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Atti dei notai

  • Sub-fondo / sezione
  • Estremi cronologici: 1400 gennaio 1 - 1866 luglio 2
  • Consistenza: 1385
  • Storia archivistica:
    In base a quanto stabilito dal Motu proprio di Sisto V del 1588 con la creazione degli archivi veniva istituito l'obbligo di conservare in essi tutta la produzione, in originale e in copia, dei notai che rogavano in quella determinata piazza (1). I protocolli dei notai defunti, cioè gli originali, e le relative copie dovevano essere consegnate all'archivista dagli eredi (2) oppure dovevano essere recuperati dal notaio archivista alla presenza di due testimoni (3) e riportati in archivio. E' il caso di Bonaventura Marcuccii, notaio archivista di Giano, che si reca nella casa del defunto notaio Ioseph Paoluccii di Giano per recuperare i suoi atti e depositarli in archivio (cfr. reg. 1077).
    Se il notaio cambiava piazza, doveva comunque consegnare gli originali e le copie degli atti rogati in archivio prima di cambiare residenza e quindi luogo di lavoro (4).
    Con l'istituzione degli archivi distrettuali (R. D. 25 lug. 1875, n. 2876) e mandamentali (R.D. 28 giu. 1879, n. 4949) viene fatto obbligo ai comuni di conservare solo le copie degli atti notarili, mentre gli atti originali dei notai cessati, trascorsi cento anni, dovevano essere versati nell'archivio distrettuale competente.
    Questo versamento non è stato mai effettuato dall'archivio notarile di Montefalco, anche perché il R.D. 25 dic. 1875, n. 2840 stabiliva che gli archivi mandamentali potevano conservare il materiale documentario notarile più antico senza versarlo negli archivi distrettuali. Questo spiega la presenza in archivio dei protocolli notarili sin dal 1400. Va inoltre detto che tale documentazione non è stata mai versata al competente archivio di stato, nonostante le varie leggi prevedessero tale versamento (R.D. 10 set. 1914, n. 1326; D.P.R. 1963, art. 23; T.U.1999, n°490)
    Tra i protocolli dei notai di Montefalco sono conservati anche i protocolli dell'archivio notarile di Giano, confluiti a Montefalco in seguito al Motu proprio di Pio VII del 31 Maggio 1822 e, come dimostrano gli inventari dal 1858 in poi, considerati da sempre facenti parte dell'archivio stesso e non come fondo a se stante. Sono stati individuati anche protocolli di notai di Spoleto la cui presenza in questo archivio non è stato possibile giustificare.
    Ai notai era fatto obbligo di tenere con cura, bene ordinati, rilegati, senza cassature, cartulati e provvisti di rubricella, i propri protocolli (5) e all'atto della consegna in archivio il notaio archivista doveva verificare che tali registri fossero conformi a quanto stabilito dalla normativa vigente, altrimenti il notaio che consegnava era punibile con ammende pecuniarie fino a duecento scudi o sospensione dall'ufficio. Infatti i protocolli conservati in questo archivio rispondono generalmente a quanto veniva richiesto dalla normativa e anche dalla lettura dei registri delle visite, non vengono rilevate gravi inadempienze da parte dei notai nella tenuta dei loro protocolli.





    (1) " Bando sopra l'osservanza dell'ordinationi dell'archivii eretti da N.S. Sisto papa V in tutte le città, terre, e luoghi mediate et immediate soggetti alla S.Sede Apostolica. Henrico del titolo di S.Pudentiana, prete cardinale Caetano della S.R.C. camerlengo", in Roma, per gli Heredi d'Antonio Blado stampatori camerari, 1588, artt. 1, 11. In base a quest'ultimo i notai dovevano giurare di consegnare le scritture in archivio.
    (2) Ibidem, artt. 3-4.
    (3) "Bando generale e nuovi ordini sopra gl'archivi dello Stato Ecclesiastico. Annibale di S. Maria in Cosmedin diacono cardinale Albani della S. Romana Chiesa camerlengo", 25 agosto 1721, art. 12.
    (4) " Bando sopra l'osservanza", art. 6.
    (5) "Bando generale e nuovi ordini", art. 7.








  • Contenuto:
    La partizione è costituita da 1385 registri che vanno dall'anno1400 all'anno 1866 e costituiscono la produzione originale dei 155 notai che rogavano nella piazza di Montefalco.
    Tale documentazione viene descritta nel volume di Francesco Briganti (1) come costituita da 1326 volumi di atti rogati da 158 notai dal 1409 al 1866.
    Si tratta dei protocolli originali dei notai che costituiscono la produzione documentaria frutto della legislazione pontificia e comunque antecedente l'avvento della costituzione degli archivi distrettuali (1875) e mandamentali (1879).
    I protocolli, riordinati in questa partizione (2), risultano in gran parte in buono stato di conservazione anche se molto impolverati. Il materiale particolarmente rovinato e bisognoso di intervento di restauro, per lo più a causa della fragilità del supporto dovuta all'umidità e alla cattiva conservazione, è stato debitamente segnalato durante la schedatura.
    La quasi totalità dei registri quattro-cinquecenteschi presenta traccia del riordinamento sette - ottocentesco in quanto sulla costa del registro è stata incollata una fascetta di carta con il nome del notaio e la datazione del pezzo (dati spesso inesatti) e il numero progressivo del registro prodotto da quel notaio, vecchie segnature che corrispondono alla segnatura dei pezzi negli inventari del 1759 e del 1858. In alcuni casi le segnature risultano essere frutto di interventi precedenti. A volte più registri sono stati condizionati insieme all'interno di cartelline di cartone e in questo caso la fascetta cartacea è stata posta dal riordinatore sulla cartellina stessa. Spesso la fascetta è stata incollata in modo tale da nascondere la segnatura in lettere alfabetiche, frutto di un intervento antecedente , poste sui volumi quattro-cinquacenteschi.
    Le coperte di recupero sono state sempre segnalate, indicando, là dove è stato possibile, la tipologia del materiale recuperato e sempre le miniature, ove presenti. Si tratta per la maggior parte di pagine contenenti canti gregoriani, testi sacri o giuridici e di atti notarili. A volte sono stati rinvenuti, e segnalati, brevi motti e poesie sui fogli di guardia: è il caso del notaio Dominicus q. Ioannes de Fabris di Giano (regg. nn. 860-870) aa. 1602-1643. Tra le coperte più particolari, si possono menzionare quelle dei notai Petrus Cesareus Sencii de Moriconibus (regg. nn.188-263) aa. 1512-1548, Franciscus Caufridi (regg. nn. 359-366) aa.1528-1564, Franciscus Antonii Piperoniis (regg. nn.375-424 ) aa.1530-1587.
    I notai datano per lo più con lo stile della natività (inizio dell'anno il 25 dicembre), in questi casi la datazione dell'unità segue questo stile, ma si è provveduto a riportare la datazione (dal 25 al 31 dicembre) secondo il computo attuale (che segue lo stile della circoncisione cioè inizia l'anno il 1° gennaio) nel campo nota data. Va però detto che alcuni notai, nonostante dichiarino di datare "a nativitate" fanno inziare l'anno il 1° gennaio e non il 25 dicembre.
    Nella produzione di alcuni notai abbiamo riscontrato che dei registri presentano un accavallamento di anni: a volte gli atti sono gli uni la copia degli altri, a volte ad una stessa data corrispondono atti dal diverso contenuto giuridico. Nel caso in cui i notai hanno rogato protocolli annuali o biennali, i registri pluriennali contenenti sia copie di atti presenti nei protocolli che atti non riportati nei protocolli stessi, sono stati posti in qualità di bastardelli alla fine della produzione come nel caso, ad esempio, dei notai Franciscus Antonii Piperoniis (regg. nn.405-422) aa.1530-1587, Sinsidonius q. Ioannis Iacobi (regg. nn.611-625) aa.1561-1591, Cesareus Calvi (regg. nn. 806-807) aa.1582-1611, costituendo una tipologia documentaria a se stante sia per il contenuto che per il formato e la continuità della datazione. Nel caso in cui questi registri pluriennali vanno a coprire parte delle lacune cronologiche dei protocolli, sono stati lasciati all'interno della produzione del notaio (cioè tra i protocolli): in questo caso il formato del registro pluriennale è spesso identico a quello del protocollo e la distinzione tra le due serie non è quindi così evidente. Alla fine dei protocolli sono stati messi anche quei registri in cui il notaio roga atti dello stesso tipo: testamenti, memorie, atti rogati per conto dei monasteri, ecc.
    In base al cap. I del bando emanato dal cardinale camerlengo Valenti il 1° giugno 1748 i notai dovevano versare anche gli atti rogati per conto del vicario foraneo nel competente archivio con il resto della loro produzione: vedi il reg. n. 1114 v.s. 36 del notaio Deodatus Anselmi aa.1687-1724 e il reg. n. 1171 v.s. 16 del notaio Franciscus Antonius Bontadosis aa. 1710-1779. Anche questa tipologia di registro è stata posta alla fine dei protocolli.
    Una buona parte dei registri anteriori al 1580, è stata studiata dal notaio Giovan Simone Moriconi (aa. 1551-1552) che fece uno spoglio dei notai precedenti quella data per reperire gli atti che riguardavano il monastero di San Leonardo: di questo spoglio rimane traccia sulle coperte dei protocolli del notaio Morichetti ser Pier Nicola aa.1500-1529.
    I registri, originali e copie, rogati dai notai Stefanus Sanctis di Giano aa.1497-1527, Iubileus Paulus de Rubeis di Colle del Marchese aa.1519-1538, Deiphobus quondam ser Iulii de Bontadosis aa.1540-1590, Bernardinus Agatonis aa.1547-1569, Ioannes Nicolaus Fredoniis aa.1543-1606, Augustinus quondam Marci Cataluci di Moriano aa.1548-1592, Innocentius Nannis di Colle del Marchese aa.1557-1558, Sensidonius quondam Ioannis Piperoniis aa.1561-1591, nonostante siano esibite versate all'archivio di Giano e Montefalco, sono stati lasciati tra i protocolli perché da sempre inseriti tra gli atti originali dei notai.
    Fino al 1600 i notai usano tracciare il proprio "signum" a mano e solo dopo questa data iniziano a comparire, per divenire poi una costante, i "signa" eseguiti con sigillo: è una eccezione il notaio Darius Cortesii aa. 1562-1582 che già adopera il signum a stampa.
    In base alla normativa gli atti dei notai defunti scritti sotto forma di appunto o minuta, venivano trascritti in forma estesa da altri notai appositamente nominati ed esibiti con il resto della produzione del notaio defunto nell'archivio competente. E' il caso dei seguenti notai: Ioseph Paolucii di Giano aa. 1679-1701 i cui atti sono stati trascritti da Benedictus Barocchius de Bictonio di Assisi; Ioseph Antonius Sacchi di Giano aa. 1727-1766 i cui atti sono stati trascritti da Ascanius Antonius Rubei; Franciscus Antonius Padovini aa. 1728-1746 i cui atti sono stati trascritti da Ioseph de Abbatibus; Ioannes Fabri aa.1736-1746 i cui atti sono stati trascritti dal figlio Carolus Fabri; Carolus Fabri aa. 1747-1782 i cui atti sono stati trascritti da Pompeus de Bucciolis.
    Nell'archivio sono confluiti anche i registri di notai di Spoleto o del suo circondario: ser Onofrio di Vico di Beroide aa.1440-1449, forse portato con la documentazione di ser Emiliano di Mariano perché nel suo registro compaiono prove di scrittura di signum del notaio Emilano; Pacitti ser Mariano di Vico di Spoleto aa.1453-1491; Emiliano di Mariano di Spoleto aa.1505-1556, Giovanni Antonio di Antonio di Monteleone di Spoleto aa.1522-1532, Calvi ser Gioacchino aa.1526-1528 oltre ai notai di Giano e Castel Ritaldi confluiti, questi ultimi, nell'archivio di Montefalco a seguito delle disposizioni del Motu proprio di papa Pio VII del 31 maggio 1822.
    Per quanto concerne questi ultimi due archivi possediamo degli inventari redatti in occasione del loro versamento nell'archivio notarile di Montefalco (3).
    Da una collazione del materiale documentario relativo ai notai di Giano descritto negli inventari del 1858 e 1959 e tutt'ora conservato a Montefalco, con quello descritto nell'inventario del 16 settembre 1816 (4) risulta che è giunta fino a noi la quasi totalità della documentazione. I protocolli dei notai di Giano non sono mai stati considerati facenti parte di un fondo aggregato all'archivio notarile di Montefalco, ma come parte integrante del medesimo: infatti già nell'inventario del 1858 i suddetti notai, con la relativa produzione, vengono descritti in ordine cronologico di seguito ai notai di Montefalco. Nell'ordinamento si è tenuto conto di questa situazione preesistente, pur dando, nella nota che segue, l'elenco non solo dei notai di Giano, ma anche della produzione d'archivio facente parte di questo fondo (5).
    Diversa è la situazione della documentazione di Castel Ritaldi che, come risulta dall'inventario dei protocolli di due notai defunti redatto il 16 giugno 1834 è stata da prima versata a Montefalco per poi essere trasportata a Spoleto. Attualmente è conservata nella sezione dell'Archivio di Stato di Spoleto. Questo spiega perché nessun notaio di Castel Ritaldi, ad eccezione dei notai Iubileus Rubei e Nannis ser Innocentii di Colle del Marchese, comune appodiato a Castel Ritaldi, è conservata nell'archivio notarile mandamentale di Montefalco.




    (1) Descrizione parziale di questi protocolli viene data da F. Briganti in " L'umbria nella storia del notariato italiano. Archivi notarili nelle provincie di Perugia e Terni", Perugia 1958, p.177; e da G. Emiliani in "Montefalco. Bollettino mensile della pro Montefalco", anno II, n°2, pp. 18-19. Protocolli e atti in copia dal 1409 al 1922 vengono menzionati anche in un verbale del 5 marzo 1940 redatto in occasione della nomina pro tempore come notaio archivista il dott. Misici Vincenzo notaio in Trevi (ASCM, Carteggio amministrativo, b. 321, a. 1939, fasc. 36, cat. VII cl. 5)
    (2) Descrizione parziale di questi protocolli viene data da F. Briganti in " L'umbria nella storia del notariato italiano. Archivi notarili nelle provincie di Perugia e Terni", Perugia 1958, p.177; e da G. Emiliani in "Montefalco. Bollettino mensile della pro Montefalco", anno II, n°2, pp. 18-19. Protocolli e atti in copia dal 1409 al 1922 vengono menzionati anche in un verbale del 5 marzo 1940 redatto in occasione della nomina pro tempore come notaio archivista il dott. Misici Vincenzo notaio in Trevi (ASCM, Carteggio amministrativo, b. 321, a. 1939, fasc. 36, cat. VII cl. 5).
    (3) ANMM, Inventari, regg. nn.1532-1533.
    (4) ANMM, Inventari, reg. n.1532.
    (5) L'archivio notarile di Giano depositato a Montefalco, a seguito delle disposizioni del Motu proprio di papa Pio VII del 1822, è costituito da 169 registri: 160 protocolli notarili e 9 registri di produzione d'archivio.
    Di seguito si riporta l'elenco della documentazione con l'indicazione del numero d'ordine dei pezzi nell'attuale inventario.

    ATTI DEI NOTAI DI GIANO
    1. Stephanus Sanctis
    1497, gen. 6,- 1525, dic. 7 regg. 6 nn.113-118
    2. Iubileus Paulus de Rubeis di Colle del Marchese
    1529, feb. 6 - 1549, feb. 12 regg. 4 nn. 281-284
    3. Ioannis Ceccarelli Sanctis
    1529, feb. 6 - 1570, ago. 5 regg. 4 nn. 368-371
    4. Augustinus q. Marci Cataluccii di Castro Moiano
    1548, set. 15 - 1592, ago. 29 regg. 10 nn. 513-522
    5. Chrispoldus Sacchi
    1552, apr. 28 - 1564, lug. 9 reg. 1 n. 565
    6. Pilippus Fraticellus
    1553, ott. 9 - 1582, gen. 31 reg. 1 n. 593
    7. Andreas Rosei
    1564, mar. 20 - 1621, giu. 19 regg. 19 nn. 682-700
    8. Vittorius Massi
    1574, ott. 5 - 1588, dic. 1 reg. 1 n. 741
    9. Stephanus Sperantius
    1582, mar. 20 - 1600, apr. 21 regg. 2 nn. 795-796
    20. Sabinus Marcucci
    1580, gen. 2 - 1591, sett. 9 regg. 2 nn. 797-798
    12. Guidus Pascutius
    1597, ott. 26 - 1600, apr. 18 reg. 1 n. 847
    13. Dominicus q. Ioannis Antonii de Fabris
    1602, gen. 21 - 1643, nov. 7 regg. 11 nn. 860-870
    14.Vincentius Vagnoli
    1616, set. 1 - 1621, mag. 13 regg. 2 nn. 931-932
    15.Sperandeus de Sperandii
    1621, dic. 31 - 1625, nov. 14 regg.2 nn. 939-940
    16. Ioannes Fabrium q. Dominici
    1633, ott. 8 - 1685, ago. 14 regg. 11 nn. 974-984
    17. Carolus Marcutii
    1639, feb. 7 - 1673, apr. 25 regg. 6 nn. 1012-1015
    18. Felix Pauluccii
    1645, ago. 29 - 1694, set. 24 regg. 18 nn.1038-1055
    19. Ioseph Paoluccii
    1679, gen. 11 - 1701, dic. 18 regg. 11 nn. 1068-1078
    20. Bonaventura Marcuccii
    1650, gen. 4 - 1735, dic. 30 regg. 23 nn. 1115-1137
    21. Ioseph Antonius Sacchi
    1696, nov. 16 - 1709, giu. 25 regg. 3 nn. 1138-1140
    22. Laurentiu de Laurentiis
    1710, ott. 7 - 1716, ago. 13 reg. 1 n. 1172

    23. Ioannes Maria de Valentinis
    1715, feb. 28 - 1725, gen. 26 regg. 2 nn. 1173-1174
    24. Ioannes Antonius Sacchi
    1727, mag. 17 - 1766,ago 16 regg. 9 nn. 1175-1183
    25. Ioseph Antonius Sacchi
    1766, apr. 21 - 1799, mag. 28 regg. 5 nn. 1242-1246
    26. Matthias Rocchi
    1800, mar. 22 - 1816, ago. 16 regg. 4 nn. 1304-1307
    27. Tomaso Langeli
    1854, set. 6 - 1855, nov. 11 reg. 1 n. 1385

    PRODUZIONE D'ARCHIVIO DI GIANO

    28. "Esibite libro primo" v.s. 29
    1642, nov. 6 - 1673, feb. 5 reg. 1 n. 1499
    29. "Esibite libro secondo" v.s. 30
    1673, mar. 15 - 1717, dic. 29 reg. 1 n. 1500
    30. "Esibite libro terzo" v.s. 31
    1718, gen. 8 - 1765, nov. 3 reg. 1 n. 1501
    31. "Esibite libro quarto" v.s. 32
    1765, nov. 10 - 1796, apr. 24 reg. 1 n. 1502
    32. "Esibite libro quinto" v.s. 33
    1802, ago. 24 - 1816, set. 16 reg. 1 n.1503
    33. "Libro dell'esibite dele apoche per l'archivio di Giano" v.s. 35
    1731, gen. 3 - 1816, mag. 26 reg. 1 n. 1513
    34. "Testamenti diversi fatti dai parochi" v.s. 34
    1629, ago. 1 - 1815, ott. 6 reg. 1 n. 1515
    35. "Decreti dei visitatori" v.s. 36
    1817, gen. 25 - 1888, dic. 1 reg. 1 n. 1517
    36. "Inventario dell'archivio di Giano. Anno 1824"
    1824, set. 16 reg. 1 n. 1532

  • Criteri di ordinamento:
    La partizione si articola in 155 serie: le serie sono state ordinate cronologicamente.
    A ogni serie corrisponde un notaio con la propria produzione in registro.
    In alcuni casi si è potuta fare una distinzione tra i protocolli e i bastardelli all'interno della produzione del singolo notaio, sulla base delle differenti caratteristiche intrinseche ed estrinseche dei registri: in questo caso i bastardelli sono stati posti di seguito rispetto ai protocolli.
    Alla fine dei protocolli sono stati inseriti anche i registri dal contenuto particolare, come ad esempio i testamenti. Per quanto riguarda questo tipo di documento, in alcuni registri sono stati rinvenuti testamenti sigillati che sono sempre stati segnalati all'interno della scheda unità.
    A volte i notai al posto dell'originale consegnavano, cioè esibivano, le copie, rilegate in forma di registro; poiché da sempre, come si può vedere dai vari inventari, considerate come facenti parte della produzione del notaio, si è stabilito di lasciarle insieme ai protocolli di quel notaio.
    Si è provveduto, inoltre, a esplicare il nome del notaio evidenziando sempre la provenienza del notaio se di Montefalco o di altra località, facendo seguire ai protocolli i bastardelli, le copie esibite al posto degli originali, i repertori, i testamenti o altro tipo di registro rogato dal notaio stesso; segnalando sempre le particolarità estrinseche (tipo di coperta di recupero, stato di conservazione se cattivo o pessimo e tipo di danno ) ed intrinseche (ad esempio se il notaio segue effettivamente lo stile della natività; se il notaio è di nomina regia, come Evandrus Moriconi di Montefalco del 1563-1564 che data gli atti non in base all'anno di pontificato, ma in base all'anno di regno di Filippo d'Austria, o imperiale; se roga per autorità particolari, ecc.) dei singoli pezzi negli appositi campi previsti dalle schede complesso archivistico e unità.