Soprintendenza degli Scavi e dei Musei archeologici dell'Etruria, Firenze, 1907 -
Ente
Estremi cronologici: 1907 -
Intestazioni:
Soprintendenza degli Scavi e dei Musei archeologici dell'Etruria, Firenze, 1907 -
Altre denominazioni:
Soprintendenza degli Scavi e dei Musei archeologici dell'Etruria
/ Soprintendenza alle Antichità della Toscana
/ Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
/ Soprintendenza Archeologica per la Toscana
L'attuale Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nasce con le strutture amministrative che il Regno d'Italia si diede per omogeneizzare i vari sistemi pre-unitari; le sue radici, tuttavia, affondano anche nella snella struttura scientifica che i Granduchi di Toscana - Medici prima, Lorena poi - avevano predisposto per la gestione del patrimonio museale.
Dopo le casuali acquisizioni del Cinquecento e del Seicento, a partire dal Settecento gli antiquari preposti dal Granduca alle loro raccolte museali cominciano ad interessarsi sempre più attivamente di scoperte casuali, e degli scavi che vengono intrapresi per giungere a ritrovamenti archeologici. Nell'Ottocento la normativa della Toscana non è attenta e severa come - ad esempio - quella dello Stato Pontificio, e grandi campagne di scavo, soprattutto a Chiusi, vengono condotte senza alcun intervento dell'amministrazione granducale. Dai carteggi, tuttavia, traspare un'attenzione non episodica verso i materiali che la febbre archeologica porta alla luce anche in Toscana.
Ancora nei due decenni che seguono l'Unità d'Italia è la direzione del Museo fiorentino a seguire scavi e scoperte.
Con Luigi Milani nasce, sul finire del secolo, il Museo Topografico dell'Etruria, viene scorporata dal complesso dei musei già granducali (gli Uffizi) la componente propriamente archeologica, e si insedia anche a Firenze la struttura (la Soprintendenza) alla quale lo Stato unitario affida la vigilanza su scavi e scoperte fatte da privati, e il compito di intraprendere scavi propri. Il territorio su cui opera la Soprintendenza che ha sede a Firenze è, all'inizio, quello della Toscana, di parte dell'Umbria, del Lazio settentrionale, di Luni: l'antica Etruria è amministrata da un'unica istituzione, la cui grandiosa vetrina è il Museo Topografico, e che è detta appunto "Soprintendenza alle Antichità dell'Etruria".
Poco è cambiato nell'ultimo secolo; la struttura è divenuta sempre più articolata e complessa, il Museo centrale ha ceduto il passo a musei più piccoli, dislocati sul territorio della regione; diviene la "Soprintendenza Archeologica per la Toscana".
Gli scavi dei privati sono oggi scomparsi mentre le istituzioni universitarie, i Comuni e le Province sono oggi i soggetti più attivi nell'indagine sul territorio. La Soprintendenza continua a vigilare sulla loro attività, sui ritrovamenti casuali, esercitando un continuo controllo del territorio; conducendo, quando opportuno, nuove campagne di scavo, con l'obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio culturale di interesse archeologico emerso in oltre un secolo di attività.