Congregazione di carità napoleonica di Staffolo, Staffolo (Ancona), 1808 - 1815
Ente
Estremi cronologici: 1808 - 1815
Intestazioni:
Congregazione di carità napoleonica di Staffolo, Staffolo (Ancona), 1808 - 1815
Altre denominazioni:
Congregazione napoleonica di carità di Staffolo
Il regio decreto 21 dicembre 1807 dispose, in ogni comune appartenente al Regno italico, l'istituzione di speciali comitati, denominati Congregazioni di carità, "alle quali resta attribuito l'incarico di amministrare li beni spettanti a pubblica beneficenza conosciuti sotto il nome di ospedali, orfanotrofi, conservatori di esposti, e degli istituti elemosinieri" (1).
La Congregazione di carità di Staffolo, in forza della citata norma, era nominata dal locale sindaco ed era costituita da 6 membri, "tratti dalla classe dei più probi e distinti cittadini", tutti residenti nella comune di Staffolo: di tale comitato fecero parte Egidio Anibaldi sindaco-presidente, 4 consiglieri e don Settimio Spaccia parroco di S. Egidio abate (2).
A Staffolo, la Congregazione napoleonica di carità amministrava le seguenti opere pie: il Monte frumentario, il Monte di pietà, Cappellanie erette e Quattro alunni. Nessun riferimento, dalla documentazione rinvenuta, riguarda invece l'Ospedale degli infermi.
L'ente, al pari di tutte le altre congregazioni che erano state impiantate sul territorio italiano, cessò di operare nel 1815, conseguentemente alla disfatta della dominazione francese. L'ultima seduta della Congregazione napoleonica di Staffolo risale al 27 ottobre 1815 (3).
Redazione e revisione:
Angeletti Vittorio, 31/12/2010, Intervento di ordinamento ed inventariazione
Bibliografia:
Stelluti Scala Ignazio, "Le istituzioni di beneficenza nella provincia di Ancona", Firenze, Tipografia di G. Barbera, 1893