Storia archivistica: Chi, per primo, contribuì alla fondazione del Conservatorio di S. Maria delle Grazie fu Francesco Romeo, "un buono e pio popolano", il quale raccolse, in una casa che era attigua al Castello, di fronte all'Oratorio dei Padri Filippini, fanciulle povere da istruire. Alla sua morte, con pubblico istrumento del I° settembre del 1834 presso il notaio Vincenzo Lofaro, lasciava tutti i suoi beni al Canonico Giuseppe Andiloro, con l'incarico di continuare la sua opera e di prodigarsi per erigere a Monastero il Conservatorio. Seguendo le orme del Romeo, il sacerdote Giuseppe Caracciolo,con pubbliche scritture del 9 maggio 1837 e del 5 gennaio 1838, redatte dal notaio Vincenzo Lofaro, e del 12 dicembre 1837 redatte dal notaio Giuseppe Dattola, cercò di dare stabilità operativa al Conservatorio aumentando il patrimonio esistente. Tale stabilità divenne definitiva solo con il Canonico decano Tobia Sirti che, con il testamento del I° maggio 1839, per notaio Pietro Maria Megali, donò diversi fondi rustici. Nondimeno questa consistenza patrimoniale, anche dopo un'ulteriore donazione di Giuseppe Caracciolo con pubblico istrumento dell'8 febbraio 1849, con il quale istituiva un legato di 1500 ducati a favore del Conservatorio di S. Maria, non raggiunse mai la quantità richiesta dal Breve Pontificio del 9 aprile 1836, reso esecutivo dal R. D. I° marzo 1840, per poter erigere a Monastero di clausura sotto la regola di S. Francesco di Sales il Conservatorio. Il Conservatorio fu eretto a Corpo morale con Breve Pontificio del 22 aprile 1836, reso esecutivo dal R. Exquatur del 15 marzo 1841.Comunque, tra i vari tentativi di trasformare il Conservatorio a Monastero realizzati tra il 1836 e il 1840 il più importante fu quello del 7 agosto 1840 da parte dell'Arcivescovo De Benedetti, del canonico Tommaso Tripepi, del canonico Giuseppe Andiloro e del canonico Giuseppe Caracciolo, con pubblico istrumento redatto dal notaio Luigi Lofaro. Il Conservatorio di S. Maria delle Grazie, originariamente, era amministrato da due canonici e da due sacerdoti nominati dal Vescovo; poi, con l'affermarsi della tendenza laicizzante, da una Commissione, controllata ai sensi della L. n° 753/1862 dal Ministero dell'Interno e dalla Provincia.
Dal 1855 la disciplina e il servizio interno venne gestito dalle Suore di Carità. Il Conservatorio, inoltre, quando si occupava dell'educazione e dell'istruzione di "ragazze a pagamento" veniva chiamato "S. Gaetano". Le sedi del Conservatorio furono, prima, un palazzo sito in Piazza Castello, vicino all'Orfanatrofio Maschile, poi un fabbricato in via Aschenez. Tuttavia, dallo studio topografico della città del 1875, risulta che in Piazza Vittorio Emanuele era situato il Monastero di S. Maria delle Grazie.