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Conservatorio della Presentazione di S.Anna

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1828-1882
  • Intestazioni:
    Conservatorio della Presentazione di S.Anna
  • Il Conservatorio della Presentazione, sorto, nei primi anni del XVII secolo, in seguito alle donazioni di Giuseppe Monsolino (1612) ed Emanuele Morello (1614) deve soprattutto il suo sviluppo all'interessamento e all'opera benefica dell'Arcivescovo D'Afflitto. Il primo benefattore fu il Monsolino, il quale, con pubblico istrumento redatto dal notaio Giuseppe Mazza il 26 marzo 1612, si obbligava a donare una somma di 1000 ducati da convertirsi in capitale censuario al 10% e a pagare, annualmente, una somma di 50 ducati con la condizione che si istituisse una "casa di educazione" per fanciulle povere diretta e gestita dall'Arcivescovo. Di conseguenza, sulla base di questa disposizione, l'Arcivescovo D'Afflitto aprì subito una prima casa accogliendo 10 verginelle povere. Nel 1614, Emanuele Morello, morendo senza eredi, con pubblico istrumento redatto dal notaio Aurelio Dattola il 12 dicembre, lasciava tutti suoi beni all'Arcivescovo D'Afflitto affidandogli il compito di fondare una casa di educazione sotto la regola di S. Caterina di Funari di Roma. L'Arcivescovo realizzando le volontà testamentarie e avendo a disposizione, tra l'altro, lo stesso palazzo del Morello, sito al Toccopiccolo (Piazza della Cattolica) che era la quarta parte del Largo dei Gigli vicino al Corso Borbone, vi trasferisce il Conservatorio e lo affida alle cure di due canonici (Can. Foti e Can. Carbone). Più tardi il Monsolino, incentivati dalla necessità di dare maggiore sicurezza economica al Conservatorio e dalla sua "crescita", aggiunse alle sue disposizioni testamentarie un codicillo in cui disponeva che i 50 ducati fossero corrisposti dai fratelli anche dopo la sua morte all'Arcivescovo e che questa somma dovesse unirsi all'Eredità Morello. Il terremoto del 1622 causò gravissimi danni al Conservatorio e il Papa, accogliendo le suppliche di aiuto dell'Arcivescovo D'Afflitto, elargì, nel 1625, la facoltà quedam legata dotalia monasterio nuper everso pro educandis puellis. Contribuirono, in seguito, a far prosperare il Conservatorio oltre che il Comune, con sovvenzioni annue, anche le varie donazioni fatte dagli abitanti della città, tra le quali è necessario ricordare, per la loro importanza, le donazioni Camuglia (1627), G.A. Genovesi (1634) e Scipione Genovesi (1634). Particolari cure il Conservatorio della Presentazione ebbe da Mons. Palau il quale, tra l'altro, fece restaurare l'edificio, poi venduto alla Banca Nzionale e demolito, dopo il teremoto del 1908, per far posto al Municipio.
    Nell'800 il Conservatorio era amministrato da una Commissione, nominata dal Vescovo, composta da due sacerdoti e da due canonici, e dal 1855 le Suore di Carità di S. Vincenzo curarono la disciplina e il servizio interno. Poche e discordanti notizie esistono per il periodo che và dal 1866 in poi, tuttavia, le carte presenti nell'archivio testimoniano che il Conservatorio operò fino alla fusione in la "Provvidenza".