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Tiro a segno nazionale. Sezione di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1864 - 1955

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1864 - 1965
  • Intestazioni:
    Tiro a segno nazionale. Sezione di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1864 - 1955
  • Altre denominazioni: Tiro a segno nazionale. Sezione di Gualdo Tadino
  • Il Tiro a Segno Nazionale viene istituito nel 1882 su tutto il territorio nazionale, ultima di una serie di iniziative seguite ad una circolare di Giuseppe Garibaldi del 1864 volte a stimolare la pratica delle armi in tutta la nazione e sulla scia dello spirito risorgimentale per addestrare i cittadini a difendere la libertà e l' indipendenza nazionale. La società nasce quindi con la finalità dell' addestramento militare che rimase prevalente per i primi 50 anni di vita cui si aggiunse poi il carattere ludico- sportivo. Le iniziative precedenti non ebbero successo finchè appunto nel 1882 vennero emanate nuove norme con le quali si istituì definitivamente l' attività in tutto il territorio nazionale per preparare la gioventù al servizio militare e promuovere la pratica delle armi presso coloro che facevano parte dell' esercito permanente e delle milizie (1). Le società dipendevano dal Ministero della Guerra per la parte tecnica e dal Ministero dell' Interno per la parte amministrativa. partecipava alle attività anche il Ministero della Pubblica Istruzione nei casi in cui fosse previsto il coinvolgimento delle scuole e la partecipazione degli studenti alle attività di tiro e alle gare. Direzioni provinciali guidate dal prefetto controllavano preventivamente gli statuti delle società comprese nel loro territorio e gli atti economico- finanziari di queste e vigilavano sull' applicazione delle norme. La legge prevedeva l' istituzione di società in comuni sedi di Provincia o di Mandamento ma anche nelle altre città potevano sorgere delle società con gli stessi obblighi e privilegi relativi soprattutto alla possibilità di usufruire di fondi governativi, provinciali e comunali che si aggiungevano al finanziamento privato. L' amministrazione delle singole società era esercitata da un ufficio di presidenza composta 5, 7 o 9 membri proporzionalmente al numero dei soci.
    Gli iscritti (che dovevano aver compiuto il sedicesimo anno di età) venivano suddivisi nei tre reparti della scuola, milizia e libero che raggruppava coloro che non rientravano nelle milizie precedenti. Le esercitazioni di tiro venivano dirette da un membro dell' Ufficio di presidenza o da uno degli iscritti; venivano inoltre organizzate delle competizioni. Nel 1908 a seguito della fusione della Commissione centrale del Tiro a segno nata nel 1892 (2) con la Commissione per gli studi sull' educazione fisica dell' Esercito nata nel 1901 (3) nella Commissione centrale per Tiro a segno nazionale e per l' educazione fisica a scopo militare con sede presso il Ministero della Guerra, la sorveglianza passò a questa neo-commissione che ebbe anche compiti consultivi e propositivi (4). Il proliferare di leggi e la nascita di numerosi organismi pubblici e privati come anche la non attuazione del trasferimento di competenze alla commissione da poco costituita richiesero un lungo dibattito legislativo per la regolamentazione della materia fino al 1950 (5) quando vennero soppresse le Direzioni provinciali e le società furono trasformate in Sezioni con propria personalità giuridica dipendenti direttamente dal Ministero della Guerra. Le cariche sociali elettive furono soppresse e i consigli direttivi delle sezioni furono composti da un ufficiale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nominato dal Comando di Divisione militare che ne era il presidente, da un delegato del Comune nominato dal podestà e da un delegato dell' Unione Italiana Tiro a segno sorta nel 1894 come organismo privato che si occupava dell' aspetto sportivo e agonistico (6).
    Durante il periodo fascista la finalità militare rappresentò lo scopo precipuo di queste organizzazioni tanto da essere sancita nel 1923 (7) e di nuovo nel 1935 (8). Le esercitazioni di tiro divennero obbligatorie per quasi tutta la popolazione maschile. Gli iscritti furono suddivisi in reparti e gruppi: balilla, avanguardisti, premilitari, ufficiali in congedo, dopolavoristi, gruppo sportivo (per gli iscritti all' Unione del tiro a segno) e gruppo libero.
    Nel 1935 il tiro a segno passò alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri attraverso i Comandi di gruppo e di legione della Milizia volontaria per la sicurezza volontaria (9). Venne anche risolta l' annosa questione della proprietà dei campi di tiro la cui origine era diversa da caso a caso: questi vennero definitivamente considerati demanio militare e dati in uso gratuito alle società (10). Nel 1943 la soppressione del partito Fascista (11) lasciò le società senza organi direttivi e l' anno successivo l' attività del tiro a segno passò alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra e poi della Difesa. Un Commissario straordinario prima (fino al 1947) e un Consiglio provvisorio (13) poi (fino al 1974) sostituì gli organi amministrativi soppressi; furono anche eliminate le attività militari lasciando solamente quelle sportive, oltre che le esercitazioni per le guardie giurate e li rilascio dei certificati di porto d' armi.
    Negli anni '70 il Tiro a segno venne sottoposto a controlli specifici da parte degli organi di pubblica sicurezza per il controllo delle armi che prevedevano tra l' altro la tenuta di un apposito registro per il carico e scarico delle munizioni e uno per la registrazione giornaliera di coloro che si esercitavano al tiro (14). Solo nel 1981 (15) viene infine approvato lo statuto dell' Unione come ente pubblico sotto la sorveglianza del Ministero della difesa con alle dipendenze le sezioni sottoposte alla vigilanza del Ministero degli Interni (16).


    (1) Il regolamento per l' attuazione che ribadiva queste norme fu approvato il 15 aprile 1883 con R. D. n. 1324.
    (2) R. D. del 7 luglio 1892, n. 390.
    (3) R. D. del 23 maggio 1901, n. 247.
    (4) R. D. del 27 febbraio 1908, n. 86.
    (5) Legge del 17 aprile 1930, n. 479 e Istruzioni relative pubblicate l' 11 giugno 1930.
    (6) L'Unione fu fondata il 26 maggio 1894 con il nome di Unione Tiratori Italiani; assume la nuova denominazione nel 1910.
    (7) La Notificazione n. 1 del 1923 raccolse tutte le prescrizioni emanate in precedenza e venne ribadito lo scopo dell' istruzione premilitare.
    (8) R. D. L. del 16 dicembre 1935, n. 2340; convertito in legge il 4 giugno 1936, n. 1143.
    (9) R. D. L. del 16 dicembre 1935, n. 2340; convertito in legge il 4 giugno 1936, n. 1143.
    (10) Legge del ? 1934, n. 950.
    (11) R. D. L. del 2 agosto 1943, n. 704.
    (12) D. L. dell' 8 luglio 1944, n. 286.
    (13) Decreto del Ministero della difesa del 30 marzo 1947.
    (14) Legge del 18 aprile 1975, n. 10 e successive modifiche e integrazioni.
    (15) Lo statuto è approvato con D. P. R. del 21 dicembre 1981, n. 1133.
    (16) Il testo è liberamente riassunto da "L'Archivio della Società mandamentale di Tiro a Segno Nazionale di Assisi (1883-1927). Note storico-istituzionali e inventario", a cura di Guarino, F. e Tedeschi P., Accademia properziana del Subasio, Assisi 1995. Cfr. anche "Manuale amministrativo del Tiro a segno nazionale", Città di Castello 1933.





  • Redazione e revisione:
    Cardinali Cinzia, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione / Maiarelli Andrea, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione / Merli Sonia, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione