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La Provvidenza

  • Serie
  • Estremi cronologici: 1863 - 1950
  • Consistenza: Buste 42, Fascicoli 234
  • Storia archivistica:
    Ai sensi delle nuove leggi promulgate dopo l'unificazione del Regno d'Italia e all'affermarsi di uno stato laico sganciato da ogni presupposto confessionale, le rappresentanze locali, che volevano incrementare le pie istituzionali ed, allo stesso tempo, diminuire i poteri ecclesiastici su di esse, manifestarono l'intenzione di riunire il Conservatorio della Presentazione di S. Anna e il Conservatorio di S. Maria delle Grazie in un'unica opera pia "La Provvidenza". Nel 1866 il Consiglio Comunale, con delibera del I° marzo, stabilì la fusione e trasformazione dei due Conservatori; la decisione fu approvata anche dalla Deputazione Provinciale, con delibera del 16 febbraio 1871, e fu definitivamente ratificatacon R. D. 18 agosto 1872, con il quale furono disciolti fra l'altro, le amministrazione dei due Conservatori. L'Opera pia ebbe il primo progetto di Statuto (32 artt.) nel 1874 approvato con deliberazione del 15 e 16 dicembre 1874 dal Consiglio Comunale di Reggio e, definitivamente, con R.D. 16 gennaio 1876. Il 30/11/1876 veniva approvato dalla Deputazione Provinciale il Regolamento d'Amministrazione deliberato dalla Commissione Amministrativa l'11/11/1876.
    Seguì lo Statuto del 1911 approvato con R. D. 11 giugno, e il nuovo regolamento interno approvato il 5 agosto 1911 dalla Commissione Provinciale di beneficenza (anche se le modifiche al regolamento erano già deliberate dalla Commissione amministrativa il 10/12/1907). Mentre all'art. 2 dello Statuto (1876) istitutivo della Provvidenza si legge testualmente: "Scopo principale dell'Istituto è di raccogliere, educare ed istruire le fanciulle povere del Comune e a preferenza le trovatelle e le orfane", in effetti, con l'andar del tempo si diede preferenza ad accogliere ed istruire "giovinette" dietro il pagamento di una retta. Queste potevano appartenere a famiglie agiate della Provincia, o essere ragazze che non potevano rimanere in famiglia per "offea al loro onore" o per "discordie domestiche" (quest'ultime avrebbero dovuto corrispondere una pensione secondo le loro possibilità: in genere mezza pensione), o essere, infine, ragazze povere del comune di Reggio o "trovatelle", la cui retta era pagata da enti o dai proventi dei loro lavori commissionati da privati. Tutte le ragazze, accolte all'età di sette anni, potevano rimanere in Istituto fino al compimento del 20° anno di età. Esse venivano licenziate prima del termine predetto o perchè era venuta meno la causa del loro ricovero, o perchè veniva loro offerto un buon collocamento, o per sposarsi o per cattiva condotta.
    L'istruzione impartita nell'Istituto comprendeva le prime 4 classi elementari, mentre la 5^ e la 6^ classe potevano essere frequentate dolo dalle alunne che si dimostravano più volenterose; inoltre, le ragaze che mostravano particolare attitudine potevano essere mantenute alla Scuola Magistrale. Le alunne, indistintamente erano pure istruite in tutti i lavori domestici: ricamo, taglio e cucito di abiti e biancheria. Al patrimonio della Provvidenza, che non è altro che quello dei due Conservatori, si aggiunsero l'Eredità Fontana e parecchi lascito minori (Giunta, Plutino, Caracciolo, Giuffrè e De Nava) che, assieme alle sovvenzioni annue del Comune, della Provincia e dello Stato, contribuirono a far prosperare l'Opera Pia. La Provvidenza veniva gestita da una Commissione Amministrativa nominata dal Consiglio Comunale e controllata dagli organi competenti ai sensi della L. 753/1862 e successive modificazioni e integrazioni. La sede dell'Opera Pia, in via Aschenez (precedentemente sede del Conservatorio di S. Maria delle Grazie) venne distrutta dal terremoto 1908, per cui si rese necessario cambiare ripetutamente sedi provvisorie tra il 1908 e il 1929, vuoi per l'aumentato numero di ricoveri e vuoi per la fatiscenza e la poca igienicità dei caseggiati reperiti. La Provvidenza, quindi, si trasferì prima in baracche impiantate nel vasto cortile dell'Opera pia, fornite dal Papa Pio X, poi in padiglioni in via Trabocchetto, poi, ancora, nella sede della C.R.I., di Proprietà del Patronato Regina Elena, sito nella stessa via e solo dopo la ricostruzione dell'edificio (avvenuta ai sensi della L. 12/1/1909 n° 12, della L. 13/7/1910 n° 466 e del R. D. 20/2/1927 n° 238) la sede ritornò ad essere in via Aschenez. La vecchia chiesa di S. Gaetano, che prima del terremoto 1908, si trovava poco distante dall'Istituto, sempre in via Aschenez, venne ricostruita nella stessa sede dell'Istituto (ad angolo tra via Cattolica dei Greci e via Aschenez) e consacrata al Converti.
  • Note:
    Nel riordino del materiale documentario della prima parte dell'Inventario "La Provvidenza", nella serie III^, relativa alla Provvidenza quale risultato della fusione dei 2 Conservatori, è stato possibile individuare, chiaramente, alcune categorie: dalla I^ alla IX^, la XIII^ e la XIV^; nessuna traccia della X^, della XII^ e della XV^.