Storia archivistica: Gli archivi scolastici (1) offrono un campo di ricerca ancora da censire e analizzare: "un materiale praticamente inedito per gli studi della storia locale ed in particolare di quel tessuto territoriale ed amministrativo il cui ruolo è sempre stato oggetto di discussioni e contestazioni" (2) .
Al momento dell'inizio dei lavori, tutta la documentazione conservata presso l'Archivio Storico si presentava in disordine, collocata in diverse stanze dell'Istituto conservatore e produttore, e non era stato oggetto di precedenti riordini.
I pezzi archivistici che compongono il fondo sono registri, buste e fascicoli. Sull'esterno dei registri e delle buste a volte è riportato il nome dell'ente produttore e l'anno di riferimento; altre volte il contenuto e l'anno di riferimento. Sono state apposte sul dorso dei registri, in epoca recente, delle etichette con dei numeri progressivi. Tale segnatura, seppur non possa dirsi tale, rappresentava verosimilmente il numero di corda dell'archivio. Non sono stati rintracciati mezzi di corredo coevi ai documenti. Terminate le operazioni di riordino e informatizzazione del Fondo, attraverso l'elaborazione dei dati è stata stampata la modalità inventario storico come strumento funzionale alla ricerca.
Contenuto: Il fondo "Istituto Tecnico Commerciale Raffaele Piria" (1875-1976). E' stato superato questo limite cronologico solo nella serie "Stato del personale" (1880-2002) in quanto l'unità archivistica è un registro. L'archivio ha una consistenza di: 458 unità archivistiche; 30 metri lineari ca; 355 registri; 103 buste; 166 fascicoli. Il contenuto della documentazione rintracciata riguarda l'attività amministrativa e contabile dell'Istituto. Grossa parte occupa l'attività propria dell'ente ovvero: iscrizioni e tutto ciò che concerne la didattica (registri generali dei voti, esami di ammissine, idoneità, licenza e di abilitazione tecnica).
Criteri di ordinamento:
I criteri adottati in fase di riordino sono stati quelli indicati dall'archivistica italiana come metodo storico, definito da Elio Lodolini come "l'unico metodo per l'ordinamento di un archivio che possa dirsi tale" (3) attraverso, infatti, lo studio della storia dell'istituzione e delle norme giuridiche che regolavano l'ente produttore si è ricostruito l'ordine originario che il soggetto produttore aveva dato alla propria documentazione classificandola in base alle funzione svolte.
L'operazione di schedatura è iniziata cercando di stabilire all'interno del fondo un ordine cronologico. Ad ogni unità archivistica si è fatto corrisponde un'unica scheda prodotta in duplice copia: una allegata all'esterno dell'unità archivistica, un'altra archiviata al termine delle operazioni. Le voci appuntate sulla scheda sono state: numero provvisorio dell'unità archivistica (unico e progressivo); numero dei fascicoli individuati; segnatura (indicata con la sigla v.s. - ovvero vecchia segnatura); estremi cronologici; descrizione sintetica del contenuto del registro o della busta; note (documentazione di particolare rilevanza, stato di conservazione, etc. etc.).
Terminata la fase di schedatura (per un totale di 458 schede) si è proseguito nella ricostruzione delle serie archivistiche. Sono stati rinvenuti diversi titolari di classificazione. Si è proceduto, quindi, alla selezione delle schede, accostandole per contenuto e omogeneità; con questo metodo di lavoro, ossia "manovrando le schede" - come affermato da Catello Salviati - "si penetra all'interno dell'istituto che ha prodotto i documenti schedati" (4) . La documentazione è stata poi suddivisa secondo le partizioni: Fondo; Sezione e Serie.
Occorre chiarire che le serie costitute sono state concepite "aperte"; per ciascuna di esse, infatti, la numerazione riparte dal numero 1 .
L'informatizzazione del lavoro svolto è stata effettuata secondo gli standard descrittivi internazionali attraverso l'utilizzazione del software applicativo SESAMO 4.1; questo sia per la descrizione, riordinamento e inventariazione della documentazione, sia per la consultazione e interrogazione delle sue base dati. Ogni scheda unità riflette il contenuto delle schede cartacee, riportando sia la segnatura provvisoria che quella definitiva.
Le etichette elaborate dal programma sono state applicate alle buste ed ai registri. Le unità archivistiche sono state così ordinate nella scaffalatura secondo la classificazione, seguendo un ordine dall'alto verso il basso e l'inizio di ogni serie è stato segnalato da piccoli divisori. All'interno delle unità, inoltre, è stata inserita una copia della scheda provvisoria apponendovi su di essa la segnatura definitiva (indicata con D. )
Il report stampa inventario storico riporta la tipologia, la classificazione, la denominazione del fondo e gli estremi cronologici; mentre per ciascuna unità archivistica indica il numero unità, il titolo, gli estremi cronologici, il contenuto, eventuali note, la classificazione e la segnatura definitiva.
Notizie di intervento:
Riordino ed invetariazione [2012]
Note:
(1) Su l'importanza degli archivi scolastici si veda G. Fogliardi e G. Marcadella (a cura di), Gli archivi ispirano la scuola. Fonti d'archivio per la didattica, Mibac - DGA, Roma 2010
(2) S. Merendoni, L'archivio storico dell'amministrazione provinciale di Firenze: problemi organizzativi e di ordinamento, in Marina Brogi (a cura di), Archivisti davanti al presente: tra problemi di tutela e di Valorizzazione, Editrice Bibliografica, Milano 1992, p.37.
(3) E. Lodolini, Archivistica. Principi e Problemi, Franco Angeli, Milano 2008, p.191.
(4) C. Salviati, Orientamenti archivistici, Liguori Editore, Napoli 1979, p.62.
Redazione e revisione:
Bongarzone Antonella, 16/11/2012, Riordino ed inventariazione / Gioffrè Domenico, 16/11/2012, Riordino ed inventariazione