Contenuto: Il fascicolo contiene 26 sottofascicoli con lettere degli anni 1914-1974.
Criteri di ordinamento:
I sottofascicoli sono stati ordinati alfabeticamente per corrispondente; l'ordine è cronologico al loro interno.
Unità:
26
Unità:
Vaussard Maurice
(1961 - 1963)
1961-01-01 - 1963-12-31
Segnatura:
4.7.16
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 17
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss., dss. e a stampa.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Firenze, 16. XI. 1961, c. 1, lettera di carattere amichevole;
2. Parigi, 15. V. 1963, cc. 1+ 1, la lettera è in francese; ad essa è allegata una pagina della 'Revue des études italiennes' con la recensione fatta da Maurice Vaussard del libro di Salvatorelli "Spiriti e figure del Risorgimento".
Vegas Ferdinando
(1955 - 1965)
1955-01-01 - 1965-12-31
Segnatura:
4.7.17
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 18
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 14 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Milano, 07. I. 1955, c. 1, lettera. Ferdinando Vegas comunica a Salvatorelli che accetterà l'incarico, da lui propostogli per conto di 'Comunità Internazionale', di redigere un saggio sulla nuova politica estera degli Stati Uniti, condividendo l'impostazione prospettatagli;
2. Roma, 24. II. 1955, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive di aver ricevuto il saggio di Vegas e di apprezzarlo nell'impostazione generale. Gli comunica, però, anche di aver tagliato un passo nel quale, contrariamente alla tesi occidentale sostenuta da Salvatorelli, scriveva che dopo gli accordi di Parigi la questione dell'unificazione tedesca fosse da derubricarsi. Salvatorelli adduce a motivo di tale decisione, e a sostegno della sua tesi, quanto fu detto da parte occidentale alla conferenza di Berlino, e cioè che, in caso di riunificazione, la Germania avrebbe potuto rivedere e quindi anche abrogare i suoi accordi con l'Occidente. Invita, inoltre, Vegas ad sviluppare maggiormente le sue tesi riguardanti Formosa, indicando le diverse possibilità ed incognite;
3. Milano, 26. II. 1955, c. 1, lettera. Vegas scrive a Salvatorelli che condivide quanto da lui scritto ed apporterà al suo saggio le modifiche richiestegli, sebbene, riguardo la prima questione postagli, concernente la possibilità dell'unificazione della Germania, ritenga che la tesi occidentale, pur fondata in linea di diritto, non lo sia per nulla in linea di fatto, dopo la ratifica degli accordi di Parigi;
4. S. l., 28. II. 1955, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale riprende e chiarisce a Vegas la sua posizione in merito alla questione della riunificazione della Germania, sostenendo che tale evento 'rimetterebbe in campo la ratifica degli accordi di Parigi di fronte a cui il nuovo Stato dovrebbe assumere una posizione' e così pure le potenze occidentali sarebbero costrette, trovandovi anche un margine di convenienza, a riesaminare gli stessi accordi;
5. Milano, 02. III. 1955, c. 1, lettera. Vegas scrive a Salvatorelli chiarendo ulteriormente la sua posizione in merito ad una possibile riunificazione della Germania sostenendo che, sebbene in linea teorica sia d'accordo con Salvatorelli ed anzi trovi auspicabile quanto da lui detto, in linea di fatto non riesce a vedere spiragli che consentano tale prospettiva. Dice, infatti, pensando ad un possibile scenario futuro: 'Mi pare, tuttavia, che il peso del fatto compiuto nelle due Germanie e nei due sistemi nei quali esse verrebbero incluse finirebbe con l'essere tale da rendere assai improbabile una riunificazione per via pacifica;
6. Roma, 02. III. 1961, cc. 2 + 3, minuta di Salvatorelli nella quale, scrivendo a Vegas, rivendica accigliato la paternità delle principali tesi esplicative del fenomeno 'fascismo' ('Il primo bilancio sono stato io a farlo, e finora rimane l'unico'), denunciando l'ingiustificata posizione secondaria che Vegas ha dato ai suoi studi e alla sue tesi sull'argomento, in un articolo in cui venivano invece posti sugli allori altri storici ed intellettuali come Armando Saitta, Gaetano Salvemini, Nino Valeri, Piero Gobetti, a lui secondi. Dice, inoltre, di ritenere una 'formula di assurdità patente' la sua tesi secondo cui irrazionalismo, nazionalismo e razzismo sono sovrastrutture ideologiche del capitalismo, 'visto che quei movimenti ideologici sono stati invece essenzialmente anticapitalistici';
7. Milano, 16. III. 1961, c. 1, lettera. Vegas risponde alla precedente di Salvatorelli illustrandogli i disguidi editoriali in cui è caduto il suo articolo, in particolare riguardo al titolo, che hanno fatto pensare che in esso egli stesse facendo un bilancio generale della storiografia del Novecento, quando invece si trattava dell'esposizione sintetica di un bilancio, quello presentato da Saitta nella sua raccolta. Si dice, invece, per niente concorde con la sua tesi che sostiene l'estraneità, se non la vera e propria contrapposizione, tra capitalismo e fenomeni quali il nazionalismo, irrazionalismo e razzismo: 'Non vedo come si possano intendere delle ideologie senza riportarle alla reale struttura economico-sociale da cui patentemente promanano. Quel tanto di anticapitalismo che tali movimenti ideologici possono aver avuto alle origini sembra a me un'efflorescenza superficiale, destinata ben presto a svanire, non appena i soldi dei 'padroni del vapore' e la ferrea logica della realtà spinsero i nazionalisti e soci alla coerenza'. Ciò detto rinnova tutta la sua stima verso l'opera di Salvatorelli;
8. Roma, 26. IX. [1965], cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale contesta a Vegas due punti del suo articolo sulla crisi greca apparso su 'La Stampa' e gli rimprovera di non aver tenuto conto di quanto da lui precedentemente sostenuto in un articolo sull'argomento;
9. Milano, 05. X. 1965, c. 1, lettera. Vegas scrive a Salvatorelli di aver letto con attenzione il suo articolo, ma di rivendicare la validità del suo diverso modo di vedere la stessa questione, modo peraltro 'sostanzialmente condiviso dagli esponenti di quel pensiero 'democratico di sinistra' (o di ex azionisti') che ha molto attinto dalla sua lezione', riferendosi ad esempio a quanto sostenuto da Aldo Garosci su 'Il Mondo'. Passa, quindi, in rassegna i due punti di critica mossigli da Salvatorelli, ribadendo in maniera argomentata la sua divergenza di opinioni.
Venturoli Marcello
(1957)
1957-01-01 - 1957-12-31
Segnatura:
4.7.18
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 19
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 05. VII. 1957, c. 1, lettera. Marcello Venturoli chiede a Salvatorelli un parere sul suo "La patria di marmo" che gli ha fatto spedire dall'editore;
2. S. l., 18. XI. 1957, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Venturoli di aver finalmente trovato il tempo di leggere la sua opera, dopo aver terminato i lavori per la "Storia del Novecento" e dopo le ferie autunnali. Si premura, quindi, di esprimere il suo giudizio, per la verità non troppo favorevole, nei confronti di "La patria di marmo". Sottopone a critica, tra le altre cose: le tesi in esso contenute su un periodo, a suo avviso, fondamentale per la storia d'Italia, ovvero l'Italia Giolittiana, 'che è stato uno dei [periodi] migliori nelle storie europee del tempo'; le caratteristiche stilistiche dell'opera, in cui passaggi ironici sono talvolta fuori luogo; alcuni errori storiografici ed altri punti ancora, invitandolo ad una maggiore accortezza in una eventuale prossima edizione. La lettera prende avvio sul verso della precedente lettera di Venturali;
3. Roma, 19. XI. 1957, c. 1, lettera. Venturoli risponde alla precedente di Salvatorelli ringraziandolo per la sua 'lettera schietta', dicendo di condividere alcune delle critiche mossegli e rispondendo ad alcune altre, ritenendo, in particolare che il vero difetto della sua opera non risieda 'soltanto nella mancata indagine storiografica: il difetto più vero sta nella scarsa ispirazione poetica della rievocazione'. Dice, poi, di non condividere quanto da lui sostenuto quando scrive che il suo libro ha interpretato il quarantennio di storia esaminato solo sotto l'aspetto del disprezzo, in forma di ironia: 'Senza dubbio per i governi e la classe al potere; non mi pare che io abbia dimostrato la medesima ironia, e quindi lo stesso disprezzo per le classi più umili'. Riguardo, poi, a Giolitti e all'Italia giolittiana, pur accettando alcune critiche, scrive che, se è vero che Giolitti fu un liberale ed un laico e, pertanto, difficilmente inquadrabile come clericale, è vero pure che 'il riavvicinamento dei liberali moderati con i cattolici militanti avvenne nel primo decennio del nostro secolo, il decennio giolittiano'; sempre su Giolitti e sulla efficacia del suo metodo di governo, scrive, infine, di non poter ritenere che 'il suo 'lasciar fare e lasciar passare' - anche le alleanze politiche dei laici conservatori con i clericali retrogradi sotto la creduta minaccia dell''onda socialista' - sia sempre stato un atto di forza'.
Venturi Franco, De Benedetti Giulio
(1942 - 1966)
1942-01-01 - 1966-12-31
Segnatura:
4.7.19
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 20
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 27 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Gaetano Cozzi e Raffaello M. Taucci:
1. Santa Margherita Ligure, 17. IV. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Senato del Regno'. Maria Venturi scrive a Salvatorelli in merito alle precarie condizioni di salute del marito e al nipote Franco, cui i Salvatorelli prestano assistenza. Il resto della lettera è di carattere amichevole.
2. S. l., 27. IV. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Senato del Regno'. Maria Venturi scrive a Salvatorelli in merito alle precarie condizioni di salute del marito e al nipote Franco, cui i Salvatorelli prestano assistenza. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
3. Santa Margherita Ligure, 29. IV. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Senato del Regno'. Maria Venturi scrive a Salvatorelli in merito alle precarie condizioni di salute del marito e al nipote Franco, cui i Salvatorelli prestano assistenza. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
4. Santa Margherita Ligure, 30. IV. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Senato del Regno'. Maria Venturi scrive a Salvatorelli in merito alle precarie condizioni di salute del marito e al nipote Franco, cui i Salvatorelli prestano assistenza. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
5. Potenza, 04. III. 1942, c. 1, telegramma. Franco Venturi comunica il suo prossimo arrivo;
6. Avigliano, 03. IV. 1942, c. 1, telegramma di carattere amichevole;
7. Avigliano, 30. V. [1941-1943], c. 1, lettera. Venturi scrive dal confino, chiedendo a Salvatorelli di inviargli una serie di libri di filosofia, in particolare opere di Tommaso Campanella. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
8. Avigliano, 09. VI. [1941-1943], c. 1, lettera. Venturi scrive dal confino, chiedendo a Salvatorelli di inviargli qualche libro e riferendo di aver avuto notizie dei suoi genitori dall'America. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
9. Avigliano, 17. VI. [1941-1943], c. 1, lettera. Venturi scrive dal confino a Gina Salvatorelli. La lettera è di carattere amichevole;
10. [Cagliari], 29. XI. [1952], c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Cagliari. Facoltà di lettere e filosofia'. Venturi ringrazia Salvatorelli per quanto gli ha scritto riguardo il suo lavoro sul populismo russo e gli comunica che ha intenzione di dedicarsi ad uno studio sui decabristi ed, in particolare, che scriverà un articolo sulle vicende di due decabristi piemontesi finiti in Siberia dopo varie vicissitudini;
11. Venezia, 28. III. 1954, c. 1, lettera. Gaetano Cozzi si congratula con Salvatorelli per il suo articolo dal titolo "Le idee religiose di fra' Paolo Sarpi" (edito nel 1953 negli "Atti dell'Accademia nazionale dei lincei") ma argomenta pure contro l'affermazione in esso contenuta secondo la quale egli si sarebbe spinto a sostenere la derivazione delle idee religiose di Sarpi dal gallicanesimo;
12. Torino, 18. IV. 1954, c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo articolo dal titolo "Le idee religiose di fra' Paolo Sarpi", che gli è stato di grande utilità per chiarire dubbi su di un suo ambito di studi;
13. Firenze, ..., ..., [1954], c. 1, biglietto. Raffaello M. Taucci ringrazia Salvatorelli per avergli inviato il suo articolo dal titolo "Le idee religiose di fra' Paolo Sarpi", ritenendolo complementare ad un suo precedente articolo sul medesimo argomento ma non mancando pure di criticarne in alcuni punti le fonti utilizzate;
14. Roma, 28, ..., [1954], cc. 2, minuta di Salvatorelli, in gran parte illeggibile, nella quale parla del suo articolo "Le idee religiose di fra' Paolo Sarpi";
15. Torino, 25. IX. 1954, c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo studio sulla Perugia del Trecento (si tratta, probabilmente, di "Spiritualità umbra") e scrive che leggerà, non essendovi potuto intervenire, la relazione tenuta da Salvatorelli ad un congresso svoltosi a Messina;
16. Roma, 13. XII. 1954, cc. 2, minuta d i Salvatorelli a Giulio De Benedetti nella quale gli comunica l'insoddisfazione di Venturi dovuta alla non pubblicazione su "La Stampa" dei suoi articoli;
17. Torino, 14. XII. 1954, cc. 1+ 1, lettera. Giulio De Benedetti, direttore de 'La Stampa', risponde a Salvatorelli di aver pubblicato la settimana precedente un articolo di Venturi su Pandit Nehru e che, in ogni caso, non è compito di Venturi scrivere articoli politici su un paese di cui è stato ospite. Scrive pure che, nonostante ciò, spera che Venturi continui ugualmente a collaborare al giornale. Gli invia, inoltre, una copia della lettera che il 11. XII. 1954 ha inviato allo stesso Venturi, nella quale gli comunicava che non avrebbe potuto pubblicare il suo articolo di carattere politico sull'India, perché il giornale aveva già inviato Emanuelli per redigere un'inchiesta sullo stesso tema, ma che avrebbe accettato, invece, di pubblicare qualche suo articolo sull'arte indiana;
18. Roma, 09. XII. 1956, c. 1, minuta di Salvatorelli a M[...] nella quale si dice spiacente di non potre prendere parte alle celebrazioni in onore di Adolfo Venturi;
19. Torino, 01. I. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Istituto di Storia Moderna'. Venturi scrive a Salvatorelli che, dopo le dimissioni di Federico Chabod dalla direzione della 'Rivista Storica Italiana', lui ha preso il suo posto, con l'ausilio di Walter Maturi; chiede, quindi, a Salvatorelli di collaborare attivamente e continuativamente alla rivista con articoli, recensioni e di scrivere qualcosa di sua scelta già per il prossimo numero;
20. Torino, 02. XII. 1958 [sic!] 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Istituto di Storia Moderna e del Risorgimento'. Venturi propone a Salvatorelli di iniziare la sua collaborazione al nuovo ciclo della 'Rivista Storica Italiana' recensendo il volume di Gaetano Cozzi, "Il doge Nicolò Contarini";
21. Torino, 03. V. 1961, cc. 2, lettera. Venturi trasmette a Salvatorelli alcune indicazioni per la correzione delle bozze di una rassegna storiografica curata da Salvatorelli stesso, forse per la 'Rivista Storica Italiana'. Lo invita, poi, a rivedere il suo duro giudizio di condanna verso un'opera di Massimo Salvadori e ciò per due ragioni: 1. perché è stato l'ultimo allievo di Maturi, avendo svolto la tesi con lui come relatore, e perché fu proprio Maturi a consigliare ad Einaudi l'edizione di quel libro, che è nient'altro che la tesi stessa di Salvadori, leggermente rivista; 2. perché, contrariamente da quanto sostiene Salvatorelli, quella che ha riscontrato nel suo scritto non è superbia o senso di superiorità, quanto invece 'entusiasmo e magari ingenuità giovanile, volontà moralistica. In ogni caso, continua, 'Personalmente è un uomo che merita molta stima, anche se le sue opinioni possono essere sbagliate'. Infine, conclude ricordando a Salvatorelli come 'Salvadori rientri in quella corrente gramsciana e marxista, sulla quale il tuo giudizio è stato chiaramente espresso in altre e diverse occasioni';
22. Torino, 12. XII. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Rivista Storica Italiana'. Venturi si dice felice che il numero della 'Rivista Storica Italiana' dedicato a Salvatorelli in occasione del suo ottantesimo compleanno sia stato da lui apprezzato;
23. Torino, 16. I. ..., c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per la lettera inviatagli e per la commemorazione di suo padre, Lionello Venturi, tenuta all'Accademia nazionale dei lincei.
Si segnala che le lettere 1-4 sono di Maria Venturi, zia di Franco. Le lettere 11-14 sono sono state sistemate all'interno del presente sottofascicolo perché tra loro legate dal comune argomento, ossia l'articolo di Salvatorelli "Le idee religiose di fra' Paolo Sarpi".
Venturi Lionello
(1914 - 1961)
1914-01-01 - 1961-12-31
Segnatura:
4.7.20
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 21
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 45 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Ada Venturi e Luisa Rossi:
1. Urbino, 07. IV. 1914, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Galleria nazionale delle Marche in Urbino'. Lionello Venturi comunica a Salvatorelli di aver ricordato a suo padre di inoltrare le raccomandazioni ai commissari [di un concorso] che Salvatorelli stesso gli aveva chiesto, aggiungendo: 'Faccio tanto più volentieri questi passi, in quanto so che le tue raccomandazioni valgono soprattutto a evitare l'effetto delle raccomandazioni contrarie; e comprendo che se da ogni parte le raccomandazioni fossero annullate tu non ci avresti se non da guadagnare';
2. Urbino, 19. VIII. 1914, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Soprintendenza alle gallerie e agli oggetti d'arte delle Marche, Urbino'. Venturi accenna alle vicende degli inizi del primo conflitto mondiale. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
3. Urbino, 25. IX. 1914, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Galleria nazionale delle Marche in Urbino'. Venturi scrive, a proposito della guerra, di condividere quanto Salvatorelli ha scritto in merito su "Il Giornale d'Italia", aggiungendo, però: 'mi sembra indispensabile ormai di affrettare più che possibile di entrare in campo, per evitare l'isolamento in cui già, senza più veli pudichi, tutte le potenze ci hanno cacciato; e anche per ragioni interne, perché è evidente che se non ci muoviamo cadremo nelle mani dei radico-riformisti'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
4. Urbino, 30. XI. 1914, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Soprintendenza alle gallerie e agli oggetti d'arte delle Marche, Urbino'. Venturi scrive a Salvatorelli di fornirgli titoli di libri che possa consultare per dare fondamento alla tesi che intende presentare nella prolusione sulla posizione dell'Italia nell'arte figurativa, che terrà per insegnamento universitario a Torino, e nelle lezioni sulla storia delle origini dell'arte italiana (secoli XII-XIV), che ne seguiranno. Gli espone, quindi, la linea principale della sua tesi, secondo la quale l'elemento artistico creato per la prima volta dall'arte italiana è il 'tono', elemento di sintesi di due tradizioni opposte: la greca con la sua plasticità, la sua pura scultura tridimensionale, la sua espressività concreta e l'asiatica, in cui sono, invece, gli elementi fluidi, il puro colore, la pittura piatta e il tappeto persiano a farla da padrona. E, traslando questo sul piano del pensiero, si osserva la riflessione filosofica dei greci e l'attenzione al concreto degli europei da una parte, la contemplazione mistica degli asiatici dall'altra. Venturi ritrova, quindi, la fusione di questi due elementi a Venezia e dove si è 'concretato nel piano plastico l'inconcreto colore', ciò che accade nel tono, 'perfetta espressione figurativa di uno speciale momento dello sviluppo universale dello spirito umano';
5. Ancona, 08. XII. 1914, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli, ringraziandolo per avergli suggerito la lettura dei libri di Franz Cumont e Nicola Turchi e informandolo del taglio che intende dare alla sua prolusione la quale, come già detto nella precedente lettera, si fonderà sull'esposizione di una sua tesi originale e non, invece, sulla ricapitolazione di tesi altrui, confidando comunque, nonostante le difficoltà provenientegli da tale scelta, nel favore di parte del corpo docente dell'Università di Torino che l'ha, d'altronde, scelto proprio per questo. Chiede, quindi, a Salvatorelli se il suo malumore, cui accennava nella precedente lettera, sia dovuto alla pessima situazione italiana o sia invece da attribuirsi all'esito non soddisfacente del concorso cui ha partecipato;
6. Torino, 27. V. 1915, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli di essere 'lieto di aver trovato nella tua lettera la coscienza di concordia e di adesione all'opera del governo (...). Io ho desiderato ardentemente la guerra in nome di una liberazione non solo politica ma anche intellettuale che mi pareva indispensabile all'Italia e per fare seguire i fatti ai desideri, ho ottenuto la nomina di sottotenente nella milizia territoriale' ed ora aspetta la chiamata. Gli comunica, anche, che farà quello che gli è possibile all'Università per 'giovare a Giorgio Pasquali', da lui raccomandatogli;
7. [Torino], 01. XII. 1915, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Università di Torino'. Venturi scrive a Salvatorelli di essere 'lieto di aver trovato nella tua lettera la coscienza di concordia e di adesione all'opera del governo (...). Io ho desiderato ardentemente la guerra in nome di una liberazione non solo politica ma anche intellettuale che mi pareva indispensabile all'Italia e per fare seguire i fatti ai desideri, ho ottenuto la nomina di sottotenente nella milizia territoriale' ed ora aspetta la chiamata. Gli comunica anche che farà quello che gli è possibile all'Università per 'giovare a Giorgio Pasquali', da lui raccomandatogli;
8. S. l., 10. XII. 1915, c. 1, lettera. Ada Venturi invia a Salvatorelli l'indirizzo di Lionello al fronte e lo informa delle sue condizioni di salute;
9. Ospedale da campo O41, 9° corpo d'armata Z.d.G., 22. XII. 1915, c. 1, cartolina su carta intestata 'Corrispondenza del Regio Esercito'. Venturi scrive a Salvatorelli, riguardo la sua partecipazione alla guerra: 'ho sofferto molto, ma anche ho vissuto molto. Ho fatto un magnifico viaggio nei tempi antidiluviani. (...) E come non mai, ho imparato a ammirare l'uomo, e anche a compiangerlo'. Si congratula, poi, con Salvatorelli per la sua chiamata all'Università di Napoli e si dispiace che non possa assumere subito il posto;
10. [Torino] , 16. VII. 1918, c. 1, lettera su carta intestata 'Regia Università di Torino'. Venturi invia a Salvatorelli gli auguri per il suo matrimonio. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
11. [Torino], 23. IX. 1924, c. 1, biglietto su carta intestata 'Regia Università di Torino' di carattere amichevole;
12. [Torino], 26. X. 1924, c. 1, biglietto su carta intestata 'Regia Università di Torino'. Venturi esprime la sua vicinanza a Salvatorelli nella disgrazia che l'ha colpito;
13. Torino, 06. X. 1925, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli dopo la perdita del posto di condirettore politico de 'La Stampa', dicendogli che spera di rivederlo presto 'riprendere il tuo posto di combattimanto';
14. [Londra], 13. VI. 1926, c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per il giudizio favorevole espresso nei riguardi del catalogo da lui curato e anticipatamente, per un eventuale articolo su 'Il Lavoro' che, aggiunge, farebbe piacere anche all'avvocato Gualino. Gli comunica, poi, che gli farà avere da Zanichelli il suo "Il gusto dei primitivi", mentre attende il suo "Vita di San Francesco d'Assisi" nel quale spera di poter ricavare una cognizione della psicologia del santo che gli sarà utile per la stesura di alcuni articoli sul tema,l'arte e San Francesco;
15. Torino, 17. IX. 1926, c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per l'articolo sul suo "Il gusto dei primitivi", dicendosi in disaccordo però sul concetto di rapporto tra arte e storia: 'Tu credi di cogliermi in contraddizione, ma nei passi che citi contraddizione non c'è, se distingui, come io ho voluto distinguere, arte da gusto. L'ineffabilità dell'arte, e la sua non storicità, è comprensibile soltanto nella perfetta storicità del gusto';
16. Torino, 22. VII. 1929, c. 1, lettera di carattere amichevole;
17. Sestri Levante (Genova), 15. VIII. 1929, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli accennando ad una disgrazia subita. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
18. Torino, 18. IX. 1930, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli che a breve partirà per l'estero, per tornare poi in ottobre.Il resto della lettera è di carattere amichevole;
19. Torino, 02. VII. 1931, c. 1, lettera. Venturi invia a Salvatorelli la somma di £ 2500, aggiungendo: 'Permetti che, anziché prestare, io ti offra la somma in omaggio al tuo coraggio e alla tua fede, degni di leggenda';
20. [New York], 04. III. 1932, c. 1, lettera. Venturi parla a Salvatorelli dei risultati ottenuti negli Stati Uniti e scrive di avergli inviato, dopo la sua richiesta di informazioni sulla riviste culturali americane, 'un fascicolo di tutte le riviste che ho trovato da Brentano', dicendo, inoltre, che se desiderasse collaborare a qualcuna di questa, proverà ad informarsi a riguardo;
21. [Parigi], 23. VI. 1932, c. 1, lettera. Venturi scrive di aver inviato a Salvatorelli dei soldi e lo informa della propria situazione lavorativa;
22. Parigi, 04. VII. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
23. Parigi, 28. XII. 1932, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli che attende di poter leggere la sua storia religiosa del papato italiano alla quale sta lavorando. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
24. S. l., 26. XII. 1933, c. 1, lettera. Venturi si complimenta con Salvatorelli per la mole e la qualità di lavoro da lui portata avanti negli ultimi tempi e spera che, nonostante i ritardi editoriali, possa presto leggere stampata qualcuna delle sue nuove opere;
25. Parigi, 12. II. 1934, c. 1, lettera. Venturi scrive di aver inviato a Salvatorelli la somma di £ 3000 per l'acquisto di una macchina da scrivere;
26. S. l., 28. I. 1935, c. 1, lettera di carattere amichevole;
27. S. l., 26. II. 1935, c. 1, lettera di carattere amichevole;
28. S. l., 26. IV. 1935, c. 1, lettera. Venturi scrive a Salvatorelli di aver letto "Il pensiero politico italiano dal 1700 al 1870" e gli dice la sua opinione in merito;
29. S. l., 08. IX. 1937, cc. 2, lettera. Venturi si complimenta con Salvatorelli per la sua attività e gli dà notizie del suo lavoro, degli ultimi volumi pubblicati e di quello sulla storia dei maggiori pittori del XIX secolo che stava scrivendo quando è arrivata la notizia dell'assassinio dei fratelli Rosselli, notizia che per un mese gli ha impedito di continuare. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
30. S. l., 23. IV. 1941, c. 1, foto di Adolfo Venturi datata;
31. S. l., 23. VII. 1941, c. 1, lettera. Venturi ringrazia Salvatorelli per le condoglianze portegli in occasione della morte di suo padre;
32. New York, [10. XII. 1945], c. 1, lettera. venturi scrive di aver inviato a Salvatorelli un articolo, che ritiene possa essere interessante, da tradurre e pubblicare su 'La Nuova Europa';
33. Lisbona, 19. IV. 1949, c. 1, cartolina illustrata di caratterre amichevole;
34. [Siena], [25. VII. 1953], c. 1, cartolina illustrata firmata Ada e Lionello Venturi;
35. Stresa, 02. VIII. 1953, c. 1, lettera di carattere amichevole;
36. [New York], [20. IV. 1955], c. 1, cartolina illustrata di saluti;
37. S. l., .... .... [1955], c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale porge gli auguri a Venturi, firmata Giorgio e Luigi;
38. Modena, 18-30. V. 1957, c. 1, biglietto. Contiene il programma della manifestazione 'Celebrazioni venturiane nel centenario della nascita di Adolfo Venturi';
39. [Parigi], [05. V. 1958], c. 1, cartolina illustrata di saluti;
40. [Parigi], [09. IX. 1958], c. 1, cartolina illustrata di saluti;
41. [Parigi], .... .... [1959], c. 1, cartolina illustrata di saluti;
42. [Novara], [31. VII. 1961], c. 1, cartolina illustrata di saluti firmata Lionello e Ada Venturi;
43. [New York], [ante 14. VIII. 1961], c. 1, cartolina illustrata di saluti;
44. Torino, .... VIII. 1961, c. 1, lettera. Luisa Rossi scrive a Salvatorelli di aver molto apprezzato il suo ricordo di Venturi.
Vinciguerra Mario
(1915 - 1974)
1915-01-01 - 1974-12-31
Segnatura:
4.7.21
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 24
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 57 mss. e dss. + 4 buste.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Antonio Sampaoli Pignocchi e Claudia Vinciguerra:
1. Napoli, 17. IX. [1915], cc. 2, lettera. Mario Vinciguerra informa Salvatorelli della disposizione non ostile nei suoi confronti da parte del corpo docente della facoltà nella quale intende entrare, avente per preside attuale Schipa, il quale verrà presto sostituito da Olivieri. Parla, poi, di una recente chiacchierata avuta con Benedetto Croce, anche a questo riguardo. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
2. Bologna, 22. III. [1921], c. 1, lettera. Vinciguerra esprime a Salvatorelli la sua opinione in merito alle prossime elezioni politiche accennando, in riferimento alla linea de 'Il Resto del Carlino', giornale per il quale lavora, a non poche delusioni, che però 'non verranno tanto da una reazione socialista alle urne. In quanto io credo che voi da Torino vi troviate in una situazione da sottovalutare eccessivamente il fenomeno fascista. Qui il fascismo si trova in grado da aspirare anche ad un seggio in parlamento; ma lo farà dando vari calci a vari rappresentanti dei partiti borghesi storici (o archeologici?)';
3. Bologna, 09. IV. [1921], cc. 2, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli riassumendogli le vicende del contrasto Missiroli-Gherardi e i successivi sviluppi, che portarono ad un avvicinamento del fascismo agrario e finanziario alla proprietà de 'Il Resto del Carlino' e all'assunzione da parte del giornale di una linea volta al boicottaggio del governo nazionale. Passa, poi, ad esaminare la situazione politica locale, scrivendo che 'in città, fascisti, nazionalisti, conservatori et similia saranno poco meno che padroni del campo (...). In campagna la cosa non sarà la stessa, se sarà garantita la libertà di voto, cosa nella quale non credo punto'. Scrive, infine, che, con la sola eccezione di Ferrara, 'il sindacalismo agrario dei fascisti è cosa molto fluttuante e caotica, come tutto il fascismo, almeno per ora';
4. Bologna, 26. VII. [1921], cc. 2, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli raccontandogli delle migliorate condizioni di lavoro nella redazione de 'Il Resto del Carlino', ringraziandolo per i complimenti espressi a riguardo e sostenendo di essere felice dell'ampia indipendenza lasciatagli e, riguardo un comune amico uscito dal giornale (cfr. lettera 3), che 'Missiroli faceva paura, alla lettera!'. Gli illustra, poi, la mutata politica locale, scrivendo che 'Le condizioni di Bologna città sono eccellenti. In Campagna, soprattutto nell'imolese, la situazione è ancora precaria(...). Giova il molto il fatto che l'elemento teppistico vero e proprio è scarso. Le giornate parlamentari da giovedì a sabato, dopo quello che era avvenuto, mi pare che abbiano messo il fascismo sul piano inclinato... E Mussolini ne ha una sensazione netta'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
5. Bologna, 03. XII. [1924], c. 1, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli, dopo aver avuto informazioni di una possibile sua candidatura per l'ufficio romano de 'La Stampa', chiedendogli di non usare verso di lui motivazioni di tipo personale, di preferire per quel ruolo la eventuale candidatura di Mario Missiroli e, solo in caso di rinuncia, di considerare la sua;
6. Bologna, 09. XII. [1924], c. 1, lettera. Vinciguerra risponde ad una precedente lettera di Salvatorelli dicendo di accettare la sua proposta di lavoro, di voler però rimanere a 'Il Resto del Carlino' fino alla fine dell'anno e di poter prendere servizio a Torino il 1° febbraio, affidandosi a lui stesso per le questioni contrattuali, nel caso in cui la sua presenza a tale scopo non sia necessaria;
7. Roma, 09. VIII. [1925], c. 1, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli di aver preparato per lui 'come per gli altri del Comitatino della costituente dell'Unione nazion[ale].' una lettera d'invito per il 24 agosto a Roma. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
8. Roma, 07. III. 1928, c. 1, cartolina illustrata con foto di Claudia Vinciguerra, figlia di Mario;
9. Roma, 23. XI. [1928], c. 1, lettera. Vinciguerra chiede a Salvatorelli di fargli inviare dall'editore Laterza una copia del suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo", sul quale, lui e Mario Missiroli scriveranno poi qualcosa su 'Il Popolo di Roma'. Gli parla, poi, della sua intenzione di scrivere un profilo di De Sanctis e dei vari 'lavori anonimi di tutti i generi [che] sono costretto a fare per mettere a pari il bilancio'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
10. Roma, 12. VIII. [1929], c. 1, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli di aver appreso la notizia della morte di Piero Egidi. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
11. Roma, 11. XII. [192...], c. 1, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli rispondendo alle critiche sull'ultimo capitolo del suo ultimo volume, nel quale, tra l'altro, si parla di Maurice Barrès e di Georges Sorel;
12. S. l., 11. I. [1930], c. 1, lettera. Vinciguerra prova a rinfrancare Salvatorelli dopo la morte del suo amico Egidi e gli parla della comunione della figlia Claudia;
13. Roma, 29. XII. [1936], cc. 2, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli sul suo passaggio 'dalla vita normale all''altra vita' [il carcere]' e 'da questa alla vita normale', raccontandogli infine dei suoi prossimi progetti lavorativi, 'lavori editoriali, naturalmente, perché ad uno della mia risma il giornalismo è chiuso con sette suggelli'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
14. Roma, 29. XII. [1937], c. 1, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli del suo lavoro che si svolge 'qui, naturalmente per commissioni di fuori perché sulla piazza non c'è nulla di nulla'. Dice, quindi, che sta affrontando un lavoro su Campanella da diverso tempo: 'è la terza volta che riprendo le bozze per rimaneggiarle ed evitare tutte le cause di scandalo - immagina che ci fu perfino una stupida minaccia di azione giudiziaria. Poi vorrei subito riprendere la vita del De Sanctis; ma sempre senza disturbare i lavori più commerciali'. Infine, lo ringrazia per quanto scritto sul suo San Filippo e gli chiede informazioni bibliografiche su San Carlo per redigere su di esso un articolo;
15. Milano, 03. IX. 1940, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
16. Milano, 03. III. 1941, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
17. Milano, 10. IV. 1941, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
18. Milano, 21. VI. 1941, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
19. Milano, 07. VII. 1941, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
20. Milano, 08. XI. [1941], c. 1, lettera. Vinciguerra parla a Salvatorelli della morte del comune amico Adriano [Tilgher];
21. Milano, 24. V. 1942, c. 1, cartolina di carattere amichevole;
22. Roma, 07. IX. [1943], c. 1 + busta, lettera su carta intestata 'Giulio Einaudi Editore'. Vinciguerra ringrazia Salvatorelli per avergli inviato un articolo di politica internazionale, gli dà notizia del compenso e gli parla di un bombardamento nella notte del 12 agosto a Milano;
23. Milano, 02. X. 1951, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Vinciguerra di aver letto il suo opuscolo e di appoggiarlo nella sua risposta alla campagna giornalistica, condotta a suo parere con modalità assai disdicevoli, dal 'Nuovo Corriere della Sera';
24. Roma, 26. I. 1953, c. 1, telegramma. Vinciguerra esprime a Salvatorelli le proprie congratulazioni;
25. Roma, 09. VII. 1957, cc. 1 + 4, lettera. Vinciguerra scrive a Salvatorelli di aver chiesto all'editore di fargli mandare una copia del suo ultimo libro su Giosuè Carducci. Gli invia, inoltre, una sua lettera mandata a Guido Gonella, direttore di 'Società nuova', datata Firenze, 04. VII. 1957, pregandolo che tale documento resti riservato;
26. Roma, 19. VII. 1957, cc. 3, lettera su carta intestata 'Società Italiana degli Autori e degli Editori - Il Presidente'. Vinciguerra scrive a Salvatorelli a proposito di un suo articolo di questo su 'Il Mondo' nel quale venivano citati stralci di una sua lettera, estranei al contesto, che portavano a concludere che lui teorizzasse la supremazia dell'ordine ecclesiastico. Rivendica, quindi, con forza, la sua qualità di laico, dando a tale concetto il significato negativo di non appartenenza ad alcuna chiesa. Ricorda, poi, per denigrarla e distinguerla dalla sua concezione della laicità, la comune esperienza dell''anticlericalismo da bettola' svolta sull''Asino', il cui successo effimero 'finì per danneggiare noi; e il più virulento e basso redattore specialista in argomento, Benito Mussolini, per ironia del destino, doveva mettere la firma ai patti lateranensi'. Aggiunge, poi, a meglio chiarire la sua posizione, che se fosse stato membro della Costituente avrebbe votato contro il secondo comma dell'articolo 7 e gli fornisce la sua opinione riguardo i recenti fatti di politica interna italiana che videro protagonista Giovanni Gronchi;
27. Roma, 21. VII. 1957, c. 3, minuta di Salvatorelli nella quale contesta la definizione del concetto di laico data da Vinciguerra nella precedente lettera, scrivendo che 'laico non ha mai significato non appartenente a nessuna Chiesa, anzi, nel significato proprio, anche appartenenza alla Chiesa, ma non al clero'. La definizione del concetto di laico è, quindi, per Salvatorelli quella del 'cittadino che rifiuta l'ingerenza ecclesiastica in cose civili'. Risponde anche sull'atteggiamento tenuto da 'Il Mondo' riguardo le recenti vicende che hanno visto protagonista Gronchi;
28. Roma, 23. VII. 1957, c. 1, lettera. Vinciguerra risponde alla precedente di Salvatorelli e dice di essere 'soddisfatto che la occasione ci abbia permesso di chiarire le rispettive posizioni; (...) dolente che su posizioni tali bisogna che ciascuno rimanga e faccia del suo meglio con tranquilla coscienza, liberi come siamo da interessi personali';
29. Roma, 27. XII. 1957, c. 1 + busta, biglietto di auguri firmato da Vinciguerra e da sua figlia Claudina;
30. Roma 20. VI. [195...], c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole a Gina Salvatorelli;
31. Roma, 09. VII. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale segnala a Vinciguerra Giulio Bellantese, il marito di una sua cognata, per una qualche occupazione;
32. Roma, 18. VII. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Società Italiana degli Autori e degli Editori - Il Presidente'. Vinciguerra dice di aver ricevuto la sua segnalazione e che, se pure nulla può fare in quel senso alla SIAE, alla quale per statuto si entra solo per concorso, proverà a informarsi altrove;
33. Roma, 27. VII. 1960, cc. 1 + 2, lettera su carta intestata 'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Il Presidente'. Vinciguerra scrive di aver ricevuto la sua lettere riguardante Giulio Bellantese e che la terrà presente qualora si arrivi all'apertura del Museo centrale del Risorgimento. Alla lettera è allegato il curriculum vitae di Bellantese;
34. Roma, 30. .... [ante 1962], c. 1, lettera su carta intestata 'Società Italiana degli Autori e degli Editori - Il Presidente'. Vinciguerra chiede a Salvatorelli di comunicare a Guerriero la risposta da lui data, in un recente incontro al Quirinale, al Presidente Gronchi, così che quello possa adeguarsi alla sua, già accettata, ed evitare noie;
35. [Roma], [29. III. 1972], c. 1 + busta, biglietto. Vinciguerra invia a Salvatorelli gli auguri pasquali;
36. Milano, 18. I. [ante 1972], cc. 2, lettera su carta intestata 'Aldo Garzanti Editore'. Vinciguerra scrive di aver recensito il "Sommario della storia d'Italia" (si tratta di "Sommario della storia d'Italia: dai tempi preistorici ai nostri giorni") e lo informa dell'iniziativa editoriale, presa da un gruppo di letterati fiorentini, di far uscire una nuova rivista 'di confini molto larghi', alla quale sono invitati a collaborare Salvatorelli stesso ed Einaudi;
37. Roma, 02. IX. [ante 1972], c. 1, lettera con annotazioni a penna, forse di Salvatorelli. Vinciguerra scrive a Salvatorelli che si trova nella sede romana di Einaudi, 'confabulando intorno alla Ruota' e di aver deciso riguardo alla distribuzione della materia da trattarvi; gli chiede, quindi, di contribuire all'iniziativa, inviando un articolo sul fatto che ritiene più importante nella settimana trascorsa. Scrive, anche, di aver saputo da Leone [Ginzburg?] dell'incremento dei sui impegni quando uscirà il 'settimanale rizzoliano', ma pure della sua maggiore disponibilità per la collaborazione fino a tale data, la quale peraltro, 'in seguito alla distruzione dei locali del Rizz. a Milano (...) avrà un inevitabile ritardo';
38. Roma, 04. IX. [ante 1972], c. 1, lettera su carta intestata 'Giulio Einaudi Editore'. Vinciguerra ringrazia Salvatorelli per l'adesione ad un progetto non precisato;
39 . Roma, 15. III. 1973, c. 1, lettera. Antonio Sampaoli Pignocchi invita Salvatorelli, a nome di Claudia Vinciguerra, a prendere parte ad una riunione per stabilire le modalità e la data per lo scoprimento di una lapide, posta nel carcere di Fossombrone, in ricordo di Mario Vinciguerra;
40. Torino, 19. VII. 1973, c. 1, lettera. Claudia Vinciguerra ringrazia Salvatorelli per il pezzo scritto per un volume che verrà pubblicato in onore del padre, Mario. Scrive, inoltre, che appena stampato gliene invierà una copia;
41. Roma, .... .... 1973, c. 1, telegramma. Claudia Vinciguerra invia a Salvatorelli gli auguri;
42. Napoli, 18. I. 1974, c. 1 + busta, lettera. Claudia Vinciguerra chiede a Salvatorelli di poter utilizzare la corrispondenza del padre con lui nel volume che raccoglie una serie di carteggi tra Vinciguerra e varie personalità politiche ed amici.
Si segnala la presenza di una lettera del 1946, firmata da Mario Vinciguerra, nel sottofascicolo Gonella Guido e la presenza di altra corrispondenza tra Vinciguerra e Salvatorelli nella sottoserie "Istituti" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati" e nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss. + 2 buste.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Bari, 20. III. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Consiglio provinciale di Bari'. Michele Viterbo scrive a Salvatorelli di aver ricevuto l'invito alla presentazione che egli terrà presso l'Accademia nazionale dei lincei, del suo libro (di Viterbo) "Gente del sud" e di ciò lo ringrazia, come anche per i suoi due articoli apparsi su 'Perugia';
2. Bari, 03. VI. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Consiglio provinciale di Bari'. Viterbo scrive a Salvatorelli di aver saputo che il suo "Gente del sud" è stato messo nella lista da cui si scelgono le opere da premiare e gli confida l'impegno che ha messo nella preparazione dell'opera in questione e il piacere che gli farebbe ricevere il premio dell'Accademia nazionale dei lincei;
3. Bari, 23. XII. 1969, c. 1, lettera su carta intestata 'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Comitato provinciale di Bari - Presidenza'. Lettera di carattere amichevole;
4. Bari. 01. VI. 1973, cc. 1+1+ busta, lettera. La famiglia Viterbo ringrazia Salvatorelli per le condoglianze. All'interno è conservato un biglietto-necrologio per la morte di Viterbo, con busta listata a lutto.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Viterbo e Salvatorelli nella sottoserie "Istituti" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati".
Vivona Francesco
(1914 - 1915)
1914-01-01 - 1915-12-31
Segnatura:
4.7.23
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 26
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 18. I. 1914, cc. 1 + 2, lettera. Francesco Vivona scrive a Salvatorelli chiedendogli di aderire alla costituzione di una società editrice di opere classiche e religiose e invitandolo a cercare altri aderenti all'iniziativa: a tal fine allega alla lettera la circolare con lo schema del piano dell'iniziativa e una scheda per la sottoscrizione della azioni;
2. Roma, 22. II. 1915, c. 1, lettera. Vivona propone a Salvatorelli di lavorare ad un libro di versioni di brani delle opere di San Girolamo, aggiungendo a ciò un'ampia introduzione sull'attività e la vita dell'autore.
Von Albertini Rudolf
(1958)
1958-01-01 - 1958-12-31
Segnatura:
4.7.24
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 27
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 24. I. 1958, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale si lamenta con Rudolf Von Albertini per non aver dato abbastanza risalto alla sua "Storia d'Italia nel periodo fascista" e per non aver fornito di essa le dovute note bibliografiche in una recensione apparsa su una rivista tedesca. Gli rimprovera, inoltre, alcuni giudizi in una recensione apparsa nel 1952 del suo "L' Italia comunale: dal secolo XI alla meta del secolo XIV";
2. S. l., 30. I. 1958, c. 1, lettera in tedesco;
3. Roma, 19. II. 1958, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale si dice non persuaso delle argomentazioni addotte da Von Albertini in merito alle critiche mossegli da Salvatorelli nella precedente lettera.
Zavattini Cesare
(1933)
1933-01-01 - 1933-12-31
Segnatura:
4.7.25
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 28
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ms..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Milano, 26. IX. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Rizzoli & co.'. Cesare Zavattini chiede a Salvatorelli di collaborare all'"Almanacco letterario Bompiani" con un scritto sullo 'spirito della produzione libraria dell'annata con la menzione di quei soli volumi che veramente abbiano contato'.
Zottoli Angelandrea
(1915 - 1954)
1915-01-01 - 1954-12-31
Segnatura:
4.7.26
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 7, sf. 29
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 76 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Giampietro Zottoli:
1. 151° Fanteria, 8° Compagnia, 22. IX. 1915, c. 1, cartolina postale. Angelandrea Zottoli scrive a Salvatorelli fornendogli notizie dal fronte dei combattimenti in prima linea cui ha preso parte;
2. 151° Fanteria, 5° Compagnia, 02. V. 1916, c. 1, cartolina su carta intestata 'Corrispondenza del Regio esercito' di carattere amichevole;
3. 151° Fanteria, 5° Compagnia, 13. V. 1916, c. 1, cartolina su carta intestata 'Corrispondenza del Regio esercito' di carattere amichevole;
4. S. l., 06. VIII. 1916, c. 1, biglietto. Giampietro Zottoli chiede a Salvatorelli di informarlo riguardo l'inserimento o meno di Angelandrea tra i venti funzionari voluti dal Ministero. La lettera è firmata Giampi Zottoli;
5. S. l., 10. VIII. 1916, c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero della guerra'. Giampietro Zottoli augura buona licenza a Salvatorelli dicendogli che entro la fine del mese saranno richiamati dalla licenza tutti gli ufficiali di artiglieria territoriale;
6. [Roma], 28. IV. 1921, cc. 3, lettera su carta intestata 'Ministero della pubblica istruzione'. Zottoli riferisce a Salvatorelli il suo punto di vista sulla situazione politica italiana, condannando l'operato di Giovanni Giolitti come della borghesia italiana, che sta provocando una forte avanzata fascista. Scrive, infatti: 'Ed ora parlami di fasci e dimmi se Giolitti non ha commesso le più grandi sciocchezze che era in sua facoltà di commettere' portando al sostanziale suicidio il Governo; 'ciò nonostante - continua - non è Giolitti che batte il record della sciocchezza - è la nostra così ottusa borghesia - che paga coloro che vanno ad incendiare le camere del lavoro e danno un fulgido esempio al proletariato, senza pensare che, per una camera del lavoro che possiede il proletariato, la borghesia possiede migliaia di palazzi pubblici e privati';
7. Berlino, 02. V. 1922, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli in merito al suo lavoro presso la Commissione delle riparazioni di guerra in Germania e dei disguidi in essa ultimamente accaduti;
8. Roma, 02. VI. 1923, cc. 2, lettera su carta intestata 'Ministero della pubblica istruzione'. Zottoli informa Salvatorelli sulla sua situazione lavorativa. Successivamente, dice di aver letto il suo "Nazionalfascismo", cosiccome gli articoli di Piero Gobetti e Mario Vinciguerra sul fascismo; dice, anche, di volere scrivere qualcosa in proposito, ma non sa bene dove poterlo fare. Riguardo il fascismo, pensa che procuri gran danno chi insiste col sostenerne la prossima estinzione, atto questo che 'alimenta una fiamma che altrimenti verrebbe a mancare per mancanza di combustibile. In Italia - sostiene - non si è ancora capito che i partiti non sono distrutti dalla forza ma dalla vigliaccheria degli avversari. Il socialismo non è stato forse distrutto prima che dal manganello dei fascisti, dalla inutile calata di brache della cosiddetta borghesia?';
9. Roma, 03. I. 1925, c. 1, lettera di carattere amichevole, scritta dopo un lutto subito;
10. S. l., 07. II. 1925, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli di una certa somma da investire in azioni e poi dei suoi ultimi lavori, tra cui uno molto impegnativo su Giacomo Leopardi;
11. Chianciano, 02. VIII. 1925, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli che non potrà inviargli subito il denaro da lui chiestogli in prestito, ma che potrà farlo solo in un momento successivo, per ragioni che non dipendono da lui;
12. Chianciano, 09. VIII. 1925, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli che riuscirà ad inviargli al somma richiestagli tra il 18 e il 19 agosto; successivamente accenna ad una sventura familiare accaduta a Vinciguerra. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
13. S. l., 26. X. 1925, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli che la sua idea di dar vita ad una casa editrice di carattere storico gli pare buona purché si riesca a trovare il capitale per realizzarla; ritiene, anche, che le prime pubblicazioni vadano orientate sul genere biografico, in particolare su personaggi italiani di secondo piano che hanno contribuito a grandi avvenimenti, 'biografie che potrebbero avere l'attrattiva del romanzo (...). A ciò aggiungi che esse potrebbero penetrare nel pubblico attraverso una porta che non è stata mai così aperta come adesso, quella della riabilitazione nazionale'. Parla, infine, a questo proposito, del progetto di Giorgio Levi [della Vida], il quale pensava di 'fare una rivista e innestare su quella la casa editrice;
14. S. l., 03. XI. 1925, c. 1, lettera. Zottoli scrive di aver visto che 'oggi ricomincia a pubblicarsi la Stampa' e desidererebbe sapere se ha riiniziato con le vendite di prima o se l'interruzione le ha tolto lettori. Dal contenuto della lettera sembra che la precedente (n. 13) sia stata spedita insieme con questa lettera;
15. Roma, 02. XII. 1925, cc. 2 , lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver discusso insieme ad altri del progetto di una nuova rivista e gli scrive dei risultati cui si è giunti collettivamente, cosiccome delle sue idee personali in merito. Il tutto può essere riassunto nei seguenti punti: 1. esclusione dell'ipotesi Cecchi che porterebbe ad una rivista diversa da quella si aveva in mente; 2. principio generale secondo cui 'una rivista deve avere l'indirizzo delle sue dimensioni'; 3. se l'idea è quella di una rivista di grandi dimensioni, un quindicinale un po' più grande de "La Nuova Antologia", non si può ambire, pena il fallimento veloce dell'iniziativa, ad una rivista eccessivamente specializzata o di scuola, ma si deve tendere all'interesse da suscitare all'interno di famiglie mediamente colte; 4. rilevanza opportuna a temi di ordine tecnologico ed economico da esporre in maniera divulgativa, che possano toccare gli interessi alla vita materiale delle persone; 5. esclusione della politica dalla rivista; 6. evitare di indirizzare la rivista a vivere di articoli d'effetto e fondarla invece su una solida coerenza d'impostazione. Zottoli espone il tutto, consciamente, evitando intanto il problema dei fondi necessari per dare inizio alla rivista, pur effettuando una stima delle vendite necessarie per mantenerla in vita;
16. Roma, 05. III. 1927, cc. 2, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver mandato in stampa, dopo tre anni dalla fine dell'opera, il suo volume su Leopardi (si tratta di "Leopardi: storia di un'anima") e, visti i suoi dubbi sul fatto che esso riscuota successo tra il pubblico, gli chiede consigli sui giornali cui inviarlo e sulle persone che potrebbero parlarne nei giornali e in riviste;
17. Roma, 13. III. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli ringrazia Salvatorelli per i consigli che gli ha dato e scrive che invierà una copia della sua opera su Leopardi a Pietro Pancrazi, Arrigo Cajumi, Emilio Cecchi... e che chiederà ulteriori consigli a Adriano Tilgher e Mario Vinciguerra. Scrive, inoltre, che sarebbe opportuno che Cajumi ne parlasse su 'La Stampa' e che lui steso desse un'occhiata all'opera. Dice, infine, che la pubblicazione dovrebbe avvenire entro i primi di aprile;
18. Roma, 09. VI. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver saputo da Cesare De Lollis che Arrigo Cajumi 'aveva ottenuto di rientrare nel giornalismo e che quindi avrebbe presto messo fuori l'articolo sul mio volume'. Gli chiede, quindi, quando, e se la cosa accadrà, di inviargli l'articolo, non essendo lui un lettore de 'La Stampa', col che ciò potrebbe sfuggirgli;
19. Roma, 15. IX. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli invita Salvatorelli a chiedere a Pietro Pancrazi se ha intenzione di scrivere un articolo su 'Il Corriere della Sera' riguardante il suo libro su Leopardi, non essendo ancora uscito su di esso nient'altro che un articolo malevolo su 'Il Resto del Carlino' e, nell'attesa di una recensione, non ancora uscita, sulla 'Critica';
20. Roma, 08. X. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli scrive a Salvatorelli che la recensione al suo volume su Leopardi che doveva uscire per la 'Critica' è invece uscita sul 'Leonardo': 'sciocca me l'attendevo e sciocca è venuta fuori'. Gli parla, però, anche di una lunga, sebbene non del tutto positiva, recensione apparsa nel supplemento letterario letterario del 'Times'. Scrive, infine: 'In quel volume un difetto fondamentale ci deve essere, perché i recensori, pur lodando la chiarezza dell'esposizione, mi hanno tutti voluto provare di non aver capito le cose che io avevo detto più chiaramente';
21. Roma, 24. XI. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli si lamenta con Salvatorelli della pubblicazione contemporanea, su 'Il Corriere della sera' e su 'La Stampa', di due lunghi articoli riguardanti un libro su Goldoni, uscito insieme a quello suo su Leopardi, e di nessun articolo su quest'ultimo;
22. Roma, 30. XI. 1927, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli parla della mancanza di recensioni al suo volume su Leopardi e gli racconta della sua condizione lavorativa;
23. Roma, 12. XI. 1928, c. 1, lettera. Zottoli, vista la comune condizione di molto lavoro per poco guadagno, propone a Salvatorelli di formare un gruppo di 'amici capaci di scrivere su vari argomenti e offrire la collaborazione per quanto riguarda l'Italia (storia, letteratura, cose ecclesiastiche, curiosità [...] etc.) a una grossa rivista o, meglio, a un gruppo di riviste americane'. Suggerisce, in alternativa, di provare ad inserirsi all'interno dei lavori per la celebrazione dell'Enciclopedia britannica;
24. Roma, 24. XI. 1928, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'.Zottoli porge le sue condoglianze a Salvatorelli per il lutto che l'ha colpito. Riguardo la sua proposta di collaborazione a riviste americane, ritiene, diversamente da Salvatorelli, che questa sia, pur se difficile, una via percorribile;
25. Roma, 23. XII. 1928, c. 1, lettera su carta intestata 'The Italian Excess Insurance Company. Società anonima di assicurazioni e riassicurazioni'. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver ricevuto e letto il suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo" e di averne apprezzato la prima parte, meno la seconda, e di aver trovato la chiusa 'di maniera';
26. Roma, 07. VIII. 1929, c. 1, lettera. Zottoli parla a Salvatorelli della morte del comune amico Pietro [Egidi];
27. Roma, 20. VIII. 1929, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli che sta lavorando ad un'opera su Manzoni, alla quale aggiungerà, in appendice, l'articolo, riveduto, sull'Innominato uscito sulla 'Cultura' di giugno;
28. Roma, 04. VI. 1930, c. 1, lettera di carattere amichevole;
29. Roma, 07. II. 1931, cc. 2, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli che presto uscirà il suo volume su Manzoni (si tratta di "Umili e potenti nella poetica di alessandro Manzoni"); gli chiede, quindi, l'indirizzo di 'una di quelle agenzie - non so come si chiamino - che mandano i ritagli dei giornali e delle riviste', affinché possa avere e leggere tutte le recensioni che usciranno su di esso. Scrive, anche, che farà un articolo sui volumi di Ruffini. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
30. Roma, 21. II. 1931, c .1, lettera. Zottoli fornisce a Salvatorelli indicazioni sulla presenza di alcuni libri in biblioteche di Roma. Poi, gli comunica che il suo volume su Manzoni non è ancora uscito. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
31. Roma, 06. IV. 1931, c. 1, lettera. Zottoli comunica a Salvatorelli che il suo libro non è ancora uscito perché, sebbene già stampato, Pietro Paolo Trompeo e Arrigo Cajumi hanno pensato di aggiungere ad esso il suo articolo su un libro di Ruffini. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
32. Roma, 25. V. 1931, cc. 2, lettera. Zottoli risponde alle obiezioni poste da Salvatorelli al suo scritto su Manzoni, in particolare riguardo il suo rapporto con il giansenismo (Salvatorelli deve aver riscontrato, tra le altre cose, una carenza d'importanza data da Zottoli al giansenismo manzoniano), sostenendo la sua adesione a tale corrente cristiana e la mancanza di rapporti diretti tra il giansenismo manzoniano e le sue idee politiche: 'E le idee politiche? - scrive infatti Zottoli - Ma Manzoni le aveva formate prima di convertirsi. E del resto esse per il giansenismo sono un fatto avventizio'. Riguardo la visione etica di Manzoni, Zottoli aggiunge di aver messo in evidenza come Manzoni, nell'esaminare il problema della responsabilità, 'si prospetta l'individuo come, sempre e in qualsiasi condizione, in possesso dei mezzi della sua salvezza', ma di aver fatto ciò non per scopi polemici, ma solo per 'obbedire alle esigenze della mia indagine'. Dice, inoltre, che Manzoni fu in primo luogo un poeta, che non trasse ispirazione dal giansenismo nella stesura delle sue opere, 'anzi non trattò mai nessun argomento di indole giansenistica' e che, vista la l'ampia trattazione di questo rapporto data nella sua opera, 'per dare al giansenismo di Manzoni un'importanza più grande di quella grande che io gli ho data, bisogna invertire i valori, mettendo in prima linea le coincidenze estrinseche e i fatti superficiali'. Conclude dicendo di aver saputo che Umberto Cosmo vuole scrivere una recensione su 'La Cultura' del suo volume;|
33. Roma, 31. V. 1931, cc. 3, lettera. Zottoli ritorna sulle critiche di Salvatorelli riguardo il suo scritto su Manzoni, ribadendo, con maggiore chiarezza, le posizioni espresse nella precedente lettera e arrivando a sostenere non solo la mancanza di tesi giansenistiche nell'opera letteraria e poetica manzoniana, ma anche qualsiasi influenza più in generale cattolica e che la sua opera è proprio volta alla dimostrazione della separazione tra il romanzo manzoniano e il cattolicesimo, così da riportare l'opera di Manzoni, e la sua prospettiva umilistica in specie, nell'alveo della tradizione 'economica, enciclopedistica e ideologica assorbita da Manzoni giovane a Milano e a Parigi';
34. Roma, 18. VI. 1931, c. 1, lettera. Zottoli scrive di aver raccomandato, su richiesta di Salvatorelli, Clara Egidi, figlia di Pietro, a Vi[...] per un esame. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
35. Roma, 09. VII. 1931, c. 2, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli del buon andamento nella critica del suo volume su Manzoni, che ha ricevuto positive recensioni o articoli sull''Ambrosiano' da parte di Bacchelli, su 'Il Popolo d'Italia' da parte di Adriano Tilgher, su 'La Stampa' da parte di Bernardelli, e ne aspetta altre su 'Il Resto del Carlino', su 'Pegaso', sulla 'Nuova Antologia' e quella di Umberto Cosmo sulla 'Cultura'; unica eccezione, aggiunge, la sfavorevole critica di Momigliano su 'Il Corriere della Sera', 'ma in fondo un articolo sul Corriere fa bene anche se è sfavorevole';
36. Roma, 16. VII. 1931, c. 1, lettera. Zottoli ringrazia Salvatorelli per aver letto il suo libro su Manzoni e per avergli riferito che ne scriverà su 'Il Lavoro'. Gli scrive, quindi, sommariamente in merito alla posizione assunta nel libro a proposito della figura dell'Innominato; infine, gli comunica la sua prossima collaborazione a 'Pegaso' e ad altre riviste;
37. Roma, 01. VIII. 1931, c. 1, lettera. Zottoli comunica a Salvatorelli che Clara Egidi è stata ammessa agli orali dell'esame e gli dà notizia delle ultime recensioni al suo libro su Manzoni;
38. Roma, 05. VIII. 1931, c. 2, lettera. Zottoli ringrazia Salvatorelli per l'articolo dedicato al suo volume su Manzoni, di cui gli ha anche inviato una copia. Lo informa, inoltre, degli sviluppi riguardanti gli esami di Clara Egidi;
39. Roma, 17. IX. 1931, c. 1, lettera. Zottoli comunica a Salvatorelli che Clara Egidi è andata bene all'esame e che quasi certamente otterrà il posto. Scrive, poi, che pubblicherà qualche studio su don Abbondio, pensando che, terminati questi lavori, potrà liberarsi finalmente di Manzoni;
40. Roma, 30. IX. 1931, c. 1, lettera. Zottoli aggiunge a Salvatorelli una ulteriore chiarificazione su un punto della sua concezione della personalità di Manzoni. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
41. Roma, 02. V. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
42. Roma, 24. VI. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
43. Roma, 04. VIII. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
44. Roma, 06. IX. 1932, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli del comune amico di Mario [Vinciguerra] e dice di essere venuto a conoscenza di voci che parlano di un prossimo provvedimento di clemenza che fa 'ben sperare per il suo avvenire'. Gli comunica, inoltre, le ultime notizie sulla buona condizione di Clara Egidi dopo l'esame. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
45. Roma, 29. XII. 1932, c. 1, lettera. Zottoli dice a Salvatorelli che sul prossimo numero della 'Cultura' uscirà un suo articolo su Boiardo, già pronto da molto tempo. Gli comunica, inoltre, che ha intenzione di inviare a Laterza, un suo libretto sul sistema di don Abbondio ed, in ultimo, che scriverà un articolo su Ariosto che dovrà uscire il primo aprile;
46. Roma, 03. VI. 1933, c. 1, lettera. Zottoli parla di un viaggio a Milano che sembra aver 'ottenuto risultati favorevoli' dal che discende che 'fra un paio di mesi avrò finalmente di che vivere'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
47. Roma, 11. VI. 1933, cc. 2, lettera. Zottoli ringrazia Salvatorelli per quanto gli ha fatto sapere sul suo articolo su Ariosto e dice che dovrà scriverne un altro per la 'Cultura'. Gli dà, inoltre, informazioni sul comune amico Rodolfo Micacchi. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
48. Roma, 15. IX. 1933, c. 1, lettera di carattere amichevole con appunti a matita, probabilmente, di Salvatorelli;
49. Roma, 04. I. 1934, c. 1, lettera. Zottoli parla a Salvatorelli della sua nuova occupazione. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
50. Roma, 29. VII. 1934, c. 1, lettera su carta intestata 'Società generale immobiliare di lavori di utilità pubblica ed agricola'. Zottoli parla a Salvatorelli della sua occupazione, dice di non potergli dare ancora notizie riguardanti un'informazione (o una raccomandazione?) chiestagli e gli comunica che, a breve, dovrebbe uscire un suo nuovo volume;
51. Roma, 16. X. 1934, c. 1, lettera. Zottoli chiede a Salvatorelli di comprare per lui e di inviargli successivamente una copia della 'Gazzetta del Popolo' dell'8 ottobre, in cui dovrebbe trovarsi una recensione al suo ultimo libro. Gli comunica, poi, che lascerà l'occupazione da poco trovata;
52. Roma, 16. X. 1935, cc. 2, lettera di carattere amichevole;
53. Roma, 27. IV. 1939, cc. 2, lettera di carattere amichevole;
54. Roma, 09. VII. 1939, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver letto un suo articolo sull'argomento del quale, però, confessa la propria ignoranza;
55. Roma, 27. XII. 1939, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
56. Roma, 27. IX. 1940, c. 1, necrologio di Luisa Lanzara, vedova Zottoli, madre di Angelandrea;
57. Roma, 26. V. 1941, cc. 2, lettera di carattere amichevole;
57. S. l., 15. I. 1942, c. 1, lettera. Zottoli scrive a Salvatorelli di aver letto il suo "Vent'anni tra due guerre" e gli dà alcuni consigli editoriali per la prossima edizione dell'opera: aggiunta di una tavola cronologica dei principali avvenimenti, legenda delle sigle, correzione dei refusi. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
58. Roma, 09. III. 1942, c. 1, lettera. Zottoli parla del fatto che la prima edizione di "Vent'anni tra le due guerre" sta per esaurirsi. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
59. Roma, 14. I. 1954, c .1, lettera di carattere amichevole;
60. S. l., s. d. , c. 1, biglietto. Zottoli comunica a Salvatorelli la morte dell'ultimo dei suoi cari.