Contenuto: Il fascicolo contiene 37 sottofascicoli con lettere degli anni 1915-1972.
Criteri di ordinamento:
I sottofascicoli sono stati ordinati alfabeticamente per corrispondente; l'ordine è cronologico al loro interno.
Unità:
37
Unità:
Quadrotta Guglielmo
(1963 - 1971)
1963-01-01 - 1971-12-31
Segnatura:
4.6.1
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 1
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 16. III. 1963, c. 1, lettera su carta intestata 'L.E.R. - Libreria Editrice Romana' di carattere amichevole;
2. Roma, 23. X. 1965, c. 1 , lettera su carta intestata 'Guglielmo Quadrotta. Giornalista - Scrittore', nell'intestazione è inoltre presente il suo curriculum vitae e l'elenco delle sue principali pubblicazioni. Guglielmo Quadrotta scrive a Salvatorelli chiedendogli di parlare, se gli si offrirà l'occasione quando si occuperà dell'assemblea nazionale della Democrazia cristiana, del documentario da lui curato;
3. Roma, Pasqua 1971, c. 1, lettera su carta intestata 'Guglielmo Quadrotta. Giornalista - Scrittore', nell'intestazione è inoltre presente il suo curriculum vitae e l'elenco delle sue principali pubblicazioni. Quadrotta chiede a Salvatorelli di inviargli una copia di una sua memoria scritta per l'Accademia nazionale dei lincei, che vorrebbe consultare per la stesura di un articolo sulla sua opera di storico e giornalista.
Ragghianti Carlo Ludovico
(1950)
1950-01-01 - 1950-12-31
Segnatura:
4.6.2
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 2
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Firenze, 07. IV. 1950, c. 1, lettera su carta intestata 'Università degli studi di Pisa'. Carlo Ludovico Ragghianti scrive a Salvatorelli a proposito dell'organizzazione di un convegno sulla Resistenza che si terrà a Venezia. In particolare scrive di avergli inviato la lista completa delle persone invitate, gli parla della possibilità che il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi possa accettare di porre il suo patrocinato sulla manifestazione, ritenendo però migliore, perché meno politicamente vincolante, l'idea di far giungere da costui un messaggio da leggere in apertura del convegno, della cui proposta ad Einaudi potrebbe farsi interprete Ferruccio Parri. A proposito, poi, della presenza di Parri al convegno, ritiene di dovergli comunicare di recarsi a Venezia solo quando si sarà sufficientemente certi della sicurezza dell'evento; riguardo, inoltre, ad eventuali disturbatori tra il pubblico, scrive che 'con me verrà un certo numero di persone capaci di non consentire manifestazioni aberranti (non si sa mai)'. Chiude lamentandosi con Salvatorelli di non essere stato incluso nel comitato organizzatore del convegno;
2. Roma, 12. IV. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde a Ragghianti che egli è stato inserito nel comitato direttivo del convegno, che ritiene sia meglio continuare ad insistere per il patrocinato della Presidenza della Repubblica invece che per il messaggio del Presidente, che pensa non sia opportuno lasciare ancora in sospeso la presenza di Parri al convegno, visto che esistono tutte le condizioni perché il convegno si svolga regolarmente.
3. Firenze, 19. III. 1957, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei Deputati - Senato della Repubblica. Commissione parlamentare per la tutela del paesaggio e per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale'. Ragghianti scrive di aver inviato a Salvatorelli una copia della rivista 'Criterio' nella quale è presente un suo articolo che tratta del rapporto tra Stato e Chiesa. Rinnova, inoltre, a Salvatorelli l'invito a inviare articoli per la rivista;
Rapisarda Andrea
(1951)
1951-01-01 - 1951-12-31
Segnatura:
4.6.3
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 3
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Avezzano, 04. IX. 1951, c. 1, lettera con bozza di ringraziamento di Salvatorelli. Andrea Rapisarda si congratula con Salvatorelli per il suo articolo dal titolo "Gli storici illuministici" (pubblicato in "Il Messaggero" del 4 settembre 1951), che gli appare quasi un manifesto innovatore di contro all'irrazionalismo, da una parte, e al neotomismo, al marxismo e all'idealismo crociano, dall'altra, riabilitando in esso il ruolo e la funzione di guida della Ragione;
2. Avezzano, 16. IX. 1951, c. 1, lettera con annotazioni di Salvatorelli. Rapisarda ringrazia Salvatorelli per la sua precedente e per i due saggi inviatigli con essa. Gli scrive, quindi, a proposito del suo "Profilo di una storia religiosa d'Italia", condividendo la tesi in esso sostenuta secondo la quale 'il contrasto fra religiosità popolare e governo ecclesiastico forma il nodo centrale della storia religiosa italiana', ma aggiungendo, a tale bipartizione, l'esistenza di un dualismo fortemente radicato tra la religiosità di campagna, molto simile tutt'oggi alla religiosità dei romani per come era stata descritta da Theodor Mommsen, e la religiosità di città, più individualista e spiritualistica e con ciò meno influente in una nazione a prevalente economia agricola come l'Italia;
3. Roma, 04. X. 1951, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Rapisarda di considerare interessante la sua dicotomia contraddittoria tra religiosità di campagna e religiosità di città, ma ritiene pure che 'quando si tratta di 'Religione del Papa', penso che la religiosità cittadina sia impegnata ancor più di quella contadinesca' e che la soluzione alla contraddizione da lui individuata sia da rintracciare 'più che in diversità di ambienti sociali, nella successione dei tempi, cioè nello svolgimento storico. Oggi quel contrasto di cui io parlavo fra religiosità popolare e governo ecclesiastico non esiste più, o almeno è estremamente ridotto';
4. Avezzano, 07. XI. 1951, c. 1, lettera. Rapisarda scrive a Salvatorelli di aver citato un passo del suo "Giolitti" nella rubrica che tiene sul 'Risorgimento Socialista' e che gliene invia una copia (si tratta, probabilmente, dell'articolo pubblicato sul n. LXII di "Rivista Storica Italiana" nel 1950). Riprende, poi, quanto detto da Salvatorelli, nell'ultima lettera che gli ha spedito, in merito alla fine del contrasto tra religiosità popolare e governo ecclesiastico, sostenendo, invece, che tale divisione è ancora presente e non in maniera minoritaria, in special modo tra le popolazioni più umili dell'Italia meridionale;
5. Roma, 04. XII. 1951, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Rapisarda dicendo che, quando sosteneva l'estinzione della divisione tra la religiosità popolare e il governo ecclesiastico, non si riferiva alla distanza che si manifesta tra popolazione e religione politicante (Aziona cattolica, DC. ...), ma alla continuità che gli pare di riscontrare tra la religiosità popolare e le pratiche sostenute dalle direttive ecclesiastiche nell'ambito cultuale.
Rattazzi Giacomo
(1915 - 1935)
1915-01-01 - 1935-12-31
Segnatura:
4.6.4
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 4
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 36 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Genova, 22. VII. 1915, cc. 2 , lettera di carattere amichevole, che riporta alcuni errori o voluti omissis della 'Stefani' sulle notizie dal fronte;
2. Genova, 29. VII. 1915, c. 1, lettera. Giacomo Rattazzi scrive a Salvatorelli che, nonostante il giornaliero 'lavoro di riduzione della verità a dosi quasi innocue', fatto attraverso opportuni tagli ai dispacci militari, 'come bene voi osservate, invocando l'autorità dei grandi giornali italiani - la situazione militare della Quadruplice è veramente magnifica ed ormai prossima al trionfo finale'. Si dice, inoltre, fiducioso anche riguardo gli esiti dell'accordo turco-bulgaro, il quale, secondo quanto riportato dal 'Corriere della Sera', non implica per la Bulgaria alcun impegno politico nei confronti della Turchia. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
3. Genova, 15. VIII. 1915, c. 1, lettera di carattere amichevole;
4. Genova, 04. IX. 1915, c. 1, lettera. Rattazzi scrive a Salvatorelli di aver letto sull''Economist' delle opinioni correnti nella City circa l'inizio delle trattative di pace. Allega, inoltre, incollato al foglio, un articolo tratto dal 'Corriere della Sera' nel quale si parla della posizione dell'Italia nei confronti della politica estera bulgara. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
5. Alessandria, 04. X. 1915, cc. 5, lettera. Rattazzi parla a Salvatorelli di 'fondatori e collaboratori del nostro compianto settimanale'. Fornisce, poi, un ritratto ironico del comune amico Cesare De Lollis il quale 'deposta la penna triplicista (...) balza fuori dalle elucubrazioni crociane [ossia da un'intervista a Croce uscita sul 'Roma' e riportata dal 'Corriere della Sera'] con la spada in pugno, con gli occhi fiammeggiante di bellica ira, con le mascelle contratte in un rauco grido di guerra'. Successivamente, si dilunga sulla sua interpretazione dell'attuale situazione bellica ritrovando, peraltro, a proposito della conduzione italiana della guerra, in Antonio Salandra 'un formidabile apportator di sconfitte';
6. Alessandria, 10. X. 1915, c. 1, lettera. Rattazzi scrive a proposito di una manifestazione pro-Serbia annunciata dal 'Corriere della Sera'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
7. Genova, 19. X. 1915, cc. 4, lettera. Rattazzi scrive a Salvatorelli di aver saputo che ha vinto il concorso per la cattedra di storia del cristianesimo e gli mostra solidarietà verso 'tutte la scempiaggini che l'Idea Nazionale ti dedicò giorni sono'. Successivamente, parla della situazione della guerra, dicendosi concorde con Salvatorelli nel vedere con preoccupazione le vicende balcaniche ed in particolare il destino della Serbia, alla quale le promesse di aiuto militare fatte dalla Quadruplice Intesa si sono rivelate sostanzialmente di poco conto e del tutto inadeguate a permettere di resistere agli attacchi delle truppe dell'Alleanza, tanto più che la sperata entrata in guerra della Grecia a fianco dell'Intesa non si è avverata. La colpa principale dell'attuale situazione viene ricondotta da Rattazzi alle mosse tanto teatrali, quanto poco sostanziose, della Gran Bretagna, 'ai suoi soliti procedimenti bluffistici' nonché all'occupazione della ferrovia Uscub-Nisch da parte delle truppe bulgare, impedendo così l'arrivo di aiuti da parte russa alla Serbia. Si dice, invece, in disaccordo con Salvatorelli su altri punti. Ritiene, infatti, che esistano accordi segreti tra Grecia e Bulgaria in vista di una successiva spartizione territoriale e non crede ad una pace separata dell'Inghilterra con la Germania né all'efficacia dell'impegno preso dalla prima con la parte inferiore della Mesopotamia. Chiude dicendo di aver letto per intero l'intervista a Benedetto Croce al quale 'manca - scrive - la capacità di valutare il significato e l'importanza degli avvenimenti politici e militari. E' una forma d'incompetenza, dalla quale è affetto (...) anche il nostro ottimo De Lollis';
8. Genova, 14. XI. 1915, cc. 2, lettera. Rattazzi informa Salvatorelli dell'incremento di capitale attuato dall''Idea Nazionale', grazie all'appoggio di armatori, industriali e uomini d'affari. Gli chiede, inoltre, notizie di Cesare De Lollis e conferma quanto ha saputo, ossia che 'questi volontari - diciamo così - eccezionali siano stati rimandati alle loro case'. Gli scrive, infine, riguardo la sempre più precaria condizione della Serbia nel conflitto, a causa delle ingenti perdite in fatto di artiglieria pesante e dei sempre più numerosi prigionieri caduti nelle mani delle truppe dell'Alleanza;
9. Genova, 17. XI. 1915, cc. 2, lettera. Rattazzi, come già nella precedente, segnala a Salvatorelli un altro articolo di Alfredo Rocco sull''Idea Nazionale', in favore dei 'poveri armatori'. Gli comunica, inoltre, la sua tristezza causata dalla notizia della morte in guerra di Cantù ed aggiunge che, a tale condizione di 'malinconia accorata', concorre anche 'una più vasta e più profonda cagione nello stato dello spirito pubblico italiano. (...) L'opera dei giornali è tutta rivolta a intontire e incretinire il pubblico, completando quella - che non fu scarsa - della natura: si stampa sul serio - telegramma da Londra - che l'Austria perde 36 mila uomini al giorno (cioè 3 milioni e 600 mila ogni 100 giorni!!!)';
10. Genova, 20. XI. 1915, c. 1, lettera. Rattazzi comunica a Salvatorelli la data esatta del suo arrivo a Roma. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
11. Roma, 17. V. 1916, c. 1, lettera. Rattazzi scrive a Salvatorelli che sta preparando un volume con la raccolta di tutte le orazioni luzzattiane che sarà pubblicato post bellum. Poi lo saluta, dicendo: 'Vieni presto: io mi preparo ad abbracciarti artigliere insuperabile e maestro nell'arte di espugnare città'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
12. Genova, 23. VI. 1916, c. 1, lettera di carattere amichevole;
13. Genova, 11. VII. 1916, c. 1, lettera. Rattazzi comunica a Salvatorelli che alla fine del mese dovrebbe ricevere la nomina a sottotenente di Fanteria. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
14. Oneglia, 10. V. 1918, c. 1, lettera di carattere amichevole;
15. Oneglia, 02. VI. 1918, cc. 2, lettera. Rattazzi porge a Salvatorelli gli auguri anticipati per il suo matrimonio. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
16. Giovo Ligure (Savona), 21. VIII. 1918, cc. 2, lettera. Rattazzi accenna alla situazione politica alla fine del primo conflitto mondiale. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
17. S. l., 01. V. 1919, cc. 2, lettera. Rattazzi scrive a Salvatorelli, che gliene aveva chiesto informazione, che il programma politico col quale Giovanni Giolitti si presentò per la prima volta agli elettori nel 1882 dovrebbe essere rintracciabile in un numero di ottobre di quell'anno della 'Sentinella delle Alpi' di Cuneo, e ciò per informazione datagli dallo stesso Giolitti. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
18. Sestri Levante, 22. IX. 1922, c. 1, lettera di carattere amichevole;
19. Genova, 30. VI. 1929, cc. 2, lettera. Rattazzi ringrazia Salvatorelli per il suo articolo su don Bosco, suo prozio (si tratta dell'articolo "Don Bosco e il suo secolo", pubblicato in "Il Lavoro" del 9 giugno 1929"). Il resto della lettera è di carattere amichevole;
20. Sestri Levante, 23. VII. 1935, cc, 3, lettera. Rattazzi scrive a Salvatorelli a proposito del suo 'non desiderato soggiorno nel carcere giudiziario'; dice di essersi recato a Torino per trovare, insieme con sua moglie Gina, una soluzione alla spiacevole faccenda e, tornato a Genova, di aver inviato una lunga lettera ad un alto funzionario della Direzione generale della polizia, intercedendo in suo favore, ma di aver saputo, poco dopo, che Salvatorelli era stato già rimesso in libertà. Successivamente, gli chiede di scrivere un articolo in difesa dell'operato del suo prozio Urbano Rattazzi, dopo che Alessandro Luzio, nel suo libro "Aspromonte e Mentana", ne ha screditato la figura.
Ravegnani Giuseppe
(1941)
1941-01-01 - 1941-12-31
Segnatura:
4.6.5
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 5
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Ferrara, 02. I. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Corriere Padano. Fondatore Italo Balbo - Il Direttore'. Giuseppe Ravegnani scrive a Salvatorelli proponendogli di collaborare al 'Corriere Padano' con un paio di articoli al mese, ricordando come egli abbia già collaborato a tale giornale scrivendo articoli firmati 'Istoricus' e come, tra le cause della fine del rapporto lavorativo, vi fosse un inadeguato compenso;
2. Ferrara, 25. III. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Corriere Padano. Fondatore Italo Balbo - Il Direttore'. Ravegnani scrive a Salvatorelli di aver ottenuto dall'amministrazione, come da lui richiesto, che il suo compenso sia portato a £ 75 per articolo dalle £ 50 precedenti e confida che in qualche mese possa farlo arrivare a £ 100. La collaborazione consterà di due, forse tre, articoli mensili su argomenti scelti da Salvatorelli stesso e potrà iniziare già dal successivo aprile;
3. Ferrara, 02. IV. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Corriere Padano. Fondatore Italo Balbo - Il Direttore'. Ravegnani accetta la proposta fattagli da Salvatorelli di retribuirlo £ 150 per un solo articolo al mese, visto che questi si era detto impossibilitato a fare di più per il 'Corriere Padano'.
Renouvin Pierre
(1959 - 1964)
1959-01-01 - 1964-12-31
Segnatura:
4.6.6
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 6
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 6 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 05. XI. 1959, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale si scusa con Pierre Renouvin per il ritardo col quale si fa sentire e col quale consegnerà il lavoro sulla Rivoluzione francese richiestogli;
2. Parigi, 14. XI. 1959, c. 1, lettera in francese su carta intestata 'Université de Paris. Faculté des lettres et sciences humaines. Institut d'histoire moderne et contemporaine';
3. Parigi, 06. VI. 1960, c. 1, lettera in francese su carta intestata 'Université de Paris. Faculté des lettres et sciences humaines. Institut d'histoire moderne et contemporaine';
4. La Richardais, 10. VII. 1960, c. 1, lettera in francese su carta intestata 'Université de Paris. Faculté des lettres et sciences humaines. Institut d'histoire moderne et contemporaine';
5. Parigi, 18. VII. 1960, c. 1, lettera in francese su carta intestata 'Revue Historique'. La lettera è firmata M. C[...].
6. [Paris], 18. VI. 1964, c. 1, biglietto da visita. Renouvin in via un messaggio in francese a Salvatorelli.
Ritter Gherard
(1956 - 1965)
1956-01-01 - 1965-12-31
Segnatura:
4.6.7
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 7
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 11 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Freiburg im Breisgau, 01. III. 1956, c. 1, lettera in tedesco;
2. Freiburg im Breisgau, 22. I. 1957, c. 1, lettera in tedesco;
3. Roma, 04. II. 1957, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Gherard Ritter ringraziandolo per le sue positive parole espresse su "Storia d'Italia nel periodo fascista"; gli fa, inoltre, notare come, rispetto alla precedente "Storia del fascismo", i maggiori rimaneggiamenti e le principali aggiunte sono state apportati al periodo precedente la marcia su Roma, 'in modo da farne una storia integrale d'Italia nel primo dopoguerra', e al periodo che dalla marcia su Roma arriva al 1925. Ringrazia, inoltre, Ritter per avergli inviato una copia del suo "Schlieffenplan", che gli sarà molto utile per gli ultimi ritocchi che sta dando alla sua "Storia del Novecento", in particolar modo riguardo 'l'impostazione data dai dirigenti tedeschi alle operazioni militari dell'agosto 1914';
4. Freiburg im Breisgau, 12. IV. 1958, c. 1, lettera in tedesco;
5. Freiburg im Breisgau, 10. VIII. 1960, c. 1, lettera in tedesco;
6. Freiburg im Breisgau, 06. III. 1961, c. 1, lettera in tedesco;
7. Freiburg im Breisgau, 05. I. 1965, c. 1, lettera in francese;
8. S. l., 11. I. 1965, c. 2, minuta di Salvatorelli a Ritter in francese;
9. Freiburg im Breisgau, 15. I. 1965, c. 1, lettera in francese;
10. S. l., s. d., c. 1, biglietto di Ritter.
Rodolico Niccolò
(1954 - 1969)
1954-01-01 - 1969-12-31
Segnatura:
4.6.8
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 8
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 14 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Leona Rodolico Ravenna:
1. Fiesole, 27. IX. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano - Il Direttore'. Niccolò Rodolico ringrazia Salvatorelli per l'estratto inviatogli;
2. Firenze, 12. X. 1954, c. 1, lettera. Rodolico ringrazia Salvatorelli per avergli inviato un suo opuscolo nel quale 'tu hai sentito intensamente e profondamente il paesaggio dell'Umbria' trattando anche di San Benedetto e San Francesco, così come dell'influenza 'che ebbe il paesaggio sui pittori umbri del XV secolo';
3. Roma, 10. I. 1955, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale si scusa con Rodolico per non averlo ringraziato di avergli fatto avere il suo ultimo 'bello e ponderoso libro'. Parla, inoltre, dell'uscita del suo ultimo volume dal titolo "Chiesa e Stato dalla rivoluzione francese ad oggi";
4. Firenze, 22. IV. 1955, cc. 2, lettera su carta intestata 'Deputazione di Storia Patria per la Toscana. Firenze - Il Direttore'. Rodolico ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Chiesa e Stato dalla rivoluzione francese ad oggi" e gli sottopone due critiche, la prima inerente al liberalismo cattolico, dicendo che di non condividere il modo in cui Salvatorelli ha presentato la figura di Alessandro Manzoni come 'quasi fuori dalla Chiesa cattolica'; la seconda concerne la situazione del papato dopo il 1870, posizione per Rodolico, più di indipendenza che di 'isolamento';
5. Firenze, 01. III. 1959, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
6. Firenze, 18. I. 1961, c. 1, cartolina postale su carta intestata 'Archivio Storico Italiano - Il Direttore'. Rodolico si congratula con Salvatorelli per la riuscita di un suo articolo apparso su primo numero del 'Gregario';
7. Firenze, 23. II. 1961, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano - Il Direttore'. Rodolico ringrazia Salvatorelli per le parole 'con cui accompagni il dono della Introduzione del prossimo volume';
8. Firenze, 26. I. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano'. Rodolico ringrazia Salvatorelli per quanto scrittogli sui suoi Saggi e si dice contento se vorrà recensire tale sua opera (si tratta di "Saggi di storia medievale e moderna" edito nel 1963);
9. Firenze, 01. II. 1964, c. 1, telegramma. nel quale è scritto 'Cordialmente grazie dissensi rendono maggiormente graditi consensi';
10. Firenze, 02. II. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano'. Rodolico rinnova i ringraziamenti a Salvatorelli per un suo articolo;
11. Firenze, 08. XII. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano - Il Direttore'. Rodolico ringrazia Salvatorelli per avergli mandato un suo estratto e si complimenta con lui per l'esito positivo dell'opera;
12. Firenze, 21. I. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio Storico Italiano - Il Direttore'. Rodolico ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Miti e storia";
13. [Fiesole], 29. XI. 1969, c. 1 + busta, biglietto. Leona Rodolico Ravenna ringrazia Salvatorelli per le condoglianze inviate.
Ronchey Alberto
(1968)
1968-01-01 - 1968-12-31
Segnatura:
4.6.9
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 9
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ds..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Torino, 14. XII. 1968, c. 1, telegramma. Alberto Ronchey ringrazia Salvatorelli per gli auguri espressigli.
Rosselli Nello
(1933 - 1937)
1933-01-01 - 1937-12-31
Segnatura:
4.6.10
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 10
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Amelia Rosselli:
1. Firenze, 05. IV. 1933, c. 1, lettera. Nello Rosselli ringrazia Salvatorelli per la recensione del suo "Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano" apparsa su 'La Cultura' e si riserva di parlare con lui, se vorrà, di persona ed in piena disponibilità di confronto per le critiche che ha espresso verso alcuni punti del suo lavoro, ripugnandogli, tiene a sottolineare, 'l'odioso malvezzo degli autori recensiti i quali si ritengono in obbligo di assumere la intransigente difesa dei loro scritti'. Gli parla, poi, degli sviluppi della sua 'Rivista di storia europea', alla quale anche Salvatorelli aveva promesso di collaborare. A questo proposito, gli fa sapere che, contrariamente alla prima idea, ora ritiene più opportuno che essa venga pubblicata in Italia, per non rischiare di perdere 'ogni collaborazione italiana e fors'anche ogni possibilità di diffusione in Italia'. Il suo progetto è, quindi, di farla pubblicare a Firenze, in lingua italiana tranne che per gli articoli di collaboratori stranieri che resteranno nella lingua originale e saranno nel numero di circa due per fascicolo, e di avere una direzione mista di italiani e stranieri. Scrive, inoltre, di avergli inviato la bozza di programma della rivista, in base alla quale ha raccolto le prime adesioni; gli chiede, infine, un parere e di comunicargli, nel caso in cui rinnovi la volontà di collaborare, i temi che vorrebbe trattare;
2. Firenze, 16. IV. 1933, c. 1, lettera. Rosselli risponde alla precedente di Salvatorelli fornendo chiarimenti alle osservazioni fattegli riguardo le caratteristiche e la struttura della 'Rivista di storia europea'. I chiarimenti riguardano le bibliografie in esso contenute che, salvo numeri speciali ad esse dedicate, non supereranno le venti pagine per fascicolo; il carattere monografico dei fascicoli, il quale, sebbene sia sul lungo periodo auspicabile, nella fase iniziale non potrà darsi senza creare maggiori difficoltà all'uscita della rivista: potranno però uscire numeri monografici speciali. Lo ringrazia, inoltre, per i temi proposti per la eventuale collaborazione, facendogli saper però che il termine storico massimo è lo scoppio della prima guerra mondiale, per non 'precipitare nella polemica politica'; infine, lo informa approssimativamente del compenso;
3. Parigi, 31. VII. 1937, c. 1, biglietto. Amelia Rosselli risponde alle condoglianze inviate da Salvatorelli per la morte di Nello Rosselli.
Ruffini Francesco
(1932)
1932-01-01 - 1932-12-31
Segnatura:
4.6.11
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 11
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c.1 ms..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. [Roma], [24. V. 1932], c. 1, lettera su carta intestata 'Senato del Regno'. Francesco Ruffini ringrazia Salvatorelli per avergli fornito un importante appunto.
Russo Luigi
(1932 - 1949)
1932-01-01 - 1949-12-31
Segnatura:
4.6.12
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 12
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. [Firenze], 12. XII. 1932, c. 1, lettera su carta intestata 'La Nuova Italia - Il direttore'. Luigi Russo scrive a Salvatorelli indicandogli le ultime pubblicazioni della collana 'Quaderni Critici' e lo invita a fare anch'egli un volume con uno o più saggi per tale collana; gli propone, ad esempio, su indicazione di Adolfo Omodeo, di ripubblicare il suo "From Locke to Reitzenstein: the historical investigation of the origins of Christianity";
2. [Firenze], 26. XII. 1932, c. 1, lettera su carta intestata 'Quaderni Critici'. Russo risponde alla precedente di Salvatorelli rimanendo d'accordo per la ripubblicazione per i 'Quaderni Critici' dello scritto di Salvatorelli "From Locke to Reitzenstein: the historical investigation of the origins of Christianity" aggiungendo, però, a tale titolo un sottotitolo esplicativo. Lo invita, inoltre, a collaborare assiduamente al''Educazione Nazionale', prospettandogli anche la possibilità di un buon compenso, e ad abbonarsi alla 'Civiltà Moderna', contribuendo così a che non chiuda;
3. Marina di Pietrasanta, 15. IX. 1949, c. 1, cartolina su carta intestata 'Belfagor - Direzione'. Russo dice a Salvatorelli di inviargli il suo articolo su De Ruggiero che uscirà entro l'anno col titolo "De Ruggiero politico" nella rubrica 'Ritratti critici di contemporanei' (si tratta dell'articolo "Guido De Ruggiero politico", pubblicato in "Belfagor" nel 1949).
Sabatier Paul
(1926 - 1934)
1926-01-01 - 1934-12-31
Segnatura:
4.6.13
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 13
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss. + 1 busta.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Saint-Michel-de-Chabrillanoux (Ardèche), 06. IX. 1926, c. 2, lettera in francese;
2. Saint-Michel-de-Chabrillanoux Ardèche), 08. VIII. 1928, c. 1+ busta, lettera in francese;
3. Saint-Michel-de-Chabrillanoux (Ardèche), 04. II. 1934, c. 1, lettera in francese.
Sabbatucci Nunzio
(1949 - 1950)
1949-01-01 - 1950-12-31
Segnatura:
4.6.14
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 14
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 9 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Cesio Ciani:
1. Roma, 01. IV. 1949, c.1, lettera. Nunzio Sabbatucci scrive a Salvatorelli di aver redatto un'antologia di letture storiche per le scuole superiori e che, tra gli autori da cui ha preso estratti, il suo nome è quello che compare più di frequente; gli indica, quindi, i passi scelti tra le sue opere;
2. Roma, 28. IV. 1950, c. 1, lettera. Sabbatucci chiede a Salvatorelli, visto che 'nelle nostre scuole medie circolano gli stessi libri di storia del ventennio, con qualche distratto e prudenziale taglietto e con qualche goffa aggiunta', di poter utilizzare il suo 'Profilo della storia d'Europa', tagliandolo e modificandolo, per ricavarne un nuovo manuale scolastico. Altrimenti, chiede a Salvatorelli di occuparsi lui personalmente della stesura di un nuovo manuale 'il quale è necessario alla scuola italiana';
3. Roma, 03. V. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Sabbatucci di voler parlare con lui personalmente della sua idea in merito al manuale scolastico di storia ;
4. Roma, 12. V. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale comunica a Sabbatucci che il giorno dopo il loro incontro, anche Codignola gli ha proposto la redazione di un manuale per le scuole, medie in questo caso; scrive, quindi, di averlo informato dei loro accordi e di avergli detto che dovrebbero entrare in contatto tra loro e che, se necessario, interverrà lui direttamente per eventuali chiarimenti a Codignola;
5. Grosseto, 09. VI. 1950, c. 1, lettera. Cesio Ciani, professore di storia e filosofia in un Liceo classico, chiede a Salvatorelli di fargli inviare dalla casa editrice, che lui non conosce, una copia del suo manuale di storia, al fine di poterlo consultare e magari di farlo adottare dall'istituto scolastico nel quale lavora;
6. Roma, 10. VI. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde a Ciani che il suo manuale, edito da Mondadori, è completamente esaurito, ma che forse è in cantiere una nuova edizione, sebbene 'la cosa non ha avuto ancora un principio di realizzazione';
7. Firenze, 13. VII. 1950, c. 1, lettera su carta intestata 'La Nuova Italia Editrice - Il Consigliere Delegato'. Il consigliere delegato della casa editrice scrive a Salvatorelli e Sabbatucci in merito agli accordi e alle condizioni per l'eventuale pubblicazione del libro 'Corso di storia per i licei';
8. Roma, 06. X. 1950, c. 1, lettera. Sabbatucci scrive a Salvatorelli, dopo aver ricevuto da questo una lettera 'piuttosto risentita', che, a proposito del manuale, non ha alcuna intenzione di richiedergli una collaborazione più intensa: 'abbiamo stabilito che tu mi dia il libro e che io faccia il resto. Questo è chiaro'. Le sue preoccupazioni nascevano solo dal sospetto che Salvatorelli non ritenesse più opportuno 'affidare a me un compito per tanti aspetti delicatissimo', qual è quello della risistemazione di un suo libro, al fine di farlo diventare adatto a prestarsi come manuale per le scuole, 'tanto che non mi sorprenderei affatto se tu non te la sentissi d'affiancare il tuo nome illustre al mio sulla copertina d'un libro che potrebbe anche non piacerti'. Aggiunge, poi che il carattere dell'ultima lettera ricevuta da Salvatorelli ha in parte fugato i suoi timori;
9. S. l., s. d., c. 1, lettera con annotazioni di Salvatorelli sul recto e sul verso del foglio. Sabbatucci scrive a Salvatorelli di voler abbandonare l'impresa di trasformare un suo libro in un manuale scolastico perché, dopo aver provato per un capitolo, si è convinto che 'la tua prosa - che è quella di uno scrittore e non di un compilatore di manuali - non si tocca senza guastarla'; aggiunge, inoltre, di non sentirsi in grado di continuare da solo l'opera, tanto più che la scrittura di Salvatorelli 'si libra in un aere poco respirabile per i nostri giovani'.
Salvemini Gaetano
(1923 - 1955)
1923-01-01 - 1955-12-31
Segnatura:
4.6.15
Segnatura provvisoria:
b. 4, f. 6, sf. 15
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 29 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Gianfranco Merli e Enzo Tagliacozzo:
1. Firenze, 08. XII. 1923, c. 1, lettera su carta intestata 'R. Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento. Facoltà di Filosofia e di filologia'. Gaetano Salvemini ringrazia Salvatorelli per avergli inviato un estratto del suo studio sulla politica estera dell'Italia dal 1871 al 1875 e dice di aspettare l'uscita dell'intero lavoro che gli tornerà utile per il volume che intende pubblicare sulla Triplice Alleanza. Gli scrive, inoltre, che il testo delle sue lezioni di Londra apparso su ['Il Lavoro'] è provvisorio e che nei prossimi mesi si dedicherà agli aggiustamenti necessari per poterne fare un libro. Parla, infine, della presenza a Firenze di un gruppo di giovani 'colti e volonterosi, che naturalmente non possiedono un soldo' e lo invita, nel caso in cui passasse dal capoluogo toscano, ad intavolare con loro una 'conversazione su un argomento di interesse politico sociale';
2. S. l., 25. VII. 1945, c. 1, lettera con annotazioni di Salvatorelli. Salvemini scrive a Salvatorelli che, se non l'ha già ricevuta, a breve riceverà, da un amico americano, una lettera sua e di Giorgio La Piana nella quale gli chiedono alcune informazioni su un fatto del 1924 e alla quale allegano una lettera di Giorgio Della Vida. Salvemini e la Piana propongono, inoltre, a Salvatorelli la traduzione in inglese ed in francese del suo volume "Leggenda e realtà di Napoleone", occupandosi loro stessi di trovare traduttore ed editori; chiedono, quindi, la sua opinione in merito alla proposta. Salvemini scrive, infine, di aver letto alcuni numeri de 'La Nuova Europa', restandone molto soddisfatto, e chiede a Salvatorelli di fargliene pervenire altri;
3. Firenze, 28. X. 1952, c. 1, cartolina postale. Salvemini si complimenta con Salvatorelli per il suo articolo dal titolo "Trent'anni dopo" (si tratta dell'articolo "Trent'anni (Una data: 28 ottobe)" pubblicato in "La Stampa" il 28 ottobre 1952);
4. Roma, 22. V. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Salvemini che desidererebbe una sua recensione alla "Storia del fascismo" (si tratta di "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" scritto con Giovanni Mira), avendo peraltro saputo da Mario Pannunzio di un suo interesse in tal senso; gli comunica, inoltre, che 'IL Mondo' e 'Il Ponte' hanno già incaricato a tale scopo rispettivamente Cesare Spellanzon e Sandro Levi. Chiede, infine, a Salvemini se possiede la cittadinanza italiana e ciò perché 'sarebbe mio proposito non improvvisato di sostenere la tua nomina a socio nazionale dei Lincei nella categoria Storia, quando si verificasse una vacanza' e 'non vorrei mi si chiudesse la bocca con l'argomento della non cittadinanza';
5. Firenze, 25. V. 1953, c. 1, lettera. Salvemini scrive a Salvatorelli che recensirà la sua "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" su 'Critica sociale', almeno che non gli proponga qualcosa di meglio. Gli comunica, inoltre, di possedere la cittadinanza americana e che, sebbene da tempo vada pensando di riprendere quella italiana, 'ci misi sei anni prima di decidermi a prendere la cittadinanza americana, e fui spinto a prenderla dalla guerra alla Grecia del 1940, (...) al colmo la mia indignazione. Perciò esito a fare il salto'. Ringrazia, comunque, Salvatorelli per la sua proposta;
6. Firenze, 15. VI. 1953, c. 1, lettera. Salvemini chiede nuovamente a Salvatorelli se per lui va bene la recensione di "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" su 'Critica sociale'; vorrebbe, anche, sapere quante copie dell'opera in dispense furono vendute. Gli chiede, inoltre, di inviargli un suo articolo sull'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 scritto diverso tempo addietro;
7. Firenze. 22. VI. 1953, c. 1, lettera. Salvemini risponde ad una precedente di Salvatorelli, scrivendogli il titolo preciso dell'articolo richiestogli e sconsigliandogli vivamente l'opera di Tamaro: 'quell'uomo mi ripugna fisicamente. E a comprare il suo libro non ci penso nemmeno';
8. S. l., [circa 06. IX. 1953], c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale porge a Salvemini gli auguri di compleanno;
9. Firenze, 08. IX. 1953, c. 1, lettera. Salvemini ringrazia Salvatorelli per gli auguri e scrive che a breve gli invierà un numero dei 'Quaderni di cultura e storia sociale' con un suo studio dal titolo "Giolitti e il patto di Londra";
10. Roma, 27. X. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli a Cesare Spellanzon nella quale gli scrive che, letta la seconda e ultima parte del saggio di Salvemini su Giolitti e il patto di Londra, scriverà al direttore dei 'Quaderni di cultura e storia sociale' che presto gli invierà una risposta relativa a quell'articolo, perché, ciò non facendo, 'apparirebbe, o confessione di avere torto, o mancanza di considerazione per il vecchio maestro';
11. Roma, 27. X. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli a Gianfranco Merli, direttore dei 'Quaderni di cultura e storia sociale', nella quale comunica di voler rispondere a quanto sostenuto da Salvemini nel suo saggio, riguardo la 'tesi mia (e di Spellanzon) circa la conoscenza o meno da parte di Giolitti del patto di Londra';
12. Livorno, 31. X. 1953, c. 1, lettera su carta intestata 'Quaderni di cultura e storia sociale'. Merli comunica a Salvatorelli di aver inviato una copia della nota di risposta al saggio di Salvemini a Salvemini stesso e che essa verrà pubblicata dalla rivista nel numero 10 in corso di stampa. Gli chiede, quindi, di inviare altri articoli per i 'Quaderni di cultura e storia sociale';
13. Firenze, 12. II. 1954, c. 1, lettera. Salvemini si complimenta con Salvatorelli per l'articolo sul venticinquennale del Concordato, 'a proposito del quale - scrive - io ho notato che né l'Osservatore Romano né alcun giornale italiano dà mai notizia del giuramento di lealtà prestato dai nuovi vescovi al Presidente della Repubblica'; chiede, quindi, a Salvatorelli se può informarsi in merito. Scrive, poi, a proposito del nuovo ministro dell'istruzione e delle tante concessioni fatte alle scuole clericali;
14. Sorrento (Napoli), 21. II. 1954, c. 1, lettera. Salvemini ringrazia Salvatorelli per avergli inviato i suoi "Croce e Maurras" e "Paolo Sarpi" (si tratta di "Croce e Maurras" in "Benedetto Croce", pubblicato nel 1953, e di "Le idee religiose di fra Paolo Sarpi", pubblicato nello stesso anno). Successivamente scrive, non senza ironia, riguardo Croce e alcuni suoi volumi;
15. Roma, 12. III. 1954, cc. 3, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Salvemini dicendo di aver letto 'con divertito interesse le tue battute crociane (o anticrociane)', pur non condividendole totalmente. Gli scrive, inoltre, della sua preoccupazione per la situazione politica italiana ed in particolare riguardo all'azione di Mario Scelba che, ritiene, 'abbia l'intenzione di fare pulizia, ma non so fino a che punto sarà lui possibile';
16. Sorrento, 13. III. 1954, c. 1, lettera. Salvemini scrive a Salvatorelli di essere anche lui preoccupato, ma 'del (...) scelbiano, che hanno preso Pannunzio e Rossi', ritenendo che 'Scelba farà con loro quel che De Gasperi fece con Togliatti nel 1947. Li spremerà ben bene, e allora li butterà via'. Dice, inoltre, di aver scritto per 'La Stampa' un articolo, che traeva ispirazione da uno di Salvatorelli del 31 gennaio, per denunciare tale stato di cose, ma gli è stato rifiutato, e così ha deciso di pubblicarlo, dopo averlo reso 'più cattivo', per 'quel carro funebre che è ormai la 'Critica sociale''. Conclude sostenendo l'importanza di rimanere al fianco di Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi per non farli fagocitare da Scelba;
17. S. l., [poco dopo il 13. III. 1954], minuta di risposta di Salvatorelli a Salvemini, scritta sul verso della precedente di Salvemini, nella quale Salvatorelli chiarisce la sua posizione spiegando che 'io ti scrivevo, preoccupato per il paracomunismo del Ponte; tu mi rispondevi parlando del '(...) scelbiano del Mondo'. In realtà, egli spiega, ciò che lo preoccupa è che l'azione di pulizia di Scelba ('se c'è un uomo capace, nella D.C., di adoperare la scopa, è lui') venga fermata da difficoltà procurategli dal suo partito: col che si verrebbe a presentare la possibilità di una caduta del governo e di nuove elezioni 'da cui si potrebbe avere una maggioranza social-comunista e cioè la crisi della Repubblica';
18. Sorrento, 16. III. 1954, c. 1, lettera. Salvemini risponde a Salvatorelli chiarendo la sua posizione. Dato per scontato, quale premessa non detta, che pure lui non vede di buon occhio il paracomunismo de 'Il Ponte', ritiene però che 'il paracomunismo di Parri, di Calamandrei, etc è la reazione (...) al servilismo verso la D.C. dei presunti 'laici''. La colpa di ciò va ritrovata, per Salvemini, nei vari Saragat che discreditano i valori laici tradizionali portando 'chi non vuol vendere l'anima al Vaticano a volgersi verso altri lidi'. Ritiene, quindi, che se fallisce Scelba, falliscono pure coloro che l'hanno appoggiato e, ritornando a parlare del sostegno che bisogna dare a Pannunzio e Rossi a tale proposito, dice che bisogna evitare che affondino con lui, al fine di mantenere, così, con 'Il Mondo' l'unica altra diga laica ai laici paracomunisti;
19. S. l., 24. III. [1954?], c. 1, lettera. Salvemini chiede a Salvatorelli di mandare un documento allegato alla lettera alla 'Libertà alla cultura', visto che lui non ne possiede l'indirizzo;
20. Firenze, 16. IV. 1954, c. 1, lettera. Salvemini scrive a Salvatorelli proponendogli un nome per l'Accademia dei lincei;
21. Sorrento, 29. XI. 1954, c. 1, cartolina postale. Salvemini ringrazia Salvatorelli per quanto ha scritto su 'La Stampa' del 27 novembre nei suoi riguardi (si tratta dell'articolo "Jaurès e Salvemini";
22. Sorrento, 24. XII. [1954], c. 1, cartolina postale. Salvemini chiede a Salvatorelli di inviargli un suo articolo sulle crisi parlamentari in Italia;
23. Sorrento, 12. I. 1955, c. 1, lettera. Salvemini scrive a Salvatorelli ringraziandolo per la sua precedente e per gli scritti inviatigli; si sofferma, quindi, prima su quello riguardante il problema tedesco e poi sullo studio in merito a Napoleone III e Mazzini (si tratta di "Il problema tedesco", pubblicato in "La Comunità Internazionale" nel 1954, e di "Rapporti e contrasti tra Napoleone III e Mazzini nella politica europea fra il 1850 e il 1860", pubblicato in "Rassegna storica del Risorgimento", sempre nel 1954). Quindi passa ad esaminare la situazione politica italiana;
24. Sorrento, 25. I. 1955, c. 1, cartolina postale. Salvemini scrive a Salvatorelli che 'La Stampa' è 'il solo giornale che leggo senza avere il mal di pancia' e di essere d'accordo con lui, in una recente polemica, al cinquanta per cento;
25. Roma, 13. IV. 1955, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale corregge alcuni punti di un articolo scritto da Salvemini e pubblicato su 'Il Ponte' di marzo;
26. Sorrento, 22. IV. [1955], c. 1, cartolina postale. Salvemini ringrazia Salvatorelli;
27. Roma, 31. V. 1955. c. 1, lettera. Enzo Tagliacozzo comunica a Salvatorelli l'iniziativa, presa da Ernesto Rossi, Leo Valiani ed egli stesso, di pubblicare ciò che è rimasto dell'epistolario di Gaetano Salvemini del periodo 1890-1925. Lo invita, quindi, ad aderire, mettendo il suo nome tra gli amici di Salvemini che la promuovono, nome che, insieme agli altri, finirà in una lettera che sarà pubblicata da 'Il Ponte' e da 'Il Mondo'. Gli chiede, inoltre, di inviargli in originale o in copia fotografica le lettere di Salvemini da lui possedute riguardanti il periodo sopra indicato e il periodo 1925-1955;
28. Capo di Sorrento, 18. VI. 1955, c. 1, lettera. Salvemini (?) scrive a Salvatorelli ringraziandolo per la parte avuta nell'assegnazione a lui di un premio e gli chiede di inviargli una copia della sua relazione, la quale ha fortemente influito sul giudizio finale. La lettera non è firmata.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Salvemini e Salvatorelli nella sottoserie "Associazioni" e nella sottoserie "Enti pubblici e privati vari" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati" e nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".