Storia archivistica: Dall'inizio del secolo XVIII al 1818 la corrispondenza veniva archiviata in base al nome del mittente o al tipo di affari trattati, veniva anche normalmente cucita e rilegata in volumi di "Lettere particolari" o "diverse" (senza cioè fare distinzione tra un mittente e l'altro). Successivamente anche a Narni, come in tutti gli altri comuni della Delegazione apostolica di Spoleto, si applicarono le nuove disposizioni emanate nel 1819 dal delegato A. Fieschi, che prevedevano l'adozione di un protocollo per la registrazione della corrispondenza in arrivo e in partenza e, contestualmente, di un titolario per la classificazione della stessa. Nel Comune di Narni il titolario, che sostituiva completamente e definitivamente la consolidata pratica di archiviare le lettere in base al nome del mittente o al tipo di affari trattati, venne probabilmente applicato sin dal gennaio del 1820, come prevedeva la normativa suddetta, anche se l'effettiva adozione di questa nuova procedura è riscontrabile soltanto a partire dal 1821. Il raffronto e la consultazione dei registri di protocollo, come era abbastanza prevedibile, si sono rivelati particolarmente utili ai fini del riordinamento di questa serie, per due motivi: anzitutto perché ne è emersa un'idea complessiva del cospicuo carteggio amministrativo andato disperso, in secondo luogo perché si è potuto accertare che nell'archivio comunale vennero applicati fino al 1860 ben tre diversi titolari per la classificazione del carteggio ordinario. Va detto anche che in questo periodo la Delegazione apostolica di Spoleto emanò altre disposizioni per la corretta tenuta della corrispondenza comunale; infatti è stata reperita in archivio la lettera circolare n. 7987 del 19 novembre 1824, con la quale il delegato apostolico L. Amat prescriveva di indicare in margine ad ogni lettera in partenza e in un apposito spazio del registro di protocollo l'oggetto, oltre che il numero e la data, del "dispaccio" al quale la stessa lettera si riferiva. Qualche anno più tardi, ancora la Delegazione apostolica di Spoleto, con lettera circolare n. 9985 dell'8 dicembre 1836 firmata dal delegato D. Lucciardi, volle stabilire un "sistema uniforme in tutta la Provincia" riguardo all'archiviazione della corrispondenza: in questa occasione vennero infatti prescritti l'impianto di un nuovo registro di protocollo, un nuovo sistema di classificazione della corrispondenza e la tenuta di una "rubricella" alfabetica che servisse ad agevolare il reperimento degli atti già protocollati e classificati. Il nuovo titolario entrò in vigore dal 1837 al 1845, per essere poi sostituito nel 1849 da un terzo sistema di classificazione, in vigore fino al 1860.
Contenuto: Il carteggio amministrativo preunitario del Comune di Narni, insieme agli atti contabili e finanziari, costituisce la serie più corposa e articolata dell'archivio, nonostante le gravi perdite subite dalla documentazione posteriore al 1820. Si compone di 125 unità, di cui 86 volumi e 39 buste, degli anni 1529-1860. Presente corrispondenza delle massime autorità dello Stato pontificio residenti a Roma e Spoleto, carteggio generale, carteggio degli agenti e procuratori incaricati dal Comune, lettere della Tesoreria apostolica, del Commissariato di guerra dell'armata francese, della Prefettura di Roma e Sottoprefettura di Rieti e infine carteggio riservato, ossia materiale trattenuto a parte e non confluito nella corrispondenza ordinaria del Comune.
Criteri di ordinamento:
Individuazione di 7 sottoserie, alcune delle quali individuate sulla base del mittente. Il carteggio generale è disposto al suo interno secondo i tre sistemi di classificazione adottati dal 1821 al 1860 e descritti analiticamente nella sottoserie "Carteggio amministrativo generale".