Gabriella Ricci Des Ferres nacque il 14 dicembre 1883 dalla baronessa Clotilde Ricci Des Ferres dei marchesi Della Rovere, consignori di Castelnuovo (in Piemonte).
La condizione sociale cui Gabriella apparteneva le consentì di viaggiare molto, non solo in Italia ma anche all'estero, come ad esempio a Lipsia, dove abitò per un certo periodo, e in altre città della Germania. Gabriella conosceva le principali lingue europee - l'inglese, il francese e il tedesco - e una significativa porzione della corrispondenza pervenuta è scritta nelle suddette lingue.
Durante il primo conflitto mondiale e successivamente, Gabriella diede il proprio contributo, materiale ed economico, ad associazioni di volontariato come la "Società nazionale di patronato e mutuo soccorso per le giovani operaie in Torino" (che poi assumerà la denominazione di Patronato femminile fascista, aderente all'Ente nazionale della cooperazione).
Nel 1925 sposò Pietro Cancani di Roma, diplomatico, giornalista e cultore della storia locale umbra. Gabriella fu animata da una profonda fede religiosa e sia prima che dopo il matrimonio coltivò intensi e costanti rapporti epistolari con alcuni religiosi che le fecero da guide spirituali, come il canonico don Federico Brunetti tra il 1901 e il 1925, padre Pio da Pietrelcina negli anni 1921-1923 e un altro cappuccino, padre Giulio da San Giovanni Rotondo, tra il 1942 e il 1958.
L'interesse principale di Gabriella Ricci Des Ferres fu quello della musica. Partecipò prevalentemente a Roma e a Torino a numerosissimi concerti di musica lirica, sacra e da camera, interpretati da artisti di grande e grandissima levatura quali Giuseppe Martucci e Arturo Toscanini. Particolarmente interessante, a tale riguardo, risulta lo scambio di impressioni - con amici e conoscenti - scaturite a margine dei concerti o comunque delle esecuzioni musicali.
La grandissima passione di Gabriella per la cosiddetta "musica colta" sfociò, nel secondo dopoguerra, in una pubblicazione incentrata sul compositore perugino Francesco Morlacchi (1784-1841), per la quale furono necessarie ampie, prolungate e approfondite ricerche. I risultati delle fatiche di Gabriella confluirono in un volume - edito dalla casa editrice Leo Olschki di Firenze - ancor oggi importante punto di riferimento per quanti si interessano alla figura e all'opera del compositore perugino.
Altro interesse coltivato da Gabriella fu quello per la cultura medievale e a tal fine, tra il 1952 e il 1954, essa frequentò i corsi di paleografia organizzati dall'Archivio di Stato di Roma.
Mancano riferimenti precisi sulla data di morte di Gabriella ma si può supporre, dall'esame della documentazione riordinata, che Gabriella Ricci Des Ferres si sia spenta grosso modo qualche mese prima del marito, probabilmente nell'autunno del 1965, anch'essa quas
Redazione e revisione:
Angeletti Vittorio, 18/06/2009, ordinamento e inventariazione / Laudenzi Simonetta, 18/06/2009, Coordinamento scientifico