Storia archivistica: Nel corso degli anni il fondo giudiziario del comune di Gualdo Tadino ha subito diversi spostamenti di sede: questo da sempre è stato conservato insieme al materiale documentario costituente l'archivio storico del comune e, di conseguenza, ha subito gli stessi spostamenti di sede. Da una analisi della documentazione conservata presso l'archivio della Sovrintendenza archivistica per l'Umbria, (1) è stato possibile ricostruire le vicissitudini del fondo giudiziario.
Le prime notizie inerenti al suddetto archivio risalgono al 10 gennaio 1943 data in cui viene compilata la relazione del dott. Ruggero Guerrieri, Ispettore onorario alle antichità e bibliografia, in seguito a quanto previsto dalla legge 22.12.1939 n. 2006 sul nuovo ordinamento degli Antichi Archivi del Regno (2). Il giudiziario all'epoca risultava costituito da 629 "mazzi e pacchi di incartamenti raggruppati sotto le seguenti rubriche: Atti politici, Atti criminali, Atti civili, Corrispondenza varia, Curia e fisco, Querelari, Polizia, Registri udienze, Citazioni, Comparse ed Esami testimoniali, Leggi, Protocolli, Miscellanea". La documentazione viene descritta come in buono stato conservata insieme all'archivio comunale antico e all'archivio notarile "in attigui, ma separati, spaziosi e bellissimi ambienti recentemente sistemati per tale scopo in un edificio cittadino".
Dalla relazione del 31 luglio 1954 risulta che l'archivio è conservato nell'ex convento di S. Agostino, al numero civico 14. A seguito della visita ispettiva effettuata dall'ispettore Cecchini il 16 febbraio 1957, il materiale documentario relativo al giudiziario risulta ancora conservato nell'ex convento di S. Agostino, poi adibito a scuola elementare e appartenente all'opera pia Asilo infantile, in una stanzetta attigua a quella dove era conservato l'archivio storico del comune. Nella relazione viene specificato che il giudiziario è costituito da 500 buste e filze di atti civili e criminali, di carteggio, di materiale documentario relativo al fisco, alla polizia, alla curia e alla miscellanea dal 1624 al 1860. La conservazione viene definita buona e si parla di materiale privo di inventario. L' archivio della Pretura viene segnalato all'interno di una stanza attigua umida e in uno stato di completo disordine.
Non ci sono pervenute notizie circa la collocazione dell'archivio negli anni 1955-1978.
Nel 1979, l'archivio è conservato nella Rocca Flea in un locale gravemente danneggiato dall'umidità. A causa di questo motivo vengono ricordati, dalla Soprintendenza archivistica, al sindaco Carlo Gubbini gli obblighi del D.P.R. 30 settembre 1963 n. 1409. Il 6 gennaio 1981 viene fatto un esposto alla Magistratura. Nella lettera inviata al procuratore della Repubblica (prot. n. 14/VIII.3.1.23) dalla Soprintendenza Archivistica viene denunciata una situazione quasi drammatica della conservazione dell'intero archivio, tanto che, continuando il Comune ad essere inadempiente nei confronti degli obblighi previsti dalla legge per la tutela del proprio patrimonio documentario venne più volte sollecitato a programmare degli interventi che ponessero fine a questa incresciosa situazione (3).
Dopo aver accertato che nulla era stato fatto per una migliore salvaguardia della documentazione e che la situazione rimaneva allarmante come quella già descritta nelle precedenti relazioni, il 14 ottobre 1981 l'Amministrazione invita la Soprintendenza archivistica, con telegramma, ad accertare l'idoneità di nuovi locali (3 stanze in buono stato nella Rocca Flea) per conservare temporaneamente l'archivio in attesa dell'ultimazione dei lavori del complesso di Santa Chiara, destinato dall'Amministrazione a sede stabile per la documentazione storica. Durante la visita effettuata, a seguito della lettera n.230051 del 29 ottobre 1982 della procura della Corte dei Conti, il 24 novembre 1982 viene constatato che "Nulla è mutato circa le pessime condizioni di conservazione dell'archivio nella Rocca Flea" (4). Il 30 maggio 1983 viene presa visione del locale posto in via del Soprammuro, individuato come nuova sede per gli archivi dall'Amministrazione Comunale.
Il 5, 6 novembre 1984, inizia il trasferimento del materiale dalla Rocca Flea nei locali situati in via del Soprammuro. E' il sindaco Gino Bedini che ne informa la Soprintendenza con una lettera del 22 dicembre 1983 (5). Una volta trasferito tutto l'archivio, la sede si dimostra comunque inadeguata per la conservazione delle carte, tanto che funzionari della Soprintendenza archivistica suggeriscono al sindaco di trasferire l'intera documentazione presso l'Archivio di Stato di Perugia.
Nei mesi di luglio-settembre 1989 si procede al trasferimento dell'archivio storico da via del Soprammuro ai locali dell'ex Croce Bianca, dove rimarrà fino al 1993 (relazione del 6 dicembre 1993 firmata dal soprintendente L. Londei) (6). Nel gennaio-marzo del 1994 l'archivio viene di nuovo trasferito dai locali dell'ex Croce Bianca in quelli dell'appartamento del custode dell'ex carcere mandamentale a Palazzo Coccoli (come risulta dal nulla osta della Soprintendenza firmato dal soprintendente M. Squadroni il 20 gennaio 1994).
Il 24 maggio 1996 una parte della documentazione subisce l'ennesimo trasferimento in altre stanze del carcere.
Al 30 marzo 1999 risale il nulla osta concesso dal Ministero di grazia e giustizia al trasferimento dell'archivio su richiesta del sindaco di Gualdo Tadino nei locali restaurati di via Bersaglieri a piano terra del complesso edilizio che ospita la scuola elementare "Domenico Tittarelli". Il fondo giudiziario è qui conservato insieme all'archivio storico comunale e all'archivio notarile mandamentale.
1. Archivio della Soprintendenza Archivistica per l'Umbria, da ora ASAU, "Gualdo Tadino. Affari generali", VIII. 3-38.
2. ASAU, "Gualdo Tadino. Mezzi di corredo", VIII. 3-38.
3. Tale situazione fu denunciata anche dalla stampa: in "Paese sera" del 26.08.1979 comparve l'articolo intitolato "Ormai va in pezzi la Rocca Flea"; su "La Nazione" del 9.01.1980 comparve l'articolo scritto da Sergio Ponti consigliere del direttivo di Italia Nostra.
4. ASAU, "Gualdo Tadino. Mezzi di corredo", VIII. 3-38.
5. ASAU, "Gualdo Tadino. Mezzi di corredo", VIII. 3-38.
6. ASAU, "Gualdo Tadino. Mezzi di corredo", VIII. 3-38.
Contenuto: Il fondo del Governatore di Gualdo Tadino è composto da 991 unità suddivise in 464 registri e 526 buste che vanno dal 1492 al 1860.
Criteri di ordinamento:
Il materiale documentario è stato rinvenuto, ammassato sulle scaffalature, in uno stato di estremo disordine e particolarmente sporco. Si è proceduto all'individuazione di 30 serie nelle quali, dopo averle depolverizzate, sono state riordinate cronologicamente le singole unità. Il materiale documentario riordinato nella serie "Processi criminali" è costituito da fascicoli processuali da noi ritrovati, sulle scaffalature, legati con spago in grandi pacchi, questi ultimi probabilmente creati più per comodità di trasferimento che non frutto di un precedente reale riordinamento del materiale stesso. Per quanto riguarda la documentazione in carte sciolte giunta sino a noi in faldoni originali, dopo averla depolverizzata, si è provveduto a fascicolarla ed imbustarla in nuovi contenitori quando quelli vecchi erano molto rovinati. Dei vecchi è stata comunque conservata, nelle nuove buste, la costa; il titolo originale, là dove presente, è sempre stato indicato nella schedatura nell'apposito campo della scheda unità, riportato tra virgolette. I fascicoli sono annuali e tutti numerati. In alcuni casi è stato necessario dividere il materiale di uno stesso anno in due buste, quindi si è dato al fascicolo della seconda busta di quell'anno lo stesso numero di quello della busta antecedente preceduto dalle parole "segue fascicolo"
Nel caso dei registri va detto che sono in parte in cattivo stato di conservazione, soprattutto a causa dei danni provocati nel supporto cartaceo dall'umidità, la maggior parte è privo di coperta. Ogni registro danneggiato è stato opportunamente segnalato nell'apposito campo della scheda unità.
Nel caso di unità costituite da filze, queste sono state condizionate all'interno di cartelline in buste. E' stata comunque considerata e numerata come unità, ovviamente, la filza stessa.
All'interno di ogni serie sono state sempre segnalate, laddove presenti, le buste o i registri relativi al periodo della Repubblica francese (1798 - 1799); dell'Impero francese (1809 - 1814) e della Repubblica romana (1849).
Quando nei pezzi si accavallano le date, essenzialmente nei registri, l'anomalia è sempre stata segnalata ed è stata specificata la causa di tale sovrapposizione cronologica all'interno del campo "note" nelle schede unità.
Di tutte le unità sono state sempre segnalate le vecchie segnature nell'apposito campo "Segnature precedenti" della scheda unità.
Nel campo "Contenuto" della scheda complesso archivistico sono state sempre segnalate anche le lacune cronologiche di ogni serie.
Va comunque sottolineato che per quanto riguarda i precedenti interventi di riordinamento questi laddove presenti sono stati segnalati all'interno delle introduzioni alle singole serie, nel campo "contenuto" delle relative schede "complesso archivistico".
Per quanto concerne precedenti interventi di riordinamento e restauro di questo archivio, va ricordato che Domenico Arduini, molto probabilmente nel 1843, mise mano ai registri degli "Atti civili" e alle filze della serie "Iura diversa". Che tale intervento sia dell'Arduini si può dedurre confrontando la scrittura presente sul dorso dei registri degli atti civili, con la mano che appone la sua firma nei volumi che oggi costituiscono il fondo diplomatico dell'archivio storico del comune di Gualdo Tadino (1) in cui l'Arduini ha operato con certezza; inoltre la stessa mano ha scritto le date e la definizione "miscellanea" sui fogli di carta usati in alcuni casi come coperta delle filze appartenenti alla serie " Iura diversa" (2).
1. Archivio storico del comune di Gualdo Tadino, ASCGT. Per ulteriori chiarimenti si cf. il Fondo diplomatico, e l' Inventario dei fondi del suddetto archivio.
2. R. GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino, Gubbio, Scuola Tipografica "Oderisi", 1933 - XI: pag. 47.
Redazione e revisione:
Civitareale Maria Pia, 10/03/2003, ordinamento ed inventariazione / Fratta Cristina, 10/03/2003, ordinamento ed inventariazione