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Fondo Ruota dei Projetti

  • Fondo
  • Altre denominazioni: Ruota degli Esposti - Asilo di Maternità
  • Estremi cronologici: 1836 - 1888
  • Consistenza: 1 b., 5 regg., 10 voll.
  • Storia archivistica:
    Filo conduttore dell'esposizione sembra essere il desiderio degli espositori di far ritrovare facilmente ed al più presto gli esposti. Nel corso del XIX secolo i luoghi prescelti per l'abbandono erano, generalmente, le chiese, i conventi, le strade, i mercati, il che parrebbe significare che i genitori di questi piccoli sventurati o di chi li esponeva per loro, sperassero in un veloce ritrovamento . L'operazione dell'esposizione avveniva, di solito, dopo il tramonto o alle prime luci dell'alba si da garantire l'anonimato degli espositori. Non abbiamo notizie certe di quando a Catanzaro iniziò a funzionare la "ruota". Di certo sappiamo che essa aveva sede nella Parrocchia di San Nicola di Morano ed era gestita dalla Congregazione di Carità. Per ogni bambino ritrovato veniva compilato un verbale, molto sintetico, che si limitava a descrivere il giorno e l'ora del ritrovamento, se il trovatello era o no munito di segni particolari (marche apparenti), e gli eventuali effetti personali che lo accompagnavano. In mancanza di alcuna indicazione espressa degli espositori l'ospizio provvedeva ad imporre il nome al trovatello. Su ogni verbale si riscontra una doppia numerazione: quella in alto a sinistra probabilmente rappresentava il numero d'ordine di esposizione (numero che ogni anno ripartiva dallo zero); quella in basso a destra il numero totale degli esposti o il numero assegnato all'eventuale medaglia di riconoscimento. Nei verbali di esposizione v'è più volte citato l'aggettivo "lacero": "avvolta in laceri panni" "lacere fasce" "cenci laceri". È difficile non pensare alle poche cure prestate a questi piccoli sventurati o alla miseria patita dai genitori (o dalla sola madre) che li spingeva magari con grande dolore, ad abbandonare il loro figlio sperando in un futuro migliore di quello che essi potevano offrirgli. Chi faceva la scelta dell'abbandono appariva sempre indeciso tra amore e indifferenza, consapevolezza e cecità, responsabile impegno e incuria ; infatti, se da un lato c'erano i panni laceri dall'altro non mancavano i segnali d'esposizione. La continua presenza di bigliettini o santini, mezze medaglie, nastrini, fanno pensare a quanto fosse duro separarsi e munire l'esposto di un qualcosa che lo legasse con la famiglia d'origine appariva necessario. Si trattava di segni destinati a consentire l'identificazione del piccolo nel caso di una futura, quanto improbabile, richiesta di restituzione da parte dei genitori o della sola madre. Non sempre, tuttavia, i bambini abbandonati erano accompagnati da bigliettini di raccomandazione o da oggetti si riconoscimento. Quanto alla sorte degli esposti una volta varcata la soglia dell'ospizio si rivelava non meno drammatica e incerta, condizionata dal superamento di una lunga serie di ostacoli . Infatti, in spazi molto piccoli ed angusti si ritrovavano un numero elevato di esposti; le carenze igieniche, il contagio di malattie talvolta mortali, la presenza di un numero molto ristretto di balie dimoranti che difficilmente potevano nutrire tutti gli esposti, il freddo e gli ambienti umidi, provocavano un elevata mortalità dei trovatelli. Il dottore C. Catanzaro riconduceva questo numero elevato di decessi a molte cause "alcune relative alla madre, altre tutte proprie della Ruota" . La prima causa di mortalità era il vivere nelle sofferenze della madre, nelle miseria da essa patita, nella vergogna della gravidanza, nel timore del disonore, nei rimedi abortivi e nella totale mancanza di assistenza nel momento del parto, nelle continue pressioni sul ventre per nascondere la gravidanza, oltre alla sifilide "che fa nascere malaticcio il frutto della colpa" . Un'altra causa era il modo in cui si esponevano i bambini "o per la miseria delle partorienti o per ingordigia delle levatrici si portano nella ruota nudi, senza pannolini privi di fasce, maltrattati col cordone ombelicale talora slegato, ed altre volte con segni di strangolamento e di lesioni violenti" . Malgrado tutto ciò lo stesso dottore riconduceva nella più potente causa di mortalità il soggiorno che il piccolo esposto trascorreva nella ruota . Per tale ragione sconfortante egli proponeva l'abolizione della stessa sostituendola con un ufficio di libera accettazione . "Strappati ai baci ed alle cure materne dal timore o dalla vergogna ed esposti per le vie od in poveri tuguri questi sventurati figli della colpa non scampano ai disagi, alle intemperie e alla fame che per essere abbandonati miseramente sorgente di lucro nelle mani di prezzolate matrigne purché li allevino nel lezzo della miseria e dell'ignoranza" così l'On. B. Chimirri appoggiava il disegno del dott. Catanzaro. Nella sua lunga relazione tenuta dinanzi al Consiglio provinciale nel 1872 non trascurava di descrivere nel dettaglio la situazione degli esposti della provincia. Sottolineava la finalità diseducativa della ruota che induceva i trovatelli a delinquere, gli stessi, inoltre venivano addestrati all'accattonaggio, allevati con poca cura e amore e sostenuti in vita dagli allevatori esclusivamente per la retribuzione mensile. "Qual meraviglia se questi esseri diseredati di affetti senza tetto e senza famiglia si ribellino contro una società che li genera nell'ebrezza e nell'orgie notturne per consacrarli all'odio ed all'onta di colpe non proprie, ed animo a suo danno l'energia delle incolmate passioni, esercitate dal bisogno e sciolte dai freni della dignità e dell'onore!" Per tali motivi di politica sociale l'Onorevole proponeva la chiusura definitiva della ruota con l'istituzione di un brefotrofio centrale con tre case filiali in ciascun circondario. Nel disegno del politico il brefotrofio doveva porsi come obiettivo primario l'educazione intellettuale e morale dei trovatelli, doveva essere inoltre il luogo dove gli esposti avrebbero ricevuto "le prime cure affettuose" . Concludeva l'amministratore che "a produrre questo miracolo di trasformazione" sarebbero bastate "buon volere e le 170 o 180 mila lire" da spendersi "pel così detto baliatico" . Nonostante le proposte presentate sia dal componente della Congregazione di Carità che dal politico il torno a Catanzaro continuava a sopravvivere. Esso con la sua garanzia dell'anonimato sfuggiva a qualsiasi controllo da parte delle autorità e non gravava di alcuna responsabilità i genitori. Se questo da un lato aveva ridotto in maniera quasi definitiva l'infanticidio criminoso ne aveva permesso uno legale! Il Lamertine definiva questo congegno come "una ingegnosa invenzione della carità cristiana che ha mani per ricevere e non ha occhi per vedere né bocca per rivelare". Essa era la causa di un ecatombe di vite umane, diventava nel tempo un facile mezzo per sbarazzarsi di tanti "rejetti" che avevano il diritto di vivere . La responsabilità dell'ospizio cessava con il compimento della maggiore età dei trovatelli. La ruota a Catanzaro venne definitivamente abolita solo nel 1877 .
  • Contenuto:
    Per quanto riguarda esclusivamente i registri e i verbali si è operata una suddivisione che fa rientrare nel Fondo Ruota dei Projetti tutto il carteggio fino al 1888. Questo perché fino al 1888 tale documentazione continua a riportare espressamente il termine Ruota dei Projetti (o Asilo di Maternità), mentre dal 1889 troviamo solo la dicitura Ospizio degli esposti (o di maternità).
  • Criteri di ordinamento:
    L'avvio del lavoro di schedatura e inventariazione oggetto di ricerca è partito da una ricognizione delle carte conservate presso l'Archivio Storico della Provincia di Catanzaro. Un grave limite al riordino delle stesse è stato posto dalla a rilegatura della documentazione in volumi, effettuata presumibilmente intorno agli anni Sessanta-Settanta. Si è trattato di un'operazione arbitraria che ha alterato la relazione originaria tra le carte, vincolando la ricostruzione delle serie archivistiche.
    Sull'esterno dei volumi è riportato il nome dell'ente proprietario del fondo (Amm.ne Prov.le di Catanzaro), a volte la serie di pertinenza (ONMI, IPAI, ILLEGITTIMI, BALIATICO) e l'anno di riferimento. Ad una prima analisi si è visto come le carte sciolte così raggruppate non sempre seguano un ordine cronologico.
    L'operazione di schedatura è iniziata cercando di individuare all'interno del fondo la documentazione più antica, risalente al secolo XIX.
    Nelle carte "Monteleone" corrisponde all'attuale Vibo Valentia, "Cotrone" a Crotone.
    Dal 1905 si è notato come, contrariamente agli anni precedenti, per quanto riguarda l'ordine dei fascicoli personali raccolti per anni e rilegati nei volumi, è possibile rintracciare al loro interno un ordine non più per circondari (Catanzaro, Nicastro, Crotone, Monteleone odierna Vibo Valentia), ma alfabetico.
    Dal 1922 scompare dalle carte la divisioni in circondari e si ritrova la dicitura unica di "Brefotrofio di Catanzaro".
    Sulla copertina dei fascicoli, dagli anni Quaranta in particolare, compare spesso la dicitura di Servizio di Assistenza all'Infanzia.
    Terminata la fase di schedatura (per un totale di 1538 schede) si è proceduto alla ricostruzione delle serie archivistiche. Non è stato ritrovato nessun Titolario antico, né traccia di precedenti riordini . Si è proceduto quindi alla selezione delle schede, accostandole per contenuto e omogeneità.
    Il primo criterio che si è utilizzato come sistema di riferimento è stato quello delle periodizzazioni istituzionali. Dai regolamenti trovati sappiamo che nel 1881 venne istituito il Brefotrofio Provinciale di Catanzaro e abolita definitivamente la Ruota. In un altro regolamento del 1888 si afferma l'istituzione di un Ospizio per ricevere gli esposti nei rispettivi circondari. Abbiamo rispettato la data del 1881 come spartiacque tra i due Fondi (Ruota e Brefotrofio) tranne che in un caso particolare. Per quanto riguarda esclusivamente i "registri" e i "verbali e documenti di esposizione" abbiamo operato una suddivisione che fa rientrare nel Fondo Ruota dei Projetti tutto il carteggio fino al 1888, e nel Fondo Brefotrofio Provinciale di Catanzaro quello dal 1889. Questo perché fino al 1888 tale documentazione continua a riportare espressamente il termine Ruota dei Projetti (o Asilo di Maternità), mentre dal 1889 troviamo solo la dicitura Ospizio degli esposti (o di maternità).
  • Redazione e revisione:
    Bongarzone Antonella, 31/05/2007, Shedatura ed inventariazione / Ruga Mariasaveria, 31/05/2007, Shedatura ed inventariazione