Archivio notarile di Sigillo, Sigillo (Perugia), 1484 - 1830
Ente
Estremi cronologici: 1484 - 1830
Intestazioni:
Archivio notarile di Sigillo, Sigillo (Perugia), 1484 - 1830
Altre denominazioni:
Archivio notarile di Sigillo
Il nucleo iniziale dell'archivio notarile di Sigillo, come testimonia il documento più antico ivi conservato, il protocollo n. 1 (vecchia segnatura 385) del notaio Iohannes Nicolai datato 1484, accredita in questo Comune una prassi di conservazione già a partire dalla fine del XV secolo, cioè prima che venisse stabilita una disciplina uniforme in materia di archivi notarili in tutto lo Stato Pontificio.
Con la costituzione "Sollicitudo pastoralis officii" del 1588 di Sisto V, e con il susseguente "Bando sopra l'osservanza dell'Ordinationi dell'Archivi" emanato, come previsto dalla stessa costituzione, dal cardinale Enrico Caetani il 12 settembre 1588, vennero istituiti appositi "Archivia publica et generalia" in cui concentrare la documentazione di origine notarile; vennero stabilite le tipologie di documenti che vi dovevano essere conservate e vennero precisate minuziose istruzioni sia per i notai che per gli archivisti: da questo momento si trovano negli archivi notarili i protocolli versati dopo la morte dei notai dai loro eredi, le copie degli atti dei notai, e registri vari di carattere amministrativo che l'archivista era tenuto a redigere.
L'archivio notarile di Sigillo rispecchia nel suo materiale documentario le tipologie sopra descritte fino al 1830, quando la Presidenza degli Archivi e del Regime Ipotecario ordina il concentramento dell'Archivio notarile in quello di Gualdo, sede di Governatore. Il Motu Proprio di Pio VII del 1822 all'art. 62 stabilisce, infatti, che gli archivi notarili vengano conservati nei "Capoluoghi di Provincia, nelle Città di Governo Distrettuale e nei paesi ov'è fissata la residenza dei Governatori".
Dopo questa data l'archivio notarile di Sigillo cessa di esistere come tale e confluisce nell'archivio notarile di Gualdo Tadino, di cui indissolubilmente ricalca le vicende storico istituzionali.
In occasione del concentramento viene redatto un "atto di consegna ed inventario dell'Archivio riconcentrato di Sigillo" datato 19 luglio 1830, "... onde far constare alla Presidenza l'esecuzione de'suoi ordini..." (1).
In tale atto si legge che "l'Archivio riconcentrato è mancante di legale inventario": infatti, è stato rinvenuto tra le carte conservate nella serie "Miscellanea " (v.s. 2270) solo un elenco dei protocolli dei notai che hanno rogato nella piazza di Sigillo, datato 10 giugno 1698, redatto in occasione della consegna della Cancelleria Priorale al cancelliere Giovanni Domenico Fancelli (2).
I nomi dei notai di Sigillo riportati nell'inventario del 1830 si ritrovano tutti nell'inventario del Guerrieri del 1901 (3), e la consistenza dei loro protocolli è per lo più immutata (le discrepanze nel numero o nella datazione dei registri sono state puntualizzate nelle serie di pertinenza): pertanto l'Archivio notarile di Sigillo sembra aver mantenuto nel tempo l'originaria organicità.
Questa stessa organicità è stata da noi rinvenuta e pertanto mantenuta.
Un'idea di uniformità è ulteriormente data dalle caratteristiche fisiche dei registri che costituiscono il Notarile di Sigillo, caratteristiche che danno la misura della particolare cura di cui tali registri erano oggetto: parte di essi, infatti, presenta legature in pergamena di recupero (si guardi ad esempio a tutti i protocolli relativi alla produzione dei notai Carolus Permarini ser Adriani e Annibal se Caroli Adriani); altri sono caratterizzati dal reimpiego di pergamena con antifonari (es: Bernardinus Albanensis, prot. n.s. 1102, v.s. 381; Guidus Ubaldus Ansideri, prot. n.s. 1217, v.s. 504); altri sono rivestiti da una coperta in cuoio decorata ad impressione (in particolare si guardi: Angelus Philippus Berardi, prot. n.s. 1214, v.s. 495); altri ancora conservano la confezione originale in cuoio, con ribalta di chiusura completa di cinghia sempre in cuoio, ferma da fibbia in ferro (ad esempio: "Registro di polizze o apoche", reg. n.s. 1387, v.s. 3). La gran parte dei registri, sia con coperta in pergamena che in cuoio, presenta sul dorso tasselli di rinforzo in cuoio in corrispondenza degli ancoraggi.
Di particolare rilievo risulta la legatura e la decorazione della coperta dei registri appartenenti ai notai Iacobus Antonius Iacobi de Perangelis ed Hilarius Albanensis.
(1) B. n.s. 1704, fasc. 2.
(2) Tale elenco è stato inserito, nell'attuale riordino, nella serie "Inventari".
(3)Archivio Notarile di Gualdo Tadino, Atti dell'Archivio, Carteggio amministrativo e contabilità, b. 0016, fasc. 1.
Redazione e revisione:
Civitareale Maria Giuseppina, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione / Ciccotti Simona, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione / Lapponi Silvia, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione