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Liuteria Contavalli (1887 - 1987), Imola

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1887 - 1987
  • Intestazioni:
    Liuteria Contavalli (1887 - 1987), Imola
  • Altre denominazioni: Liuteria Contavalli / Ditta Luigi Contavalli & figli [ 1887-1941 ] / Ditta Primo Contavalli di Luigi [ 1942-1987 ]
  • La Liuteria Contavalli trasse origine dal laboratorio di ebanisteria(1) che Luigi Contavalli (1862-1954) aveva avviato a Imola alla fine dell'Ottocento. Luigi aveva incominciato molto presto a lavorare il legno come autodidatta. Pur essendo già uno dei migliori ebanisti imolesi, nel 1881 si era iscritto alla locale Scuola industriale Alberghetti, conseguendo il diploma di falegname nell'anno scolastico 1886-87 e iniziando subito ad esercitare la professione di ebanista, dedicandosi al contempo anche alla confezione di strumenti musicali.
    Avviati al lavoro in giovane età i tre figli Primo (1899-1989), Secondo (1899-1994), gemelli, e Girolamo, detto Momo (1903-1980), il laboratorio di Luigi venne configurandosi come una piccola, ma solida realtà artigianale aconduzione familiare. Iscritta formalmente alla Camera di Commercio di Bologna nel 1925, la Ditta Luigi Contavalli & figli, aveva sede a Imola, in via Framello 9 e si dedicava principalmente alla fabbricazione in legno di mobili e serrande, ma anche alla produzione di strumenti ad arco(2), di entità tuttavia limitata, tant'è che nel 1914 Luigi Contavalli dichiarava di realizzare "strumenti musicali in modesta quantità" e di non possedere cataloghi delle proprie produzioni ma di eseguire lavori "soltanto in seguito ad ordinazioni"(3) all'interno di un vero e proprio laboratorio di liuteria.
    Questa situazione però si modificò con l'ingresso in bottega del figlio Primo il quale così raccontava nel 1930 il proprio avvio al lavoro: "terminate le scuole elementari e non avendo alcuna passione per gli studi, mi dedicai al lavoro verso il quale ero portato entusiasticamente. Entrai nella ebanisteria diretta da mio padre, dove appresi i primi elementi per la lavorazione del legno. L'animo mio però non era del tutto soddisfatto e solo ero felice quando nelle ore libere, potevo fare una capatina nel laboratorio di liuteria ed eseguire qualche lavoro [...] mio padre [...] si accorse ben presto della buona disposizione che avevo per la liuteria. Mi fece abbandonare a 17 anni l'ebanisteria, lasciandomi nel laboratorio ov'egli intraprese ad insegnarmi il suo metodo, per la costruzione degli strumenti ad arco. Agl'inizi della lavorazione (1917) essendo la mia classe chiamata anticipatamente alle armi, dovetti abbandonare, e solo nel 1919 essendo stato riformato, potetti riprendere l'amato lavoro"(4).
    Dopo il ritorno dal servizio militare, la carriera professionale di Primo decollò rapidamente. Egli cominciò a costruire per intero i suoi primi strumenti musicali e successivamente a partecipare a concorsi, esposizioni, rassegne, mostre a livello nazionale e internazionale che gli valsero già a 21 anni, nel 1920, una medaglia d'argento al Concorso nazionale di liuteria di Roma.
    Primo, così come il padre Luigi, si rifaceva alla lezione del celebre liutaio cremonese Antonio Stradivari ed era seguace della cosiddetta Scuola di liuteria artistica bolognese, fiorente fino al secolo XVIII e riportata in auge, a metà del secolo XIX, dal liutaio Raffaele Fiorini e dai suoi discepoli il figlio Giuseppe, Augusto e Gaetano Pollastri, Armando Monterumici, Ansaldo Poggi e Otello Bignami(5), di cui i liutai tuttora attivi in Italia seguono le orme(6).
    Nel momento in cui Primo Contavalli subentrò al padre, il laboratorio di liuteria, affiancato fino a quel momento a quello di ebanisteria, ebbe una rapida espansione, grazie alla produzione soprattutto di violini, violoncelli e viole ad imitazione antica - solo quattro invece, le chitarre, prodotte essenzialmente per hobby e poi regalate - e al servizio di compra-vendita di strumenti antichi e di noleggio e riparazione di pianoforti verticali.
    Nel 1940 Primo, Secondo e Girolamo aprivano una ditta collettiva di falegnameria denominata Ditta Contavalli fratelli, con sede in via Valsalva 30, dividendosi presumibilmente i compiti già prima del 31 dicembre 1941, allorquando il padre Luigi Contavalli cessò di esercitare il mestiere per invalidità e vecchiaia,(7) lasciando a Secondo e Girolamo il laboratorio di costruzione di mobili d'arte e arredamenti pregiati di raffinata lavorazione, cassettoni per soffitti, ringhiere per scale, mobili intarsiati. Mentre Primo costituiva la Ditta Primo Contavalli di Luigi, il 1° gennaio 1942 Girolamo rilevava l'attività del padre, esercitando per conto proprio nella Ditta Contavalli Girolamo, ubicata in via Valsalva 13. Quasi un decennio dopo, nel 1951, con la cessazione delle precedenti ditte, Girolamo e Secondo aprirono, sempre nella stessa sede, un laboratorio di produzione infissi di legno a nome Ditta Contavalli Girolamo e Secondo, che rimase attiva fino al 30 agosto 1980. La ditta di Primo restò in vita fino al 1987.
    Il successo che il laboratorio di liuteria venne conseguendo nel corso degli anni fu dovuto alle doti e alla capacità di Primo, via via testimoniate da quanti ebbero modo di conoscerne ed apprezzarne il lavoro. Già nel 1924, a 25 anni, di Primo Contavalli si poteva scrivere che "è [...] uno psicologico del legno, poiché ne conosce di ogni specie la potenzialità acustica. Oltre agli strumenti, il Contavalli presenta congegni di sua ideazione, che sembrano lavorati in avorio"(8), nonché "piccoli ritrovati meccanici che possono essere utili nella costruzione degli strumenti ad arco, senza per questo venga danneggiata o menomata l'arte della liuteria a mano"(9), tra i quali il piega-fasce a riscaldamento elettrico per curvare le tavolette di legno fino a 4 mm. di spessore o gli apparecchi per misurare la densità dei legni. Primo "sapeva ascoltare il fruscio del legno. Anche dopo che era stato stagionato per una decina di anni, lasciava il pezzo, grosso anche tre dita, d'inverno vicino alla stufa e d'estate all'aperto, perché prendesse tutto quello che la natura dava. Poi si metteva a lavorarlo. Con strumenti artigianali, molto spesso fatti da lui stesso, od ereditati dal padre Luigi"(10).
    Il luogo "dove il Contavalli crea[va] e lavora[va] i suoi strumenti, non si [poteva] dire propriamente né bottega né laboratorio. Si tratta[va] di un piccolo stanzino che sta[va] tra un minuscolo salotto e la cucina di casa sua"(11). Esso appariva come un "santuario così poeticamente disordinato"(12).
    Fu grazie a questa abilità professionale che la produzione della liuteria andò progressivamente aumentando e la committenza si estese anche all'estero, per cui "liuti, viole, violini e violoncelli gli ven[ivano] ordinati dagli Stati Uniti, dall'Inghilterra, dalla Nuova Zelanda, dall'Europa orientale, dal Giappone; proprio i giapponesi sembra[va]no i clienti preferiti, così gentili e precisi"(13). Fra i committenti giapponesi va annoverata Mary Fujiwara, destinata a diventare un'affermata concertista di fama internazionale e per la quale Primo costruì diversi violoncelli. Il legame con il Giappone è anche testimoniato dalla proposta che gli fu avanzata nel 1954 di dirigere un'importante scuola di liuteria di Tokyo, incarico che Primo rifiutò con questa motivazione: "io non ho potuto lasciare la profumata terra di Romagna laggiù sarei certamente morto di nostalgia; io sono fatto così, come un uccello che non può lasciare il proprio nido"(14).
    La liuteria di Primo Contavalli divenne quindi col tempo punto di riferimento di liutai, che a lui si rivolgevano per consigli professionali nonché di professori di musica, di maestri e di esecutori che a lui ordinavano i propri strumenti musicali. Con tutti costoro Primo instaurava rapporti che spesso andavano oltre quello meramente professionale. Fra di essi: Dario Vettori, liutaio di Firenzuola noto come "Il Liutaio della Montagna", che sviluppò una passione - come poi tutta la sua famiglia(15) - per la costruzione dei violini, divenendo pupillo di Primo Contavalli; Giorgio Sassi, professore della cattedra di violoncello del Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna, che cominciò a frequentare la bottega di Contavalli nei primi anni Trenta e per il quale Primo costruì diversi violoncelli, a partire dal primo regalatogli a 15 anni in quanto, pur essendo un ottimo studente, la famiglia non poteva permetterselo, per terminare con l'ultimo fabbricato nel 1986 da Contavalli, il "S. Lucia"(16); e poi Umberto Fabbri, professore di violoncello e musica da camera, violoncellista del Quartetto di Zagabria e direttore artistico della Filarmonica di Zagabria; Vincenzo Massari, violinista del Trio Salentino; Vitaliano Moscardi, titolare della cattedra di violoncello presso l'Istituto musicale Giovan Battista Pergolesi di Ancona; Arrigo Provvedi, direttore del Liceo musicale di Siena e fondatore del Quartetto di violoncelli di Siena; J.K.Suganuma & Sons, noto importatore e venditore di strumenti giapponese; l'intero Trio di Pesaro composto dai professori del Conservatorio di musica Gioacchino Rossini di Pesaro (Giovanni Chiti, violino; Vincenzo Mannino, pianoforte; Umberto Benedetti, violoncello) e molti altri ancora.
    L'attività della liuteria Contavalli è durata quasi un secolo, attraversando due guerre mondiali durante le quali Primo e Secondo furono richiamati alle armi(17) così come i giovani praticanti cui Primo insegnava e gli allievi di quelle scuole di musica che richiedevano gli strumenti.
    Primo Contavalli ha cessato l'attività nel 1987 all'indomani della costruzione dell'ultimo strumento musicale.


    Note:
    (1) L'ebanisteria è l'arte di costruire mobili, decorazioni, mosaici utilizzando esclusivamente il legno, che sia ebano o altro legno pregiato.
    (2) Cfr. "Aziende e realtà economiche imolesi. I documenti raccontano la storia. Raccolta di Domenico Lanzoni", ricerche di L. Berti Ceroni - I. Di Cillo, Imola, Angelini, 2013, p. 56.
    (3) Cfr. lettera di Luigi Contavalli a Alfred Cartwright, Imola, 9 dicembre 1914 in Archivio Primo Contavalli, b. 1, fasc. 32: Cartwright Alfred.
    (4) Cfr. G. Montefiori, "Mastro Primo da Imola", in «Corriere Padano», Ferrara, 29 giu. 1930 in Archivio Primo Contavalli, b. 23, quaderno 1: "Di Primo Contavalli liutaio imolese, parlano i giornali".
    (5) Dal 1979 al 1983 Bignami fu direttore della scuola di liuteria bolognese, sostenuta da Cna e dal suo ente di formazione Ecipar, creando una generazione di liutai che ancora oggi mantiene in vita la tradizione più che centenaria della liuteria bolognese. Presso la scuola aveva insegnato agli allievi i segreti del metodo di costruzione alla bolognese diverso da quello alla cremonese. Per approfondimenti cfr. <La storia della liuteria bolognese> all'indirizzo internet: http://www.bologna.bo/la-storia-della-liuteria-bolognese/.
    (6) In Italia, in epoche diverse, si erano sviluppate, soprattutto nel Nord Italia, scuole regionali di liuteria caratterizzate da tecniche costruttive e caratteri distintivi propri. Per approfondimenti cfr. <Liuteria Regionale Italiana-Emilia Romagna-Cremona Violin Store & Workshop> all'indirizzo internet: http://cremonaviolinstore.com?nv=emiliaromagna#breadcrumb.
    (7) Cfr. "Aziende e realtà...", ricerche di L. Berti Ceroni - I. Di Cillo, Imola, cit., p. 56.
    (8) Cfr. "Industrie imolesi nella 'Fiera artistica'", in «Il Diario», Imola, 20 set. 1924 in Archivio Primo Contavalli, b. 23, quaderno 1: "Di Primo Contavalli liutaio imolese, parlano i giornali".
    (9) Cfr. lettera di Gioacchino Pasqualini a Primo Contavalli, Roma, 28 gennaio 1959 in Archivio Primo Contavalli, b. 12, fasc. 33: Pasqualini Gioacchino.
    (10) Cfr. V. Dall'Ara, "L'artista Contavalli", in «Sabato Sera», a. 28, n. 12, 25 mar. 1989, p. 32.
    (11) Cfr. A.T., "Primo Contavalli da Imola", in «Corriere Padano», Ferrara, 2 set. 1942 in Archivio Primo Contavalli, b. 23, quaderno 1: "Di Primo Contavalli liutaio imolese, parlano i giornali".
    (12) Cfr. lettera di Mario Santini a Primo Contavalli, Grosseto, 6 novembre 1958 in Archivio Primo Contavalli, b. 13, fasc. 25: Santini Mario.
    (13) Cfr. "Da Imola in Giappone i liuti di Contavalli", in «Il Resto del Carlino», Bologna, 27 apr. 1975 in Archivio Primo Contavalli, b. 23, quaderno 1: "Di Primo Contavalli liutaio imolese, parlano i giornali".
    (14) Cfr. P. Contavalli, "Da Imola al mondo: gli strumenti di Primo Contavalli" in «La Piê», LXXX (4), lug.-ago. 2011, p. 158.
    (15) Cfr. <Carlo Vettori Maestro Liutaio - Biografia> all'indirizzo internet: http://www.artelitaria.it/biografia.html e <Vettory Family violin makers in Florence> all'indirizzo internet: http://vettorifamily.com.
    (16) Cfr. V. Dall'Ara, "L'artista" ..., cit., p. 32; P. Contavalli, "Il liutaio Primo Contavalli e le botteghe di via Valsalva", in "La sapienza nelle mani. Botteghe artigiane tra l'Emilia e la Romagna dal Dopoguerra al Boom Economico", a cura di F. Tampieri - A. Marcheselli - L. Alpi, Imola, Bacchilega, 2005, p. 105.
    (17) Cfr. P. Contavalli, "Il liutaio Primo Contavalli...", cit., p. 105.
  • Redazione e revisione:
    Crociati Silvia, 17/11/2014, inventario analitico
  • Bibliografia:
    P. Contavalli, "Il liutaio Primo Contavalli e le botteghe di via Valsalva" in "La sapienza nelle mani. Botteghe artigiane tra l'Emilia e la Romagna dal Dopoguerra al Boom Economico" a cura di F. Tampieri - A. Marcheselli, L. Alpi, Imola, Bacchilega, 2005,
    P. Contavalli, "Imola nel suono degli strumenti di Primo Contavalli (1899-1989)", in «Università aperta terza pagina», XX (12), dic. 2010, pp. 22-23.
    P. Contavalli, "Violini e socialismo: le passioni di Luigi Contavalli" in «Università aperta terza pagina», XXII (6), giu. 2012, p. 22
    P. Contavalli, "Da Imola al mondo: gli strumenti di Primo Contavalli", in «La Piè», LXXX (4), lug.-ago. 2011, pp. 157-159
    V. Dall'Ara, "L'artista Contavalli" in "Sabato Sera", Imola, a. 28, n. 12, 25 marzo 1989, p. 32
  • Complessi archivistici:
  • Liuteria Contavalli
    Archivio Primo Contavalli presso la Biblioteca comunale di Imola » Liuteria Contavalli