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Bonucci, Perugia, sec. XVIII inizio -

  • Famiglia
  • Luogo: Perugia
  • Estremi cronologici: sec. XVIII inizio -
  • Intestazioni:
    Bonucci, Perugia, sec. XVIII inizio -
  • La storia dei Bonucci rispecchia quella di tante famiglie borghesi dell'Ottocento che, grazie alla propria attività commerciale, furono in grado di acquistare, in seguito, proprietà terriere riuscendo a creare così un patrimonio che diventò la base per un'ascesa economica e sociale, ulteriormente rafforzata da alleanze matrimoniali con nobili come quelle con la famiglia Frisciotti Pellicani e la famiglia Carletti.
    Un testo fondamentale per la storia della Perugia dell'Ottocento, "Perugia della Bell'Epoca" di Uguccione Ranieri di Sorbello, ci riporta la notizia di un'attività manifatturiera risalente al XVII secolo, esercitata prima a Porta Sole e poi nei fondaci del palazzo Bonucci.
    Lo studio del fondo, unitamente a ricerche presso l'Archivio di Stato di Perugia, ha confermato questi dati ma soltanto a partire dalla fine del Settecento. Infatti, da un registro dello stato delle anime, la famiglia risulta censita nella Parrocchia dei SS. Apostoli Simone e Giuda del rione di Porta Sole con a capo "mastro" Girolamo nato intorno al 1708-1709. È con il figlio di questi, Giovanni, che l'attività commerciale viene documentata, come risulta da un istrumento di "Società del Negozio di Pannina ed altro esistente in una Bottega situata in Perugia Porta Sole Parrocchia S. Andrea delle Piazze" redatto nel 1809 e dal testamento del 14 settembre 1812, dove lo stesso viene definito "negoziante di professione".
    Nel 1820 Giovanni cedette l'attività tessile e "traffici relativi" al figlio Leopoldo, al quale fu rilasciata, due anni dopo, la "patente" per la fabbricazione dei "drappi di lana". Nell'arco temporale compreso tra il 1845 e il 1847 vengono concessi premi di qualità come "fabbricatori" di tessuti ad Alessandro e Francesco figli di Leopoldo. Ed è proprio a loro che va il merito di aver dato il via ad una delle poche attività industriali presenti a Perugia nell'Ottocento con la costruzione, negli anni 1857-1861, del Lanificio di Ponte Felcino. La fabbrica, che occupava una superficie di 2236 mq, utilizzava anche macchinari a vapore acquistati dalla ditta J. D. Houget & Ch. Teston di Veviers; le manifatture ottennero importanti riconoscimenti come quello all'Esposizione universale di Parigi del 1867. Il Lanificio fu gestito dai Bonucci, Alessandro poi Lucio, fino al dopoguerra, quando società industriali provenienti da fuori regione rilevarono la fabbrica; dopo la gestione biellese di Guelfa, il Lanificio ritornò ad un imprenditore locale Ginocchietti. La fabbrica venne eretta all'interno di quella tenuta che Leopoldo aveva acquistato nel 1829 dalla famiglia Ranieri unitamente alla casa padronale con giardino. La splendida villa settecentesca, dotata di una interessante biblioteca, una cappella privata, la scuderia e una serra, venne utilizzata dalla famiglia Bonucci come residenza estiva e oggi ospita la Scuola di giornalismo radiotelevisivo istituita nel 1992.
    Sempre a Leopoldo, artefice di quasi tutte le fortune di famiglia, spettò anche il merito di aver acquistato, nel 1834, il prestigioso palazzo Righetti, già Baldeschi, che rappresenta uno degli esempi più significativi dell'architettura perugina del XVI secolo.
    Un altro Leopoldo, a fine Ottocento, diede lustro alla famiglia rivestendo prestigiose cariche politiche e consolidando ulteriormente il patrimonio familiare dopo le nozze con la contessina Orintia Carletti, la quale portò in dote la tenuta di Montepulciano che, insieme a quella di Ponte Felcino, costitui l'asse patrimoniale conservatosi fino all'ultimo discendente, Mario. Questi assumerà cariche di prestigio, a cominciare da quella di consigliere comunale ed assessore del comune di Perugia nel 1923 fino a quella di segretario federale del Partito nazionale fascista per la provincia di Perugia nel 1933; si deve a lui, ultimo discendente della famiglia Bonucci e privo di eredi, l'istituzione, con testamento del 1968, della "Fondazione Orintia Carletti Bonucci".
    L'ente, amministrato inizialmente da sei fondatori, persegue a tutt'oggi scopi culturali volti a valorizzare la storia e l'arte locale promuovendo iniziative sia in campo editoriale che in quello più specifico di conservazione del patrimonio artistico.
    Si fornisce qui di seguito l'albero genealogico della famiglia:

    A-1 Girolamo (1708) e Teresa Donati (2° nozze)
    B-1 Giovanni (1763-17/03/1823) e Rosa Franceschini (1754)
    D-1 Margherita (1787) e Domenico Bocciolini (!° nozze) e Luigi Fruganti (2° nozze)
    D-2 Teresa (1788) e Giuseppe Rosetti
    D-3 Altavilla (1794-10/01/1853)
    D-4 Tommaso (1797)
    D-5 Leopoldo (1792-30/05/1856) e Rosa Baldoni (1798-6/03/1851)
    E-1 Francesco (1826-16/09/1869) e Carolina Rambaldi
    E-2 Annunziata e Enrico Pernossi
    E-3 Leone (16/09/1861) e Adelinda Fabbretti
    F-1 Lucio (1859-29/03/1920)
    E-4 Alessandro (2/04/1821-13/02/1873) e Piera Frisciotti (1832-14/03/1874)
    F-1 Eugenia e Antonio Gnoni
    F-2 Rosa e Ugolino Montesperelli (9/12/1941)
    F-3 Leopoldo (21/06/1853-30/10/1918) e Orintia Carletti (6/07/1860-11/05/1940)
    G-1 Mario (28/10/1890-6/07/1970) e Eugenia Pimpinelli (20/2/1897-22/3/11980)
    G-2 Alessandro (20/02/1883-19/01/1925) e Norina Ceccarelli
    H-1 Ines
    H-2 Elisa


    Note
    ASP, Notarile, Notaio Luigi Lazi, prot.,5752; Notaio Giovanni Scarlattini, prot. 5586; Notaio Nicolelli, prot. 6104
    ASP, Registri parrocchiali, nn. 75-76, 563, 565
    L. BONAZZI, Storia di Perugia dalle origini al 1860, Perugia, 1875 (I vol.) e 1870 (II vol.)
    U. RANIERI DA SORBELLO, Perugia della Bell'Epoca, Volumnia editrice, Perugia, 1970
    A. LUPATTELLI, I salotti perugini del secolo XIX e l'Accademia dei Filedono nel primo secolo di sua vita (1816-1916), Empoli 1921; ed. a cura di R. Trabalza, Foligno, 1976
    G. GALLO, Dai Bonucci ai Ginocchietti. Il lanificio di ponte Felcino, in "La più grande Perugia". Ponte Felcino, Ponte Valleceppi, pretola da borghi a realtà urbane, Protagon, Perugia, 1992
    C. FROVA-M.G. NICO OTTAVIANI-S. ZUCCHINI, (a cura di ), VI Centenario della morte di baldo degli Ubaldi 1400-2000, Perugia-Università degli studi, 2005