Storia archivistica: Il podestà rappresentava il supremo organo giudiziario del Comune, con competenza sia nel civile che nel criminale, esercitata direttamente o delegata.
Doveva essere forestiero, dottore in utroque iure.
Durava in carica sei mesi, veniva eletto dal Consiglio Generale al quale dovevano intervenire almeno trenta consiglieri (rub. 1 dello Statuto) ; non poteva ripresentarsi per una nuova elezione se non erano passati almeno tre anni dalla prima.
Magistrato laico, espressione dell'autorità cittadina, non aveva tra le sue facoltà giurisdizionali il potere di intervenire nei giudizi contro gli ecclesiastici, prerogativa consentita invece, almeno quando era esplicitamente richiamata nel breve di nomina, al governatore della provincia.
Il magistrato aveva al suo seguito e alle sue dirette dipendenze una sua famiglia..
Tale squadra consisteva fondamentalmente in un dottore in legge, uno sbirro compagno denominato socius miles, che era a capo dei birri ed eseguiva i suoi mandati; un baiulo con il compito di recapitare agli interessati le citazioni in giudizio e le ordinanze del podestà, due notai uno deputato alla cancelleria criminale, l'altro a quella civile ( in seguito un unico notaio per entrambe le cancellerie), sei famigli che avevano il compito, tra gli altri, di aprire e chiudere le porte della città e suonare la campana comunale alle laudi mattutine e serali .
Le chiavi di ognuna delle quattro porte della città erano tenute una dal podestà e l'altra dai Priori.
Il notaio attuario doveva essere forestiero, ricordiamo a tal proposito un decreto emesso dal governatore della provincia di Perugia ed Umbria, relativo alla suddetta cancelleria, dato in Perugia nel maggio del 1571, in cui dopo tre udienze in cui il Governatore ascolta le ragioni addotte da pubblici rappresentanti della Comunità, ordina di rimuovere dall'ufficio di cancelliere civile e criminale di Montefalco Salvatore Brancalupo, in quanto oriundo ed abitante di tale terra, e quindi in dissonanza con le norme statutarie comunali e con il breve di papa Pio V, che non consentono che tale carica venga assunta da indigeni.
Era obbligato, alla fine del proprio mandato, a sottoporsi a sindacato assieme con i suoi officiali in città, dalla quale non poteva allontanarsi prima dell'esito del medesimo.
Il podestà in Montefalco dura in carica fino al mese di [...] dell'anno 1666, quindi dal mese di [...] dello stesso anno lo stesso prende il titolo di governatore.
Tale magistrato, come nelle altre comunità dello Stato, viene nominato direttamente dal governo centrale.
Contenuto: La serie è costituita da 340 unità che vanno dal 1525 al 1666, articolate in 333 registri ed 8 buste.
Criteri di ordinamento:
La documentazione riguardante la pedestaria è suddivisa in quattro sottoserie: atti civili, atti criminali, da un registro contenente annotazioni contabili relative alla cancelleria del podestà, e dalla serie denominata "Iura diversa". All'interno di ogni sottoserie il materiale è stato ordinato cronologicamente.