Comune di Carassai, Carassai (Ascoli Piceno), sec. X-
Ente
Estremi cronologici: sec. X-
Intestazioni:
Comune di Carassai, Carassai (Ascoli Piceno), sec. X-
Altre denominazioni:
Comune di Carassai
Incerte sono le origini di questo piccolo centro della Provincia di Ascoli Piceno, le cui prime attestazioni, secondo diverse pubblicazioni contenenti cenni di storia locale, risalirebbero al X secolo. Prima del 1200 è comunque difficile trovare nei documenti d' archivio il nome di Carassai. In questo periodo la terra non aveva però la denominazione attuale, bensì quella di Guardia, Castrum Guardiae o Castrum Carnassalis o Carlassalis, ed è citata tra le località assegnate alla Contea del Vescovo di Fermo. Nella seconda metà del secolo XIII la parte più considerevole del territorio di Carassai dipendeva dal Castello di Camporo di proprietà dei signori di Massa Fermana capeggiati dal ghibellino Guglielmo.
Nel 1321, con due strumenti del 23 e del 26 agosto, conservati nel fondo diplomatico dell'Archivio comunale di Fermo, l'allora signore di Carassai Lino di Guglielmello da Massa, insieme al scindicus della comunità Matteo Benvenuti, sottomette e vende il Castello di Carassai alla città di Fermo con tutti i diritti di mero e misto impero che vi godeva. Da allora Carassai entrò a far parte, come libero Comune, dello Stato di Fermo, di cui seguì le sorti: tra il 1321 e il 1325 il Castello di Camporo fu distrutto dai guelfi ascolani; nel 1326 Mercenario da Monteverde si impadronì di Fermo e assoggetto la città e i suoi comuni alla tirannia fino a quando nel 1340 i Fermani riuscirono a liberarsi; nel 1348 Gentile da Mogliano ristabilì la signoria su Fermo e i suoi comuni. Nella metà del XIV secolo poi il territorio fermano veniva fiaccato dalle lotte con Ascoli. Nel 1355 il cardinale Egidio Albornoz, inviato da Papa Innocenzo Vi per riorganizzare lo Stato pontificio, conquistò Fermo mandando in esilio Gentile da Mogliano. Carassai ritornò, quindi, libero comune. Nel 1373 Petrocco da Massa, figlio di Lino, assalì Carassai che fu occupata, saccheggiata, incendiata e successivamente ricostruita. Dal 1381 al 1387 il capitano di ventura Boffo da Massa fu signore di Carassai aggiungendo il paese al dominio che già aveva di Cossignano.
Nel '400 la storia fermana fu caratterizzata dalla tirannia di Ludovico Migliorati e da quella di Francesco Sforza i cui dodici anni di dominio furono particolarmente tormentosi per Carassai. La Comunità dovette infatti subire prepotenze, ricatti, angherie e danni. La storia di Carassai del XVI secolo si confonde con quella di Fermo e, come la capitale, dovette subire la tirannia di Oliverotto Euffreducci dal gennaio al dicembre 1502. Nell'ottobre del 1537 fu tolto a Fermo il governo dello Stato e trasportato a Montottone. Questo fatto causò disorientamenti e incertezze anche per Carassai ma dopo dieci anni, il 21 novembre 1547, il governo della Provincia fu riportato a Fermo.
Sempre compreso all'interno dei territori dello Stato pontificio fino al 1797, Carassai fu poi interessato alle varie vicende cui quest'ultimo fu sottoposto in seguito all'invasione francese della Marca prima e all'instaurazione del Regno d'Italia napoleonico dopo. Pertanto Carassai entrò a far parte dapprima della Delegazione di Fermo, Distretto di Fermo, Governo di Montefiore fino al 1817, mentre dal 1827 passò nella Delegazione di Fermo e Ascoli, Distretto di Montalto, come podesteria dipendente dal Governo di Montalto e infine dal 1831 nella Delegazione di Ascoli, ma sempre all'interno del Distretto e Governo di Montalto. Dal 1817 Carassai ebbe inoltre come appodiato il territorio di Rocca di Montevarmine, antico possesso dei nobili Ameli di Massa Fermana e successivamente acquistato da Matteo dei Mattei che, per volontà testamentaria, lo lasciò nel 1417 alla Confraternita di Santa Maria della Carità di Fermo per l'Ospedale dei Proietti.
Redazione e revisione:
Martinelli Andrea, 10/01/2012, schedatura, riordino e inventariazione