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Governatore di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1492 - 1860

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1492 - 1860
  • Intestazioni:
    Governatore di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1492 - 1860
  • Altre denominazioni: Governatore di Gualdo Tadino
  • Nel fondo Giudiziario di Gualdo Tadino si conservano testimonianze a partire dal 1492. Tra i documenti che ci sono pervenuti non si è trovata notizia alcuna del Podestà quale magistratura giudicante, che pure avrebbe dovuto essere presente poiché tale figura, esercitava in Gualdo la giurisdizione civile e penale fin dalla prima metà del 1200 e cioè fin dai tempi di Federico II che, entrato in Umbria nel 1239, aveva concesso alla comunità gualdese tra numerosi privilegi anche il diritto di eleggere liberamente il proprio Podestà (1). Scomparso Federico II, Gualdo pur facendo parte del Ducato di Spoleto, nel penultimo decennio del secolo XIII, fece atto di sottomissione a Perugia con un atto dell' 11 settembre 1292 (2).
    A fasi alterne, negli anni che seguirono, Gualdo si ritrovò ora sotto Perugia, alla quale ripetutamente fece atto di sottomissione, ora sotto Spoleto che a più riprese cercò di affermare il proprio dominio giuridico cercando di contestare ai gualdesi anche il diritto di eleggere il Podestà.
    In questo periodo (fine secolo XIII - prima metà del secolo XIV) il giudizio si svolgeva sempre davanti al Podestà di Gualdo, coadiuvato da un Giudice e da un Notaio; la sentenza emessa veniva poi esposta davanti al Consiglio Generale appositamente convocato. Il concetto di Giustizia, a quanto pare, era alquanto diverso dal nostro: gli omicidi venivano condannati solo a una pena pecuniaria più o meno alta e alla costruzione, a proprie spese, di una parte delle mura che recingevano Gualdo. A queste pene si aggiungevano spesso il bando temporaneo o perpetuo dal territorio nonché la confisca parziale o totale dei beni a favore del Comune o della parte lesa. Nell'eventualità poi che il reo, quasi sempre fuggitivo e contumace, non si fosse presentato per scontare la pena, questa sarebbe stata notevolmente aggravata fino ad arrivare alla morte per impiccagione, per decapitazione o per rogo; al taglio della lingua, di un piede o di una mano; alla devastazione delle case e delle terre appartenenti al condannato; alla segnatura con marchio rovente sulla fronte e altro ancora. Va infine osservato che il furto, l'aggressione a scopo di rapina, i danneggiamenti della proprietà altrui venivano puniti più severamente dell'omicidio e, nel caso in cui a compiere il misfatto si fosse trattato di un recidivo ne veniva subito decretata la morte (3).
    Verso la metà del XIV secolo il Ducato di Spoleto perse sempre più l'influenza su Gualdo che vide rafforzarsi il dominio di Perugia. Nel 1356 si stabilirono infatti nuovi patti tra le due città (4), come pure nel 1376 e nel 1378, momento in cui Perugia invia ai gualdesi un nuovo statuto in cui sancisce la propria supremazia delineando minutamente l'amministrazione della giustizia (5). Di conseguenza si rivelarono fondamentali anche per Gualdo i capitoli concordati nel 1424 tra Perugia e Martino V che prevedevano l'affidamento della città ad un Legato: in essi viene legittimata inoltre la sopravvivenza dell'ordinamento cittadino sottoponendolo però alla supervisione da parte del Legato o del vicegerente generale (6).
    Teatro dei condottieri di ventura, Gualdo nel 1459 viene ricondotta da Iacopo Piccinino alla Chiesa e annessa al Distretto pontificio di Spoleto e Foligno, sotto il governo del Legato pontificio a capo del distretto.
    Il 22 novembre 1489 viene emanata ad opera del governatore di Gualdo, Nocera, Assisi e Foligno, Giulio Cesare Cantelmo una importante Costituzione sul funzionamento della Magistratura in particolar modo di quella comunale.
    Va ricordato come il governo pontificio nella gran parte del secolo XV cercò di imporre il sistema delle costituzioni albornoziane (7) in cui la giurisdizione dei capi delle Province (sistema con il quale era ripartito l'intero territorio dello Stato) non era sostitutiva ma coordinatrice e uniformatrice di quella delle autorità locali. Questi ruoli avevano l'accezione politica di sicuro prevalente su quella amministrativa tanto che a capo delle province furono nominati cardinali e prelati. Tali figure sul finire del XV e all'inizio del secolo XVI pur rispettando gli organi locali e le norme statutarie ne condizionarono enormemente l'esistenza sia agendo direttamente sugli antichi statuti sia intervenendo nelle operazioni elettorali (8).
    Durante il XVI secolo il sistema dei governi provinciali di ampie estensioni, fu man mano sostituito da una riorganizzazione dello Stato in Distretti, di sicuro più limitatamente estesi comunque sempre direttamente sottoposti alle autorità centrali, e in Legazioni dove rimase in vita il sistema già preesistente.
    Nel 1513 Gualdo venne distaccata dalla Legazione di Perugia divenendo così una Legazione autonoma voluta da papa Leone X che in questo modo poneva il territorio gualdese sotto il diretto controllo della Santa Sede in quanto luogo di fondamentale importanza strategica nel progetto di annessione allo Stato del Ducato di Urbino, nel tentativo di sottrarlo al dominio di Francesco Maria della Rovere (9). Probabilmente alla creazione della Legazione autonoma di Gualdo era sotteso anche il desiderio di assegnarla a un cardinale rimanendo fedeli da parte della Santa Sede al progetto di concentrazione di uffici, benefici e prebende nelle mani degli alti prelati che in questo modo vedevano soddisfatte le proprie esigenze finanziarie e le loro funzioni nell'ambito dello Stato (10).
    L'ufficio di Legato a Gualdo fu affidato per la prima volta al cardinale Antonio Ciocchi Del Monte incaricato dallo stesso Leone X, il cui breve non è rintracciabile, e riconfermato da Clemente VII in data 24 dicembre 1530 (11) con un breve in cui il legato viene definito "perpetuus gubernator et administrator" concedendo in tal modo nuovamente l'incarico vitalizio, caratteristica questa propria dell'ufficio gualdese.
    Il Legato, completamente autonomo rispetto al governatore di Perugia, ha un rapporto diretto con il pontefice e svolge funzione politica di collegamento tra di esso e i maggiorenti locali, inoltre interviene direttamente nell'attività normativa della comunità. L'intervento del legato risulta evidente in modo particolare nella redazione dello Statuto di Gualdo del 1522 (12) in cui, i continui aggiornamenti presenti nel testo, rendono evidente la sua superiorità sulle magistrature locali sancita soprattutto dalla presenza del suo Luogotenente. Tale ufficiale era nominato direttamente dal legato pontificio e a differenza di quest'ultimo doveva risiedere in loco, a Gualdo nella Rocca Flea, non era inoltre sindacabile da altri e rispondeva del proprio operato unicamente al legato stesso; nello statuto suddetto si legge, tra l'altro, che il luogotenente interveniva direttamente nella formulazione delle liste degli eleggibili durante il rinnovo delle cariche comunali (13) nonché in fase decisionale in quanto un'altra norma statutaria stabiliva che il Consiglio generale non poteva discutere questioni senza avergliele in precedenza sottoposte (14).
    Risulta quindi evidente che la forma di governo instaurata durante la Legazione autonoma in Gualdo era diarchica in quanto insieme alle magistrature pontificie dalle competenze di sicuro preminenti, come già accennato, coesistono quelle municipali e le diverse magistrature si ritrovano elencate e descritte nelle competenze, proprio nello Statuto del 1522 (15) cui è opportuno fare qualche cenno in particolare per le cariche riguardanti l'ambito giudiziario. La figura del Podestà che come carica scomparve intorno alla metà del XVI secolo; durava in carica sei mesi, ed aveva quelle competenze che nel periodo della Legazione autonoma divennero proprie del Luogotenente.
    I Priori e il Gonfaloniere a differenza del Podestà, perdurarono nel tempo; deputati all'amministrazione degli affari della comunità essi erano anche giudici appellationum et reformationum causarum. La prima domenica, dall'inizio del loro mandato, si teneva il Consiglio generale sull'interesse pubblico, ma i Priori non potevano far eseguire nessuna proposta se questa non era stata approvata in precedenza dal Consiglio segreto ad eccezione di suppliche speciali che venivano presentate direttamente al Consiglio generale.
    I Notai delle cause civili erano tenuti ad essere presenti alle udienze e a registrare le dichiarazioni delle parti interessate, dei testimoni , i mandati dei procuratori ecc. e a redigere "in filza" diversi atti. Il Camerario e cancellerie era un ufficiale deputato alla finanza comunale ed aveva inoltre la funzione di ufficiale maggiore del danno dato; poteva altresì attribuirsi la carica di cancelliere del comune provvedendo alla registrazione degli atti ufficiali delle varie magistrature e alla conservazione della documentazione relativa.
    I tre Baiuli o messaggeri erano indicati come accompagnatori dei funzionari nell'espletamento di vari uffici o come latori di ambasciate e venivano nominati dal Luogotenente: uno era posto alle dipendenze del Luogotenente stesso o del Podestà o del Milite, a seconda delle necessità, il secondo era al servizio dei Priori, il terzo infine era al servizio degli ufficiali del danno dato.
    Il Milite era l'agente dell'esattoria della Camera apostolica e del comune, ma era anche addetto alla cattura dei condannati alla pena capitale, alla mutilazione, ed altre pene corporali e pecuniarie. Conduceva i condannati sul luogo dove si sarebbe svolta la pena capitale e insieme al baiulo andava a riscuotere casa per casa denari o pegni (16).
    La Legazione autonoma durò diversi anni e l'ultimo legato assegnato a Gualdo fu Carlo d'Angennes dei signori di Rambouillet nominato il 9 luglio 1578: alla sua morte avvenuta nel 1587 il pontefice Sisto V soppresse la legazione ricollocando la comunità gualdese nella giurisdizione del Legato di Perugia e dell'Umbria (17).
    Fu proprio Sisto V a promuovere, insieme con altri visitatori apostolici, la visita nelle province umbre di mons. Innocenzo Malvasia che a proposito di Gualdo riferisce che: " Doppo la morte del Ramboglietto ... Hora vi si deputa un Commissario spedito per patente del Cardinale capo della Consulta, con facoltà di segnar le suppliche eccetto che nelle cause gravi dandosi hora il ricorso a Perugia". Il Commissario doveva risiedere nella Rocca Flea ma essa "... per la distanza, et qualità del sito, torna in grande incommodo al Magistrato ... onde ordinai che la Comunità facesse ressettar il Palazzo del Podestà et che il Commissario dovesse trasferirvi ad habitarvi almeno nell'Inverno". A proposito ancora di come venisse amministrata la giustizia ci informa che : " Il Danno dato insieme alla thesoreria è del signor Abbate di la Genga che l'ha appaltato et vi tiene un Ministro che lo essercita ... La Cancelleria Criminale è unita al danno dato et la essercita il medesimo affittuario, il quale risponde due scudi al mese. La Cancelleria Civile si essercita dalli Notari della terra la quale è molto debole, perché si fanno pochissime cause, ne hanno più che un bolognino per atto et non rispondono cosa alcuna"(18).
    Durante il breve pontificato di Sisto V (1585-1590) la tendenza accentratrice dello Stato della Chiesa si fece ancora più evidente e con la costituzione Immensa Aeterni Dei del 22 gennaio 1588, il pontefice decentrò i poteri a 15 diverse congregazioni cardinalizie. Fra di esse la IX o "Congregazione degli sgravi" fu uno dei rami che confluì a formare la S. Congregazione del Buon Governo, istituita da Clemente VIII con la bolla Pro Commissa il 15 agosto 1592, che ebbe diretta competenza sulla gestione economica dell'intero Stato ecclesiastico (19). La Congregazione della Sacra Consulta, già esistente ai tempi di Paolo IV, venne riorganizzata e trasformata in un organo con precise competenze su tutta l'amministrazione della giustizia penale nonché fu deputata alla vigilanza sul governo politico delle comunità, sull'ordine pubblico e sulla formazione dei loro organi di governo (20). Gualdo e il suo territorio divennero così, un'ordinaria provincia dello Stato Pontificio, compresa nella giurisdizione del Governatore di Perugia, con a capo un magistrato denominato Commissario apostolico, comunque sottoposta alla giurisdizione delle due magistrature centrali deputate alla vigilanza e controllo di quelle locali, la Congregazione della Sacra Consulta e quella del Buon Governo (21). I Commissari apostolici che disponevano di pieni poteri e duravano in carica un anno si succedettero regolarmente fino agli inizi del 1798.
    Nel febbraio del 1798 anche l'ultima parte dello Stato pontificio cadde nelle mani dei francesi che diedero vita alla Repubblica Romana. L' intero territorio fu ristrutturato e diviso in otto Dipartimenti; ciascun dipartimento fu diviso in Cantoni e i cantoni in Comuni.
    Presso ogni amministrazione dipartimentale e cantonale era insediato un prefetto consolare che aveva il compito di vigilare sull' operato delle amministrazioni alle cui riunioni egli, a somiglianza dei governatori pontifici, partecipava senza diritto di voto. Tale struttura aveva esclusivamente funzioni amministrative in quanto quelle giudiziarie furono affidate ad un sistema di tribunali, civili e penali, del tutto separato dalle strutture amministrative e legislative, sia centrali che periferiche (22). L'Umbria fu divisa in due Dipartimenti: il dipartimento del Clitunno, con capoluogo Spoleto e il Dipartimento del Trasimeno con capoluogo Perugia. Gualdo, compresa nel Dipartimento del Trasimeno, divenne capoluogo di cantone con un suo Prefetto.
    Il 7 agosto 1799 cadde la Repubblica Romana e il territorio fu invaso dalle truppe austriache; il 10 agosto dello stesso anno venne istituita la Cesarea regia reggenza provvisoria di Gualdo (organizzata dagli austriaci) che dipendeva da quella di Ancona e che qui prese il nome di Governo Provvisorio Pontificio di Gualdo. Il sogno di autogoverno dei gualdesi fu presto destinato a svanire poichè nel 1800 la città venne restituita dall'imperatore Francesco II a papa Pio VII. Il nuovo pontefice si servì del riformista Ercole Consalvi che ripartì il territorio in sette Delegazioni apostoliche in cui l'ordinamento giudiziario fu esercitato dal Delegato apostolico che di fatto continuava ad espletare le funzioni e i poteri dell'antico Governatore.
    Questo stato di cose ebbe breve vita, infatti nel giugno 1809 gran parte dell'Umbria insieme con il Lazio venne annessa all'Impero francese. Fu attuato un nuovo ordinamento territoriale basato sui Dipartimenti a capo dei quali era un Prefetto; ognuno di essi era coadiuvato da un Sottoprefetto deputato alla direzione del Circondario; il Circondario era suddiviso in Cantoni che di fatto rappresentavano la circoscrizione del Giudice di Pace , ufficio giudiziario di più basso livello (23).
    A Gualdo, inizialmente annessa al cantone di Nocera, (e forse appunto per questo nell'archivio giudiziario del comune si conserva anche il giudiziario di Nocera proprio a partire dal 1809) in seguito alle grandi richieste della popolazione fu concessa di nuovo la qualifica di Capoluogo di Cantone di Giustizia e Pace, sempre nel Distretto di Foligno e Dipartimento del Trasimeno, con residenza di un Giudice di Pace (24). A tale proposito va ricordato che nell'archivio storico del comune di Gualdo, tra la documentazione dell'archivio giudiziario è stato possibile individuare con precisione e riordinare separatamente come fondo, quella appartenente al Giudice di Pace il cui ufficio a Gualdo è collocabile tra le date 4 gennaio 1809 e 2 maggio 1814: tale fondo risulta costituito da tre buste e tre registri.
    In questi anni Gualdo tornò ad essere così terra di confine tra l'Impero francese e il Regno Italico con una sede di dogana situata lungo la via Flaminia, a Osteria del Gatto (Fossato di Vico) (25).
    Tra l'inizio del 1814 grazie alla restituzione di Napoleone e la metà del 1815 in seguito alle deliberazione del Congresso di Vienna, Pio VII rientrò in possesso dell'intero Stato pontificio che venne organizzato in 17 Delegazioni apostoliche suddivise in tre classi, mentre nei comuni vennero ripristinate le antiche magistrature. Per l'organizzazione amministrativa fu fondamentale il Motu Proprio del 6 luglio 1816 secondo il quale Gualdo di Nocera, comunità di residenza di un Governatore veniva a trovarsi nella Delegazione di Perugia e nel Governo distrettuale di Foligno. Il Governatore, in ambito giudiziario, aveva competenza in prima istanza nelle cause civili e penali di piccola entità per le quali era previsto l'appello ai tribunali di prima istanza, civile e criminale, della Delegazione. A livello comunale furono abrogati tutti gli statuti e il nuovo ordinamento previde un Consiglio come organo deliberativo e un Gonfaloniere come ufficio di magistratura (26).
    Nel 1823 salì al soglio pontificio Leone XII che cercò di ripristinare alcuni degli ordinamenti dell'antico regime. Furono mantenute le Delegazioni e venne istituita una distinzione tra esse e le Legazioni poste sotto il governo di un cardinale Legato.
    Con Motu Proprio del 21 dicembre 1827 le Legazioni e le Delegazioni rimasero suddivise in Distretti a loro volta ripartiti in Governi. Ogni governo comprendeva più comuni alcuni dei quali potevano avere un ulteriore organo giurisdizionale: il Podestà.
    Innovazioni più sostanziali nell'ordinamento statale furono quelle sancite da Gregorio XVI con Motu Proprio del 5 luglio 1831. Furono costituite le Amministrazioni provinciali, distinte dalla delegazione, con al vertice un consiglio: tale consiglio era presieduto da un delegato. L'ordinamento delle Delegazioni ripeteva quello creato da Pio VII (delegazioni suddivise in tre classi e distretti). Si ripristinarono i Tribunali collegiali e fu soppressa la figura del Podestà; il Governatore pur continuando ad esercitare funzioni giudiziarie conservò anche la vigilanza sulle amministrazioni comunali (27).
    Per ingraziarsi la popolazione di Gualdo Papa Gregorio XVI con Breve datato 5 marzo 1833, conferì a Gualdo il titolo di Città con tutti gli onori e privilegi spettanti alle città dello stato pontificio e di conseguenza la figura del Gonfaloniere sostituì quella del Priore; in seguito mediante Rescritto del 2 settembre all'antica denominazione Gualdo di Nocera, sostituì l'attuale nome di Gualdo Tadino per distinguerlo da altri luoghi che avevano nome Gualdo, in ricordo dell'antica Tadinum che diede origine alla Città (28).
    Nel febbraio del 1849 venne proclamata la nuova Repubblica romana che durò solo cinque mesi e il 14 settembre 1860 Gualdo che fu definitivamente annessa al Regno d'Italia.


    1. R. GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino, Gubbio, Scuola Tipografica "Oderisi", 1933 - XI: pag. 47.
    2. M. BIVIGLIA - F. ROMANI, Gualdo Tadino: un archivio, una storia. Istituzioni e fonti dal secolo XV al secolo XIX, Perugia, 1999, [Scaffali senza polvere, 4], p.15) come del resto già aveva fatto in anni precedenti.
    3. R. GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica cit., pp. 96 - 97.
    4. R. GUERRIERI, cit., p. 102.
    5. Archivio di Stato Perugia, da ora ASP, Archivio storico del comune di Perugia, Consigli e riformanze, n. 26, cc. 181r - 182v, 1378 maggio 29.
    6. C. CUTINI, L'amministrazione della giustizia nell'Umbria, in "Pro tribunali sedentes". Le magistrature giudiziarie dello Stato Pontificio e i loro archivi, Associazione nazionale archivistica italiana, Sezioni Lazio e Umbria, (Atti del convegno di studi Spoleto, 8 - 10 novembre 1990) ["Archivi per la storia", IV, nn. 1 - 2, (gennaio - dicembre 1991) ] Firenze 1991, pp. 32 - 37.
    7. J. SPIZZICHINO, Magistrature dello Stato Pontificio (470 - 1870), Lanciano, Giuseppe Carabba Editore, pp. 195 - 205.
    8. L. LONDEI, La funzione giudiziaria nello Stato pontificio di antico regime, in "Pro tribunali sedentes" cit., pp. 20 - 22. A tale proposito nello stesso volume cf. P. TEDESCHI, La giurisdizione del governatore di Foligno tra centralismo statale e autonomia comunale: orientamenti di ricerca, pp. 219 - 228.
    9. R. GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica cit., p. 159.
    10. C. CARDINALI, La legazione autonoma di Gualdo: ipotesi e ambiti di discussione, in Statuto della Legazione autonoma di Gualdo Tadino (1522), Deputazione di Storia Patria per l'Umbria - Comune di Gualdo Tadino 2003 [Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, Statuti comunali dell'Umbria, 2 ], p. LXXX.
    11. Archivio Storico del Comune di Gualdo Tadino, da ora ASCGT, Monumenta rerum Gualdensium, vol. I, p. 58.
    12. Lo statuto cui si fa riferimento è di fatto un manoscritto risalente al 1592, copia dello statuto concesso a Gualdo dal cardinale Antonio Ciocchi Del Monte nel 1522. Per l'elenco completo degli esemplari noti dello statuto gualdese del 1522 si veda M. G. NICO OTTAVIANI - P. BIANCIARDI, Repertorio degli statuti comunali umbri, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto1992, p. 143 n. 1 [Quaderni per il collegamento degli studi medievali e umanistici nell'Umbria, collana diretta da C. Leopardi ed E. Menestò, 28) pp. 143 - 161. ASCGT, Statutum Gualdi, reg. 10. Per l'edizione, Statuto della Legazione autonoma di Gualdo Tadino (1522), a cura di Cinzia Cardinali - Andrea Maiarelli, Deputazione di Storia Patria per l'Umbria - Comune di Gualdo Tadino 2003 [Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, Statuti comunali dell'Umbria, 2 ].
    13. ASCGT, Statutum Gualdi, Libro I, cap. 28; ediz. pp. 52 - 53.
    14. ASCGT, Statutum Gualdi, Libro I, cap. 27; ediz. pp. 50 - 51.
    15. ASCGT, Statutum Gualdi, Libro I, capp. 1 - 33; ediz. pp. 15 - 56.
    16. Per approfondimenti sulle altre cariche comunali si cf. M. BIVIGLIA - F. ROMANI, Gualdo Tadino: un archivio, una storia, cit., pp. 17 - 33.
    17. R.GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica cit., pp. 226 - 227.
    18. Di tale relazione esiste, agli atti della Soprintendenza, il microfilm che alcuni anni fa venne richiesto dall'allora Soprintendente Luigi Londei alla Biblioteca apostolica vaticana: di questo microfilm sono state citate le pp. 395 - 396.Si veda anche G. GIUBBINI - L. LONDEI, Ut bene regantur. La visita di mons. Innocenzo Malvasia alle comunità dell'Umbria ((1587)- Perugia, Todi, Assisi - Volumnia editrice, Perugia 1994.
    19. Per approfondimenti si cf. L'archivio della S. Congregazione del Buon Governo (1592-1847). Inventario a cura di E. LODOLINI. Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1956.
    20. L. LONDEI, La funzione giudiziaria nello Stato pontificio di antico regime, cit., pp. 23 - 25. Si veda anche S. LEPRE, Archivi diversi conservati negli archivi comunali, Gli archivi storici comunali, Lezioni, Soprintendenza archivistica per il Lazio, [Rivista storica del Lazio, VI, n. 8, quaderno n.1], 1988, p. 165.
    21. M. BIVIGLIA - F. ROMANI, Gualdo Tadino: un archivio, una storia. Istituzioni e fonti dal secolo XV al secolo XIX, cit., p. 33 - 34.
    22. L. LONDEI, Confini e circoscrizioni dell'Umbria dall'Antico Regime all'Unificazione nazionale, [ "Archivi in Valle Umbra", Rivista semestrale di Archivistica, II, n. 2, (dicembre 2000), Bastia Umbra 2000, pp. 95.
    23. L. LONDEI, Confini e circoscrizioni dell'Umbria dall'Antico Regime all'Unificazione nazionale, cit., pp. 98 - 100.
    24. R.GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica cit., p. 274.
    25. V. ANDERLINI, Gualdo Tadino, il suo territorio e le sue genti. Disegno storico di 25 secoli di civiltà , Edizioni "L'Eco di Serrasanta", Gualdo Tadino, 1998, p. 156 - 157.
    26. L. LONDEI, Confini e circoscrizioni dell'Umbria dall'Antico Regime all'Unificazione nazionale, cit., pp. 105 - 107.
    27. L. LONDEI, Confini e circoscrizioni dell'Umbria dall'Antico Regime all'Unificazione nazionale, cit., pp. 111 - 114.
    28. R.GUERRIERI, Storia civile ed ecclesiastica cit., p. 277.