Vincenzo Misefari nacque a Palizzi (Reggio Calabria) il 7 aprile 1899 da Carmelo e Francesca Autelitano. Frequentò a Napoli l'Istituto Navale, si diplomò ingegnere civile a Friburgo in Svizzera nel 1932. Nel 1945 sposò Filomena autelitano. Morì a Reggio Calabria il 28 marzo 1993.
" ...Questo mucchio di carte, di documenti, di opuscoli, di faldoni, di testimonianze, di notazioni ecc. più o meno organizzato con le sue insufficienze e le sue lacune ha una storia che varrebbe la pena far conoscere nella sua interezza e descrivere per grandi linee. A raccoglierlo, ad animarlo, a farlo sempre più consistente fu, in tempi ormai lontani, tutta la famiglia di un artigiano operoso e coraggioso, mio padre, uomo cos' detto d'ordine, inconsapevole difensore della conservazione, che si vide invadere la casa, nel periodo giolittiano, dal socialismo anarchico e non.
Vincenzo Misefari, Fratello di Bruno (conosciuto come l' "Anarchico di Calabria") è stato protagonista delle lotte per il Socialismo nel Mezzogiorno d'Italia.
Fin dall'età di 12 anni abbracciò le tesi del sindacalismo rivoluzionario di Georges Sorel. Per le sue idee venne inviato al confino prima a Lipari e poi a Ponza. Finita la guerra, ritornato a Reggio Calabria partecipò, insieme ai contadini, alle lotte per l'occupazione delle terre che precedettero l'avvento del fascismo. Tra il 1927 ed il 1932 Misefari guarda con interesse al PCI, continuando nel frattempo la sua attività antifascista.
Intorno al 1928 stringe un forte rapporto di amicizia con il poeta Salvatore Quasimodo, il quale si era trasferito a Reggio Calabria e ne influenzerà le successive scelte politiche. Restano fortunatamente in archivio tutte le lettere di Quasimodo a Misefari, che offrono interessanti informazioni sulla sua poetica e sull'ambiente letterario e culturale del tempo.
Fu tra i fondatori e dirigenti dell'antifascismo clandestino in Calabria. Nel 1936, dopo un breve periodo di crisi, Misefari riprende l'attività clandestina antifascista ispirata ai principi comunisti. Tra il 1936 ed il 1943 viene rifondato clandestinamente il PCI in provincia di Reggio Calabria e, dopo lo sbarco, con il ritorno nella legalità, la segreteria provinciale del partito è consegnata da Misefari a Eugenio Musolino (rientrato pochi giorni prima dal confino di polizia). Nelle settimane precedenti Misefari aveva fondato il "Comitato di concentrazione antifascista", poi C.L.N., insieme con Guglielmo Calarco ed Eugenio Laface.
In Calabria Enzo Misefari risulta essere stato il solo processato politico del periodo dell'occupazione alleata.
Nel dopoguerra intraprende attività politica e di sindacalista, divenendo membro della Confederazione Generale della C.G.I.L. Eletto Consigliere Comunale e Consigliere Provinciale a Reggio Calabria e Rosarno, nel 1958 viene eletto deputato al parlamento nelle liste del PCI. Promotore di numerose proposte di legge tra cui quella di revisione dell'edilizia sismica che mutò radicalmente la concezione urbanistica delle città sismiche di prima categoria nel sud.
Escluso dal PCI nel 1963, nel 1964 fonda il Movimento marxista - leninista ed entra in contatto con gli elementi filocinesi di Milano. Nel 1969, per contrasti di ordine ideologico, il Misefari si dimette dalla linea rossa del P.C.d'I. e rientra a Reggio per iniziare la sua attività di storico e letterato.