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Atti contabili relativi alla cooperativa di consumo

  • Serie
  • Estremi cronologici: 1909 - 1944
  • Consistenza: 59
  • Storia archivistica:
    Dalle attività descritte risulta evidente che la Società era sempre attenta alla possibilità di migliorare la vita della classe operaia e quindi, anche in linea con i tempi, risultò logico il pro-getto di creare una Cooperativa di consumo al suo interno. Dopo varie proposte, la Società sottopose all'approvazione dell'Assemblea straordinaria dei soci del 29 marzo 1908 il pro-getto di costituzione della Cooperativa, trasformando la già esi-stente rivendita di grano e olio. Si decise di formare il capitale occorrente, oltre che con le somme stanziate per la suddetta ri-vendita, anche con parte del fondo vecchiaia. Pertanto i proventi sarebbero andati per un terzo a favore del fondo vecchiaia e due terzi a favore della Cooperativa stessa per costituire un capitale separato dall'amministrazione della Società . Venne nominata una Commissione con l'incarico di formulare il regolamento per la gestione che venne approvato, in forma definitiva, nell'Adunanza generale dei soci del 4 ottobre 1908. Così, all'art. 2 del regolamento, veniva espressamente detto che la Cooperativa fondata a scopo di beneficenza doveva provvedere "all'ingrosso e di prima mano generi alimentari, a distribuirsi ai soli soci a prezzo di costo, aumentati delle sole spese di ammini-strazione e degli interessi del capitale impiegato dalla Società" . Potevano usufruire di questo servizio tutti i soci effettivi, onorari e contribuenti con le rispettive famiglie, purché i soci contribuenti non fossero agiati. Venne fissato un fondo di lire 4.000, che si poteva aumentare di lire 3.000, in caso di acquisti straordinari, che doveva, però, essere restituito alla cassa sociale non appena l'amministrazione della Cooperativa l'avesse disponibile. I soci acquistavano mediante la presentazione di una tes-sera personale, pagando le merci o con buoni valori emessi dalla Società o in moneta. Le funzioni amministrative della Coopera-tiva venivano esercitate dagli organi sociali, ovvero dall'Assemblea generale dei soci, dal Consiglio generale e da quello Direttivo. Il Consiglio generale doveva nominare ogni anno due Commissioni, una esecutiva e una di vigilanza, la pri-ma composta di 3 membri e l'altra di 2. L'esecutiva aveva l'incarico di acquistare i generi decisi dal Consiglio stesso, curarne la conservazione, tenere in forma regolare il libro di carico e scarico ed essere depositaria responsabile di tutti i generi contenuti nel magazzino generale. La Commissione di vigilanza a-veva l'obbligo di sorvegliare l'intero movimento della gestione, degli inventari e della verifica trimestrale. Il Consiglio generale doveva inoltre autorizzare i modi d'acquisto da parte dei soci e nominare i titolari per la rivendita al minuto. Il Consiglio direttivo si occupava di stabilire il listino dei prezzi correnti di rivendita e formulare, unitamente alla Commissione di vigilanza, la situazione, verificando la stato di cassa. Lo stesso doveva emanare i regolamenti interni e sorvegliare su tutto l'andamento e funzionamento della Cooperativa. Per la sua gestione veniva nominato un titolare o una titolare che doveva riferire sull'andamento dell'esercizio alla Commissione esecutiva e per i prezzi di vendita doveva attenersi scrupolosamente a quanto stabilito dalla direzione. Tali prezzi, scritti in una apposita tabella, erano espo-sti al pubblico. Alla fine di ogni anno di esercizio doveva essere redatto un resoconto generale da presentarsi all'Assemblea generale dei soci e gli eventuali utili che ne fossero derivati dovevano essere erogati a favore dei soci anziani e degli infermi cronici inabili al lavoro .
    Più tardi, nello statuto 1912 al titolo VIII, veniva espres-samente citata la cooperazione fra gli scopi della Società. Nello stesso si dettavano ulteriori norme per l'andamento di questa attività. Si prevedevano, come persone addette, nominate dal Con-siglio generale della Società, un provveditore magazziniere, con l'incarico di occuparsi degli acquisti ed un compenso proporzio-nato all'attività svolta; un dispensiere addetto alla rivendita; un garzone adibito al servizio di facchinaggio con un compenso de-terminato dal Consiglio generale. Nello stesso statuto veniva precisato che la sezione Cooperativa di consumo doveva avere bilanci speciali e contabilità separata rispetto alla sezione dell'Amministrazione generale .
    L'attività di questa Cooperativa fu particolarmente im-portante soprattutto nei periodi di crisi derivanti, fra l'altro, an-che dalla prima guerra mondiale. I prezzi della vendita dei gene-ri alimentari erano infatti più bassi di quelli praticati in altre rivendite .
    Come previsto dallo statuto gli eventuali utili derivanti dall'attività della Cooperativa venivano destinati a beneficio del-la Società. Momenti di crisi si ebbero a causa della situazione economica contemporanea alla prima guerra mondiale. Nel feb-braio 1915, infatti, il presidente stesso, Tommaso Cocci, "in-forma come in questo anno l'azienda Cooperativa si sia chiusa poco più che a pareggio e ciò a causa della grave crisi economica e commerciale prodotta dal flagello europeo". Si arrivò al 1919, quando la situazione economica della Cooperativa venne analizzata nell'adunanza generale dei soci del 27 luglio, e si cercarono eventuali modi per risollevare le sorti economiche di quest'ultima, arrivando anche ad ipotizzare un rialzo delle quote settimanali dei soci, per poter poi impiegare più somme a favore dell'amministrazione della Cooperativa. Dalla discussione che ne seguì si evidenziarono anche problematiche nella gestione della Cooperativa, come ad esempio persone che pur non essendo soci acquistavano lo stesso presso tale rivendita, o coloro che acquistavano più beni rispetto ai propri bisogni. Il bilancio della Cooperativa di consumo del 1919 si chiuse con un disavanzo amministrativo di lire 7116,10 centesimi. Questo venne imputato alla gestione degli anni della guerra e ad un "movimento contro il caro viveri" verificatosi nel 1919 che costò alla Cooperativa una perdita accertata lire 5.410, 31 centesimi. In seguito a ta-le movimento gli amministratori della Cooperativa dichiararono che fu "giocoforza" sottostare con perdite non lievi poiché molti generi come grassi, olio e salumi si dovettero vendere al prezzo di costo: vi furono inoltre perdite per merci avariate come alici e sarde che si dovettero buttare . Nel 1920 la Cooperativa chiuse in pareggio, ma già nel 1921 fu di nuovo in perdita sempre per motivi di gestione, legati all'acquisto dei generi che provenivano dall'Ufficio annonario anche senza fattura, e il loro prezzo che veniva detto verbalmente risultava poi superiore a quello prati-cato alla rivendita, o addirittura le merci venivano vendute al solo prezzo di costo, senza l'aumento previsto per la gestione. La Società tentò con progetti finanziari di riportare la Cooperativa ad un buon funzionamento e nel 1922 venne modificato l'art. 5 dello statuto in vigore. Con tali modifiche si aggiunse alle cate-gorie dei soci anche quella di "soci della Cooperativa di consu-mo". I soci appartenenti a questa ultima categoria erano tutti co-loro che, volendo usufruire dei benefici della Cooperativa, do-vevano pagare un contributo annuo di lire 12. Queste contribu-zioni erano devolute a profitto esclusivo della Cooperativa stessa. Inoltre, un'altra modifica interessò l'art. 10 al capo terzo dello stesso statuto, secondo la quale anche ogni socio effettivo della Società doveva versare una contribuzione fissa annuale di lire 3, sempre per un incremento del fondo della Cooperativa e per il suo maggiore sviluppo . Dall'analisi dei rendiconti annuali, sottoposti all'approvazione dell'Assemblea generale, la gestione della Cooperativa risulta ancora in passivo fino al 1926. Dal 1927 al 1944 continuerà a funzionare con notevole movimento di generi, ma non sempre con altrettanta fortuna economica .
    Va precisato che nel verbale dell'Assemblea generale dove si analizzava il conto consuntivo dell'esercizio 1928 si parla "della gestione del Magazzino di consumo già Cooperati-va", ma da quanto emerge dalle carte, soprattutto dai conti, non sembra vi sia stata una vera e propria interruzione amministrativa.
    Il cambiamento si doveva al fatto che, già dal 1926, il locale ufficio daziario aveva fatto dei rilievi secondo i quali nella Cooperativa acquistavano persone abbienti e soprattutto non soci, pertanto questo poteva portare a delle contravvenzioni. Il fatto di vendere ufficiosamente anche ai non soci era dovuto alle nuove disposizioni proprio in merito al dazio che toglievano alle Cooperative i vantaggi della esenzione . Pertanto nel 1929 la Cooperativa venne considerata, come precisato dal commissario Bianchi, "magazzino di rivendita di generi alimentari pari a qualunque altro esistente in questa città" .
    Nel 1944 venne deliberato dal Consiglio di amministra-zione della Società di cedere il Magazzino di consumo alla futura Cooperativa tuderte "data l'istituzione che si va a creare, e che ritorna a beneficio della classe lavoratrice, la Società ha il preciso dovere di andare incontro al Comitato stesso". Infatti, per la formazione di questa nuova Cooperativa tuderte, era stato formato un Comitato apposito. La cessione dell'attività della Cooperativa di consumo venne approvata anche dall'assemblea straordinaria dei soci del 31 dicembre 1944. Nello stesso verbale veniva ribadito quanto deciso dal Consiglio di amministrazione in merito alle entrate che da tale cessione dovevano derivare alla Società. Venne stabilito che l'introito per l'affitto dei locali doveva essere di lire 6.000 annue, l'affitto dei mobili di lire 4.000. La merce esistente venne conteggiata al prezzo di fattura e le licenze restarono a nome della Società. Venne redatto anche un inventario generale dei beni che passavano in gestione alla Cooperativa tuderte. Di questa Cooperativa si parlerà più avanti in quanto le sue carte si trovano aggregate a quelle dell'archivio della Società, poiché la sede della Cooperativa era nei locali che ancora oggi sono della Società .
  • Contenuto:
    In questa serie è conservata la documentazione relativa all'amministrazione contabile della Cooperativa di consumo. Si tratta di 27 registri e 32 buste (59 totali), con estremi cronologici dal 1909 al 1944, intero periodo di funzionamento di questa attività.


  • Criteri di ordinamento:
    La serie si suddivide in dieci sottoserie, anch'esse ordinate cronologicamente: Registri di carico e scarico, Giornali mastri, Scadenzari, Inventari, Giornali generali, Giornali di magazzino, Mastri dei soci, Conti del banconiere, Conti correnti, Carteggio contabile. Inventari e Carteggio contabile si riferiscono all'intero periodo di funzionamento del Magazzino, mentre Giornali generali e Giornali di magazzino iniziano soltanto nel 1911, tre anni dopo l'avvio di questa attività. Le altre sottoserie sono cronologicamente incomplete. Tale documentazione illustra il movimento dei generi commerciati, per lo più di natura alimentare, e quello contabile legato alla gestio-ne dei magazzini e dei negozi della Cooperativa di consumo. Le buste del Carteggio contabile sono costituite, tranne qualche eccezione, da un solo fascicolo relativo ad un singolo anno; talvolta, possono contenere, come nella serie precedente, taluni dei registri delle altre sottoserie che, in tal caso, sono stati segnalati. Va inoltre evidenziato che tra la documentazione di questa serie si trova anche quella prodotta dalla già menzionata "Provvida". Proprio l'analisi delle carte fa emergere tale intreccio: resoconti, annotazioni del banconiere, inventari si trovano, infatti, negli stessi registri.
    Per finire va precisato che entrambe le sottoserie Carteggio contabile sono poste alla fine delle relative serie di appartenenza, indipendentemente dagli estremi cronologici; si tratta infatti di documentazione raccolta in fascicoli e buste che, di solito, in ogni riordinamento segue i registri.