Contenuto: Comunità di antiche origini, poste nel territorio di dominazione spoletina, Agliano ed Acera ebbero entrambe uno statuto risalente al XVI secolo.
Le prime notizie sullo statuto di Acera sono rintracciabili nella relazione del giugno-luglio 1958, presente presso l'archivio della Soprintendenza archivistica per l'Umbria. Datato 19 novembre 1500, vi viene così descritto:
"codice membranaceo alto 0,29 e largo 0,22 composto di 34 fogli. Manca il frontespizio e l'indice. Fu approvato dai Priori Spoletini nel 1505. In molti punti è molto sciupato e quasi indecifrabile" (1). All'epoca era conservato con gli altri statuti, quelli di Campello e di Pissignano, nello scaffale indicato come "quinto" presso l'archivio campellino. Successivamente fu trasferito nella residenza municipale con il materiale storico del fondo ed ivi venne ancora rilevato nel 1971 e nel 1974. La sua scomparsa fu resa nota soltanto nel 1996.
Il cattivo stato di conservazione ha fatto sì che le notizie su di esso fornite dalle diverse fonti bibliografiche non siano coincidenti. Infatti, se Tabarrini lo cita come uno statuto del 1505 (2), nel repertorio umbro, invece, gli "Statuta [siv]e leges m[unicipales] comunit[atis] et hominum castri Acere" sono datati 1519 "Con approvazioni dei Priori di Spoleto dal 1519 al 1726 e riforme dal 1550 al 1640"(3). Nel dattiloscritto in fotocopia presente in archivio, che dovrebbe essere la trascrizione del testo curata da Giuseppe Guerrini, si legge che furono fatti, editi, firmati, completati e approvati nel 1519 e che entrarono in vigore il primo novembre dello stesso anno. Costituiti anch'essi da 5 libri, pergamenacei e cartacei e scritti in latino, questi "Statuta" sono considerati piuttosto lacunosi.
Anche il "Magnificae universitatis castri Alliani statutorum volumen" è di datazione incerta, attribuibile al 1592-1598; fu, comunque, redatto sotto il pontificato di Clemente VIII, che durò dal 1592 al 1605. Costituito sempre da 5 libri cartacei, scritti in latino e in volgare, reca le "approvazioni dei priori di Spoleto dal 1598 al 1793 e riforme dal 1600 al 1627" (4).
Questo statuto si trova, insieme a quello di Spina, presso la Sezione di Archivio di Stato di Spoleto (5), mentre a Campello sul Clitunno è rimasto il solito dattiloscritto rilegato, probabile trascrizione di Guerrini. Mario Tabarrini ne fornisce una descrizione piuttosto dettagliata, confermata in parte dalla lettura della trascrizione. Scrive, infatti:
"Ha una copertina in pergamena, su cui è stato scritto recentemente a matita: Alliano. Dopo alcune pagine bianche seguono carte 83, numerate posteriormente, su carta membranacea. Lingua latina, curiale chiara, elegante, tutta in nero. Il frontespizio reca a caratteri cubitali: "M/cae U/tis/ C/ri AL/ LIANI/ STATUTORUM/ VOLUMEN" (cioè Volume degli statuti della magnifica università del castello di Agliano). In apertura poi c'è un "Ad Lectorem" e tre distici latini, firmati da Cuaianus Campanus. Dopo alcune pagine bianche, a c. 6 c'è la "Tabula Primi Libri: Officiorum" (rubr. 11), a c. 7 la "Tab. Secondi Libri: Maleficiorum" (r. 27); cui seguono sempre a pagina nuova: quelle "Tertii libri: Civilium" (r. 14); "Quarti libri: Domnosdatos" (sic)(r. 14); "Quinti libri: Extraordinariorum" (r. 16). Da pag. 38 di altre mani: riformanze, aggiunte, ecc."(6) .
Nulla risulta, invece, nelle relazioni presenti nel fascicolo del comune di Campello sul Clitunno agli atti della Soprintendenza, dove lo statuto di Agliano, come del resto la documentazione prodotta da questo "castrum" non non viene mai menzionata.
(1) Archivio storico del Comune di Campello sul Clitunno, in Archivio della Soprintendenza archivistica per l'Umbria, Collocazione VIII, 3.14.
(2) M. TABARRINI, L'Umbria si racconta. Dizionario. A-D, Foligno, 1982, p. 15.
(3) Repertorio degli statuti comunali umbri, a cura di P. BIANCIARDI, M.G. NICO OTTAVIANI, Spoleto, Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo, 1992 (Quaderni del Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici nell'Umbria, 28), p. 43. Il testo in questione, alla stessa pagina, contiene una ricca bibliografia sullo statuto di Acera, cui si rimanda. Le autrici del repertorio, in un saggio già citato, ci ricordano che anche lo statuto di Acera come quello di Pissignano, codificava la tutela degli statuti, norme, anche questa, disattese in tempi recenti. P. BIANCIARDI, M. G. NICO, Il territorio di Spoleto e la sua normativa statutaria (secoli XIII-XIV) in "Gli statuti comunali umbri. Atti del Convegno di studi svoltosi in occasione del VII centenario della promulgazione dell Statuto comunale di Spoleto (1296-1996). Spoleto, 8-9 novembre 1996, a cura di E. MENESTO', Spoleto, Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo, 1997, p. 335.
(4) Repertorio..., op. cit., p. 45.
(5) ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI SPOLETO, Statuti, 13. Si veda anche MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI. UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI, Guida generale degli archivi di Stato italiani, Roma, 1986, vol. III N-R, p. 534.
(6) M. TABARRINI, op. cit., p. 24.