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Ospizio marino israelitico italiano "Lazzaro Levi"

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1919 -
  • Intestazioni:
    Ospizio marino israelitico italiano "Lazzaro Levi"
  • L'Ospizio marino israelitico "Lazzaro Levi", con sede in Ferrara, sorse a seguito del lascito testamentario di Lazzaro Levi di Cento, morto il 23 febbraio 1917, che - con suo testamento del 14 febbraio 1908, pubblicato dal notaio Umberto Gigli il giorno stesso della morte - fondò questo istituto legandovi tutto il suo ingente patrimonio allo scopo di "fornire di cura marina i ragazzi più bisognosi appartenenti alle varie comunità israelitiche d'Italia, con particolare riguardo ai ragazzi delle provincie dell'Emilia", precisando che in esso fossero scrupolosamente osservate le prescrizioni rituali ebraiche.
    L'istituto fu eretto in Ente Morale e vide il proprio statuto approvato con il Decreto Luogotenenziale n. 550 del 27 marzo 1919, e iniziò la sua attività retto da un Consiglio d'amministrazione presieduto dall'avvocato Felice Ravenna, esecutore testamentario di Levi, e composto da altri quattro membri in rappresentanza della Comunità ebraiche di: Ferrara, Firenze, Milano e Roma.
    L'Ospizio iniziò ad operare dal 1918 presso l'ex villa Menicatti a Caletta di Castiglioncello (LI), dapprima presa in affitto poi acquistata nel 1922; negli anni di più intensa attività giunse ad ospitare anche più di 100 fanciulli in due turni di cura marina, per poi conoscere una lunga parentesi di forzata inattività dal 1940 (limitandosi quindi ad erogare sussidi) e più ancora dal 1943, quando fu anch'essa commissariata come le altre istituzioni ebraiche ferraresi.
    L'edificio della colonia fu poi distrutto dagli eventi bellici e poté essere ricostruito soltanto negli anni Sessanta ora trascorsi, così da riprendere l'attività che prosegue tuttora.
  • Redazione e revisione:
    Angiolini Enrico, 01/02/2010, riordino e inventariazione