Incaricato degli affari di polizia in Staffolo, Staffolo (Ancona), 1816 - 1860
Ente
Estremi cronologici: 1816 - 1860
Intestazioni:
Incaricato degli affari di polizia in Staffolo, Staffolo (Ancona), 1816 - 1860
Altre denominazioni:
Incaricato degli affari di polizia in Staffolo
Successivamente al periodo napoleonico il cardinal Ercole Consalvi, segretario di Stato, istituì nello Stato ecclesiastico, con notificazione del 23 ottobre 1816, una Polizia generale.
La nuova struttura, che nasceva principalmente con compiti di controllo dell'ordine pubblico e di prevenzione e repressione dei conflitti politici e sociali, era costituita da una Direzione generale di polizia (con sede nella capitale) alla quale si raccordavano le Direzioni provinciali di polizia dislocate in ciascuna Delegazione dello Stato. Per assicurare su tutto il territorio pontificio lo svolgimento delle operazioni di ordine pubblico fu istituito un nuovo Corpo militare, quello dei Carabinieri pontifici, posto alle dirette dipendenze del governo.
I legati e i delegati apostolici, in forza della norma sopra richiamata, assunsero l'incarico di capi di polizia nelle rispettive province e, attraverso i direttori e i sottodirettori di polizia, gerarchicamente subordinati, disimpegnavano lo svolgimento delle operazioni di polizia a livello di provincia e dei governi di prim'ordine.
Nelle realtà periferiche dello Stato le funzioni di responsabile degli affari di polizia erano svolte dai gonfalonieri; le stesse funzioni, in esecuzione del motu proprio di papa Leone XII datato 5 luglio 1831, furono trasferite ai priori.
Compiti specifici di polizia erano la vigilanza sulla tranquillità pubblica e privata, lo svolgimento di indagini per reati di varia natura commessi nel territorio, l'esecuzione di arresti, la concessione di permessi di porto d'ami e la stretta sorveglianza esercitata sui forestieri, sui sospetti e sugli oppositori politici (1).
Per quanto riguarda il caso specifico di Staffolo, il capo della locale Magistratura esercitò le prerogative di incaricato degli affari di polizia.
Costui riceveva ordini e dispacci dalla Sottodirezione distrettuale di polizia in Jesi ed eseguiva ordini di cattura diramati dal Tribunale criminale della Provincia d'Ancona; compilava lo stato nominativo dei passaporti per l'interno rilasciati dal comune di Staffolo e i bollettini politici settimanali che comprendevano le seguenti voci: sospetti e vagabondi, crimini commessi, polizia in generale, stampe, annona, costumi, condotta, forza pubblica, spettacoli, passaporti, fiere, forestieri, tasse di polizia e "spirito" pubblico. La corrispondenza comprende anche relazioni aventi per oggetto l'esposizione di fatti accaduti, indicazioni sulle misure adottate e da adottarsi ed eventuali osservazioni.
Redazione e revisione:
Angeletti Vittorio, 31/12/2010, Intervento di ordinamento ed inventariazione
Bibliografia:
Cajani Luigi, "Criminalità e polizia nello Stato pontificio (1770-1820)". "Archivi e cultura", XXX, n.s. (1997)