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Archivio Primo Contavalli presso la Biblioteca comunale di Imola

  • Collezione
  • Estremi cronologici: 1898 - 1987
  • Metri lineari: 4
  • Consistenza: reg. 1, quaderni 6, fascc. 545 in bb. 30
  • Storia archivistica:
    L'archivio è emerso in maniera fortuita nel 2013, allorché la Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, nell'ambito del progetto di censimento degli archivi femminili avviato nel 2010, stava recuperando informazioni in merito all'esistenza di documentazione della nota cantante e musicista imolese Paola Contavalli.
    In quell'occasione, presso l'abitazione della stessa Contavalli, è venuta alla luce, all'interno di quello che era stato per decenni il laboratorio artigianale di liuteria del padre Primo, una ricca e straordinaria documentazione d'archivio sedimentatasi nel corso dell'attività di liutai del nonno Luigi e di suo figlio Primo e, dopo la morte di questi, avvenuta nel 1989, preservata, in buona parte, assieme agli strumenti e ai materiali di lavoro, ancora negli arredi originali, dagli eredi e proprietari ovvero la figlia Paola e i nipoti Paolo e Carlo Dall'Osso.
    A seguito di questo rinvenimento la Soprintendenza avviava nel luglio 2013, ai sensi dell'art. 13 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d. lgs. 42/2004 e s.m.i.), il procedimento di dichiarazione di interesse storico particolarmente importante dell'Archivio di Luigi e Primo Contavalli, segnalando al contempo al Comune di Imola sia l'esistenza del laboratorio che dell'archivio.
    Nell'intento di preservare e valorizzare l'insieme delle testimonianze materiali e documentarie di un'attività professionale di rilievo nazionale e internazionale svoltasi nell'arco di quasi un secolo, gli eredi Contavalli decidevano, di lì a poco, di donare alla città di Imola il laboratorio di liuteria nel suo complesso, costituito dagli arredi, dai banchi di lavoro, dagli armadi contenenti stampi e strumenti progettati e utilizzati dai Contavalli e dall'archivio. Il Comune di Imola, con deliberazione di Giunta n. 108 del 9 luglio 2013, accettava la donazione e di conseguenza la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, su proposta della Soprintendenza archivistica, interrompeva con nota prot. n. 18693 del 9 dicembre 2013 il procedimento di dichiarazione essendo divenuto l'Archivio di Luigi e Primo Contavalli bene culturale ope legis ai sensi dell'art. 10, comma 2 del Codice.
    La Soprintendenza, ravvisando la necessità di permettere la fruizione e la consultazione di un archivio di così rara importanza, finanziava nel 2014 un intervento di ricognizione, riordino e inventariazione, sotto la propria direzione scientifica, nel quadro del progetto nazionale "Archivi della Musica", affidandone l'esecuzione a Silvia Crociati.
    L'attenta analisi della documentazione condotta in fase di ricognizione ha permesso di comprendere come l'archivio si componesse di alcuni nuclei aventi caratteristiche diverse, esito di distinti processi di sedimentazione e di conservazione: un nucleo più antico, raccolto all'interno di tre cassette da brandy, quasi a formare una sorta di archivio di deposito, che recava tracce di una approssimativa organizzazione della corrispondenza per mittente risalente probabilmente allo stesso Primo Contavalli e che risentiva degli interventi condotti a scopo di ricerca da Paola Contavalli, figlia di Primo, interessata alla consultazione delle carte per la pubblicazione di volumi sulla figura del padre; un nucleo più recente, ancora conservato all'interno dei mobili della liuteria, composto in buona parte da carteggio e da documentazione contabile e amministrativa aggregatasi a partire dal secondo dopoguerra per lo più per singole committenze, cioè sulla base della realizzazione degli strumenti via via ordinatigli, come testimoniata in appositi quaderni degli strumenti, compilati dallo stesso Contavalli nel corso degli anni; infine un terzo nucleo comprendente altra documentazione anch'essa di carattere per lo più amministrativo-contabile che non riportava tracce significative di organizzazione e a cui erano frammiste anche carte di natura personale relative a Primo e famiglia, probabilmente residuo di un insieme documentario di carattere familiare rimasto nella disponibilità degli eredi.
    L'inventario è stato realizzato nel corso del 2014 tramite applicativo "Sesamo 4.1" ai fini della pubblicazione nel modulo inventari del Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche (SIUSA).
  • Contenuto:
    L'archivio è costituito da documentazione prodotta, ricevuta e raccolta da Primo Contavalli nel corso della sua carriera professionale e della sua lunga vita.
    E' formato, nella parte più consistente, dal carteggio e dalla documentazione amministrativa e fiscale della liuteria di famiglia che, nelle carte più antiche, riflette testimonianza dell'attività del padre Luigi, iniziata alla fine dell'Ottocento, nella parte meno consistente da documentazione personale di Primo Contavalli e della sua famiglia - corrispondenza, fotografie, documentazione relativa a incarichi pubblici - che, al momento della donazione dell'archivio al Comune di Imola, si trovava frammista alle carte della liuteria. Nel complesso si tratta di documentazione raccolta all'interno di 30 buste d'archivio relativa a quasi un secolo di storia imolese, e non solo, per gli anni 1898-1987.

  • Criteri di ordinamento:
    L'archivio è stato ordinato e descritto tenendo conto in primo luogo delle tracce emerse dall'analisi dei vari nuclei documentari confluiti nell'archivio e costituiti in parte preponderante dalla documentazione della liuteria di Luigi e Primo Contavalli. Tale analisi, effettuata in sede di ricognizione, ha messo in evidenza l'esistenza di alcune modalità di produzione e conservazione della documentazione, come la presenza all'interno del carteggio di una prima e di una seconda fase, coincidenti grosso modo con il periodo antecedente e successivo la Seconda Guerra mondiale, allorché, nell'aggregazione della documentazione, si passò da un'organizzazione delle carte per mittente a veri e propri fascicoli di "committenze" relative alla produzione degli strumenti. Mentre nella disposizione di questa documentazione si è cercato di preservare l'organizzazione che emergeva dalle carte, il resto della documentazione, a carattere amministrativo e contabile, priva di ordine apparente, è stata ricondotta a tipologie documentarie che riflettessero l'attività del laboratorio.
    Al materiale riguardante prettamente la liuteria risulta aggregata parte di documentazione di Primo Contavalli e della sua famiglia che costituisce tuttavia un segmento relativamente limitato rispetto ad un nucleo più consistente che la famiglia ha conservato presso di sé.
  • Redazione e revisione:
    Crociati Silvia, 17/11/2014, inventario analitico