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Rapporti con l'Associazione nazionale fra le Casse di Risparmio italiane

  • Serie
  • Estremi cronologici: 1912 - 1962
  • Consistenza: 7
  • Contenuto:
    La documentazione reperita e raccolta nella presente serie, costituita da 7 buste che coprono un arco cronologico che va dal 1912 al 1962, riguarda il carteggio e le opere a stampa che l'Associazione inviava agli istituti consociati.
    Nella serie è stata raccolta la documentazione relativa ai rapporti fra la Cassa di Risparmio di Perugia e l'Associazione nazionale fra le Casse di Risparmio italiane. Tale Associazione, che inizialmente aveva sede a Bologna, si costituì con deliberazione approvata dal II Congresso delle Casse di Rispormio riunite a Torino nel settembre del 1911, in base alla legge del 15 luglio 1888, n. 5546 (1). Lo statuto definitivo venne approvato il 23 novembre del 1930 e in quella occasione assunse il nome di "Associazione nazionale fra le Casse di Risparmio italiane", con sede in Roma (2). Si ispirava alla "previdenza e al risparmio" ed aveva come fine la "tutela a vantaggio degli interessi delle casse di risparmio per agevolare la formazione, l'incremento e il perfezionamento attraverso la comunicazione di notizie, studi, accordi di difesa e cooperazione" (3).
    L'adesione dell'Associazione durava tre anni e poteva essere prorogata di triennio in triennio oppure si poteva effettuare la disdetta tre mesi prima della scadenza. Gli organi erano l'Assemblea, organo deliberativo che nominava il Presidente e si occupava di esaminare i più importanti problemi economico-finanziari delle Casse; il Consiglio che aveva poteri decisionali; il Comitato esecutivo, che era l'organo decisionale per eccellenza, si componeva di 12 membri (il presidente più 11 membri) e veniva convocato una volta al mese e il Presidente.
    Nel 1926 con la legge n. 563 del 3 aprile, si costituì a Roma, la "Federazione nazionale fascista delle Casse di Risparmio italiane", il cui statuto venne approvato con r.d. il 1° marzo 1938 n. 556. La Federazione continuava l'azione dell'Associazione fra le Casse di Risparmio italiane, la quale cessava la sua attività in seguito al disposto inquadramento sindacale delle Casse di Risparmio (4).
    "L'Associazione era stata soppressa dal Fascismo nel 1938 poichè quest'ultimo voleva inquadrare anche le vecchie e gloriose istituzioni del risparmio nel così detto ordinamento corporativo" (5). La Federazione aderiva alla Confederazione fascista delle aziende di credito e delle assicurazioni mantenendo la propria autonomia (art. 7 della legge 5 febbraio 1934 n. 136) e si proponeva di curare gli interessi generali degli enti per favorire il loro sviluppo tecnico ed economico (6).
    Nel 1944 la Federazione subì delle modifiche e delle trasformazioni.
    Caduto il Regime fascista venne liquidata in base al d. l. del 23 novembre 1944 n.369, che riguardava la soppressione delle organizzazioni sindacali fasciste e la liquidazione dei rispettivi patrimoni. Dopo lo scioglimento della Federazionesi ritenne che la "ricostruzione" sarebbe dovuta partire dalla riorganizzazione della "vecchia" Associazione che aveva operato dal 1911 al 1938. L'Associazione riprese così la sua attività a Roma, il 15 giugno 1944, con l'assemblea costitutiva del 29 aprile 1944 e a Milano nel maggio 1945. Costituita in tale modo, l'Associazione aveva due sedi e due organi deliberativi: uno a Roma per l'Italia centro meridionale e uno a Milano per l'Italia settentrionale (ancora soggetta al comando alleato). La riunificazione delle due Associazioni avvenne nel marzo del 1946.
    Così, come la Federazione nel 1938 era stata la continuazione dell'Associazione del 1911, la nuova Associazione del 1944-1945, deve ritenersi la continuazione della Federazione.
    Nella relazione dell'assemblea generale del 28 marzo 1946, si evince che avvenne l'"unificazione dell'Associazione su base nazionale, ovvero dopo la liberazione delle province settentrionali". A seguito dell'unificazione l'Associazione si diede un nuovo assetto organizzativo. La presidenza del comitatao, come era nei voti delle Casse di Risparmio del sud, venne affidata alla maggiore consorella, la Cassa di Risparmio delle province lombarde. Vennero create due delegazioni del comitato direttivo, rispettivamente per le province del nord e per le province del centro-sud. Di fatto, però, non vi fu mai una vera divisione tra le due organizzazioni. Con la rapida evoluzione della situazione nazionale, sia le riunioni dell'Associazione che quelle del comitato furono sempre a carattere nazionale e si svolsero in un'unica sede (7).

    1) cfr. "Statuto dell'Associazione fra le Casse di Risparmio italiane", Bologna, Tip. Paolo Neri, 1912 in Archivio storico Cassa di Risparmio di Perugia (ASCRPG), 'Rapporti con l'Associazione nazionale Casse di Risparmio italiane' b. 1, f. 1.
    2) ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE, "Statuto approvato dall'assemblea de 23 novembre", Roma, 1930 (datt.), p. 3, 'Ibid.' b. 1, f. 2.
    3) FEDERAZIONE NAZIONALE FASCISTA DELLE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE, "Statuto (approvato con R.D. 1 marzo 1938, XVI, n. 556)", Roma, Tip. delle Terme, 1938, p. 7, 'Ibid.' b. 1, f. 3.
    4) 'Ibidem'.
    5) "Relazione dell'assemblea generale del 17 aprile 1945", 'ibid." b. 5, f. 38.
    6) FEDERAZIONE NAZIONALE FASCISTA DELLE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE, "Statuto..." cit., Tit. I, artt. 2-3, pp. 7-8, 'ibid.', b. 1, f. 3.
    7) cfr. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE,"Relazione dell'assemblea generale del 28 marzo 1946", 'ibib.' b. 5, f. 39.
  • Criteri di ordinamento:
    La serie è suddivisa in 3 sottoserie. Nel riordinamento è stato seguito l'ordine per tipologia di atti per le diverse sottoserie. All'interno delle sottoserie le unità sono state riordinate cronologicamente.