Ufficio comunale del lavoro e della massima occupazione di Staffolo, Staffolo (Ancona), 1948 - 1997
Ente
Estremi cronologici: 1948 - 1997
Intestazioni:
Ufficio comunale del lavoro e della massima occupazione di Staffolo, Staffolo (Ancona), 1948 - 1997
Altre denominazioni:
Ufficio comunale del lavoro e della massima occupazione di Staffolo
Nell'immediato secondo dopoguerra particolare impulso ebbero, in Italia, le politiche per il lavoro e lo sviluppo dell'occupazione, con il coordinamento del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, volte in particolare alla prevenzione e alla riduzione delle condizioni di bisogno e disagio così largamente diffusi su tutto il territorio nazionale.
Nel 1948, con decreto legislativo del 15 aprile, n. 381, furono istituiti gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione, dipendenti dal Ministero del lavoro e della massima occupazione, allo scopo di provvedere al collocamento dei lavoratori nel territorio della Repubblica, di promuovere studi e iniziative per la soluzione dei problemi riguardanti la disoccupazione locale, di esaminare le domande di espatrio per ragioni di lavoro ed assistere i lavoratori emigranti e le loro famiglie, nonché di svolgere, infine, compiti di conciliazione nelle vertenze di lavoro.
L'articolo 3 della citata norma prevedeva la possibilità di istituire sezioni staccate degli uffici del lavoro e della massima occupazione.
Anche a Staffolo fu impiantato un ufficio del lavoro, attivo già fin dall'immediato dopoguerra. Durante i primi anni, particolare impegno fu profuso dal personale del suddetto ufficio nella rilevazione delle arti, dei mestieri e delle professioni esercitate nel territorio comunale, ai fini della istituzione del servizio del collocamento, e nel censimento dei disoccupati, ovvero degli iscritti nelle liste di collocamento, i quali venivano suddivisi in gruppi e sottogruppi a seconda del grado di specializzazione.
Con le leggi 29 aprile 1949, n. 264 e successive integrazioni furono precisate le funzioni degli uffici di collocamento.
All'inizio degli anni Cinquanta furono attivati corsi di addestramento professionale per lavoratori edili, della durata di sei mesi, in cui erano previste anche esercitazioni pratiche; trattavasi di corsi di qualificazione e di perfezionamento, a seconda delle categorie dei lavoratori edili, da svolgere con "criteri didattico-produttivi". Per ogni corso attivato dovevano essere specificati i tipi di costruzione e i criteri didattici delle esercitazioni; venivano altresì impartite nozioni di prevenzione degli infortuni, di tecnologia, di calcolo e di disegno. Ulteriori disposizioni riguardavano il personale di direzione ed il personale istruttore per il coordinamento dei lavori. La normativa prevedeva che i comuni formulassero delle proposte per l'istituzione di corsi di addestramento professionale per lavoratori edili, con esercitazioni pratiche produttive, firmate dal legale rappresentante dell'ente promotore, da inviare al Ministero tramite il competente Ufficio del lavoro e della massima occupazione, secondo apposito modello: i suddetti progetti dovevano essere corredati dalla planimetria del terreno prescelto, in scala 1/500; dalla pianta, sezione e prospetto dell'opera da eseguire, in scala 1/100; infine da una relazione tecnica illustrativa. Alla documentazione doveva essere allegato il visto dell'ufficio tecnico comunale.
L'attività degli uffici periferici di collocamento proseguì fino all'entrata in vigore del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469. Con tale norma le funzioni e le competenze in materia di mercato del lavoro furono trasferite alle regioni e agli enti locali, mentre gli uffici periferici dipendenti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale furono definitivamente soppressi con decorrenza dal 1° gennaio 1999.
Redazione e revisione:
Angeletti Vittorio, 31/12/2010, Intervento di ordinamento ed inventariazione