Contenuto: Il fascicolo contiene 26 sottofascicoli con lettere degli anni 1914-1974.
Criteri di ordinamento:
I sottofascicoli sono stati ordinati alfabeticamente per corrispondente; l'ordine è cronologico al loro interno.
Unità:
26
Unità:
Tarchiani Alberto
(1953 - 1957)
1953-01-01 - 1957-12-31
Segnatura:
4.7.1
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 1
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 15 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Gressonney-la-Trinité, 06. VIII. 1953, cc. 2, lettera. Alberto Tarchiani scrive a Salvatorelli di avere letto il suo articolo dal titolo "Come aiutare la distensione" (pubblicato in "La Stampa" nello stesso giorno) e di condividere la sua tesi secondo la quale gli italiani non sanno guardare oltre il proprio naso ed adoperarsi per acquisire, se non altro, una indiretta influenza nei confronti di 'forze che non sono in grado di dominare' e che, se lasciate fare, potrebbero portarla verso il baratro. Scrive, però, che ritiene irreale la sua tesi riguardante una auspicata (ed auspicabile) collaborazione in tal senso tra Italia e Francia, elencando analiticamente i motivi di questa sua asserzione che sono: 1. La Francia intende mantenere il monopolio nelle collaborazioni con le 'Tre Grandi'; 2. Tutta l'azione della Francia è mirata esattamente a creare sempre più distanza tra le potenze maggiori, di cui fa parte, e le potenze minori, di cui fa parte l'Italia; 3. La Francia ha più bisogno dell'Italia degli Stati Uniti ed è perciò interessata ad evitare con essi ogni tipo di conflitto; 4. La Francia non si fida in alcun modo dell'Inghilterra ed anzi vede nell'avvicinamento tra la Germania di Adenauer e gli Stati Uniti una mossa inglese contro i suoi interessi; 5. La Francia non si fida dell'Italia, che ritiene sempre pronta a riavvicinarsi alla Germania; 6. La Francia nelle riunioni delle 'Tre Grandi' gioca un ruolo di paciere e di coordinatrice degli interessi e non ha alcuna intenzione di condividere con l'Italia tale ruolo. Aggunge, quindi, che questo è quanto gli è saltato alla mente alla lettura del suo articolo, opera 'di alta ispirazione, ma purtroppo di difficilissima esecuzione pratica nella sua tesi principale', e conclude dicendo: 'Non so quindi (anzi ne dubito molto) se un governo italiano potrebbe, senza vender fumo all'opinione pubblica nelle presenti circostanze, uscir fuori con un tale programma, cui mancherebbero, per opposizione o malavoglia altrui, le basi ed i mezzi di effettiva esecuzione';
2. S. l., [11. VIII. 1953], cc. 5, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Tarchiani che, se è vero come principio generale che nelle relazioni con un paese o un governo non si può prescindere dal considerare le sue tendenze ed i suoi pregiudizi attuali, è vero che se ciò si scambiasse per l'accettazione di una condizione immutabile, semplicemente si potrebbe smettere di fare politica internazionale. Aggiunge, poi, che il suo non era un dettagliato programma di governo ma un articolo divulgativo apparso su un quotidiano per illustrare ai lettori le linee generali del suo pensiero sull'argomento. Dice, inoltre, che la sua ipotesi di un accordo franco-italiano, comunque, non esclude affatto e, anzi, contiene il rispetto per gli interessi francesi. Sono presenti due 'supplementi alla lettera' in risposta ai punti 3 e 4 della precedente di Tarchiani, poi cancellati da Salvatorelli stesso;
3. Gressoney-la-Trinité, 15. VIII. 1953, cc. 3, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Tarchiani dicendo che l'opposizione ad un eventuale accordo franco-italiano si è manifestata fattivamente nei ripetuti tentativi italiani volti a tale scopo, per esempio attraverso l'operato di Sforza. Aggiunge che se, come giustamente sostenuto da Salvatorelli, la diffidenza francese verso Londra muove da 'un atteggiamento psicologico malsano', è proprio tale atteggiamento radicato in classi ed interessi potenti e ben rappresentati in Parlamento ad avere impedito finora passi in avanti sulla strada della collaborazione. Riguardo l'Inghilterra, quindi, parla di atteggiamenti anomali, non chiari, nella sua politica estera, che non possono non insospettire ulteriormente la Francia e che spesso hanno finito per danneggiare anche gli interessi italiani in ogni campo. Passa, quindi, ad esaminare la posizione degli Stati Uniti, enumerandone i difetti (scarsa esperienza in politica estera, retroterra protestante che fa dividere il mondo e le potenze che ne fanno parte in maniera manichea, mancanza di retorica e linguaggio troppo esplicito nella comunicazione delle intenzioni che finisce per farli apparire quali 'sabotatori della pace') e i pregi (difesa materiale dei principi e della pratica di libertà e di giustizia nel mondo occidentale, preoccupazione verso la politica dell'appeasement già malamente praticata dalle potenze europee), descrivendo le caratteristiche del rapporto con l'Unione Sovietica (analogo a quello che in occidente si ha tra maggioranze di governo e partiti comunisti), illustrando i caratteri del loro modo di entrare in trattativa (fondato sulle persone e sui precedenti) e sostenendo,infine, che 'dobbiamo prenderli come sono, correggendoli quando abbiamo un migliore e più pratico consiglio del loro', cosa che però non accade spesso;
4. Roma, 26. VII. 1956, cc. 1+ 1, lettera. Tarchiani ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "La guerra fredda" e lo invita a partecipare con un intervento sul tema 'Declaration on western civilization' al Congress of European American Association, allegando alla lettera l'invito di partecipazione;
5. Roma, 26. I. 1957, cc. 3, lettera. Tarchiani ringrazia Salvatorelli per l'articolo sul suo libro di memorie e gli dà spiegazioni sull'assenza di trattazione della sua esperienza con l'amministrazione americana Eisenhower-Dulles. L'elenco analitico di motivazioni che Tarchiani esprime si può riassumere nella non volontà di dare un giudizio fortemente negativo di quell'amministrazione repubblicana, con la quale si trovò a collaborare per soli due anni durante i quali, però, fu, anche grazie ad essa, risolta la farraginosa questione di Trieste, 'soluzione infelice ma pur sempre migliore dell'eterna e per noi logorante crisi'.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Tarchiani e Salvatorelli nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".
Tarozzi Giuseppe
(1952)
1952-01-01 - 1952-12-31
Segnatura:
4.7.2
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 2
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Padova, 21. I. 1952, c. 1, lettera. Giuseppe Tarozzi scrive a Salvatorelli di essere venuto a conoscenza, attraverso il professor Troilo suo collega, che egli ha avuto modo di parlare, e in maniera favorevole, del suo volume dal titolo "L'infinito e il divino"; gli chiede, quindi, di recensirlo anche su 'La Stampa';
2. Roma, 28. I. 1952, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale comunica a Tarozzi che in realtà non ha mai letto il suo libro "L'infinito e il divino" e che, pertanto, non ne ha mai parlato. Aggiunge, però, che lo leggerà con piacere e che se potrà, sarà lieto di segnalarlo su 'La Stampa' con un vero e proprio articolo o con una più breve notizia;
3. Padova, 29. I. 1952, c. 1, lettera. Tarozzi scrive a Salvatorelli dicendogli che il professor Troilo sarà in grado di dare chiarimenti sull'equivoco in cui è caduto. Gli invia, comunque, una copia del suo "L'infinito e il divino", aggiungendo che gli sarà grato se ne parlerà su 'La Stampa', e, insieme ad esso, un'altra sua monografia contenente peraltro accenni autobiografici che gli permetteranno di sapere qualcosa della sua persona;
4. S. l., [10]. V. 1952, c. 1, lettera. Tarozzi ringrazia Salvatorelli per il suo articolo su 'La Stampa' (si tratta dell'articolo dal titolo "Ragione e fede"), nel quale parla del suo "L'infinito e il divino".
Tecchi Bonaventura
(1950 - 1958)
1950-01-01 - 1958-12-31
Segnatura:
4.7.3
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 3
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Bagnoregio, 11. X. 1950, c. 1, lettera. Bonaventura Tecchi scrive a Salvatorelli di aver letto da poco il suo articolo dal titolo "Martha e Maria" apparso su "Il Messaggero" (pubblicato nel numero del 28 settembre 1950). Dice, inoltre, che gli invierà una copia del suo ultimo romanzo. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
2. San Remo, 05. XI. 1958, c. 1, lettera di carattere amichevole.
Tedeschi Alberto (don)
(1966 - 1970)
1966-01-01 - 1970-12-31
Segnatura:
4.7.4
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 4
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 7 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. S. l., 18. X. 1966, c. 1, lettera. Don Alberto Tedeschi chiede a Salvatorelli un parere sugli argomenti della Apologetica. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
2. S. l., 19. X. 1966, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale dice a Tedeschi che leggerà il libro da lui portatogli. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
3. S. l., 26. II. 1970, cc. 4, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Tedeschi di non apprezzare il suo tentativo di convertirlo, cosa che neanche sacerdoti suoi amici di vecchia data hanno mai provato a fare e considera, pertanto, 'cessate le nostre relazioni personali';
4. Roma, 02. III. 1970, c. 1, lettera. Don Tedeschi risponde alla precedente di Salvatorelli.
Telesio Giovanni
(1941 - 1942)
1941-01-01 - 1942-12-31
Segnatura:
4.7.5
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 5
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 7 mss e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Bologna, 12. VI. [1941], c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino - Il Direttore' con annotazioni a penna di Salvatorelli. Giovanni Telesio chiede a Salvatorelli di scrivere un articolo per il suo giornale;
2. Bologna, 23. X. [1941], c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino - Il Direttore'. Telesio ringrazia Salvatorelli per l'articolo inviatogli, dicendo, però, che la parte conclusiva non gli sembra adatta; gli scrive, inoltre, che ha visto un suo articolo sullo stesso tema su "Primato" (si tratta, probabilmente, dell'articolo "Assolutismo del Richelieu", pubblicato nel fascicolo n. 20). Gli chiede, infine, di mandargli un altro articolo;
3. Torino, 27. X. 1941, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Telesio scrivendo di aver tolto la chiusa dell'articolo, pur non capendo cosa ci fosse che non andava. Si dice, poi, di diverso avviso rispetto alla similitudine o uguaglianza tra questo e il suo articolo uscito su 'Primato', parlando quest'ultimo dell'assolutismo di Richelieu e solo pochissimo della politica estera del regno francese, il primo invece proprio della politica estera sotto Richelieu, i predecessori e i successori e terminando con un giudizio sulla politica di Luigi XIV;
4. Bologna, 13. I. 1942, c. 1, biglietto intestato 'Il Resto del Carlino - Il Direttore'. Telesio si dice soddisfatto con Salvatorelli per il suo ultimo articolo, che pubblicherà sicuramente;
5. Bologna, 21. IV. 1942, c. 1, biglietto intestato 'Il Resto del Carlino - Il Direttore'. Telesio ringrazia Salvatorelli per l'articolo su Cavour e Mazzini e gli assicura che verrà pubblicato (si tratta dell'articolo "Mazzini e Cavour", pubblicato il 30 aprile 1942);
6. Bologna, 24. VI. 1942, c. 1, biglietto intestato 'Il Resto del Carlino - Il Direttore'. Telesio chiede a Salvatorelli un articolo per 'Il Resto del Carlino';
7. Bologna, 30. VI. 1942, c. 1, biglietto intestato 'Il Resto del Carlino - Il Direttore'. Telesio scrive a Salvatorelli che accetta la sua recensione del saggio su Marco Minghetti scritto da Lilla Lipparini.
Tilgher Adriano
(1921 - 1974)
1921-01-01 - 1974-12-31
Segnatura:
4.7.6
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 6
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 34 mss. + 2 buste.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Livia Tilgher e Liliana Scalero:
1. Roma, 28. II. 1921, c. 1, cartolina postale. Adriano Tilgher ringrazia Salvatorelli per l'articolo su di lui. Gli parla, poi, di una conferenza che ha preparato su l'Eterno ritorno, 'un'ampia veduta d'insieme sulla civiltà greca e classica in genere', e gli chiede di informarsi se qualche società di Torino fosse disposta a fargliela tenere. Gli ricorda, infine, di inviare alla 'Rivista di Milano' la parte del suo articolo riguardante i 'fil[osofi]. an[tichi]';
2. S. l., 20. IV. 1921, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli, a proposito di un accordo editoriale, di aver trovato una soluzione con Balducci - £ 150, 100 estratti gratuiti e pubblicazione immediata - ma non sa se al ritorno di Maggiorino, proprietario della rivista, tale accordo venga accettato. Parla, poi, della pubblicazione di una monografia di Salvatorelli e di una sua recensione per la "N[uova] A[ntologia]" che dovrà essere pubblicata dopo qualche tempo. Lo informa, infine, che Rodolfo Mondolfo sta preparando per l'editore Cappelli una raccolta di opere storico-critiche sulla guerra e la crisi e lo invita a mandargliene una, magari raccogliendo in volume i suoi migliori articoli sull'argomento, rendendosi disponibile a fare lui stesso da tramite con Mondolfo;
3. S. l., [post 20. IV. 1921 - ante 27. IV. 1921], c. 1, lettera. Tilgher chiede a Salvatorelli di pubblicare su 'La Stampa' un suo articolo su Ernesto Buonaiuti, articolo che vorrebbe uscisse simultaneamente anche su 'Il Tempo' per rispettare la volontà di Buonaiuti stesso che, in quel momento, non è in buone condizioni fisiche dopo aver subito un intervento chirurgico. Gli chiede, poi, se ha ricevuto una copia del suo "Crisi mondiale" (si tratta di "La crisi mondiale e saggi critici di marxismo e socialismo") e di trovare un'altra società, diversa da quella di Venturi che gli aveva presentato, per la tenuta della sua conferenza; infine, lo invita a pubblicare nella 'N[uova] A[ntologia]' il suo articolo;
4. S. l., 27. [IV. 1921], c. 1, lettera. Tilgher consiglia a Salvatorelli di pubblicare un suo saggio nella 'N[uova] A[ntologia]'. Gli scrive, inoltre, di non avere fretta nel recensire il suo "Crisi mondiale" e che il primo dei due altri articoli inviati alla 'Nuova Antologia' uscirà nel fascicolo di giugno, l'altro, 'quello sulla C. M. andrà a finire o a luglio o in ottobre'. Si raccomanda, poi, con Salvatorelli per la sua conferenza, che si svolgerà nella seconda metà di maggio. Dice, inoltre, che ha avuto molti apprezzamenti per l'articolo su Ernesto Buonaiuti e, parlando delle tesi di questo, scrive: 'Anche qui convengo con te, a quattr'occhi, che la consistenza del suo punto di vista è scarsa. E' in fondo, un murrismo messianico'. Continuando su Buonaiuti, dopo avergli raccontato della nuova operazione chirurgica che ha dovuto subire e delle sue precarie condizioni fisiche e psicologiche, aggiunge che il suo articolo è anche servito ad evitare che sciacalli si avventassero su di lui, approfittando della sua debole condizione: 'Figurati che Gasparri è andato a trovarlo alla clinica Bastianelli, promettendogli mari e monti purché lasciasse la cattedra!';
5. Roma, 17. V. 1921, c. 1, lettera. Livia Tilgher, di nascosto da Adriano, comunica a Salvatorelli che, su proposta di Giolitti e per motu proprio del re, Adirano è stata nominato commendatore della Corona d'Italia. Gli chiede, quindi, di rendere pubblica la notizia su 'La Stampa';
6. Roma, 15. VI. 1921, c. 1, cartolina postale. Tilgher chiede a Salvatorelli notizie in merito all'articolo su il suo "Crisi mondiale" che avrebbe dovuto scrivere per 'La Stampa' e gli racconta della vicende che lo hanno portato alla rottura con [Cavasino] e Rattazzi e, quindi, con 'Paese Sera', usando, nei confronti del primo, la frase: 'E' inutile. Gratta il siciliano e ci troverai sotto il mafioso e il camorrista'.
7. Roma, 02. VIII. 1921, c. 1, cartolina postale. Tilgher si congratula con Salvatorelli per l'articolo sul suo "Crisi mondiale", apprezzando il valore delle critiche mosse e scrivendo che, anche se 'il rapporto tra nazionalismo e capitalismo fu da noi due sempre concepito in modo diverso', visto il peso delle obiezioni poste, tornerà, dopo averci riflettuto, a scrivere sull'argomento;
8. Roma, 21. X. 1921, c. 1, cartolina postale. Tilgher si congratula con Salvatorelli avendo saputo che ha assunto la condirezione politica de 'La Stampa'. Gli fornisce, poi, informazioni circa il suo credito contrattuale con Balducci e scrive di avergli fatto mandare una copia del suo ultimo volume dal titolo "Relativisti contemporanei" (si tratta di "Relativisti contemporanei: Vaihinger, Einstein, Rougier, Spengler, l'idealismo attuale"), chiedendogli un annuncio su 'La Stampa'. Lo informa, infine, in merito alle proposte lavorative ricevute da 'Il Mondo' e alla precaria situazione de 'Il Tempo', giornale di cui è, come per 'La Stampa', collaboratore, confidandogli la sua indecisione sulla strada lavorativa da prendere;
9. S.l., 13. XI. 1921, c. 1, lettera. Tilgher scrive a Salvatorelli di aver deciso di lavorare per 'Il Mondo' e che, nonostante le sue insistenze, non è riuscito a garantirsi la possibilità di collaborare con altri giornali e riviste: a causa di questa clausola esclusiva gli comunica che dovrà terminare la collaborazione con 'La Stampa', sebbene conti, più in là, di riproporre la questione. Gli annuncia, inoltre, la terza edizione rivista del suo "Relativisti contemporanei", di cui gli farà avere una copia;
10. Roma, 25. XI. 1921, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli affinché rinnovi all'amministratore de 'La Stampa' l'invito a dargli la liquidazione del suo credito residuo verso il giornale. Si complimenta, poi, con lui per la sua 'confutazione della deduzione mussoliniana'. E, parlando del fascismo, gli scrive che esso 'non ha né può avere altro programma che di menare le mani. Dandosi un programma se le legherebbe. E poiché chi mena le mani ma non sa che cosa costruire non può mirare che a distruggere, ecco che il fascismo non può proporsi che dei contenuti negativi: oggi contro il bolscevismo, domani contro il regime esistente. Per mio conto credo al colpo di mano contro il regime a non breve scadenza';
11. S.l., [17. I. 1922], c. 1, lettera. Tilgher scrive a Salvatorelli di aver parlato con Bardi di un suo volume di saggi sul cristianesimo e che questo si è dimostrato ben disposto verso la pubblicazione; a proposito dell'editore scrive: 'Bardi ha i suoi difetti: è un po' tirchio e tirato. Ma è un galantuomo, stampa benissimo, diffonde splendidamente i volumi'. Suggerisce, poi, a Salvatorelli di rivolgersi a Cappelli per il libro sui partiti e la politica italiana, o a Zanichelli, verso il quale si propone come mediatore, e a Treves per quello di politica internazionale. Sul secondo libro, che dovrebbe presentarsi come una raccolta di suoi articoli, gli scrive: 'Sono contento che pensi a raccogliere le tue sparse membra: in giornalismo non c'è niente che dà più prestigio quanto non essere un puro giornalista, ma autore di libri'. Dopo averlo informato che riuscirà a tenere la sua conferenza, informandolo sui tempi e sulle città in cui la svolgerà, scrive, infine, che 'Il Mondo sembra uscirà il 25';
12. Firenze, 29. I. 1922, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli che, durante la sua permanenza a Bologna in occasione della conferenza che lì doveva tenere, ha parlato con Rodolfo Mondolfo proponendogli il suo libro sulla politica e i partiti italiani e gli fa sapere come questo sia rimasto soddisfatto sia del titolo che del suo nome, mentre vorrebbe non una raccolta di articoli ma un volume organico. Scrive, pure, di aver parlato con Oliviero Franchi ed Enrico Dall'Oglio, rispettivamente direttore e presidente di Zanichelli, e di essere, dopo qualche ritrosia, sostanzialmente riuscito a convincerli sulla pubblicazione dell'altro suo volume, anch'esso, però, non una raccolta di scritti ma un volume organico. Infine, gli chiede, per conto di Bardi, di ampliare il volume sul cristianesimo, aggiungendovi magari il suo saggio "Il significato di Nazzareno" e qualche altra cosa;
13. S. l., [05. II. 1922], c. 1, lettera. Tilgher si dice felice che le sue proposte editoriali siano stata accolte da Salvatorelli. Gli scrive poi, in via confidenziale, chiedendogli se, nel caso in cui, per ragioni che ora non può spiegargli, dovesse decidere di recidere il suo contratto con 'Il Mondo', fosse riassunto come collaboratore per 'La Stampa';
14. Roma, 10. II. 1922, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli che per il momento la sua uscita da 'Il Mondo' è scongiurata. Riguardo alle osservazioni di Alfredo Frassati sul suo conto, da lui riferitegli, scrive che ciò non desta la sua meraviglia: 'La generazione carducciana e precrociana digiuna di pensiero e filosofia, deve necessariamente trovare pesanti i miei articoli, che la generazione nostra - crociana, tanto per intendersi - trova limpidissimi e digeribilissimi'. E' presente un ritaglio di un articolo apparso su 'Il Mondo' in cui viene recensito il 'Compendio di storia' di Salvatorelli e Rodolfo Micacchi;
15. S. l., [fine anno 1922], c. 1, lettera. Tilgher scrive a Salvatorelli di avergli inviato l'articolo di Gori e di allegare alla lettera un suo articolo 'su un bel dramma di U[...]. Gli chiede, inoltre, spiegazioni sul perché il suo nome 'viene spesso stampato in modo illeggibile o addirittura presso che saltato', e di prendere provvedimenti a che ciò non accada ancora. Si congratula, infine, con lui per il suo articolo "Chiarimento di posizione" (?) scrivendo riguardo il suo contenuto: 'E' la sola linea da seguire';
16. Roma, 22. VIII. 1923, c. 1, cartolina su carta intestata 'R. Biblioteca Universitaria Alessandrina, Roma'. Tilgher scrive a Salvatorelli che può apportare, questa volta come le successive, le modifiche che riterrà opportune ai suoi articoli; gli chiede, poi, di informarsi con l'amministrazione per la liquidazione di due suoi articoli e si dice seccato del fatto che Luigi Ambrosini, titolare della 'Critica di letteratura italiana contemporanea' se ne occupi così di rado 'perché di tante cose di cui non si occupa lui ci si vorrebbe occupare volentieri'. Infine, gli scrive che 'parecchi giornalisti fascisti sono rimasti furiosi del mio articolo su te e mi scrivono insolenze';
17. Roma, 07. IV. 1924, c. 1, cartolina illustrata. Tilgher ringrazia Salvatorelli per l'articolo sul suo volume di saggi dal titolo" Ricognizioni" (si tratta di "Ricognizioni: profili di scrittori e movimenti spirituali contemporanei italiani "), nel quale, come ha notato anche Salvatorelli, viene presentata la necessità di un 'ritorno all'individuo, cioè all'attività che crea gli istituti, e perciò può sempre negarli o trascenderli'. Lo invita, infine, a pubblicare con maggiore regolarità i propri articoli su La 'Stampa' nella cifra di due al mese;|
18. Roma, 20. XI. 1924, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli che 'quei manigoldi del ministero tanto mi hanno rotto le scatole da obbligarmi ad andare in aspettativa'. Per tale ragione gli chiede che i suoi articoli vengano pubblicati da 'La Stampa' con una certa assiduità. Gli comunica, poi, che sul 'Becco Giallo', 'la campagna contro quel delinquente di Gentile è roba mia' e gli consiglia, tra gli altri suoi articoli mossi da tale proposito, di leggersi quello dal titolo "Perizia filosofica di Giovanni Gentile" a difesa di Amerigo Dumini. Conclude scirvendo: 'Chi me l'avesse [?] detto che avrei finito collaboratore di giornali umoristici ! (...) Beato te che ti sei messo a posto p[...] e bene!';
19. S.l., 21. XI. 1928, c. 1, lettera. Adriano e Livia Tilgher inviano a Salvatorelli le loro condoglianze. Tilgher scrive, inoltre, che leggerà e successivamente si impegnerà a recensire il libro "San Benedetto e l'Italia del suo tempo";
20. Roma , 14. .... 1930, c. 1, cartolina postale. Tilgher ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo saggio "Da Locke a Reitzenstein: l'indagine storica delle origini cristiane" e si complimenta con lui per quanto vi ha trovato scritto, con una sola eccezione: 'Duolmi solo che hai fatto l'onore di citarlo a quel cialtrone analfabeta di Omodeo'. Parla, inoltre, di Benedetto Croce definendolo 'definitivamente rammollito', tanto da averlo [Omodeo] 'dato come esempio come... campione di nuova storiografia!';
21. Parigi, 07. I. 1932, c. 1, lettera. Tilgher scrive a Salvatorelli di aver trovato una traduttrice francese per il suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo" nella persona di Elena Boubée, la stessa che tradusse a lui stesso il suo "Homo faber" (si tratta di "Homo faber: storia del concetto di lavoro nella civilta occidentale: analisi filosofica di concetti affini"). Gli chiede, quindi, un parere sulla questione e sulle condizioni che intenderebbe porre, facendogli sapere che ritiene per niente difficile la ricerca di un editore adeguato all'opera;
22. S.l., [15. I. 1932], c. 1, lettera. Tilgher rinnova a Salvatorelli l'invito a fargli sapere la sua opinione e le sue condizioni riguardo la proposta di traduzione francese del suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo". Scrive, anche, di aver allegato alla sua una lettera di Mario [Vinciguerra]. La lettera non è conservata nel sottofascicolo;
23. S.l., [16. VII. 1932], c. 1, lettera di carattere amichevole;
24. Arcevia (Ancona), 14. VIII. 1932, c. 1, lettera. Livia Tilgher scrive a Salvatorelli parlandogli della condizione di Mario, probabilmente imprigionato. Il resto della lettera è di carattere amichevole; nell'ultima pagina è presente un saluto di Claudina ad Anna Maria, figlia di Salvatorelli;
25. Roma , 27. IV. [1938], c. 1, cartolina postale. Tilgher ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Pio XI e la sua eredità pontificale" e si complimenta con lui per la gran mole di lavoro svolto nell'ultimo anno: 'In un anno hai sfornato quattro volumi; e su che roba!';
26. Roma, 27. XII. 1939, c. 1, cartolina illustrata. Tilgher scrive a Salvatorelli di aver visto pubblicato "La Triplice Alleanza. Storia diplomatica dal 1870 al 1912" (si tratta in realtà di "La Triple Alleanza. Storia diplomatica 1877-1912") e gli comunica che a breve uscirà, invece, il suo volume sulla filosofia di Leopardi di cui gli invierà una copia (si tratta di "La filosofia di Leopardi");
27. Roma, 01. IV. 1940, c. 1, cartolina illustrata. Tilgher ringrazia Salvatorelli per l'articolo scritto sul suo "La filosofia di Leopardi", sebbene non sia rimasto persuaso delle tesi in esso sostenute; scrive, quindi, che gli risponderà con un articolo su 'Il Lavoro', quale forma di discussione con lui sull'argomento;
28. Roma, 20. IV. 1940, c. 1, cartolina postale. Tilgher scrive a Salvatorelli di avergli inviato il suo articolo in risposta a quello di Salvatorelli stesso sul suo "La filosofia di Leopardi"; spiega che esso non venne pubblicato da 'Il Lavoro' poiché Giuseppe Canepa gli scrisse che 'Non voleva togliere ai lettori l'illusione d'un Leopardi umanitario e pacifista'. Gli dice, quindi, che esso è stato pubblicato, con qualche correzione, su 'Il Popolo di Roma' e che vorrebbe sapere cosa ne pensa. Chiede, infine, a Salvatorelli notizie sulla sua situazione lavorativa;
29. [Roma], [26. XI. 1940]. c. 1, lettera. Tilgher invia a Salvatorelli gli auguri per il prossimo sposalizio di sua figlia Anna Maria. Scrive, inoltre, per complimentarsi con lui per la riuscita del suo "L'Italia comunale. Dal secolo XI alla metà del secolo XIV" e per la mole e la qualità di lavoro che riesce a produrre;
30. Roma , 14. XI. 1941, c. 1, lettera. Livia Tilgher ringrazia Salvatorelli per le condoglianze inviate per la morte di Tilgher;
31. Roma, 26. XII. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Popolo di Roma'. Liliana Scalero scrive a Salvatorelli di avergli inviato una copia dell'ultima opera di Tilgher dal titolo "Il casualismo critico: l'oggetto, il dato, il tempo, il caso", affinché lo recensisca in qualche rivista o giornale. Inoltre, avendo lei ereditato, per disposizione di Tilgher, la sua biblioteca e le sue carte, gli chiede di inviarle, se ne possiede, documenti riguardanti Tilgher di particolare interesse culturale e filosofico, al fine di poterne fare una copia;
32. Roma, 23. I. 1942, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Popolo di Roma - Redazione'. Liliana Scalero ringrazia Salvatorelli per la recensione del volume di Tilgher "Il casualismo critico: l'oggetto, il dato, il tempo, il caso" e gli espone, per sommi tratti, la propria concezione del corso storico scrivendo che, diversamente da quanto affermava Tilgher in quello scritto circa la casualità degli eventi, per lei 'la Rivoluzione Russa avrebbe comunque trovato un Lenin e l'imperialismo romantico tedesco un grande capo, dopo tanti profeti';
33. Anacapri, 29. VIII. 1972, c. 1+ busta, lettera di carattere amichevole di Livia Tilgher;
34. Anacapri, 16. IV. 1974, c. 1+ busta, lettera di carattere amichevole di Livia Tilgher.
Togliatti Palmiro
(1946 - 1953)
1946-01-01 - 1953-12-31
Segnatura:
4.7.7
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 8
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 6 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 11. VII. 1946, c. 1, lettera su carta intestata 'Partito Comunista Italiano - Il Segretario Generale'. Palmiro Togliatti si congratula con Salvatorelli per il suo articolo dal titolo "L'Italia vivrà" (pubblicato in "La Tribuna del Popolo" in quello stesso giorno), scrivendo che 'E' la prima voce seria che sento levarsi in un coro di scervellati e di fanatici (ma lo saranno davvero, o non fingeranno, per altri scopi (...)'. Lo invita, quindi, a proseguire su quella linea;
2. Roma, 12. VII. 1946, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale ringrazia Togliatti per la sua precedente, parlandogli, inoltre, della difficile condizione della stampa italiana: da una parte c'è, all'estero 'la politica dei 'Tre Grossi'', che nei riguardi dell'Italia 'par fatta apposta per sabotare la repubblica nascente' e dall'altra c'è, all'interno, una stampa che, al di fuori degli organi di partito, non vede 'nessun grande giornale nazionale di libera difesa della repubblica democratica'. L'incipit della minuta recita 'Illustre e caro Ministro (Mi auguro nell'interesse del paese che Ella rimanga tale)';
3. S. l., [post 14. VII. 1948], c. 1, biglietto da visita di Salvatorelli nel quale si trovano gli auguri a Togliatti di ritorno all'attività politica;
4. Roma, 25. XII. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale si lamenta con Togliatti per quanto scritto in un piccolo pezzo apparso su 'L''Unità' dello stesso giorno a proposito del suo articolo uscito in 'La Stampa' del 20 dicembre dal titolo "La Quarta Repubblica". A proposito della critica subita, Salvatorelli parla di 'malafede 'pianificata' - di quella insegnata da Maurras - o inintelligenza totale' dell'autore dello scritto;
5. Roma, 30. XII. 1953, c. 1, lettera su carta intestata 'Partito Comunista Italiano - Il Segretario Generale'. Togliatti risponde alla precedente di Salvatorelli dicendogli di aver letto anche lui lo scampolo de 'L'Unità' in questione, ma lo invita a non dispiacersene troppo vista la evidente inefficacia del pezzo in questione . 'Per conto mio - scrive Togliatti - quando l'avversario polemizza male, mi rallegro perché la polemica mal fatta non convince nessuno e non serva niente. (...) le sparate più grosse mi divertono anziché irritarmi. Ella una volta scrisse che i fatti di Berlino del 17 giugno scorso erano il primo atto di una nuova rivoluzione europea del 1948. Quanto ci siamo divertiti!'. Spera, quindi, che Salvatorelli 'non se l'abbia a male per la mia vena scherzosa'.
6. Roma, 31. XII. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde a Togliatti che nella sua prima lettera non c'era irritazione, quanto una 'naturale compiacenza di aver preso in castagna l'alquanto arrogante 'scampolista''. In secondo luogo, riguardo i fatti del 17 giugno, contesta l'interpretazione data da Togliatti del suo articolo, scrivendo di aver parlato di una sola similitudine con le insurrezioni di Vienna e Milano nel 1948 e di aver aggiunto successivamente un rimprovero agli americani 'di trovarvi il principio della fine dell'impero sovietico'. Chiude dicendo che, 'prima di 'divertirsi' non sarebbe stato male leggere tutto'.
Si segnala la presenza di carteggio relativo alla querelle tra Salvatorelli e "L'Unità" nella sottoserie "Rapporti con i lettori" della serie "Rapporti con la Stampa di Torino".
Torraca Vincenzo
(1966 - 1973)
1966-01-01 - 1973-12-31
Segnatura:
4.7.8
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 9
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. [Santa Cristina Gardena], 21. VIII. 1966, cc. 2, lettera su carta intestata 'Teatro Eliseo'. Vincenzo Torraca scrive a Salvatorelli di aver letto e molto gradito il suo articolo sull'Alto Adige pubblicato su 'La Stampa' (si tratta dell'articolo "Alto Adige e questione tedesca. Il terrorismo non è un fenomeno isolato" pubblicato il 7 agosto);
2. Roma, 12. I. 1970, c, 1, telegramma. Torraca invia a Salvatorelli gli auguri;
3. Castelrotto, 31. VIII. 1973, c. 1, lettera su carta intestata 'Teatro Eliseo' di carattere amichevole.
Toscano Mario
(1953)
1953-01-01 - 1953-12-31
Segnatura:
4.7.9
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 10
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 13. I. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale suggerisce a Mario Toscano, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, l'assunzione di suo figlio Franco come traduttore per la 'Rassegna della Stampa estera' pubblicata ad opera dell'Ufficio stampa del Ministero degli esteri. Gli scrive, inoltre, che gli farà avere una copia della sua e di Mira "Storia del fascismo. L'Italia dal 1919 al 1945", nella quale Toscano viene peraltro segnalato come primo fra i collaboratori;
2. Roma, 07. III. 1953, c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero degli Esteri'. Toscano ringrazia Salvatorelli per la recensione apparsa su 'La Stampa' di un suo volume e lo informa riguardo l'eventuale assunzione di suo figlio Franco come traduttore.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Toscano e Salvatorelli nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".
Treves Piero
(1933 - 1966)
1933-01-01 - 1966-12-31
Segnatura:
4.7.10
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 11
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 11 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Paolo Treves, Maria Trompeo, Vittoria Trompeo e Giovanni Busino:
1. Milano, 22. XI. 1933, c. 1, lettera. Piero Treves ringrazia Salvatorelli per la recensione del suo "Demostene" (si tratta, probabilmente, di "Demostene e la libertà greca") apparsa su 'Il Lavoro' (articolo pubblicato il 22 marzo 1933);
2. Milano, 14. XII. 1935, c. 1, cartolina illustrata. Treves invia a Salvatorelli i ringraziamenti di Jaeger per l'articolo (si tratta, probabilmente, dell'articolo "La scienza greca" pubblicato su "Il lavoro" del 26 novembre 1935), dedicato al suo lavoro su Aristotele;
3. Roma, 31. XII. 1952, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei Deputati'. Paolo Treves ringrazia Salvatorelli per la favorevole recensione (si tratta dell'articolo "Profeti del passato. Il libro del giorno", pubblicato in "La Stampa" del 27 diembre 1952) ai suoi Profeti (si tratta di "Profeti del passato: maestri e discepoli della controrivoluzione francese");
4. Milano, 22. VIII. 1958, c. 1, lettera. Treves ringrazia Salvatorelli per le condoglianze espressegli in occasione della morte di suo fratello Paolo;
5. S. l., [intorno al 22. VIII. 1958], c. 1, biglietto. Maria e [...]ria Trompeo ringraziano Salvatorelli per il suo articolo in ricordo di Paolo Treves apparso su 'La Fiera [Letteraria]";
6. Milano, 27. II. 1963, c. 1, lettera. Treves scrive a Salvatorelli di avergli inviato una copia del suo ultimo lavoro dal titolo "Lo studio dell'antichità classica nell'Ottocento" che fa 'pendant' con l'altro suo volume "L'idea di Roma e la cultura italiana del secolo XIX" e spera in una sua recensione. Gli comunica, inoltre, di aver vinto de iure, sebbene non ancora de facto, la cattedra universitaria di storia romana. Ricorda, infine, una recensione di Salvatorelli, apparsa in 'Il Lavoro', alla sua prima opera dal titolo Demostene (si tratta, probabilmente, di "Demostene e la libertà greca"), pubblicata trent'anni prima da Laterza (cfr. lettera n. 1);
7. Roma, 07. III. 1963, c. 1, minuta di Salvatorelli al direttore de 'La Stampa' nella quale chiede che, nonostante abbiano tagliato dal suo articolo per ragioni di spazio ed attinenza l'ultima parte, venga segnalata, attraverso questa lettera, la sua rettifica all'interpretazione di Treves secondo la quale 'la mia Leggenda e realtà di Napoleone fosse una derivazione dei due scritti napoleonici o piuttosto, antinapoleonici, di Guglielmo Ferrero';
8. Milano, 07. III. 1963, c. 1, lettera. Treves ringrazia Salvatorelli per la recensione apparsa su 'La Stampa' ai suoi ultimi volumi. Riguardo alcune critiche non digerite, dice di sperare di poterne parlare a voce con Salvatorelli, accennando intanto ad una questione di merito: 'Perché avrei dovuto escludere il Barzoni?' e a una terminologica, riguardante l'utilizzo del lemma 'embrionico', unica forma aggettivale di 'embrione' segnalata dal Tommaseo. Scrive, poi, riguardo un suo commento al volume su Napoleone (si tratta di "Leggenda e realtà di napoleone", di non aver inteso recargli alcun danno nel ravvisare all'interno di esso tesi di matrice ferreriana e che, però, qualora tale interpretazione risulti estranea all'opera, si dichiara pronto a scusarsi con lui;
9. Milano, 28. XII. 1964, c. 1, cartolina postale. Treves scrive a Salvatorelli di aver preso visione del suo ultimo libro (si tratta, probabilmente, di "Miti e storia"), di volerlo recensire per 'L'osservatore politico letterario' o per la 'Nuova Rivista Storica' e chiede, pertanto, di fargliene avere una copia. Lo informa, infine, di essere stato spostato da Trieste a Firenze, assumendo così la cattedra di storia antica che fu di Giovanni Pugliese;
10. Firenze, 14. I. 1966, c. 1, lettera. Treves comunica a Salvatorelli che sui 'Cahiers Vilfredo Pareto', dei quali è redattore l'editore di Ginevra Giovanni Busino, si è pensato di dedicare un numero unico alla figura di Guglielmo Ferrero con contributi locali e stranieri. Gli chiede, quindi, di inviargli una copia della discussione radiofonica su Ferrero tra lui e Mazzarino, con moderatore Arnaldi, o qualunque altro suo scritto in memoria o sulla figura di Guglielmo Ferrero. Gli domanda, anche, se sia a conoscenza di altri scritti italiani sul tema e gli rende noti i tempi di pubblicazione (il volume dovrebbe uscire in giugno) e i tempi di traduzione degli articoli affinché possa regolarsi sui tempi di consegna di eventuali suoi contributi;
11. Ginevra, 4. III. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Libraire Droz S. A. Genéve - Livres d'érudition'. Giovanni Busino ringrazia Salvatorelli per aver accettato di collaborare al volume che la Facoltà di lettere dell'Università di Ginevra ha deciso di pubblicare in onore di Guglielmo Ferrero. Lo invita, quindi, a inviargli al più presto il suo saggio;
12. Roma, 16. III. 1966, minuta di Salvatorelli, scritta sulla stesso foglio della precedente di Busino, nella quale scrive che invierà un suo articolo, ma chiede che esso non venga tradotto in francese, a meno che questa non sia la norma seguita per tutti gli altri contributi.
Si segnala la presenza di sette lettere del 1953 di e su Pietro e Paolo Treves nella sottoserie "Attività giornalistica" della serie "Rapporti con La Stampa di Torino" e di altra corrispondenza tra Treves e Salvatorelli nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".
Trompeo Pietro Paolo
(1951 - 1970)
1951-01-01 - 1970-12-31
Segnatura:
4.7.11
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 12
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 9 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Giovanni Macchia e Vittoria Trompeo:
1. Biella. 27. IX. 1951, c. 1, cartolina postale. Pietro Paolo Trompeo scrive a Salvatorelli di aver molto apprezzato il suo articolo apparso su 'La Stampa' su Gioberti e Vittorio Emanuele II (si tratta, probabilmente, dell'articolo "Il maestro di Vittorio Emanuele", pubblicato il 25 settembre 1951) e dice di aspettare quello, preannunciato, su Giolitti e Vittorio Emanuele III;
2. Roma, 30. IV. 1952, c. 1, lettera. Trompeo chiede a Salvatorelli di segnalare Glauco Natoli, professore di lingua e letteratura francese nella Facoltà di lettere dell'Università di Pisa, al ministro degli esteri, Bartolomeo Migone, per la sua richiesta di essere mandato a Parigi per presiedere la Commissione di esame della sessione estiva di un Liceo italiano. Natoli teme, infatti, che, pur non appartenendo egli ad alcun partito politico, 'possa eventualmente nuocergli il nome di suo fratello Aldo, deputato comunista';
3. Roma, 02. V. 1952, c. 1, minuta di Salvatorelli al ministro degli esteri Bartolomeo Migone nella quale segnala Glauco Natoli;
4. S. l., 01. I. 1956, c. 1, biglietto. Trompeo invia a Salvatorelli gli auguri di buon anno e si complimenta per articolo su De Lollis (si tratta dell'articolo "De Lollis alla guerra", pubblicato in "La Stampa" il 30 dicembre 1955);
5. Roma, [ante 15. V. 1957], c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli studi di Roma. Facoltà di Magistero. Istituto di letterature straniere'. Giovanni Macchia (?) comunica a Salvatorelli che in occasione del settantesimo compleanno di Trompeo si è deciso di pubblicare in un libro una serie di scritti dal titolo "Studi sull'Ottocento in Europa"; gli dice, inoltre, che tale volume sarà curato da lui stesso e da Glauco Natoli, entrambi ex allievi di Trompeo, e gli chiede di inviare un saggio per il libro;
6. [Roma], 08. VI. 1957, c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli studi di Roma. Istituto del Teatro - Il Direttore'. Giovanni Macchia si congratula con Salvatorelli per la riuscita del suo saggio e ritiene che di tale lavoro sarà contento anche Trompeo;
7. Roma, 10. XI. 1957, c. 1, lettera. Trompeo ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Storia del Novecento", gli chiede conferma della lode offerta da Pio X a Maurras e gli scrive che gli esternerà gli altri dubbi che verranno dalla lettura del libro di persona;
8. S. l., [post 07. VI. 1958], c. 1, biglietto mortuario in ricordo di Trompeo;
9. Roma, 24. XI. 1970, c. 1, lettera. Vittoria Trompeo chiede a Salvatorelli di interessarsi affinché Pier Paolo Benedetto, suo giovane conoscente e molto ben voluto da Trompeo, riesca ad entrare a 'La Stampa'.
Turvasi Francesco (padre)
(1963 - 1966)
1963-01-01 - 1966-12-31
Segnatura:
4.7.12
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 13
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 7 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Menzingen, 10. XI. 1963, c. 1, lettera. Padre Francesco Turvasi, confratello di padre Giovanni Genocchi, comunica a Salvatorelli che sta scrivendo una tesi di natura storica e filosofica sul rapporto tra padre Genocchi e il modernismo all'Università di Friburgo; gli fa sapere che l'idea centrale del suo scritto è partita dalla lettura di un saggio di Salvatorelli del 1934, una recensione al libro di padre Ceresi su Genocchi. Gli chiede, quindi, di poter consultare, se utile per la sua tesi, il carteggio tra lui e Genocchi. Gli domanda, inoltre, qual è il modo per procurarsi i volumi "Il modernismo e i rapporti fra religione e filosofia" (si tratta di un volume di Giovanni Gentile) e "Cinquant'anni di vita intellettuale italiana" (si tratta di un volume a cura di Carlo Antoni e Raffaele Mattioli con scritti in onore di Benedetto Croce per il suo ottantesimo compleanno);
2. Menzingen, 28. II. 1964, cc. 2, lettera. Padre Turvasi ringrazia Salvatorelli per la lettera inviatagli e, riguardo la sua tesi di laurea, scrive che 'tutta l'impostazione del lavoro mi viene da quella bella pagina che lei scrisse nel 1933'. Gli comunica, inoltre, di essere intenzionato, possedendo già complessivamente un migliaio di lettere tra originali e fotocopie, a pubblicare l'intero epistolario di padre Genocchi e, pertanto, gli chiede di poter venire in possesso della fotocopia del suo carteggio con lui;
3. Menzingen, 24. III. 1964, c. 1, lettera. Padre Turvasi ringrazia Salvatorelli per avergli accordato il permesso di fotografare il suo carteggio con Genocchi, quando verrà in italia;
4. Menzingen, 19. IV. 1964, cc. 2, lettera. Padre Turvasi chiede a Salvatorelli, dopo essere stato consigliato in tal senso anche dal prof. Uberto Pestalozza, di fare da intermediario tra lui e l'editore Feltrinelli per l'acquisto delle lettere di padre Genocchi al cardinal Capecelatro e al canonico De Felice, in possesso dell'editore milanese, e utili alla sua tesi per la stesura del capitolo sull'integralismo e la lotta antimodernista; aggiunge, inoltre, che un altro motivo che lo spinge ad acquistarle consiste nel timore che 'l'uso di quelle lettere da sole, che rivelano un solo aspetto di P. Genocchi, potrebbe dare un'immagine non completa della personalità di P. Genocchi mentre integrate nell'epistolario che ho io (...) darebbero un quadro esauriente della mentalità del Padre';
5. Menzigen, 16. VI. 1966, c. 1, lettera. Padre Turvasi scrive a Salvatorelli che l'epistolario di padre Genocchi in suo possesso è arrivato a contare 2000 documenti circa e gli chiede di rendersi intermediario tra lui e Giorgio Levi della Vida, di cui ha l'ultimo volume "Fantasmi ritrovati" che riporta la dedica a Salvatorelli, affinché gli permetta di ottenere una copia del suo epistolario con Genocchi.
Untersteiner Mario
(1941 - 1968)
1941-01-01 - 1968-12-31
Segnatura:
4.7.13
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 14
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Milano, 13. XII. 1941, cc. 2 + 1, lettera. Mario Untersteiner invita Salvatorelli a scrivere uno o più volumi di storia della religiosità umana accludendo il programma provvisorio del piano dell'opera;
2. Milano, [05. I. 1942], c. 1, lettera. Untersteiner scrive a Salvatorelli dicendosi dispiaciuto per la sua mancata collaborazione all'opera proposta e rifiuta i collaboratori indicati dallo stesso Salvatorelli. L'errore nella data segnata sulla lettera è dello stesso Untersteiner;
3. Sanremo, 13. VIII. 1968, c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli Studi. Milano'. Untersteiner si complimenta con Salvatorelli per la sua "Prefazione" alle "Memorie" di Giovanni Mira.
Valeri Nino
(1950 - 1970)
1950-01-01 - 1970-12-31
Segnatura:
4.7.14
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 15
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 11 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Torino, 22. VII. 1950, c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli studi di Trieste. Facoltà di lettere e filosofia. Istituto di storia'. Nino Valeri ringrazia Salvatorelli per il positivo giudizio sul suo libro sui principati (si tratta di "L'Italia nell'età dei principati: dal 1343 al 1516"), espresso nell'articolo uscito su 'La Stampa' di quello stesso giorno;
2. Torino, 21. XII. 1952, c. 1, lettera. Valeri si dice dispiaciuto con Salvatorelli per avergli suscitato l'impressione di leggerezza nel parlare di un suo libro;
3. Torino, 27. I. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli studi di Trieste. Facoltà di lettere e filosofia. Istituto di storia'. Valeri ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo articolo apparso su 'La Stampa' dal titolo "Si può fare una storia d'Italia?" e a tale proposito gli segnale il volume "Storiografia e idealità morale" (si tratta di "Storiografia e idealità morale: conferenze agli alunni dell'Istituto per gli studi storici di Napoli, e altri saggi") nel quale sono contenute una serie di conferenze tenute da Benedetto Croce e altri suoi saggi storici; motivo di ciò è che in esso è sostenuta una tesi sostanzialmente differente dalla classica interpretazione crociana del problema, conciliabile, secondo Valeri, con la soluzione proposta da Salvatorelli. Croce lì scrive, infatti: 'Non c'è nell'opera storica altra unità che quella che di volta in volta è richiesta dal nostro bisogno morale di aprirci la via alla pratica azione...';
4. Torino, 17. IX. 1954, c. 1, lettera. Valeri ringrazia Salvatorelli per avergli regalato una copia del suo saggio, una delle sue prime opere storiche, sulla politica interna di Perugia in un poemetto volgare della metà del Trecento (si tratta di "La politica interna di Perugia in un poemetto volgare della meta del Trecento");
5. Roma, 03. V. 1959, cc. 1 + 1, lettera. Valeri scrive a Salvatorelli proponendogli di prendere parte ad un'iniziativa editoriale in onore di Giorgio Falco e consistente in uno o due volumi di saggi sulla storia d'Italia dall'età premedievale all'età contemporanea. Gli propone, quindi, di redigere un saggio sul periodo 1861-1900, gli fa conoscere la lista dei collaboratori che hanno aderito all'iniziativa ed allega alla lettera la circolare, destinata proprio ai collaboratori, dal titolo "Onoranze a Giorgio Falco", datata 15. IV. 1959;
6. Roma, 12. V. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Istituto di scienze storiche. Facoltà di Magistero della Università di Roma'. Valeri ringrazia Salvatorelli per aver aderito all'iniziativa in onore di Giorgio Falco e gli scrive che un saggio dal titolo "Romanismo e antiromanismo nel Risorgimento", qual è quello da lui proposto, andrà benissimo per la raccolta in questione;
7. Roma, 04. II. 1960, c. 1, lettera. Valeri invia a Salvatorelli l'indice schematico dei saggi sulla storia d'Italia in onore di Giorgio Falco. Il titolo definitivo del saggio di Salvatorelli è indicato come "Romanesimo e antiromanesimo nell'800" e non fa parte della sezione temporale 1861-1900;
8. Roma, 29. II. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive, probabilmente a Gustavo Vinay, che il titolo del suo saggio presente nella circolare inviatagli da Valeri deve essere cambiato con "Romanesimo e antiromanesimo nel Risorgimento";
9. Venezia, 04. VIII. 1961, c. 1, lettera. Valeri si congratula con Salvatorelli per la vittoria del premio Marzotto, notizia ancora riservata ma confidatagli da Giovanni Spadolini. Gli chiede, inoltre, di allungare il volume per la prossima ristampa con qualche saggio nuovo;
10. Roma, 14. VI. 1970, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di storia moderna'. Valeri si complimenta con Salvatorelli per la conferenza tenuta il giorno precedente.
Si segnala che alcune lettere di Valeri e Salvatorelli, relative allo studio delle carte di Giovanni Giolitti, si trovano nel sottofascicolo intestato ad Alfredo Frassati e che altre lettere si trovano anche tra la documentazione riguardante i rapporti di Salvatorelli con la Casa editrice Le Monnier nella sottoserie "Casa editrice Felice Le Monnier Firenze" della serie "Rapporti con gli editori".
Valori Aldo
(1921 - 1922)
1921-01-01 - 1922-12-31
Segnatura:
4.7.15
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 16
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 ms..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Bologna, 17. II. 1921, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino - Direzione'. Aldo Valori ringrazia Salvatorelli per la recensione del suo libro e per avergli mandato una copia dell'estratto che la contiene. Gli chiede, inoltre, di ricordare a Mario Bassi di fare anch'egli una recensione del suo libro su 'La Stampa';
2. [Bologna], 17. XII. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino'. Valori scrive di aver inviato a 'La Stampa' una copia del secondo volume della sua opera sulla storia della guerra concernente il fronte franco-belga (si tratta di "La guerra sul fronte franco belga: 1914-1918") e, invita Salvatorelli a recensirlo, diffidando di Bassi che non gli fece la recensione al primo volume.