dei Ducati, ed ora del regno di Napoli i Deputati si adopereranno perché le singole case di campagna inalberino piccole bandiere Tricolori, onde emanciparle con'atto estrinseco dall'influsso Parrocchiale". Il comitato fossatano era costituito da Epifanio Colbassani e Giuliano Renzi (4). A seguire la circolare n. 283 P. G. riparto III, del regio Commissario Generale G. N. Pepoli, avente ad oggetto alcune precisazioni circa l'articolo secondo del Decreto 21 ottobre 1860 sul plebiscito. Si precisa infatti che sono chiamati al voto, avendone diritto, tutti quei cittadini che compiuto il ventunesimo anno, godono dei diritti civili. Ne sono esclusi tutti coloro i quali sono colpiti da condanna o la morte civile o la interdizione da tutti i diritti civili, in stato di prigionia o condanna o in corso di procedura e infine quelli che per voti religiosi si trovano parificati ai minori (5). La copia del verbale di plebiscito presente in archivio, datata 4 novembre 1860, riporta la formula: "Volete far parte della Monarchia costituzionale del Re Vittorio Emanuele?", allo scopo di conoscere la volontà nazionale. La commissione municipale, a quanto si legge, si riunì e dichiarò aperta la votazione, a cui parteciparono 336 votanti, alla chiusura della quale, l'urna contenente le schede venne "suggellata" col sigillo comunale alla presenza dell'intera commissione e del segretario comunale Andrea Colbassani (6) . Purtroppo non vi è traccia dell'esito della votazione medesima.
A seguito dell'annessione al Regno d'Italia si costituisce un'unica "Provincia dell'Umbria" con capoluogo Perugia, comprese quattro ex provincie pontificie: Perugia, Spoleto, la Sabina (Rieti) e Orvieto. Nel 1862 la provincia così organizzata viene suddivisa in 178 comuni e 124 appodiati, distribuiti in 6 circondari e 31 mandamenti. Il quarto circondario costituito da Foligno, è composto da 5 mandamenti ordinati in comuni e loro appodiati. Il comune di Fossato è incluso nel terzo di questi mandamenti cioè quello con a capo Gualdo Tadino (7).
In una istanza il comune di Fossato chiede un'ulteriore proroga per le elezioni comunali e provinciali, ma nella risposta del vice-commissario regio Berardi, evidenziata dalla circolare 6 novembre, si dichiara che il regio commissario con suo telegramma ha ordinato e fissato improrogabilmente il termine per il giorno 11 novembre. Adeguandosi a di tale disposizione il 2 dicembre il consiglio comunale procede alla nomina di 15 consiglieri, e stante le dimissioni del sindaco Giacomo Rossi viene nominato in surrogazione Giuseppe Pachini (8).
Il Regio Commissario Generale Pepoli nel riassetto amministrativo del nascente stato, si preoccupò inoltre di istituire un ufficio di statistica tale da individuare le risorse materiali e intellettuali presenti nel territorio. Tale ufficio aveva il compito di valutare attraverso quesiti, lo stato dell'istruzione pubblica e privata, la condizione delle strade nazionali, provinciali e comunali, la situazione delle amministrazioni comunali, delle attività industriali e agricole, della pubblica igiene e beneficenza, non dimenticando quella della giustizia e dei corrispondenti sistemi penali. A correlazione di tale innovazione viene promulgata la legge 31 ottobre serie n. 92, con la quale viene realizzato in Umbria lo Stato Civile. Per mezzo di commissari regi, ad ogni comune vennero trasmessi i registri da tenere per una regolare conduzione degli uffici, sotto la guida delle commissioni di statistica incaricate dell'istituzione dei medesimi. Si invitava infine l'amministrazione comunale a designare la persona cui affidare questo delicato incarico, a Fossato risulta nominato primo ufficiale di stato civile il signor Dario Rossi. In merito all'argomento statistico si riporta qui di seguito il risultato del "censimento enumerativo" della popolazione eseguito il 24 maggio 1861 su richiesta del Vice-Commissario di Foligno:
"Stato enumerativo della popolazione del comune di Fossato" Circondario di Foligno, Mandamento di Gualdo Tadino diocesi di Nocera"
Totale 2105 suddivisi in:
Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo di Fossato: 1050 (famiglie 176 maschi 524 femmine 526);
S. Cristoforo: 275 (famiglie 41 maschi 146 femmine 129);
S. Apollinare di Purello frazione: 528 (famiglie 82 maschi 287 femmine 241);
S. Pietro in vincoli di Colbassano 252 (famiglie 27 maschi 137 femmine 115)
Dall'atto risulta inoltre che il comune non ha appodiati. A conclusione, il Vice-Commissario di Foligno, invita gli ufficiali preposti a richiedere ai parroci i propri libri parrocchiali, i così detti Stati delle anime, per poter procedere in concreto all'attuazione della nuova normativa (9).
Nella seduta del 26 maggio 1861, gli organi collegiali di governo del comune di Fossato si costituiscono in consiglio e giunta, ovvero in: sindaco, due assessori e 12 consiglieri. Il sindaco viene designato con regio decreto di nomina 22 dicembre 1860 (10), nella persona di Giuseppe Pachini; assessore Mattia Castellani; consiglieri Giuseppe Venturi, Rinaldo Micheletti, Mario Castellani, Domenico Angeli, Giacomo Rossi, Filippo Lupi, Angelo Angeli; segretario comunale Giovanni Adriani; membri non intervenuti: assessore Antonio Bizzarri; consiglieri Biagio Bartoletti, Felice Fabbri, Pietro Fabbri, Luigi Micheletti, Mario Fabbri Calandrini (11). La giunta costituita dai due assessori Luigi Micheletti e Mattia Castellani, due membri supplenti nelle persone di Giacomo Rossi e Rinaldo Micheletti.
Dal consuntivo comunale di questi primi anni emergono le voci di introito e uscita del comune, da cui si rileva che tra gli impiegati figurano il segretario, il medico, il cursore, il moderatore del pubblico orologio, il postino, l'organista, il famiglio, il guardiano, il bollatore delle carni, il becchino, lo spazzatore delle strade, il maestro, il direttore delle congregazioni spirituali (12).
Rilevante per il suo esito è invece la seduta consiliare del 20 luglio 1862, in cui si da seguito al dispaccio n. 13341 del Regio Prefetto della Provincia Tanari, del 10 corrente, che invita il consiglio a definire una variazione o aggiunta al nome del comune, poiché si è riscontrata la presenza di molti casi di omonimia con evidente "imbarazzo" da parte della pubblica amministrazione. Il consiglio delibera di aggiungere "di Vico" accanto al nominativo Fossato (13), ma non è stato possibile reperire le motivazioni di tale scelta.
Nel corso degli anni seguenti non si sono rilevate interruzioni né variazioni dal punto di vista istituzionale nell'attività ordinaria degli organi collegiali, fino al periodo successivo alla prima guerra mondiale.
In seguito alle dimissioni presentate dai sedici consiglieri, componenti il consiglio comunale, nel 1923 l'amministrazione municipale viene sottoposta a commissariamento. Viene designato commissario prefettizio l'avvocato Sestilio Umberto Sergiacomi, nominato con decreto del R. Prefetto di Perugia 4 gennaio 1923, il quale nella relazione sulla gestione provvisoria che è chiamato a ricoprire, dichiara di aver assunto l'incarico quando erano già state fissate le elezioni amministrative per il giorno 21 gennaio (14). La sua prima deliberazione è in copia, ed è datata 16 gennaio 1923, la gestione commissariale termina il 25 febbraio 1923 (15).
Il consiglio e la giunta ritornano regolarmente in attività dall'11 marzo 1923 al 23 giugno 1926 (16), fin quando, con legge 4 febbraio 1926 n. 237, viene destinato nei comuni fino a 5000 abitanti un podestà di nomina regia. In ottemperanza a detta legge, a partire dal 13 luglio 1926 si insedia il podestà avvocato Luigi Lacquaniti (17), senza soluzione di continuità per l'alternanza di podestà e commissari prefettizi.
L'ultima deliberazione del 2 giugno 1944, spetta al commissario prefettizio Domenico Bazzoli, data che coincide con la caduta della Repubblica Sociale Italiana proclamata il 20 aprile 1944 (18).
Lo stesso Domenico Bazzoli ricopre per un brevissimo periodo dal 15 febbraio al 2 giugno 1944, anche la carica di Commissario del Capo della Provincia (19).
Dal 10 settembre 1944 riprende a deliberare il consiglio presieduto dal sindaco Gaetano Alfieri (20), il quale nella seduta del 15 ottobre porta a conoscenza i consiglieri che il numero dei membri che costituiscono la giunta deve essere aggiornato, a termine dell'art. 135 del T.U. 4 febbraio 1915, n. 148 e in conformità a quanto richiesto dalla Regia Prefettura di Perugia, con circolare n. 7229 Gab. Precisa inoltre che il comune di Fossato di Vico, in base ai dati del censimento della popolazione eseguito nel 1936, risulta avere un numero di 2982 abitanti e perciò ha diritto ad essere rappresentato oltre che dal sindaco anche da 4 assessori, due effettivi e due supplenti. Stante tutto ciò si procede a rivedere la composizione della giunta per riportare il numero dei componenti a quello fissato per legge.
Nella medesima seduta si delibera la costituzione del Comitato di liberazione Nazionale suggerita dall'autorità tutoria, con potere di voto consultivo e il compito di affiancare l'amministrazione comunale.
A seguito della presentazione delle dimissioni da parte del sindaco Alfieri e visto l'art. 24 del D.L. L. 7 gennaio 1946 n 1, vengono fissate per il giorno 7 aprile 1946 le elezioni amministrative. Il 18 aprile si riunisce il consiglio comunale presieduto dal sindaco uscente Nemesio Feliciani costituito da 19 membri piu' 3 della giunta uscente (22). Verificata la legalità e il rispetto delle disposizioni legislative, si procede all'elezione del sindaco da parte dei consiglieri eletti, nella persona del signor Sante Ceccacci e della nuova giunta composta da 4 membri .
Con l'indizione del referendum sulla forma istituzionale dello stato e l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente che si terrà il 2 giugno 1946, il consiglio nella seduta del 18 maggio nomina gli scrutatori per tale giudizio popolare.
Successivamente alle dimissioni del sindaco Ceccacci, dal 1 luglio 1948 al 2 dicembre 1948 si ha un nuovo commissariamento gestito da Vincenzo Meini (23). Con le elezioni del 21 novembre dello stesso anno e la nomina a sindaco di Adenico Castellani, il consiglio comunale riprende regolarmente la sua attività amministrativa.
1. Cfr. ASCF, Carteggio amministrativo b. 3, ff. 12 - 14.
2. Ibid,, f. 12.
3. Ibid., b. 13, f. 24.
4. Ibid., b. 3, f. 15.
5. Ibid., f. 15.
6. Ibidem.
7. Ibid., b. 3, f. 1.
8. Ibid., b. 3, f. 12. I consiglieri eletti sono: Marco Fabbri Calandrini, Antonio Bizzarri, Giuseppe Venturi, Giuseppe Pachini, Luigi Micheletti, Mattia Castellani, Giacomo Rossi, Filippo Lupi, Pietro Fabbri, Mario Castellani, Biagio Bartoletti,, membri non intervenuti: Rinaldo Micheletti, Domenico Angeli, Felice Fabbri.
9. Ibid., b. 1, f. 1.
10. Cfr. ASCF, Carteggio amministrativo, b. 6, f. 21.
11. Cfr .ASCF, Verbali delle deliberazioni del consiglio comunale, reg. 1, c. 1r.
12. Ibid., b. 3, f. 11.
13. Ibid., b. 10, f. 20.
14. Cfr. ASCF, Carteggio amministrativo, b. 103, f. 1.
15. Cfr. ASCF, Verbali delle deliberazioni della giunta municipale, reg. 5, cc. 27v - 29v.
16. Ibid., cc. 29v - 92v.
17. Ibid., c. 93r.
18. Cfr. ASCF, Verbali delle deliberazioni del Podestà, registro n. 3, pp. 360 - 399.
19. Ibid., pp. 399 - 409.
20. Ibid., p. 409.
21. Cfr. ASCF, Verbali delle deliberazioni del consiglio, reg. 3, c. 515v. I 19 membri eletti risultano essere: Sante Ceccacci, Mario Girala, Luigi Gonfaloni, Carlo Galassi, Silio Micheletti, Nello Baldelli, Gino Stacchiotti, Epifanio Guerrieri, Venturino Colbassani, Nazzareno Bucefalo, Giuseppe Guerrieri, Orlando Carletti, Emidio Castellani, Tommaso Nardi, i 3 della giunta: Agostino Biscontini, Elsidio Dolci, Abramo Galassi.
22. Ibid., c. 517r. La giunta è così composta: Giuseppe Guerrieri, Gino Stacchiotti assessori effettivi-anziani, Carlo Galassi e Epifanio Guerrieri assessori supplenti.
23. Ibid, reg. 9, pp.52 - 126.
Redazione e revisione:
Eleonora Giovagnoli, 01/12/2003, ordinamento ed inventariazione