Storia archivistica: Il fondo è pervenuto all'Opera del Duomo nel 1906 a seguito della donazione effettuata dalla contessa Maria Cristina Piccolomini Febei, la quale destinava per legato testamentario (1904) all'ente la parte che le spettava dell'archivio di famiglia. Le carte erano pari a 1/15 dell'intero patrimonio documentario, che risulta fosse conservato presso la villa di San Giorgio (Morrano) di proprietà della famiglia Piccolomini. Il resto dell'archivio era offerto in vendita dagli altri eredi. Non potendo aderire alla proposta di acquisto, l'Opera incaricò della selezione dei pezzi da prelevare Luigi Fumi, il quale scelse i volumi riguardanti la storia di Orvieto. Il prelievo scompaginò un ordine che il materiale certamente aveva, e che è testimoniato dalle segnature originali conservate, formate da una lettera dell'alfabeto seguita da cifre romane, che suggeriscono una disposizione topografica del materiale. A Orvieto sono rimasti alcuni pezzi contrassegnati dalle lettere A, B, C, F, H. Probabilmente all'atto dell'acquisizione da parte dell'Opera del Duomo fu redatto un elenco dall'archivista don Alceste Moretti e fu assegnato un numero progressivo ai volumi e ai fascicoli condizionati in buste. Il criterio adottato dall'archivista sembra essere stato quello di distinguere innanzi tutto le unità con legatura da quelle senza legatura, vale a dire i volumi (indipendentemente dall'argomento, dalla cronologia e dal fatto di essere manoscritti o a stampa) dai fascicoli. Questo elenco ha costituito sino a oggi lo strumento di corredo di questo archivio, molto consultato dagli studiosi.
Il fondo è conservato al secondo piano del palazzo dell'Opera del Duomo (Piazza Duomo, 26) all'interno di un armadio ligneo.
L'incarico di riordinamento e inventariazione dei fondi archivistici "Nuova Fenice" e "Cartari - Coelli - Febei", aggregati all'archivio dell'Opera del Duomo d'Orvieto, è stato affidato il 21/12/2007 alla dr.ssa Laura Andreani, in seguito al finanziamento concesso dal Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale per gli archivi e compreso nel piano di spesa 2007 della Soprintendenza archivistica per l'Umbria.
Il coordinamento scientifico è stato affidato al dr. Carlo Rossetti, funzionario della stessa Soprintendenza.
Il lavoro, che prevedeva l'utilizzazione del software Sesamo 4.1, è iniziato il 14 gennaio 2008 e si è concluso l'11 novembre 2008 (1).
1. Fonti archivistiche: Archivio dell'Opera del Duomo di Orvieto, Deliberazioni, aa. 1905 - 1909, cc. 53r - 55r; e Deliberazioni, aa. 1909 - 1914, pp. 52 e segg.
Contenuto: Il fondo è composto da 120 unità suddivise in 51 volumi, 47 fascicoli, 1 incisione in rame e 21 sottounità (testamenti schedati singolarmente) che vanno dal 1505 al 1855. La parte più cospicua è formata da lettere rilegate in volume, memorie famigliari, genealogie di illustri casate orvietane e, in misura minore sono conservati atti giudiziari e istrumenti notarili, produzione storiografica (storia di Orvieto in forma annalistica, storia di alcune località limitrofe), componimenti poetici, disegni e incisioni e volumi a stampa.
Criteri di ordinamento:
In fase inventariazione sono state create le serie, che sono state disposte in ordine logico per individuare il materiale propriamente d'archivio, relativo alle carte di famiglia e quelle prodotte nello svolgimento delle attività professionali dei componenti, dagli interessi culturali e scientifici.
Documentazione collegata:
Archivio Cartari-Febei conservato presso l'Archivio di Stato di Roma.
Redazione e revisione:
Andreani Laura, 11/11/2008, riordinamento ed inventariazione / Rossetti Carlo, 11/11/2008, riordinamento ed inventariazione
Bibliografia:
Andreani Laura, Rossetti Carlo, "L'archivio dell'Opera del Duomo di Orvieto e i suoi archivi aggregati: organizzazione e gestione"