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Sereni, famiglia

  • Fondo
  • Estremi cronologici: 1755 - 1964
  • Consistenza: regg. 340; bb. 214; cartelle 12; tubi 8; scatola 1
  • Storia archivistica:
    Il fondo Sereni si è costituito grazie alla sedimentazione ed aggregazione dei documenti relativi agli interessi familiari e alle attività di alcuni dei suoi più influenti membri. Gran parte della documentazione anteriore alla metà del XIX secolo non aveva mai avuto un ordinamento sedimentandosi, nel tempo, senza criteri precisi. E' da considerare, inoltre, che le carte relative alla gestione dei possedimenti familiari - quali rogiti notarili, atti riguardanti le eredità, atti giudiziari e così via - siano state più e più volte "manomesse", in ragione del loro frequente utilizzo, anche da membri diversi della famiglia, e in molti casi "estrapolate" dal loro contesto originario; ciò ha reso piuttosto difficoltoso il riordinamento di tali pratiche, spesso addirittura prive di fascicolazione, e il loro inserimento nelle serie e sottoserie individuate. Impegnativa è stata anche la ricollocazione e gestione della notevole quantità di carte sciolte, rinvenute in gran parte all'interno di un baule. Fa eccezione quanto fu fatto, poco dopo la metà dell'Ottocento, da Vincenzo Sereni che, in ragione della propria attività da avvocato, aveva adottato un sistema di ordinamento - con numerazione progressiva - dei procedimenti giudiziari che si trovò a patrocinare, per gli anni dal 1855 al 1869. Presumibilmente allo stesso Vincenzo Sereni può essere ricondotta l'iniziativa - negli ultimi decenni del secolo XIX - di condizionare gli atti relativi alle tenute (Sant'Elena, San Biagio della Valle, Mercatello ecc.) all'interno di cassette metalliche, sulle quali fu applicato un cartiglio con l'indicazione sommaria del contenuto; di tali particolarità, naturalmente, è stata fatta menzione in inventario. E' inoltre da ricordare che, negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo, Giustiniano Degli Azzi Vitelleschi, noto archivista perugino, intraprese un riordinamento della documentazione posseduta dall'amico Vincenzo Sereni; né la descrizione analitica di tutto il complesso documentario, né le "Memorie autobiografiche" di Vincenzo Sereni, hanno restituito testimonianza se ci sia stata una richiesta, da parte di Vincenzo, o se si sia proposto lo stesso Degli Azzi. Il dato certo è che l'intervento di quest'ultimo si limitò, in verità, alla creazione di alcuni "pacchi", da intendersi come nuclei documentari costituiti da carte afferenti ad uno stesso oggetto; pare anche che l'intestazione di qualche fascicolo sia di mano di Degli Azzi, ma al di là di questo non sono emersi ulteriori elementi.
  • Contenuto:
    Il fondo è costituto da 575 unità archivistiche (bb. 214, regg. 340, cartelle 12, tubi 8, scatola 1) con estremi cronologici 1755 - 1964.
    Comprende atti riguardanti gli affari di famiglia e le vertenze giudiziarie familiari, pratiche afferenti a ciascuno dei membri più rappresentativi della famiglia (Vincenzo Sereni e Giulia Piccolomini sua moglie, Giovan Battista Sereni, Antonio Sereni e Luisa Bologna sua moglie), carteggio amministrativo e contabile, documentazione di natura contabile, finanziaria, patrimoniale e gestionale riferita all'amministrazione delle tenute agricole di cui la famiglia Sereni, generazione dopo generazione, fu proprietaria.
  • Criteri di ordinamento:
    Individuazione di serie e sottoserie.
  • Redazione e revisione:
    Franzoni, Chiara, 01/12/2018, Riordinamento ed inventariazione / Serego Alighieri, Flavia, 01/12/2018, Riordinamento ed inventariazione / Mezzasoma, Alberto, 01/12/2016, Riordinamento ed inventariazione
  • La documentazione è conservata da:
    privato