Il Comune di Carlopoli è costituito da due centri abitati: il capoluogo Carlopoli e la frazione Castagna, oltre ad alcune contrade. Il suo territorio si sviluppa in ambiente pedemontano, a ridosso del versante sud-ovest della Piccola Sila ed al centro geografico della Calabria, equidistante dai due mari Ionio e Tirreno (circa quaranta chilometri).
La popolazione residente alla data del censimento del 2001 è n.1787 abitanti, oltre a circa 200 residenti all'estero iscritti all'AIRE.
Il Comune di Carlopoli, nella struttura amministrativa attuale, nasce in data 01.06.1869, come conseguenza del decreto dell'Amministrazione Provinciale di Catanzaro n. 4981 del 21 marzo dello stesso anno, che deliberò l'aggregazione dei comuni fino ad allora autonomi, di Castagna e di Carlopoli. La storia dei due centri fino a quella data era sostanzialmente distinta: Castagna apparteneva all'antico feudo di Scigliano e rappresentava, assieme a Panettieri, l'estrema propaggine sud orientale della Calabria Citra e Carlopoli apparteneva alla Contea di Tiriolo e faceva parte della "Terra" di Gimigliano, rappresentava l'estremo limite settentrionale della Calabria Ulteriore II.
Mentre Castagna lega la sua storia, sin dal medioevo, alla presenza dell'Abbazia di Corazzo, Carlopoli fissa la data della sua origine nel 1625, quando il conte Carlo Cicala, proprietario del feudo di Tiriolo, permise la fondazione feudale di Carlopoli - chiamata in suo onore, appunto, "Città di Carlo".
Nel corso del 1700, Carlopoli fu protagonista di un significativo incremento demografico, dovuto soprattutto ad un eccezionale sviluppo del commercio di prodotti caseari, di ovini e di legname e, intorno al 1800, si sviluppo l'attività di lavorazione del latte che fece dei Carlopolesi abilissimi artigiani la cui fama ancora oggi resiste, mentre dopo un'attività fiorentissima, oggi è del tutto scomparso l'allevamento del baco da seta.
Nel 1808 i Francesi innalzarono Carlopoli ad Università, cioè comune autonomo. Fu infatti, solo dal 1809 che vennero istituiti, grazie al riordino amministrativo operato sulla scorta degli ideali giacobini, i registri anagrafici dei nati e dei morti: primo segno di civiltà e di rispetto verso tutti.