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Amministrazione dell'Appennino gualdese di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1896 - 1974

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1896 - 1974
  • Intestazioni:
    Amministrazione dell'Appennino gualdese di Gualdo Tadino, Gualdo Tadino (Perugia), 1896 - 1974
  • Altre denominazioni: Amministrazione dell'Appennino gualdese di Gualdo Tadino
  • Nel 1805, per l?insolvenza del comune, lo Stato Pontificio oberato dagli oneri di guerra del periodo napoleonico, disponeva la vendita all?asta del "dominio ed il possesso dei fondi rustici sulla montagna" gualdese per il prezzo di 13.205 scudi; nella vendita si intendeva riservato "lo jus pascendi e lo jus legnandi" della popolazione; i gualdesi, in sostanza, rimanevano titolari del diritto di pascolare a far legna, ma poiché la montagna era proprietà della famiglia Rossi Vaccai di Spoleto, sarebbe stato necessario pagare ai nuovi proprietari un canone, un affitto. Sorse così, per la città, fin da allora l?esigenza di un riscatto della montagna
    Gli eventi politici che caratterizzarono il XIX secolo non portarono sostanziali modifiche alla situazione di diritto, salvo il passaggio per ragioni ereditarie, della proprietà alla famiglia Bacchettoni; tuttavia per le esigenze della popolazione gualdese si poneva la necessità di liberarsi dall?esoso balzello per cui furono intraprese varie iniziative finché nel 1893, la giunta degli arbitri di Foligno, con sentenza del 14 maggio, accoglieva l?ennesimo ricorso, restituendo al comune di Gualdo Tadino, a titolo di enfiteusi perpetua, tutti i terreni montani soggetti ad uso civico, dietro pagamento di un canone annuo di lire 4.400; (attori della causa furono il sindaco Ugo Guerrieri per il Comune, e per quanto riguarda gli utenti Pietro Cioli, Ettore Boccalini, Francesco Mazzoni (Grello e Voltole), Paolo Giovagnoli e Bonifacio Ginocchietti (Rigali), Luigi Angeli e Daniele Gatti (Pieve di Compresseto), Giuseppe Vinciotti (Piagge), Cesare Pallucca e Vincenzo Regni (S. Pellegrino), Angelo Fabrizi e Francescangelo Fazi (Vaccara), Giovanni Ippoliti e Angelo Mariotti (Palazzo Mancinelli), Luigi Santini (Roveto), Luigi Venturi (Caprara e Crocicchio).
    A seguito della sentenza per la gestione dei beni montani l?Amministrazione Comunale costituiva nel 1897 l?Amministrazione dell?Appennino Gualdese con il compito di assicurare il pagamento del canone con i proventi delle attività svolte (taglio dei boschi e pascolo) istituendo il "ruolo degli utenti monte", i capifamiglia soggetti ad una imposta per l?esercizio dei diritti di uso civico.
    Questa situazione si è protratta per oltre cinquant?anni, fin quando l?ultimo presidente, il comm. Carlo Rosi, che avrebbe legato il suo nome ad imponenti opere di bonifica e valorizzazione del patrimonio montano amministrato, riuscì ad "affrancare" la montagna dalla proprietà della famiglia Bacchettoni, restituendone alla collettività gualdese la proprietà piena su 2517 ettari. Erano gli anni della valorizzazione della Rocchetta, San Guido e della costruzione della strada per Valsorda.
    Nel 1970, con la costituzione delle Regioni, arrivò il decreto di scioglimento dell?Amministrazione dell?Appennino con restituzione della piena proprietà al Comune che , con atto d'imperio, la sciolse nel 1974. Negli anni 80 la montagna gualdese sarebbe "transitata" poi (in una non chiara situazione di diritto) alla Comunità Montana Alto Chiascio. (1)
    Dalla documentazione si evince che l'ente era presieduto da un consiglio di amministrazione da cui dipendevano un comitato ed una giunta esecutivi, organi collegiali che iniziarono a deliberare nel 1896. La documentazione a noi pervenuta ci attesta che l'ente fu effettivamente operativo fino al 1974, anno del suo scioglimento da parte del Comune. Dalla documentazione è possibile anche constatre che l'attività dell'ente inizia in concomitanza con quella delle costituende Comunanze agrarie (istituite con l.4 agosto 1894, n. 397 "Ordinamento dei domini collettivi nelle Province dell'ex Stato Pontificio"). Non essendoci Comunanze agrarie nel territorio di Gualdo e viste le competenze giuridiche dell'Amministrazione dell'Appennino gualdese (gestione di territori in uso civico: i cittadini usufruiscono dell'utilizzo dei beni comuni, cioè acque, boschi, pascoli) molto simili a quelle previste dalle leggi che istituirono e regolamentarono le attività delle Comunanze stesse, si può anche presupporre che tale ente a Gualdo svolgesse funzione di Comunanza agraria.



    1) Cfr. www.ilserrasanta.it/200708/13appennino0708.htm, l'articolo di Valerio Anderlini.

  • Redazione e revisione:
    Cardinali Cinzia, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione / Maiarelli Andrea, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione / Merli Sonia, 01/01/1999, Ordinamento ed inventariazione