Congregazione di carità di Polverigi, Polverigi (Ancona), 1862 - 1937
Ente
Estremi cronologici: 1862 - 1937
Intestazioni:
Congregazione di carità di Polverigi, Polverigi (Ancona), 1862 - 1937
Altre denominazioni:
Congregazione di carità di Polverigi
La legge del 3 agosto 1862, n.753, prima normativa unitaria sull'amministrazione delle opere pie, e il relativo regolamento attuativo contenuto nel regio decreto 27 novembre 1862 n. 1007, istituirono presso ogni comune del Regno una Congregazione di carità, in cui concentrare patrimoni e archivi di precedenti opere pie elemosiniere ed enti caritativi più modesti. (1)
La legge si proponeva di disciplinare i diversi istituti assistenziali e caritativi, religiosi e laici, che il Regno d'Italia aveva ereditato dagli Stati preunitari, accomunati dal generico fine di soccorrere le classi meno agiate.
Si trattava per lo più di enti che sfuggivano ad una qualificazione giuridica precisa: regolati in parte dal diritto comune e in parte dal diritto pubblico, con risorse finanziarie provenienti sia da rendite di carattere prevalentemente fondiario sia da sussidi pubblici.
La legge del 1862 non modificò sostanzialmente tale situazione, poiché non si propose la creazione di un sistema pubblico di assistenza, preferendo riconoscere le istituzioni già esistenti, principalmente di carattere ecclesiastico; sebbene introdusse controlli nell'amministrazione del patrimonio destinato alla beneficenza, non scalfì la titolarità dei beni né entrò nel merito della gestione dei medesimi.
La successiva legge 17 luglio 1890 n. 6972 (la cosiddetta "legge Crispi"), che può essere considerata la prima norma organica in materia di assistenza e beneficenza pubblica, ridefinì in maniera più sistematica le finalità e l'organizzazione delle Congregazioni di carità, al cui controllo furono sottoposte le istituzioni pubbliche di assistenza con una rendita inferiore a 5000 lire annue e prive di propri organi di amministrazione, e quelle esistenti nei comuni con popolazione inferiore ai 10000 abitanti.
Con la "legge Crispi" le opere pie (ospedali, ospizi, orfanotrofi, monti di maritaggio, asili d'infanzia, scuole gratuite, monti frumentari, confraternite, cappelle laicali, ecc.) furono ricondotte pienamente nell'ambito del diritto pubblico, allo scopo di ridurre le irregolarità di gestione e rendere più incisivo il controllo dello stato.
Oltre all'erezione in ente morale e al perseguimento delle finalità previste dallo statuto, per il riconoscimento delle istituzioni pubbliche di beneficenza si richiesero una adeguata base patrimoniale, continuità nell'erogazione dei servizi o contributi, generalità dei destinatari.
Come si legge nello Statuto organico della Congregazione di carità di Polverigi essa "rappresenta la beneficenza pubblica in genere che non abbia rappresentanza speciale"; amministra le opere pie in essa concentrate, ed esercita l'assistenza legale, materiale e morale verso i poveri. (2)
Provvede al suo scopo con le rendite delle varie opere pie concentrate; è istituita "per amministrare i beni che le sono affidati, per erogare le rendite e le obbligazioni secondo le norme stabilite dalla legge, dagli statuti, dalle tavole di fondazione o dalla volontà degli oblatori; per esercitare i doveri di assistenza verso i poveri e provvedere ai loro bisogni in caso d'urgenza". (3)
La legge prevedeva che le Congregazioni fossero guidate da un comitato, composto da un presidente eletto dal consiglio comunale, in carica per quattro anni, e da un numero variabile di membri, anch'essi in carica per un quadriennio, rinnovabili ogni anno per un quarto; la funzione di tesoriere era affidata all'esattore del comune.
Il Comitato amministrativo della Congregazione di carità di Polverigi era composto da un presidente e 4 membri. (4)
La Congregazione di Polverigi amministrava le seguenti istituzioni di beneficenza, fornite ciascuna di un proprio statuto organico e di patrimoni separati: l'Opera pia Vallacca Camangi, l'Opera pia Elemosiniera, l'Opera pia Sinibaldi Giamagli e l'Opera pia Dulcinati Licastro.
L'Opera pia Vallacca Camangi fu istituita per volontà di Maddalena Vallacchi, vedova Camangi, la quale con testamento 30 gennaio 1862 lasciava i suoi beni alla comunità di Polverigi a fini benefici. (5)
L'Opera pia aveva come scopo l'erogazione annua di due sussidi dotali di lire 26,60 ciascuno, a favore di due oneste e povere zitelle del paese e dei borghi, da assegnarsi a cura del sindaco e del parroco nell'anniversario della sua morte, nonché l'erezione di un ospedale civico a sollievo degli infermi poveri dell'interno del castello di Polverigi e dei suoi borghi. (6)
In caso di rendite non sufficienti per l'erezione di un ospedale, le disposizioni testamentarie della benefattrice prevedevano la somministrazione a domicilio di medicinali e vitto ad infermi poveri e vecchi cronici del paese e dei borghi.
Fu eretta in ente morale con r.d. 31 marzo 1889, che ne approvava anche il relativo statuto organico, deliberato il 30 gennaio 1889. (7)
L'Opera pia Dulcinati Licastro ebbe origine da un lascito testamentario di Cleofe Dulcinati Licastro, la quale con testamento del 26 maggio 1887 lasciava al parroco di Polverigi, in perpetuo, la somma di lire cento annue, da distribuirsi a suo arbitrio ai poveri della parrocchia, segnatamente a quelli con famiglia numerosa a carico. (8)
La gestione del legato pio era dunque affidata, nelle volontà della testatrice, al parroco di Polverigi, al quale spettavano tutti gli atti di ordinaria amministrazione; la rendita annua di lire cento con cui l'Opera pia provvedeva al suo scopo, era pagata al suo amministratore dall'Istituto delle sordomute di Bologna.
L'Opera pia venne eretta in ente morale con r.d. 4 aprile 1888, che ne approvava, altresì, il relativo statuto organico.
Il successivo r.d. 17 maggio 1896, approvava l'erezione in ente morale dell'Opera pia elemosiniera Dulcinati Licastro e ne stabiliva il concentramento nella Congregazione di carità di Polverigi, alla quale veniva affidata, pertanto, l'amministrazione della medesima.
Lo statuto organico dell'Opera pia dettava norme precise per l'erogazione dei sussidi: tutti i poveri della parrocchia di Polverigi potevano godere delle elargizioni provenienti dall'Opera pia, ma nella somministrazione di essi erano preferiti i poveri "gravati da numerosa famiglia", in particolare erano soccorsi quei poveri impossibilitati a guadagnarsi il vitto con le proprie fatiche e con l'aiuto dei figli.
I sussidi erano elargiti in denaro; ogni settimana potevano essere soccorsi sette indigenti, dietro presentazione di richiesta, ai quali era concesso un sussidio di 25 centesimi ognuno.
Nel caso in cui i poveri soccorsi si fossero serviti del sussidio "a fomento del vizio", sarebbero stati privati delle beneficenza. (9)
Nell'anno 1936 l'Opera pia Dulcinati Licastro vantava un patrimonio di lire 2000, ed una rendita annua di lire 70. (10)
L'Opera pia Sinibaldi Giamagli ebbe origine dal testamento della contessa Aloisa Sinibaldi, vedova di Filippo Giamagli, la quale con rogito del 10 gennaio 1839 nominava erede di tutti i suoi beni dotali ed extradotali il figlio Clito Giamagli. (11)
Ella disponeva che alla morte del figlio, sia in presenza che in assenza di eredi, i suoi capitali stabili extradotali fossero impiegati per la fondazione, nel castello di Polverigi, di una scuola pubblica per le fanciulle; altri 12 scudi annui dovevano essere impiegati in un sussidio dotale, da estrarre a sorte, a favore di una "povera e onesta zitella", nativa di Polverigi; la parte restante doveva essere concessa a profitto del comune di Polverigi, al quale spettava la "pura e semplice amministrazione" dei suddetti beni, di concerto con il parroco pro tempore.
Riguardo ai beni dotali, la contessa disponeva che morendo il figlio "ab intestato" e senza figli legittimi e naturali, essi fossero utilizzati per l'erezione nel castello di Polverigi di un ospedale, e che l'amministrazione di questi beni passassero ugualmente al comune, di concerto con il parroco pro tempore.
Nel corso degli anni, tuttavia, dopo la morte senza eredi del figlio della contessa, nacque una contestazione tra il comune di Polverigi e gli eredi sul diritto al conseguimento dei beni ereditari; espletata la causa, il comune conseguì solo la metà dei beni extradotali citati nel testamento, e contrasti si ebbero anche in merito alla istituzione dell'ospedale voluto dalla testatrice.
Con r.d. 31 marzo 1895 la pia fondazione Sinibaldi Giamagli venne eretta in ente morale e concentrata nella Congregazione di carità; con il medesimo decreto, inoltre, si stabiliva la trasformazione dell'Opera pia, nella sola parte concernente l'istruzione femminile, in sussidi sotto forma di medicinali e vitto da erogare a favore degli infermi poveri di Polverigi.
Nell'anno 1936 il patrimonio dell'Opera pia constava di una rendita annua di lire 294, e la sua attività era finalizzata alla elargizione di medicinali e vitto agli ammalati poveri di Polverigi e nella concessione di un sussidio dotale annuale di lire 63, 84. (12)
Sul finire dell'Ottocento, la Congregazione di carità di Polverigi avviò il progressivo assorbimento dei beni delle istituzioni religiose soppresse, come i monti frumentari delle locali Confraternite del SS. Sacramento e del SS. Rosario, che ormai non svolgevano più alcuna funzione economica utile. (13)
Le origini della Confraternita del Santissimo Sacramento non sono note, ma già nel sec. XVI essa ricevette lasciti testamentari e nel 1562 venne aggregata alla Arciconfraternita del SS. Sacramento in Laterano. (14)
Essa possedeva beni immobili e mobili e gestiva un Monte frumentario per la distribuzione del grano alle classi indigenti, soprattutto in tempi di carestia.
Anche della Confraternita del Santissimo Rosario non si conosce la data di istituzione, ma in una relazione del 1769 si fa riferimento ad un suo statuto del sec. XVI. (15)
Tutto il suo patrimonio, statutariamente, serviva alla chiesa parrocchiale di Polverigi, in cui aveva il suo altare e la sua cappella. (16)
Oltre ai compiti suaccennati, la Confraternita doveva fornire l'abitazione al sagrestano e concorrere al mantenimento del cappellano, coadiuvare il parroco nei suoi uffici e concorrere con opera pratiche al culto della chiesa parrocchiale, alleviandone ogni peso. (17)
Tra i compiti dei confratelli vi era quello di fare la questua, di prestare aiuto e assistenza sanitaria agli iscritti ammalati e quello di accompagnarli al loro funerale nella sepoltura posta nella chiesa parrocchiale. (18)
Soppressa in epoca napoleonica e ricostituita successivamente, anch'essa gestiva un Monte frumentario, amministrato, dopo la parentesi francese, unitamente alla Confraternita della Morte. (19)
Un'altra Confraternita presente a Polverigi era la Confraternita delle Anime del Purgatorio. (20)
Sorta per iniziativa del pievano Testa, essa amministrava i legati dei fedeli Bartolomeo Ciarimbolo, Giuseppe Capraro, e Angela Rossini, per adempiere ai quali aveva l'obbligo di celebrare un numero vario di messe nella chiesa parrocchiale. (21)
La stessa Confraternita doveva provvedere ad altre dispendiose funzioni all'interno della chiesa parrocchiale, tra cui l'ottavario per i fedeli defunti e la relativa predicazione, l'esposizione del SS.mo nella settimana di quinquagesima. (22)
Nel 1896, con r.d. 26 agosto, accogliendo le proposte della stessa Congregazione di carità e del Consiglio comunale, che nell'ottobre del 1894 ne deliberava la definitiva soppressione, i due Monti frumentari gestiti dalla Confraternita del SS. Sacramento e del Rosario vennero trasformati in un'Opera pia elemosiniera. (23)
Con successivo r.d. 3 aprile 1924 il patrimonio delle Confraternite del SS. Sacramento, del SS. Rosario e del Purgatorio venne interamente devoluto all'Opera pia Elemosiniera, amministrata dalla Congregazione di carità del comune di Polverigi, con l'obbligo di corrispondere annualmente per spese di culto la somma di lire 2000 alla Confraternita del SS. Sacramento, di lire 1482,05 al quella del Purgatorio e di lire 352,56 a quella del SS. Rosario. (24)
Le finalità dell'Opera pia elemosiniera erano stabilite conforme all'art. 55, lettere E ed F, della legge 17 luglio 1890 e consistevano nell'assistenza ed erogazione di sussidi a domicilio a favore di ammalati poveri, e nella concessione di sussidi temporanei ad inabili al lavoro, quando se ne manifestasse la necessità. (25)
Il concentramento nella Congregazione di carità non venne accettato dalle locali Confraternite che presentarono ricorso alla V sezione del Consiglio di Stato, per l'annullamento e la revoca del r.d. 3 aprile 1924.
Nel 1926, ricorse alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato anche il reverendo mons. Rodolfo Ragnini, arciprete della chiesa parrocchiale di S. Antonino martire di Polverigi, contro la Congregazione di carità e le Confraternite del SS.mo Rosario e del Purgatorio, per l'annullamento e revoca del medesimo decreto. (26)
La Congregazione di carità di Polverigi gestiva, oltre alle opere pie, anche lasciti ad essa direttamente pervenuti, come quello del prof. Gualtiero Giamagli. (27)
Il defunto don Gualtiero con testamento olografo del 9 febbraio 1928, pubblicato in data 10 settembre 1931, lasciava in assoluta proprietà alla Congregazione di carità di Polverigi la somma di lire 35.000, i cui redditi dovevano essere utilizzati per la costituzione di doti nuziali e borse di studio a favore dei discendenti della famiglia Giamagli.
Con decreto 22 novembre 1932 il prefetto della provincia di Ancona autorizzò la Congregazione di carità ad accettare il legato disposto dal defunto prof. Gualtiero Giamagli, tuttavia la somma venne versata dagli eredi solo il 26 maggio 1934 e successivamente investita dalla Congregazione, nell'anno 1935, in buoni del tesoro fruttiferi. (28)
La Congregazione di carità di Polverigi cessò la propria attività nell'anno 1937 a seguito della legge 3 giugno 1937, n. 847, che sanciva la soppressione delle Congregazioni di carità, sostituite dagli Enti comunali di assistenza, in funzione a partire dal 1 luglio del medesimo anno.
1) Per notizie sulla Congregazione di carità si veda V. BELLAGAMBA, "Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e i loro archivi", in "Saggi archivistici. Didattica nelle Marche", pubblicazione della Soprintendenza Archivistica per le Marche, a cura di M.V. Biondi, 1989 Ancona, pp.80 - 81. Per una conoscenza del profilo istituzionale si rinvia anche al sito SIUSA, Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche.
2) ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, Statuto organico della Congregazione di carità del 15 settembre 1901, art.1.
3) Ibidem, art.2.
4) Ibidem, artt. 5 e 6.
5) Ibidem, art.4.
6) Ibidem.
7) Ibidem, fasc. "Dati statistici 1936", dati relativi all'Opera pia Vallacca Camangi, 24 giu. 1936. Per notizie sull'Opera pia cfr. anche V. VILLANI - C. VERNELLI, "Polverigi. Storia di una comunità dal medioevo all'età moderna", pag. 610.
8) Per notizie sull'Opera pia si veda ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Dulcinati Licastro. Cfr. anche V. VILLANI - C. VERNELLI, op. cit., pag. 613.
9) ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. cit., Statuto organico dell'Opera pia Dulcinati Licastro, capitolo III "Norme per l'erogazione dei sussidi".
10)Ibidem, fasc. "Dati statistici 1936", dati relativi all'Opera pia Dulcinati Licastro, 24 giu.1936
11) Per notizie sull'Opera pia si veda ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Sinibaldi Giamagli. Cfr. anche V. VILLANI - C. VERNELLI, op. cit., pag. 612.
12) ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. "Dati statistici 1936", dati relativi all'Opera pia Sinibaldi Giamagli, 24 giu. 1936.
13)V. VILLANI - C. VERNELLI, op. cit., pag. 607.
14) Ibidem, pp. 263 - 265.
15) Ibidem, pag. 267.
16) ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Elemosiniera, ricorso di mons. Rodolfo Ragnini al Consiglio di Stato, per l'annullamento del r.d. 3 aprile 1924, copia dattiloscritta, 18 maggio 1926.
17) Ibidem.
18) Ibidem.
19) V. VILLANI - C. VERNELLI, op. cit., pag. 267.
20) Ibidem, pag.266.
21)ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Elemosiniera, ricorso di mons. Rodolfo Ragnini, cit.
22)Ibidem.
23)ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Elemosiniera, r.d. 26 agosto 1896.
24)ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Elemosiniera.
25)Ibidem, r.d. 3 aprile 1924.
26) ASCPo, Ente Comunale di Assistenza, Statuti - Testamenti - Legati, fasc. relativo all'Opera pia Elemosiniera.
27) Ibidem, fasc. relativo al legato del prof. Gualtiero Giamagli.
28) Ibidem, delibera 29 luglio 1935 del Commissario prefettizio, presidente della Congregazione di carità di Polverigi.
Redazione e revisione:
Carletti Chiara, 01/05/2008, riordino
Bibliografia:
VILLANI - VERNELLI, V.VILLANI - C. VERNELLI, "Polverigi. Storia di una comunità dal medioevo all'età contemporanea", Polverigi, 2001