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DELASEM

  • Ente
  • Intestazioni:
    DELASEM
  • Altre denominazioni: Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei (DELASEM)
  • In seguito alle leggi razziali del 1938, con l'autorizzazione del governo fascista e lo scopo dichiarato di assistere gli ebrei stranieri allora profughi e internati in Italia ed agevolare l'emigrazione di almeno parte di essi, Dante Almansi e Lelio Vittorio Valobra, alla testa dell'Unione delle Comunità israelitiche in Italia, fondano la Delasem, Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei, il 1 dicembre 1939. L'associazione ha sede centrale a Genova e può contare sul sostegno di importanti organizzazioni internazionali ebraiche. Per operare si serve di corrispondenti periferici, in parte scelti tra i correligionari internati, nei campi di internamento e nelle località di domiciliazione coatta, la cui attività viene poi regolamentata da una circolare del Ministero dell'Interno (18/05/1942) (1). Gli ebrei stranieri in Italia, senza diritto di residenza per effetto delle leggi appena promulgate, risultano in maggior parte privi di mezzi di sussistenza, e, oltre ad essere aiutati durante la permanenza nel paese, vengono in buon numero aiutati ad ottenere l'espatrio ed a raggiungere paesi neutrali.
    A Villa Emma a Nonantola la Delasem organizza una scuola agraria ed un orfanotrofio che accolgono un centinaio di bambini e ragazzi fino all'8 settembre 1943, quando l'organizzazione ed i suoi assistiti sono costretti a passare alla clandestinità. E' in quest'occasione che l'intero paese nascose i bambini rimasti nella villa, generando uno dei più importanti episodi italiani di soccorso civile alle vittime della Shoah (2). Del resto, come sappiamo dalle testimonianze, la città stessa si distinse nel panorama nazionale (3).
    La Delasem continua quindi ad operare, tornando alla luce dopo la liberazione, quando si offre come strumento di raccordo tra i sopravvissuti e le numerose istituzioni civili, italiane e straniere, che si occupano della ricostruzione. Dopo il 25 aprile 1945 tornano a Modena molti degli ebrei modenesi ed ex internati jugoslavi già nascosti in città. Il vice presidente Giorgio Uzielli rientra e prende contatti col Joint americano e si assume col fratello Fortunato la direzione della comunità. Arrivano quindi molti profughi ex deportati in Germania: viene costituito il campo nel palazzo dell'Accademia Militare, che accoglie 3-4000 profughi: quando il campo verrà chiuso, rimarranno in città almeno 150 persone (3).
    A Nonantola e Fossalta vengono allestite due Hahsciarah (quella di Fossalta è destinata ad invalidi e mutilati), mentre a Fossoli vengono ospitati gli internati più problematici, tanto che nell'estate del 1946 proprio l'ex campo carpigiano sarà teatro di uno sciopero della fame, messo in atto da 16 dei profughi provenienti dall'est europeo, perchè venga loro data l'autorizzazione ad espatriare oltre la cortina di ferro (4). Oltre alla gestione di queste strutture, la Delasem si occupa del recupero dei beni trafugati, anche grazie all'operato di Gino Friedmann, presidente della comunità modenese e rappresentante della delegazione nella provincia.
    Nel frattempo, al pianterreno del tempio, si è stabilito un Comitato Interno Rifugiati, che vi rimarrà fino al gennao del 1946, quando dovrà liberare i locali (5).

    note:
    1) C. S. Capogreco, "I campi del Duce. L’internamento civile nell’Italia fascista (1940-43)", Einaudi, Torino, 2004
    2) L'episodio di Villa Emma meriterebbe una più ricca ed ampia trattazione, per cui si rimanda alla bibliografia
    3) fasc. Friedmann Gino, lettera 21.03.1947 all'Unione (in 62.13, "Varie 1946-1947")
    4) lettera da Fossoli, 23 ottobre 1946
    5) lettera al Comitato Interno Rifugiati (7 gennaio 1946)
  • Redazione e revisione:
    Torresan Sara, 01/10/2010, riordino ed inventariazione
  • Bibliografia:
    Picciotto Liliana, PICCIOTTO L., L'alba ci colse come un tradimento. Gli ebrei nel campo di Fossoli. 1943-1944, Mondadori, Milano, 2010
    Persecuzione deportazione solidarietà. La Comunità ebraica modenese nella seconda guerra mondiale, Edizioni Artestampa, Modena, 2009
    Pavan Ilaria, Schwarz Guri, PAVAN I.. SCHWARZ G. (a cura di), Gli ebrei in Italia tra persecuzione fascista e reintegrazione postbellica, Giuntina, Firenze, 2001