Contenuto: Il fascicolo contiene 34 sottofascicoli con lettere degli anni 1915-1974.
Criteri di ordinamento:
I sottofascicoli sono stati ordinati alfabeticamente per corrispondente; l'ordine è cronologico al loro interno.
Unità:
34
Unità:
Malgeri Francesco
(1941)
1941-01-01 - 1941-12-31
Segnatura:
3.4.16
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 16
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 27. I. 1941, cc. 1 + 2, lettera su carta intestata 'Il Messaggero - Il direttore'. Francesco Malgeri scrive a Salvatorelli segnalando i rilievi all'articolo di Salvatorelli "Eretici italiani", pubblicati in due articoli de ''L'Osservatore Romano' allegati alla lettera.
Manacorda Guido
(1922 - 1924)
1922-01-01 - 1924-12-31
Segnatura:
3.4.17
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 17
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 17 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Napoli, 25. II. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Guido Manacorda scrive a Salvatorelli che presto gli invierà alcuni libri tra cui il suo "Verso una nuova mistica" e si dice desideroso di un suo parere su quella che è 'l'opera più cara di tutta la mia vita'. Riguardo la sua collaborazione a 'La Stampa', gli chiede se due articoli già pronti, uno sul Belgio e la questione fiamminga, l'altro su un dramma inedito dell'autore delle "Cerimonie du thé", "The white fox", possano esservi pubblicati. Gli fornisce, inoltre, notizie del suo precario stato di salute;
2. Napoli, 08. III. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda scrive a Salvatorelli di aver inviato a Vittorio Banzatti l'articolo sulla questione fiamminga per 'La Stampa' e che a breve invierà anche quello su "The white fox". Gli fornisce, inoltre, un elenco di possibili tematiche per futuri articoli; chiede, infine, a Salvatorelli di inviargli una copia de 'La Stampa' sulla quale verrà pubblicato il suo articolo, visto che "qui al Vomero la Stampa non arriva neppure";
3. Napoli, 17. III. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda ringrazia Salvatorelli per la pubblicazione dell'articolo sulla questione fiamminga e per avergliene fatta avere una copia; fa, inoltre, una programmazione dei suoi prossimi articoli che potranno essere pubblicati su 'La Stampa', dando inizio ad una collaborazione fissa col quotidiano torinese e fornendo una proposta di compenso. Infine, gli dà notizie sulla sua salute;
4. Ripafratta, 10. IV. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda scrive a Salvatorelli chiedendogli notizie dell'articolo per 'La Stampa' su "The white fox"; gli comunica, inoltre, quali sono i temi che intende affrontare per i due articoli di aprile, chiedendogli conferma dell'interesse per il giornale. Gli riferisce, anche, dell'approvazione suscitata in Belgio dal suo articolo sulla questione fiamminga. Infine rinnova l'invito affinché Salvatorelli gli scriva la sua opinione su "Verso una nuova mistica";
5. Napoli, 07. V. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda, in seguito ai rimbrotti subiti da parte di Zanichelli, che lo accusava di 'dormicchiare sulla mia Mistica', rinnova a Salvatorelli, a titolo di favore, l'invito a recensire il volume su 'La Stampa' in tempi brevi; parla anche di una recensione promessagli da Adriano Tilgher, ma della quale non conosce i tempi di stesura. Gli fornisce, infine, notizia dei temi per il mese di maggio;
6. Napoli, 21. V. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda chiede a Salvatorelli di pubblicare gli articoli che ha inviato a 'La Stampa'. Dice, poi, di aver letto con piacere la recensione di Tilgher su "Verso una nuova mistica", la quale, nonostante le differenze di prospettiva, 'come riassunto di quel che penso, non potrebbe essere migliore'. Chiede, infine, a Salvatorelli se ha seguito la polemica con Ernesto Buonaiuti e se sia possibile fargli avere una regolare tessera di collaboratore de 'La Stampa';
7. S. l., 15. VII. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore. Uomini e movimenti rappresentativi. Collana diretta da Guido Manacorda'. Manacorda scrive a Salvatorelli ringraziandolo dell'appoggio da lui ricevuto in una controversia con Giovanni Gentile. Lo informa, inoltre, che sta preparando un nuovo libro e che entro l'inverno dovrebbe uscire da Zanichelli "Anime e paesi: 1919-1923 ....", volume sui suoi viaggi europei. Parla, inoltre, dei suoi rapporti con 'La Stampa' e chiede a Salvatorelli di mandargli due o tre copie dell'articolo "Paganesimo e cristianesimo";
8. Ripafratta, 14. VIII. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore. Uomini e movimenti rappresentativi. Collana diretta da Guido Manacorda'. Manacorda scrive a Salvatorelli, prima di un suo viaggio in Europa del nord, proponendogli per 'La Stampa' alcuni articoli derivanti dal suo viaggio e uno dal titolo "Dittatura idealistica", 'ispiratomi dalla tua frase 'massoneria idealistica' dell'articolo sulle nuove storie della religione (...), senza violenze verbali, senza personalismi, ma con parecchi punti sugli i'. Gli chiede, poi ,se ha letto su 'La Cultura' la 'sfuriata contro la Mistica di De Lollis";
9. Ripafratta, 29. X. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore. Uomini e movimenti rappresentativi. Collana diretta da Guido Manacorda'. Manacorda scrive a Salvatorelli che invierà per 'La Stampa' due articoli sulla Danimarca e due o tre articoli sulla Norvegia. Si dice, inoltre, 'angosciato sull'esito della grave crisi che traversiamo. Ho per il fascismo simpatie vecchie di combattente, che l'ha visto nascere e un poco l'ha tenuto a battesimo; ma non condivido punto lo spirito tirannico'. Chiede, infine, a Salvatorelli notizie del volume che avrebbe dovuto uscire per Zanichelli su sollecitazione di quest'ultimo;
10. Ripafratta (Pisa), 15. XI. [1922], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore'. Manacorda scrive a Salvatorelli di essere soddisfatto che gli articoli sulla Danimarca e sulla Norvegia siano stati graditi e che presto ne invierà altri due; successivamente prospetta altri argomenti di cui potrebbe trattare in successivi articoli per 'La Stampa'. Riguardo la situazione politica italiana, scrive: 'E' giusto davvero quanto mi scrivi: ma è triste che noi, o dall'una parte, o dall'altra, ci si debba rimettere! Debbo però onestamente riconoscere che i primi atti del governo mussoliniano mi piacciono molto (...). E non ti dico come il 'nuovo mistico' apprezzi lo spirito malizioso[?] col quale Mussolini cerca [di] fortificare la nostra vita politica. Infine dice di aver letto 'sull'Ap[...] che tu pure ritorni - o forse non te ne sei mai allontanato? - a Dio. E te ne invio un abbraccio!';
11. Napoli, 26. I. [1923], c. 1, lettera su carta intestata 'Biblioteca Sansoniana Straniera diretta da Guido Manacorda'. Manacorda ringrazia Salvatorelli per il 'giudizio severo ed onesto che dai della mia Mistica e di quanto mi scrivi intorno all'opinione comune sulle mie 'impressioni''; ciò fatto, passa in rassegna alcune delle critiche ricevute soprattutto da ambienti vicini all'idealismo (la 'Critica' di Croce ad es.), ma non solo (De Lollis) e verso i quali dice che risponderà con energia o ha già risposto (a De Lollis su 'Arte e Vita', per es.). Poi, scrive a Salvatorelli dei possibili temi da trattare nei suoi prossimi articoli per 'La Stampa';
12. Napoli, 18. II. 1923, c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore. Uomini e movimenti rappresentativi. Collana diretta da Guido Manacorda'. Manacorda parla della situazione politico-spirituale italiana dicendo che 'pure non manca di qualche buon germe, [e] sboccherà in un'affermazione di civiltà superiore'. Scrive, anche, dell'adesione alle idee della Mistica del gruppo dei 'revisionisti [?] (circa un migliaio e più, tra i quali non manca certo la zavorra, ma pieno di grande fervore)' le cui tesi si incontrano con le sue in una serie di punti programmatici: 'affermazione del puro trascendente e del valore religioso della vita; superiorità dell'espressione d'arte sull'espressione di pensiero (e però antinazionalismo e antiidealismo), attivismo ad oltranza, responsabilità etica; riconoscimento dell'energia fascistica ma con controllo e raffinamento spirituale; affermazione dell'irricevibilità dello spirito; riconoscimento della patria-nazione, ma affermazione dei valori che di gran lunga la superano';
13. S. l., 07. [VI. 1924], c. 1, lettera su carta intestata 'Nicola Zanichelli Editore. Uomini e movimenti rappresentativi. Collana diretta da Guido Manacorda'. Manacorda chiede a Salvatorelli di poter recensire il saggio di Augusto Rostagni "Il verbo di Pitagora", 'un volume davvero di prim'ordine', e se possa interessare, sempre per 'La Stampa', un riassunto dell'intervento su lo spirito o l'insegnamento religioso di Giovanni Pascoli, che lui stesso dovrà tenere nell'ambito della commemorazione nazionale del poeta. Fa, inoltre, a Salvatorelli un rendiconto degli ultimi attacchi da lui subiti da parte di idealisti ('Croce mi fa dare nel volume ora uscito da Castellano su di lui (...) apertamente del 'pessimo soggetto') e neoscolastici nonché da parte dell''Unità cattolica';
14. [Alagna Valsesia (Novara)] ,19. VIII. [1924], c. 1, lettera. Manacorda scrive a Salvatorelli del suo prossimo articolo e di avergli inviato il 'nostro ordine del giorno (...) lo vorrei chiamare veramente atto di fede e programma d'azione'. Scrive, inoltre, di temere non poco l'eventuale elezione di Giovanni Gentile a capo della Commissione per le riforme istituzionali ed infine gli fornisce una sua interpretazione su di alcuni punti di ordine teologico nei quali si manifesta il suo dissidio con la Chiesa;
15. Ripafratta (Pisa), 18. [XII. 1924], cc. 2, lettera su carta intestata 'Biblioteca Sansoniana Straniera'. Manacorda scrive a Salvatorelli di avergli inviato una sua intervista che potrebbe essere pubblicata su 'La Stampa'. Lo informa, inoltre, in merito al convegno del movimento di cui fa parte nel quale interverranno ventitré comunicazioni, delle quali quattro o cinque cominceranno dalla sua "Per la restaurazione di una dottrina trascendentalista dello Stato" (?) e saranno schiettamente politiche. Lo informa, quindi, della sua dottrina dello Stato nella quale, ormai esauritasi la dottrina immanentistica che da Machiavelli arriva al fascismo, 'occorre, a mio avviso, rifarsi, anche qui, al trascendente (...) E ricominciare da capo. Mi ritrovo con Mazzini (con un Dio più preciso e cristiano), con Gioberti (senza la ubbie del Primato), con Rosmini (senza la teocrazia); e soprattutto con una tradizione politica cristiana (da s. Agostino a Dante), che mondata dalle scorie del tempo, mi sembra possa e debba nuovamente rifiorire (...) Una dottrina insomma di stato religioso, cristiano (...) che evitando i pericoli della teocrazia, ricongiunga l'etica alla politica'. Indica, infine, a Salvatorelli i temi dei prossimi articoli per 'La Stampa', chiedendogli un parere, e gli annuncia l'uscita della mistica minore (si tratta di "Dagli ultimi paralipomeni della mistica minore", uscito nel 1925) e i suoi lavori alla maggiore;
16. [Napoli], s. d., c. 1, lettera su carta intestata 'Biblioteca Sansoniana Straniera'. Manacorda parla a Salvatorelli della soppressione di alcune strofe dell'ottimistico Crepuscolo di Wagner e degli articoli che potrà pubblicare su 'La Stampa'.
Marmiroli Renato
(1959 - 1965)
1959-01-01 - 1965-12-31
Segnatura:
3.4.18
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 18
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 9 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Reggio Emilia, 01. VI. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Ente provinciale per il turismo. Reggio nell'Emilia - Il presidente'. Renato Marmiroli invita Salvatorelli a prender parte alla manifestazione indetta dal 'Lions Club' locale in occasione del centenario dell'Unità d'Italia scrivendogli dei tempi e della sede in cui potrà tenere il suo intervento: 'ella potrebbe benissimo ripetere qui il discorso su Cavour tenuto sabato al congresso milanese'. Ricorda, infine, di averlo già ascoltato durante il discorso celebrativo dei 150 anni del tricolore che tenne alcuni anni prima, sempre a Reggio Emilia;
2. Reggio Emilia, 02. IX. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Ente provinciale per il turismo. Reggio nell'Emilia - Il presidente'. Marmiroli invita Salvatorelli, in qualità di presidente dell'Ente provinciale per il turismo e di commissario del locale comitato dell'Istituto per la storia del Risorgimento, a tenere un intervento l'anno successivo in occasione di una manifestazione sulla rivoluzione di Reggio dell'agosto del 1796;
3. S. l., [11. IX. 1959], minuta di Salvatorelli scritta sul fronte e sul retro della precedente lettera di Marmiroli, nella quale declina l'invito rivoltogli, avendo già tenuto a Reggio Emilia, nel 1947, un discorso celebrativo per i 150 anni del tricolore;
4. Reggio Emilia, 14. IX. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Ente provinciale per il turismo. Reggio nell'Emilia - Il presidente' con annotazioni di Salvatorelli. Marmiroli chiede a Salvatorelli di suggerirgli qualche nome che possa sostituirlo per la manifestazione dell'anno successivo;
5. Reggio Emilia, 11. XI. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Ente provinciale per il turismo. Reggio nell'Emilia - Il presidente' con annotazioni di Salvatorelli. Marmiroli scrive di aver inviato a Salvatorelli l'ultima sua opera, "Storia amara del socialismo italiano" e si dice, fin d'ora, grato se vorrà recensirla;
6. Reggio Emilia, 08. III. 1965, c. 1, lettera. Marmiroli scrive a Salvatorelli se abbia documenti a conforto della sua affermazione in "Miti e storia", secondo la quale Gaetano Bresci uccise Umberto I per vendicare i morti del 1898, poiché, secondo le sue fonti (Filippo Turati...), Bresci progettava il regicidio già dal 1895;
7. Roma, 19. III. 1965, c. 3, minuta di Salvatorelli a Marmiroli nella quale si dice sorpreso di una tale richiesta (vedi lettera precedente di Marmiroli), su una vicenda sulla quale si è già espresso pure Benedetto Croce nella sua Storia d'Italia e che anche lui aveva trattato nella "Storia del Novecento", anche perché, se pure Bresci avesse avuto in mente il regicidio da prima del 1898, nulla cambierebbe nell'impostazione generale della questione. Ringrazia, poi, Marmiroli per il suo "Storia amara del socialismo italiano" che, però, non potrà recensire 'perché io non faccio recensioni su 'La Stampa', parlo di questo o quel libro, quando mi si presenta l'occasione per un punto di vista mio';
8. Reggio Emilia, 29. III. 1965, c. 1, lettera. Marmiroli risponde alla precedente di Salvatorelli e sostiene l'importanza del suo dubbio poiché la confessione di Bresci a Turati, nella quale emerge che l'idea del regicidio risaliva al 1895, sconosciuta a Croce che si attenne agli atti del processo, avrebbe aggravato[?], se nota, la posizione di Bresci. Riguardo, poi, il dissenso di Salvatorelli a proposito delle sue tesi su Giovanni Giolitti, ribadisce la sua posizione, che è di approvazione dell'operato dello statista fino al 1911 e di condanna per il periodo successivo, con particolare riferimento alla concessione del 'suffragio universale ad una nazione assolutamente impreparata a riceverlo'.
Martinetti Piero
(1933)
1933-01-01 - 1933-12-31
Segnatura:
3.4.19
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 19
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ms..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Castellamonte (Aosta), 21. I. 1933, c. 1, cartolina postale. Piero Martinetti ringrazia Salvatorelli per avergli fatto avere il suo saggio "From Locke to Reitzenstein : the historical investigation of the origins of christianity" e si complimenta con lui.
Mattioli Raffaele
(1954 - 1963)
1954-01-01 - 1963-12-31
Segnatura:
3.4.20
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 20
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 9 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. S. l., 28. I. 1954, c. 1, abbozzo di minuta di Salvatorelli nella quale elenca le questioni che ha sottoposto a Raffaele Mattioli nella sua precedente missiva. Il primo punto riguarda un lavoro da portare avanti insieme a Giorgio Levi della Vida, e vi è scritto di aver indicato a Mattioli l'organizzazione, la conduzione e i tempi approssimativi del lavoro; il secondo punto riguarda, invece, la segnalazione di un suo nipote, presentata da Salvatorelli a Mattioli;
2. Milano, 03. II. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Banca Commerciale Italiana - Direzione centrale'. Mattioli risponde alla precedente di Salvatorelli scrivendo di essere contento che 'ti sei spartito la Bibbia con Levi della Vida, e che insieme vi proponete di redigere il Manuale di cui s'è parlato'. Dice, poi, di condividere i criteri d'impostazione adottati e, come editore dell'opera, di voler solo essere informato, anche approssimativamente, dei tempi necessari al lavoro. Gli chiede, inoltre, notizie su un altro libro da pubblicare, una raccolta di saggi 'al quale - come sai - tengo molto e da molto tempo'. Risponde, infine, di aver già dato disposizioni riguardanti la sua segnalazione;
3. Roma, 08. I. 1957, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale segnala ancora il nipote; nella parta conclusiva scrive a Mattioli di avergli inviato la sua "Storia d'Italia nel periodo fascista", "notevolmente rimaneggiata e ampliata rispetto alla Storia del fascismo" (si tratta di "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945", scritto con Giovanni Mira);
4. Milano, 21. I. 1957, c. 1, lettera su carta intestata 'Banca Commerciale Italiana - Direzione centrale'. Mattioli isponde alla precedente di Salvatorelli sulla questione della segnalazione del nipote;
5. Milano, 28. I. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Banca Commerciale Italiana - Direzione centrale'. Mattioli dà il nulla osta per la soluzione di un problema postogli nella precedente lettera da Salvatorelli. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
6. Roma, 16. III. 1959, cc. 3, minuta di Salvatorelli nella quale propone a Mattioli il progetto di una nuova 'Rivista critica di storia e di filosofia';
7. Milano, 22. IV. 1963, c. 1, lettera su carta intestata 'Banca Commerciale Italiana - Direzione centrale'. Mattioli conforta Salvatorelli sulla situazione lavorativa del nipote.
Mazzarino Santo
(1965 - 1966)
1965-01-01 - 1966-12-31
Segnatura:
3.4.21
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 21
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Ravenna, 24. V. [1965]..., c. 1, cartolina illustrata. Mazzarino invia i propri saluti a Salvatorelli dal I Congresso nazionale dell'Associazione di studi bizantini.
2. Roma, .... .... [1965], c. 1, telegramma di saluti;
3. [Sicilia], 07. VIII. 1966, c. 1, lettera di carattere amichevole su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di storia romana - Il Direttore';
4. Roma, 31. III. ..., c. 1, lettera di carattere amichevole. Santo Mazzarino scrive di aver inviato a Salvatorelli il primo volume del suo "Il pensiero storico classico", opera che prevede un successivo volume in due tomi;
5. Roma, 19. .... ..., c. 1, lettera di carattere adulatorio su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di storia romana - Il Direttore';
Micacchi Rodolfo
(1915 - 1934)
1915-01-01 - 1934-12-31
Segnatura:
3.4.22
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 22
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 30 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. S. l., 06. VIII. [1915], c. 1, lettera. Rodolfo Micacchi scrive a Salvatorelli di avergli inviato il manoscritto da stampare richiestogli, dice che il giorno stesso partirà per il fronte, gli scrive l'indirizzo e chiede chiarimenti su alcuni passaggi del manoscritto;
2. 1° reggimento genio, 23° compagnia zappatori, 24. VIII. [1915], c. 1, cartolina su carta intestata 'Corrispondenza del Regio esercito'. Micacchi ringrazia Salvatorelli per la sua lettera e gli dà notizie dal fronte;
3. 1° reggimento genio, 23° compagnia zappatori, 13. IX. 1915, c. 1, cartolina postale militare. Micacchi chiede a Salvatorelli se la stampa del manoscritto sia iniziata e notizie circa la sua chiamata a Napoli [all'Università]. Infine, gli fornisce un breve resoconto della sua condizione al fronte;
4. S. l., .... [VIII. 1916], c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero della Pubblica Istruzione'. Micacchi scrive di aver inviato a Salvatorelli lo stipendio. Nei saluti c'è anche la firma di Mario Vinciguerra;
5. Tripoli, 05. V. 1919, c. 1, lettera su carta intestata 'Il R. Soprintendente Scolastico della Tripolitania. R. Ispettore per la Cirenaica'. Micacchi ringrazia Salvatorelli per una sua precedente del 26 aprile; gli scrive, inoltre, di essere d'accordo con lui per ciò che riguarda il testo per le scuole professionali di secondo grado, con l'esclusione delle scuole commerciali, e che, prima di essere più preciso in merito, aspetta la risposta del professor A. Pappalardo. Scrive, quindi, di concordare con Salvatorelli su Giovanni Giolitti, di non pensarla ugualmente, invece, circa Wilson;
6. S. l., 25. VI. 1919, c. 1, lettera su carta intestata 'Il R. Soprintendente Scolastico della Tripolitania. R. Ispettore per la Cirenaica'. Micacchi scrive a Salvatorelli di aver parlato con il professor Pappalardo per quanto riguarda il testo per le scuole professionali di secondo grado, gli espone i consigli da questo ricevuti sull'organizzazione del volume e gli fa presente il proprio punto di vista riguardo il merito degli argomenti da trattare e di come trattarli. Aggiunge che gli lascerà la parte storica del testo per assumersi quella geografica, esponendogli a tale riguardo l'importanza che ritiene di dare alle diverse sezioni in cui intende dividere questa parte;
7. S. l., 15. XII. 1921, c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero delle Colonie'. Micacchi fornisce a Salvatorelli un rendiconto sul credito loro spettante per le vendite dei volumi per le scuole professionali di secondo grado e accenna ad altri volumi da scrivere per completare i cicli scolastici e al relativo guadagno;
8. Roma, 18. III. 1922, c. 1, lettera. Micacchi riferisce a Salvatorelli quali siano i motivi che hanno portato all'annullamento di un'intervista che avrebbe potuto portare lumeggiamenti sulla situazione in Tripolitania e gli esprime la sua visione su quanto sta ultimamente avvenendo nella colonia italiana e dei pessimi comportamenti delle autorità italiane, giungendo alla conclusione che 'ormai comincio a dar ragione a chi sostiene l'abbandono della Libia: piuttosto che starci a questo modo, meglio venirne via';
9. Roma, 20. IV. 1922 , c. 1, lettera su carta intestata a penna 'Ministero delle Colonie, Ufficio scuola', a stampa 'S.P.Q.S. Istituto sabino per gli studi'. Micacchi scrive a Salvatorelli chiedendo spiegazioni sulle sue correzioni e gli comunica che sta correggendo le bozze dei volumi per gli istituti nautici. Gli comunica, inoltre, la sua opinione riguardo il testo per i ginnasi e i licei, che secondo lui andrebbe subito preparato e che, a suo parere, se pure l'editore Casella non accettasse le loro condizioni, non troverebbe alcuna difficoltà ad essere pubblicato da un altro editore;
10. S. l., 12. VII. 1922, c. 1, lettera. Micacchi scrive a Salvatorelli di avergli inviato un articolo e gli chiede se a 'La Stampa' possa interessare un suo articolo su quanto il ministro Amendola dirà in Senato riguardo la situazione libica. Gli comunica, inoltre, le difficoltà che sta apportando l'editore Casella per il pagamento dei loro testi per le scuole e gli chiede, infine, di trovargli un'occupazione che renda il suo lavoro e le sue condizioni economiche più stabili di quanto non lo siano attualmente;
11. Roma, 31. VIII. 1922, c. 1, lettera su carta intestata a penna 'Ministero delle Colonie, Ufficio scuola', a stampa 'S.P.Q.S. Istituto sabino per gli studi. - Il Presidente'. Micacchi scrive a Salvatorelli inviandogli un rendiconto di quanto dovrebbe essere il suo credito nei confronti di Casella per la vendita dei libri di testo per le scuole, secondo i suoi calcoli e secondo quelli di Casella, e gli chiede di chiarire la sua posizione in merito. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
12. Roma, 22. X. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'S.P.Q.S. Istituto sabino per gli studi - Il Presidente'. Micacchi scrive a Salvatorelli che, quando passerà da Napoli, tratterà con l'editore Casella per le nuove edizioni dei testi scolastici, ossia il secondo volume per gli istituti tecnici, il terzo per gli istituti nautici e il testo per i ginnasi e per i licei, e che, prima di mettere gli accordi su carta, glieli comunicherà per avere anche la sua approvazione. Nella seconda parte della lettera traccia la biografia lavorativa dell'editore Casella;
13. Roma, 01. XI. 1922, cc. 2, lettera su carta intestata 'S.P.Q.S. Istituto sabino per gli studi. - Il Presidente'. Micacchi scrive a Salvatorelli che 'a Dio piacendo, il primo atto della commedia, o farsa od operetta - chiamala a tuo talento - è finito', con ciò iniziando ad esporgli le sue impressioni sulla presa del potere da parte di Mussolini, sul nuovo governo e sui primi giorni successivi alla marcia su Roma, senza nascondere le proprie preoccupazioni a riguardo;
14. Napoli, 12. XI. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Libreria Antiquaria editrice Gaspare Casella'. Micacchi scrive a Salvatorelli di avergli inviato una parte del terzo volume per gli istituti nautici e gli chiede di apportare ad esso significative riduzioni di testo. Dice, inoltre, che gli farà avere un suo articolo su un volume di Alessandro Della Seta e che Casella salderà il debito nei suoi confronti entro la fine dell'anno;
15. S. l., 12. X. 1923 [?], c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero delle Colonie'. Micacchi dice a Salvatorelli di aver già letto il suo San Francesco e le recensioni dei giornali sul testo e si complimenta con lui per la riuscita del suo lavoro (da notare che "Vita di San Francesco d'Assisi" fu pubblicato per la prima volta nel 1926: c'è quindi, forse, un errore nella data cronica). Gli chiede, inoltre, di correggere un fascicolo di bozze e lo invita ad mandargli una parte del lavoro comune;
16. [Roma], 23. I. 1924, cc. 3, lettera. Micacchi descrive a Salvatorelli i toni veementi coi quali ha condotto la trattativa con l'editore Casella e le favorevoli condizioni ottenute per la pubblicazione dei testi scolastici per i ginnasi e per licei, in cinque volumi, e per gli istituti tecnici, in tre volumi. La seconda parte della lettera è dedicata alla stesura di orientativi piani delle opere, alla divisione delle parti su cui lavorare e ad indicare i tempi di consegna dei lavori, nonché a convincere Salvatorelli dell'opportunità di scrivere non solo il testo per i ginnasi e per i licei, ma anche quello per gli istituti tecnici;
17. Roma, 27. VII. [1924], cc. 3, lettera. Micacchi spiega a Salvatorelli i motivi del suo ritardo nella consegna del primo volume del testo per gli istituti tecnici inferiori, gli illustra le condizioni contrattuali, economiche in particolare, ottenute per la pubblicazione dei testi, gli chiarisce, in dettaglio, il modo in cui potrebbero, secondo la sua idea, dividersi i lavori di stesura e revisione dei testi e fornisce una panoramica dell'attuale progresso del lavoro;
18. [Roma], 30. VII. 1924, c. 1, lettera. Micacchi spiega a Salvatorelli i motivi che lo hanno spinto ad accettare le condizioni contrattuali postegli dall'editore Casella, gli illustra brevemente le sue spettanze e, successivamente, entra nel merito dei limiti temporali e delle dimensioni di uno dei volumi per gli istituti tecnici;
19. S. l., 22. XI. 1924, cc. 2, lettera. Micacchi comunica a Salvatorelli il personale dispiacere per la 'disgrazia che ha colpito la tua famiglia'. Scrive, poi, che nell'anno in corso sono riusciti ad ultimare e far pubblicare, non senza fatica, solo i due volumi per i ginnasi superiori, informandolo sui luoghi in cui, a sua conoscenza, il loro testo è stato adottato; prova, infine, a dettare una tabella di marcia affinché, entro il maggio dell'anno successivo, riescano a far uscire i volumi mancanti perché non ancora completati;
20. [Roma], 09. XII. [1924], c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero delle Colonie'. Micacchi si dice dispiaciuto per l'attuale stato d'animo di Salvatorelli e prova a convincerlo, nonostante il suo pessimismo a riguardo, circa il buon esito della loro impresa con i testi scolastici, garantendogli che il testo per gli istituti tecnici uscirà entro maggio e nelle migliori condizioni;
21. S. l., 14. XII. 1925, c. 1, lettera. Micacchi parla della liquidazione non ottenuta da Salvatorelli, dopo licenziamento da 'La Stampa' e lo invita a non perdersi d'animo' ché col tuo talento e la tua attivita non puoi certo dubitare dell'avvenire'. Accenna, poi, ad un volume di storia greca che verrà pubblicato a breve;
22. [Roma], 12. III. 1928, c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero delle Colonie'di carattere amichevole;
23. S. l., 29. XII. 1931, c. 1, lettera di carattere amichevole;
24. [Roma], 26. IX. 1934, c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero delle Colonie. Ufficio scuole e archeologia'. Micacchi scrive a Salvatorelli di non potergli fare avere una copia del terzo volume del loro testo scolastico di storia perché ne possiede una sola copia e, per di più, l'ha già prestata. Il resto della lettera è di carattere amichevole.
Michelini Francesco
(1942)
1942-01-01 - 1942-12-31
Segnatura:
3.4.23
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 23
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Modena, 19. IV. 1942, c. 1, lettera. Francesco Michelini si congratula con Salvatorelli per il suo "Profilo della storia d'Europa" e, dopo avergli annunciato di aver completato uno scritto sui vangeli, gli chiede consigli, e magari una raccomandazione, in merito all'editore cui inviare una copia dell'opera per l'eventuale pubblicazione, scrivendo, inoltre, che gli invierà prima qualche capitolo dell'opera;
2. Modena, 27. IV. 1942, c. 1. lettera su carta intestata 'Biblioteca Estense Modena'. Michelini scrive a Salvatorelli di avergli inviato una cinquantina di pagine del suo scritto, oltre a qualche altro suo lavoro, sempre di ambito religioso;
3. Modena, 31. V. 1942, c. 1, lettera. Michelini scrive a Salvatorelli che terrà conto delle critiche da lui rivoltegli sullo scritto inviatogli e chiede spiegazione di alcune di esse.
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 40 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Palmira Migni Ragni Casenghi:
1. [San Proto], 19. I. 1916, c. 1, lettera. Don Angelo Ragni Migni si congratula con Salvatorelli per l'assegnazione della cattedra di storia del cristianesimo all'Università degli studi di Napoli. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
2. Marsciano, 25. IV. 1916, cc. 2, lettera. Don Angelo scrive di aver saputo che Salvatorelli è stato richiamato [per la guerra] e se ne dice dispiaciuto. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
3. Montebello, 21. VI. 1924, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
4. Montebello, 19. VI. 1925, c. 1, lettera di carattere amichevole;
5. Montebello, 01. II. 1926, c. 1, lettera. Don Angelo scrive di aver saputo, da una precedente lettera di Salvatorelli, che ha lasciato 'La Stampa'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
6. Montebello, 12. VI. 1927, c. 1, lettera di carattere amichevole;
7. Montebello, 21. VI. 1930, c. 1, lettera di carattere amichevole;
8. Montebello, 20. VI. 1931, c. 1, lettera di carattere amichevole;
9. Montebello, 29. X. 1931, cc. 2 + 2, lettera di carattere amichevole. Con 2 biglietti illustrati a ricordo dei 25 anni dalla 'Messa Novella' di Migni Ragni;
10. Montebello, 11. I. 1932, c. 2, lettera di carattere amichevole;
11. Montebello, 19. XI. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
12. Montebello, 27. XI. 1932, c. 1, lettera di carattere amichevole;
13. Montebello, 20. IX. 1933, c. 1, lettera di carattere amichevole;
14. Montebello, 14. XI. 1933, c. 1, lettera di carattere amichevole;
15. Montebello, 12. III. 1934, c. 1, lettera di carattere amichevole;
16. Montebello, 12. IX. 1934, c. 1, lettera di carattere amichevole;
17. Montebello, 16. XI. 1934, c. 1, lettera. Don Angelo accenna alla censura di due libri di Piero Martinetti "Fede e ragione" e "Gesù e il Cristianesimo" (si tratta di "Ragione e fede: introduzione ai problemi religiosi" e "Gesù Cristo ed il cristianesimo"). Il resto della lettera è di carattere amichevole;
18. Montebello, 07. II. 1936, c. 1, lettera. Don Angelo accenna alla giovanile collaborazione di Salvatorelli a 'Religio', rivista sulla quale però "da qualche anno non vedo tuoi articoli". Il resto della lettera di carattere amichevole;
19. Montebello, 12. VII. 1937, c. 1, lettera di carattere amichevole;
20. Montebello, 20. I. 1939. c. 1, lettera di carattere amichevole;
21. Montebello, 19. IV. 1939, c. 1, lettera di carattere amichevole;
22. Montebello, 20. XII. 1939, c. 1, lettera di carattere amichevole;
23. Montebello, 29. III. 1940, c. 1, lettera di carattere amichevole;
24. Montebello, 17. VI. 1940, c. 1, lettera di carattere amichevole;
25. Montebello, 30. XI. 1940, c. 1, lettera. Don Angelo porge a Salvatorelli, sebbene con un po' di ritardo, gli auguri per il matrimonio della figlia Annamaria con Carlo Casalegno;
26. Montebello, 26. VI. 1946, c. 1, lettera. Don Angelo si dice dispiaciuto per la chiusura de 'La Nuova Europa' e chiede a Salvatorelli di fargli avere almeno l'indicazione degli scritti più significativi in ricordo del comune amico Ernesto Buonaiuti, recentemente scomparso. Gli chiede, inoltre, essendo a conoscenza della stesura da parte dello stesso Buonaiuti delle sue memorie, se esse siano state pubblicate;
27. Montebello, 09. VII. 1946, c. 1, lettera. Don Angelo ringrazia Salvatorelli per le notizie fornitegli, in una sua precedente lettera, sulla morte di Buonaiuti. Gli scrive, inoltre, rispondendo ad una sua richiesta, che sarà piuttosto difficile riuscire a trovare una casa per lui a Montebello;
28. Montebello, 23. VII. 1946, c. 1, lettera. Don Angelo ribadisce la difficoltà di trovare una casa libera a Montebello per via degli sfollati;
29. Montebello, 10. III. 1947, cc. 4, lettera. Don Angelo scrive ancora sulla casa a Montebello. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
30. Montebello, 10. XI. 1948, c. 1, lettera. Don Angelo invia le condoglianze per la morte della figlia;
31. Pisa, 16. II. 1952, c. 1, lettera di Aldo Capitini a Salvatorelli, in cui gli comunica la morte del comune amico don Angelo Migni Ragni avvenuta la notte precedente;
32. Castel Rigone, 12. VIII. 1952, c. 1, lettera della sorella di Angelo Migni Ragni, Palmira Casenghi Migni Ragni.
Mira Giovanni, Serini Paolo
(1926 - 1965)
1926-01-01 - 1965-12-31
Segnatura:
3.4.25
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 25
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 70 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Carlo Siskovic:
1. Milano, 14. V. 1926, c. 1, lettera. Giovanni Mira descrive a Salvatorelli il progetto di un libro con scritti di intellettuali amici in onore di Giovanni Amendola; gli illustra il primo abbozzo del volume, cui si sono dedicati Carlo Sforza e Meuccio Ruini, e gli scrive dei possibili ambiti d'interesse dell'opera e della vita di Giovanni Amendola, sui quali questi hanno pensato si possa scrivere un saggio; lo invita, quindi, ad aderire al progetto: 'Da Salvatorelli - si diceva - potrebbe venire un capitolo su A[mendola] e le questioni religiose. Vedi un po' (...). L''importante è che ciascuno scriva quello che sente di più';
2. Milano, 11. VII. 1926, cc. 2, lettera. Mira scrive di aver inviato a Salvatorelli il primo fascicolo della nuova rivista 'Pagine Critiche' (non conservato nel sottofascicolo) e gli illustra brevemente i caratteri e le linee guida della stessa: "1. Coltura per la coltura, senza secondo fini politici; 2. Sinteticità e analisi critica come tratti degli articoli; 3. Comprensibilità come fine dell'esposizione linguistica". Lo invita, inoltre, a collaborarvi con un articolo in prima battuta (programma minimo) e con un più continuativo apporto, magari basato sul tema della storia della Chiesa romana o dei rapporti Stato-Chiesa negli ultimi quattro pontificati, da esporre in fascicoli successivi. A tale proposito gli accenna alla collaborazione già acquisita di Benedetto Croce, con assaggi dello studio che ha iniziato sulla storia d'Italia negli ultimi 50 anni. Gli chiede, infine, consigli per la rivista;
3. Milano, 22. VII. 1926, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per i consigli sulla rivista e per la collaborazione accordatagli con articoli di politica ecclesiastica e con "revisioni di personalità italiane"; in quest'ultimo ambito gli accenna ai già programmati interventi di Giovanni Ansaldo su Giustino Fortunato e suo su Carlo Pisacane e lo invita a scrivere qualcosa su Francesco Crispi o su Alfredo Oriani. Scrive, inoltre, di aver assoldato Guido De Ruggiero a Napoli e Mario Vinciguerra a Roma per la ricerca di ulteriori collaboratori e gli chiede di fare la stessa cosa a Torino. Infine, gli dice di aspettare con ansia il suo volume su San Francesco (si tratta di "Vita di San Francesco d'Assisi");
4. Milano, 27. VII. 1926, c. 1, lettera. Mira invia a Salvatorelli alcuni indirizzi da lui richiesti, tra i quali quello di Luigi Albertini, Giuseppe Antonio Borgese e Piero Martinetti). Il resto della lettera è di carattere amichevole e riguarda anche la prematura morte del fratello di Mira;
5. Milano, 28. VIII. 1927, c. 1, lettera. Mira gli scrive dei suoi viaggi per lavoro sulle Alpi e che la casa editrice per la quale lavora, De Agostini, ha in programma per il 1928 l'uscita di un volume sull'Umbria che, plausibilmente, verrà affidato a Salvatorelli;
6. Milano, 09. V. 1928, c. 1, lettera. Mira si dice lieto che lo schema della storia del Rinascimento sia pronto e gli chiede di mandargli un abbozzo della monografia sull'Umbria;
7. Milano, 06. IX. 1928, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli che è ormai definitiva la scelta di un volume sull'Umbria; gli chiede, quindi, informazioni sul suo lavoro a riguardo e gliene fornisce sulla struttura e sull'organizzazione dell'opera;
8. Milano, 06. XI. 1928, c. 1, lettera. Mira fornisce ancora a Salvatorelli informazioni sul progresso del lavoro per la pubblicazione del volume sull'Umbria;
9. Milano, 15. XII. 1928, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per avergli fatto avere una copia del suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo" (il volume fu pubblicato nel 1929 da Laterza); gli chiede, inoltre, di inviargli il testo del volume sull'Umbria, quando lo avrà terminato, e lo informa che di tale volume si avranno traduzioni in francese e tedesco;
10. Milano, 02. IX. 1930, c. 1, lettera amichevole;
11. Milano, 20. I. 1931, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli dell'articolo inviatogli su 'Cavour e la questione romana' e gli scrive che sarebbe per lui importante disporre del lavoro completo di Salvatorelli sul rapporto Stato-Chiesa, in vista di un lavoro da iniziare sulla storia del Risorgimento;
12. Torino, 23. I. 1931, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Mira sui tempi del suo lavoro e chiede di sollecitare la pubblicazione del suo volume sull'Umbria presso De Agostini;
13. Milano, 06. X. 1931, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per le condoglianze portegli per la morte del padre;
14. Milano, 23. XII. 1931, c. 1, lettera. Mira lo informa che sta ultimando un volume dal titolo "Autunno 1918" (si tratta di "Autunno 1918: come finì la guerra mondiale", pubblicato nel 1932);
15. [Milano], 26. I. 1932, c. 1, lettera. Mira scrive che si vedranno presto;
16. Milano, 15. XI. 1932, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di avere bisogno di sapere quando ultimerà il secondo volume di storia del medioevo per Mondadori (si tratta probabilmente di "Corso di storia per i licei" vol. I, pubblicato nel 1933). Dice, anche, di avergli inviato £ 1000;
17. Milano, 18. III. 1933, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di far sapere a Giorgio Falco quali disposizioni siano state date da Mondadori per la pubblicazione dei volumi;
18. Milano, 02. IV. 1933, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per la recensione di un suo libro su Pegaso e gli scrive che sta lavorando ad un altro volume. Alla fine della lettera lo informa sull'abdicazione di Guglielmo di Prussia;
19. Milano, 28. IV. 1933, c. 1, lettera. Mira dice a Salvatorelli di aver ricevuto sollecitazioni da Mondadori e, pertanto, lo invita a consegnare, se non tutto, almeno parte del lavoro per la casa editrice;
20. Milano, 10. V .1933, c. 1, lettera con appunti di Salvatorelli. Mira chiede a Salvatorelli, su invito di Mondadori, informazioni personali per il lancio della storia d'Italia illustrata;
21. Malcesine, 03. VII. 1933, cc. 2, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di aver letto la sua recensione su Soderini e di condividerne il giudizio negativo. Gli chiede, inoltre, notizie sugli ultimi tre capitoli del suo volume per la storia d'Italia illustrata in merito alle fotografie da inserirvi;
22. Malcesine, 15. VII. 1933, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di aver partecipato ad una riunione riguardo la storia d'Italia illustrata con Mondadori e [Pietro ?] Fedele, direttore dell'opera, e gli elenca le decisioni prese e le questioni emerse in quella sede tra cui, al punto 5, scrive: 'alti elogi per te e per [Giorgio] Falco come storici; qualche dubbio - che fu chiarito - circa la tua attuale situazione politica';
23. Casorate, 01. X. 1934, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per avergli inviato gli ultimi due numeri de 'La Cultura' e si congratula per gli articoli di Salvatorelli. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
24. Maiori, 12. XI. 1939, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per avergli mandato il suo volume "La Triplice Alleanza. Storia diplomatica 1877-1912" e gli scrive di essere assorbito dal lavoro per il settimo volume della storia d'Italia di Mondadori;
25. Maiori, 29. III. 1940, c. 1, lettera di carattere amichevole. Risulta di un qualche interesse la seguente affermazione di Mira 'So bene che il continuo lavoro di redazione e di compilazione ti deve stancare e deprimere. Vorrei vedere, al mio ritorno a Milano, se non fosse possibile trovare qualcosa di meglio, di più degno di te. Che lavoro è quello dell'UTET?';
26. Milano, 16. IV. 1940, c. 1, lettera. Mira scrive di avere inviato a Salvatorelli £ 2000;
27. Casorate, 01. VI. 1940, c. 1, lettera. Mira scrive di avere inviato a Salvatorelli £ 2000;
28. Casorate, 14. X. 1940, c. 1, lettera. Mira dice a Salvatorelli di aver ricevuto da Mondadori il suo volume "L'Italia comunale. Dal secolo XI alla metà del secolo XIV" e a questo proposito scrive: 'Tu sai quanto e perché io ammiri i tuoi scritti; ma a questo volume credo che vorrò ancor più bene che agli altri, perché so in quali anni di difficoltà hai saputo portarlo a termine'. Rifiuta, inoltre, pur inviandogli gli auguri, di essere testimone alle nozze di sua figlia Annamaria per via 'della vita solitaria che faccio da qualche anno e che mi rende sempre più orso';
29. Maiori, 15. I. 1941, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di aver ricevuto e letto i primi due volumi della sua "Storia d'Europa" (si tratta di "Storia d'Europa dal 1871 al 1914") e si congratula per il risultato;
30. Maiori, 08. VIII. 1941, c. 1, lettera di carattere amichevole;
31. Maiori, 16. IX. 1941, c. 1, lettera di carattere amichevole;
32. Maiori, 03. IV. 1942, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Profilo della storia d'Europa" e dice che la recensirà presto su "La Nuova Rivista Storica";
33. Alzano Lombardo, 02. IX. 1943, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli che sta preparando, insieme a Ferruccio Parri, una serie 'Quaderni sul dopoguerra', ognuno dei quali tratterà un tema diverso (di tali temi fornisce l'elenco dei primi quindici individuati): 'Lo scopo è orientare i cittadini, specie i giovani, intorno alle principali questioni che dovranno essere affrontate non appena cessata la guerra. Dopo vent'anni di storture, di retorica e d'ignoranza, sembra che questo compito sia piuttosto urgente'. Chiede, quindi, a Salvatorelli di partecipare all'impresa redigendo il quaderno dal titolo 'Stato e Chiesa';
34. Amalfi, 19. III. 1950, c. 1, cartolina illustrata. Sono presenti cinque firme tra cui quella di Mira;
35. Alzano Lombardo, 14. II. 1953, c. 1, lettera. Mira fornisce a Salvatorelli notizie riguardanti quella che dovrebbe essere l'ultima revisione della comune opera "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" (pubblicata nel 1952 con Edizioni Novissima) e gli chiede informazioni circa le questioni economiche da risolversi con l'editore;
36. Alzano Lombardo, 22. V. 1953, c. 1, lettera. Mira scrive che si presenterà alle elezioni insieme a Ferruccio Parri e Piero Calamandrei 'poiché il mio giudizio sulla situazione differisce alquanto dal tuo, quale appare sulla Stampa'. Dice, inoltre, di aver saputo dell'uscita della "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" e che Segni ha incaricato Salvatorelli di redigere 'un sunto per le scuole e spero questo finisca poi con l'essere incorporato nei libri di testo, o meglio a dare agli autori di libri di testo la traccia per arrivare al 1945';
37. Milano, 14. V. 1954, cc. 1+ 1 + 1+ 2, lettera. Mira scrive in merito al volume "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" e spedisce a Salvatorelli una copia del contratto per la pubblicazione con Einaudi. Parla, inoltre, della mancata promozione a redattore capo di 'Vie d'Italia', collana del Touring Club, del figlio di Salvatorelli, Mario. Contiene minuta in due copie (a penna e dattiloscritta) di Salvatorelli del 14. V. 1954, nella quale egli si dice rincresciuto della mancata promozione del figlio ('un vero torto che è stato fatto a mio figlio') e chiede notizie del contratto con Einaudi per la pubblicazione di "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945";
38. Alzano Lombardo, 21. XII. 1954, c. 1, lettera di carattere amichevole;
39. Alzano Lombardo, 26. XI. 1959, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di avergli inviato una copia del sesto volume della Storia di Spellanzon, parte prima, scritto da Ennio Di Nolfo (dovrebbe trattarsi della prima parte di "Governo democratico e restaurazione in Toscana; La Repubblica romana; La reazione nel Regno delle Due Sicilie"). Dopo avergli fornito qualche notizia sull'origine dell'opera e sulle capacità e qualifiche di Di Nolfo, gli chiede di recensire il volume su 'La Stampa';
40. Alzano Lombardo, 26. V. 1960, c. 1, lettera. Mira ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo volume "Leggenda e realtà di Napoleone". Il resto della lettera è di carattere amichevole;
41. Alzano Lombardo, 30. I. 1961, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli a proposito di una conferenza alla quale parteciperanno ambedue;
42. Alzano Lombardo, 26. III. 1961, c. 1, lettera. Mira scrive di aver letto e molto apprezzato l'articolo di Salvatorelli su Roma capitale apparso su 'La Stampa' di quello stesso giorno (si tratta di "Roma e l'Italia"); ringrazia, inoltre, Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Spiriti e figure del Risorgimento";
43. Alzano Lombardo, 20. XII. 1962, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli di essersi dimesso da presidente del Touring Club a da direttore della collana 'Vie d'Italia'. Gli dice, inoltre, riguardo la revisione di "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945", di aver trovato 'un giovanotto in gamba' presentatogli da Di Nolfo e che, se 'non c'è nulla di mutato nel programma che tu delineasti (...) ci mettiamo subito al lavoro'. La lettera è firmata anche dalla moglie di Mira, Elena;
44. Trieste, 13. II. 1963, c. 1, lettera. Carlo Siskovic, collaboratore di Giovanni Mira, scrive a Salvatorelli in merito alla revisione e alle aggiunte da lui apportate, o che vorrebbe apportare, a "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945";
45. Alzano Lombardo, 18. IX. 1963, c. 1, lettera di carattere amichevole;
46. Torino, 29. XII. 1963, c. 1, lettera. Paolo Serini, dipendente della casa editrice Einaudi, scrive a Salvatorelli sollecitando i ritocchi al volume 'Storia d'Italia nel periodo fascista' e per le bozze del volume 'Miti e storia'.
47. Alzano Lombardo, 03. I. 1964, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli in merito ai tempi per la consegna delle correzioni per la nuova edizione di "Storia d'Italia nel periodo fascista", tempi sui quali non può ancora dare garanzie viste le sue precarie condizioni di salute e non conoscendo con precisione i progressi fatti in merito dal suo collaboratore, Carlo Siskovic;
48. Alzano Lombardo, 08. I. 1964, cc. 2, lettera. Mira scrive a proposito della nuova edizione di "Storia d'Italia nel periodo fascista" che, dopo la precedente lettera del 10 dicembre 1964 in cui Salvatorelli gli faceva sapere che sarebbe uscita nel febbraio del nuovo anno e dopo aver continuato a far tranquillamente lavorare il suo collaboratore Siskovic, 'nel Febbraio [?], proprio quando m'aspettavo un segno di maggiore attività, venne un silenzio preoccupante, che si è chiarito in questi giorni in modo per noi nefasto'. Perora, quindi, la causa dell'affidabilità e competenza del suo collaboratore, tracciando anche un breve profilo biografico delle sue vicissitudini e scelte politiche durante la seconda guerra mondiale. Infine, gli invia notizie sul suo precario stato di salute;
49. Roma , 12. I. 1964, cc. 4, minuta di Salvatorelli a Giulio Einaudi nella quale ricostruisce le vicende riguardanti la nuova edizione di "Storia d'Italia nel periodo fascista" e gli chiede di poter allungare i tempi di consegna delle correzioni e delle aggiunte. Richiede, inoltre, informazioni circa la nuova edizione economica del P.P.I. (si tratta di "Il pensiero politico italiano dal 1700 al 1870"), alla quale gli era stato detto di apportare alcune aggiunte; infine domanda il pagamento del residuo del suo credito con la casa editrice. Sono presenti due pagine di cambiamenti e aggiunte;
50. Alzano Lombardo, 15. I. 1964, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli che confida che lui e Siskovic possano terminare il lavoro sulla nuova edizione di "Storia d'Italia nel periodo fascista" in breve tempo;
51. Alzano Lombardo, 19. I. 1964, c. 1, lettera. Mira scrive di nuovo a Salvatorelli per rassicurarlo riguardo i tempi della consegna del lavoro;
52. Alzano Lombardo, 22. I. 1964, c. 1, lettera. Mira scrive a Salvatorelli che lui e Siskovic potranno mandargli il lavoro ultimato tra il 7 e l'8 febbraio;
53. Alzano Lombardo, 25. II. 1964, c. 1, lettera. Mira chiede a Salvatorelli se gli sono pervenute le modifiche e le aggiunte fatte da Siskovic per la nuova edizione di "Storia d'Italia nel periodo fascista"; fornisce nuovamente note sulla vita intellettuale e politica del suo collaboratore (la prigionia in Boemia per mano nazista, l'attività partigiana svolta con i sostenitori di Tito in Slovenia, la laurea a Padova in scienze politiche con 110 e lode, la richiesta di assistentato negatagli proprio per via della sua militanza partigiana in Slovenia) e richiede che il suo nome venga segnalato nella nota finale del volume a riconoscimento del lavoro svolto; infine domanda per sé la sola terza parte dei proventi derivanti dall'opera, parte che destinerà interamente a Siskovic;
54. Alzano Lombardo, 31. XII. 1964, c. 1, lettera. Mira menziona i progetti di Salvatorelli, di cui gli ha scritto in una sua precedente, di un libro di memorie e di un lavoro sulla storia religiosa d'Italia. Si congratula, inoltre, con lui per l'articolo del giorno stesso su 'La Stampa' improntato alla 'giusta severità per la classe dirigente' riguardante l'elezione di Giuseppe Saragat a Presidente della Repubblica (si tratta dell'articolo dal titolo "Crisi delle classi dirigenti");
55. Alzano Lombardo, 10. II. 1965, c. 1, lettera di carattere amichevole;
56. Roma, s. d., c. 1, telegramma di Salvatorelli;
57. S. l., s. d., cc. 4, lettera di Salvatorelli scritta su fogli contenenti brani dattiloscritti di Salvatorelli, tra cui pezzi dello scritto commemorativo 'Ricordo di Cesare De Lollis'.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Mira e Salvatorelli nella sottoserie "Giulio Einaudi Editore Torino" della serie "Rapporti con gli editori e periodici", nella sottoserie "Enti pubblici e privati vari" e nella sottoserie "Partiti e movimenti politici" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati" e nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" della sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni e conferenze" della serie "Attività editoriale".
Missiroli Mario
(1921 - 1968)
1921-01-01 - 1968-12-31
Segnatura:
3.4.26
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 26
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 79 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. [Roma], 25. II. 1921, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino. Ufficio romano di corrispondenza'. Mario Missiroli si complimenta per il recente articolo di Salvatorelli;
2. Milano, 17. [III]. 1921, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore' di carattere amichevole. Missiroli scrive, tra l'atro: 'Quest'ora di reazione vittoriosa fu, da me, preveduta da un pezzo, con tutte le conseguenze, anche personali. Bisogna avere pazienza';
3. Roma, 09. IV. 1921, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Resto del Carlino. Ufficio romano di corrispondenza'. Missiroli ringrazia Salvatorelli per un chiarimento datogli in un loro recente incontro e prosegue, dopo aver affermato di avere fatto la stessa osservazione: 'forse io ho ecceduto; ma tu capisci le particolarissime condizioni mie. A parte che io sono sempre 'sospettato' di antifascismo e di nittismo, il Bertesi (cons. [...] del Secolo e direttore) è capo del fascismo di Modena Carpi. Capisci? Io debbo barcamenarmi';
4. Milano, 15. I. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli scrive a Salvatorelli di accettare la sua collaborazione a "Il Secolo" con tre articoli al mese. Gli scrive, quindi, di essere interessato ad articoli di carattere politico, recensioni di pubblicazioni diplomatiche e qualche editoriale, stabilendo il compenso per articolo. Gli chiede, poi, se potesse accettare per 'La Stampa' articoli di critica letteraria di Fernando Palazzi, raccomandatogli da Giuseppe Antonio Borgese. Gli suggerisce, infine, di pensarci 'due volte prima di abbandonare la cattedra';
5. [Milano], 28. [III]. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli ringrazia Salvatorelli per un suo articolo nel quale gli offre solidarietà nella sua vertenza contro i fascisti;
6. Milano, 25. IV. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli chiede a Salvatorelli cosa pensi della discussione nata intorno alla monarchia. Dal canto suo, Missiroli ritiene che 'discutere di tale argomento sia utile per indurre il governo ed altri ambienti a fare qualcosa';
7. Milano, 15. V. 1922, c. 1, telegramma di ringraziamento;
8. Milano, 30. [V]. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli si congratula con Salvatorelli per il coraggio e la fermezza nell'espressione delle sue opinioni e gli dice: 'Ti raccomando gli agrari!';
9. Milano, 29. VI. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli si congratula con Salvatorelli per la sua attività giornalistica e dice di aver letto il primo articolo di Luigi Ambrosini. Scrive: 'Ma perché fa tanto il fascista? Si è lasciato infinocchiare! E' davvero doloroso';
10. Milano, 09. X. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli consiglia vivamente a Salvatorelli, vista la vacanza della corrispondenza de 'La Stampa' da Milano, di chiamare per tale funzione Giuseppe Bevilacqua, di cui canta le lodi e che, per di più, 'è dei "nostri"!';
11. Milano, 03. XI. 1922, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Secolo - Il direttore'. Missiroli si complimenta con Salvatorelli per il suo ultimo articolo e si chiede 'Che si fa ora? Quale spessore ha questo movimento?';
12. Milano, 11. I. 1923, c. 1, lettera. Missiroli scrive a Salvatorelli dicendogli che verrà presto licenziato per cause politiche da 'Il Secolo' e gli chiede di poter collaborare a 'La Stampa';
13. Milano, 24. I. 1923, c. 1, lettera. Missiroli ringrazia Salvatorelli, probabilmente per aver accettato la sua richiesta di collaborazione a "La Stampa";
14. Milano, 22. VII. 1923, c. 1, lettera. Missiroli parla delle modalità della sua collaborazione a 'La Stampa';
15. Milano, 29. VII. 1923, c. 1, lettera. Missiroli ringrazia Salvatorelli e gli chiede se può già ritenersi assunto come collaboratore de 'La Stampa' e, nel caso in cui fosse così, si dice pronto a seguire le sue direttive sui temi da trattare e sui tempi di pubblicazione dei primi articoli;
16. Bologna, 22. VIII. 1924, c. 1, lettera. Missiroli annuncia a Salvatorelli la prossima uscita del suo libro, dal titolo "Il colpo di Stato", per Piero Gobetti. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
17. Roma, 06. IX. 1924, cc. 2, lettera. Missiroli accenna a Salvatorelli, in un punto non chiarissimo: 'Io faccio, anche così, disoccupato, tutto quello che posso per la causa. Ma c'è troppa disorganizzazione, nel campo nostro: non c'è metodo, non c'è sistema'. Chiede, inoltre, se del suo "Il colpo di Stato" si potrà parlare sulla terza pagina de 'La Stampa'; gli comunica, poi, l'uscita di un altro suo libro, una raccolta di vecchi articoli con una nuova prefazione. Smentisce, infine, le voci che lo vorrebbero a 'Epoca';
18. Roma, 17. XII. 1924, cc. 2, lettera. Missiroli scrive a Salvatorelli del lavoro che sta compiendo a Roma per le note e gli articoli per 'La Stampa'; gli scrive, inoltre, di vedere e consultarsi spesso con Giolitti e lo invita a non avere remore, se lo riterrà opportuno, nel modificare i suoi articoli;
19. Roma, 27. III. 1925, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei deputati'. Missiroli chiede a Salvatorelli in cosa consista e a quale progetto risponda l'idea di Luigi Ambrosini riguardo la fondazione di un nuovo giornale;
20. Roma, 27. XII. 1929, cc. 3, lettera. Missiroli scrive a Salvatorelli ringraziandolo per la recensione fatta al suo libro, ma pure contestandone alcune critiche e chiarendo alcuni passaggi come la visione della politica religiosa, le tesi su Loisy, il rapporto tra verità e Stato;
21. Roma 30. V. 1930, cc. 3, lettera. Missiroli ringrazia Salvatorelli per gli scritti che gli ha inviato, gli chiede suggerimenti di pubblicazioni su Bellarmino 'di cui è imminente la santificazione: metà di Giugno', e su Sant'Antonio da Padova sul quale vorrebbe scrivere qualcosa durante l'anno prossimo. Nel resto della lettera chiede e fornisce consigli di lettura a Salvatorelli su volumi riguardanti la storia religiosa, la storia del pensiero politico moderno, in particolare Machiavelli e Guicciardini, la storia del Risorgimento italiano e la storia contemporanea;
22. Roma, 29. VII. 1930, cc. 2, lettera. Missiroli fornisce e chiede a Salvatorelli consigli di lettura;
23. Roma, 04. IX. 1930, cc. 3, lettera. Missiroli fornisce e chiede a Salvatorelli consigli di lettura, anche al fine di suggerirgli temi su cui scrivere, in particolare sul patto Kellog e su due volumi, uno di Pincherle e uno di Filippo Meda su Sant'Agostino, vista la sua competenza in merito;
24. S. l., 02. XII. 1937, c. 1, lettera. Missiroli si congratula con Salvatorelli per i suoi due articoli sull'impero romano;
25. Roma, 25. VI. 1938, cc. 3, lettera. Missiroli si congratula vivamente con Salvatorelli per il suo "Sommario della storia d'Italia dai tempi preistorici ai giorni nostri" criticandone però il troppo severo giudizio - 'la sua opera non presenta interesse per lo studioso' - espresso su Alfredo Oriani;
26. [Roma], [08. VII. 1939], c. 1, lettera. Missiroli ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo ultimo lavoro del quale scriverà su 'Il Messaggero'. Chiede a Salvatorelli, poi, se gli interessa rientrare in possesso dei diritti del suo scritto su Santa Caterina, volume che fino ad allora non è mai stato pubblicato;
27. Roma, 04. XII. 1940, c. 1, lettera. Missiroli invia a Salvatorelli gli auguri per il matrimonio della figlia Annamaria e gli chiede di fare una recensione sull'ultimo romanzo di Bacchelli. Gli chiede, inoltre, se ha avuto l'invito a trattare del Cavour di Adolfo Omodeo (probabilmente si tratta di "L'opera politica del conte di Cavour, 1848-1857") e scrive di avergli inviato un numero de 'Il Giornale di Sicilia' in cui si parla del suo Medioevo;
28. S. l., 21. XII. 1940, c. 1, lettera. Missiroli chiede a Salvatorelli di fargli avere dall'editore Mondadori una copia del suo "L'Italia comunale. Dal secolo XI alla metà del secolo XIV", sul quale ha scritto già tre articoli;
29. S. l., 14. II. 1941, cc. 4, lettera. Missiroli propone a Salvatorelli di lavorare insieme, dopo essersi ben consultati tra loro sull'impostazione e il taglio da dare all'opera, alla stesura di un libro in tre volumi dal titolo "La lotta politica di Oriani". Dice di aver già parlato con l'editore Cappelli e gli illustra le condizioni contrattuali. Nel caso in cui non dovesse accettare la proposta, chiede a Salvatorelli chi potrebbe sostituirlo. Tutti e quattro i fogli sono strappati;
30. Roma, 27. II. 1941, cc. 2, lettera. Missiroli dopo 'l'adesione cordiale' di Salvatorelli al progetto sull'opera di Oriani, gli espone i dubbi dell'editore che teme che, per mano sua, quello che dovrebbe essere un lavoro che valorizzi il soggetto e con esso la casa editrice, finisca invece per risultare una svalutazione (cfr. lettera 25);
31. S.l., 07. VII. 1941, c. 1, lettera. Missiroli chiede a Salvatorelli se è stato contattato per collaborare a 'Il Resto del Carlino' dato che egli aveva fatto il suo nome al direttore;
32. S.l., 12. X. 1941, c. 1, lettera. Missiroli chiede se è interessato a consultare l'archivio personale del padre di Alberto Blanc, che fu segretario di Cavour e segretario generale della Consulta. Si congratula, inoltre, per la monografia su "La lotta politica";
33. Roma, 17. I. 1942, c. 1, lettera. Missiroli conferma a Salvatorelli l'invio di £1000 da parte di Longanesi per due articoli e di £ 500 da parte di Cappelli, a lui destinati;
34. Roma, 14. V. 1951, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero' di carattere amichevole;
35. Roma, 18. XI. 1952, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale scrive a Missiroli correggendo alcuni suoi errori storici (e politici) presenti nell'articolo odierno di Panfilo, che porta la sua firma. Suggerisce, inoltre, a Missiroli l'interesse che il 'Corriere della Sera' dovrebbe avere verso il turismo artistico, trattando in terza pagina di itinerari di viaggi, schizzi di città, etc.; a tal fine, gli raccomanda suo figlio Mario, impiegato al Touring Club Italiano;
36. Roma, 17. IV. 1953, c. 1, minuta di Salvatorelli, contenente sul verso appunti a penna e a matita, nella quale scrive a Missiroli rinnovando la raccomandazione per suo figlio;
37. Milano, 07. IV. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera - Il direttore' di carattere amichevole;
38. S. l., 27. V. 1954, c. 1, minuta di Salvatorelli, scritta sul verso di un foglio stampato, nella quale scrive a Missiroli a proposito di un articolo recente a firma di P[anfilo] G[entile] su Benedetto Croce apparso sul 'Corriere della Sera';
39. Milano, 31. V. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera - Il direttore'. Missiroli risponde alla precedente di Salvatorelli dicendo che non ci fu alcuna mutilazione all'articolo di Panfilo Gentile (secondo Salvatorelli mancava il suo nome in un elenco di autori), che la dimenticanza era tutta da attribuirsi all'autore dell'articolo e che il 'Corriere della Sera', da quando lui è direttore, si è già occupato due volte di sue pubblicazioni e a breve uscirà un nuovo articolo di Giovanni Spadolini su un suo recente volume;
40. S. l., 03. VI. 1954, c. 1, minuta di Salvatorelli, scritta sul verso di un foglio stampato, nella quale risponde alla precedente di Missiroli;
41. S. l., 10. VIII(?). 1954, c. 1, minuta di Salvatorelli, scritta sul verso di un foglio stampato, nella quale si lamenta con Missiroli di qualcosa riguardante il 'Corriere della Sera';
42. Milano, 29. VIII. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera'. Missiroli scrive a Salvatorelli, a proposito di un articolo uscito sul 'Corriere della Sera' e del quale Salvatorelli deve essere rimasto molto insoddisfatto, che dopo averlo tagliato e modificato, ha ritenuto ingiusto il suo operato: 'Non sarebbe stato, da parte mia, un abuso di autorità? (...) Se peccai, peccai, certo, per un eccesso di liberalismo';
43. Milano, 01. IX. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera'. Missiroli ringrazia Salvatorelli per la lettera inviatagli e parla dell'autore dell'articolo di cui nella precedente lettera, definendolo 'quanto di più onesto e di più nobile si possa immaginare (...) Per fartene un'idea, pensa a un Mario Vinciguerra cattolico'. Lo invita, inoltre, a dargli il suo parere riguardo la prefazione alla terza edizione del suo "Polemica liberale";
44. Milano, 27. X. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera'. Missiroli risponde ad un'interpretazione di Salvatorelli riguardo le tesi sostenute da un autore conosciuto da entrambi;
45. Milano, 12. XII. 1956, c. 1, lettera su carta intestata 'Corriere della Sera'. Missiroli scrive a Salvatorelli che l'autore di cui si parlava nella precedente lettera è Valori. Lo informa, inoltre, di aver contattato Mario Vinciguerra perché parli su 'Letture' della nuova edizione di "La storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945"; infine, gli parla della nuova edizione, arricchita, della sua raccolta di articoli "Opinioni";
46. Roma, 13. III. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli a Missiroli nella quale contesta in modo molto duro la sua impostazione politica e con essa la linea "nefasta" che ha dato al 'Corriere della Sera' sulle questioni di politica interna; Salvatorelli conclude dicendo che questa polemica taglia anche 'l'ultimo filo che ci teneva uniti';
47. Milano, 18. III. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera'. Missiroli risponde in modo amareggiato alla precedente di Salvatorelli, scrivendogli di non capire la sua sfuriata; dice, inoltre, che, con tale decisione, 'io ho perduto un amico, non lo hai perduto tu';
48. Roma, 19. III. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde a Missiroli che anch'egli ritiene che non sia giusto 'recidere così una vecchia amicizia come la nostra'. Scrive, però, che se fino ad allora 'ho sempre difeso i tuoi articoli (...) come prodotti di una nostra particolare e personale dialettica (...) questa volta non ci sono riuscito'. Ritiene, quindi, che l'unica soluzione per risolvere il loro conflitto sia quella 'di leggerli d'ora in poi il meno possibile';
49. Milano, 23. III. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera - Il direttore '. Missiroli ringrazia Salvatorelli per la precedente e spera che possano vedersi a breve per spiegargli le sue ragioni;
50. Milano, 29. XI. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Il nuovo Corriere della Sera - Il direttore '. Missiroli spiega a Salvatorelli la causa della sua assenza alla conferenza da lui tenuta al Circolo della stampa a Milano;
51. Roma, 04. VIII. 1962, c. 1, lettera. Missiroli si congratula con Salvatorelli per il suo articolo su Ferrero (si tratta di "L'opera storico-morale di Guglielmo Ferrero (A vent'anni dalla morte), pubblicato su "La Stampa" il 3 agosto 1962);
52. Roma 05. XI. 1962, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli chiede a Salvatorelli un'opinione sul lavoro di Guillaume Pouget, autore, scrive, molto stimato per esempio da Henry Bergson e Jacques Chevalier;
53. Roma, 11. XI. 1962, cc. 2, lettera con appunti a penna di Salvatorelli. Missiroli scrive a Salvatorelli ringraziandolo per i complimenti per la 'tardiva Presidenza' e dice che terrà la carica solo per il tempo necessario al raggiungimento della 'pacificazione' e per 'fiancheggiare la Commissione che dovrà trattare con gli editori il nuovo contratto di lavoro' (si tratta della presidenza della Federazione nazionale stampa italiana). Gli scrive, poi, altre informazioni su Pouget, conosciuto anche con lo pseudonimo di Don Besse;
54. Roma, 05. I. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli invia le proprie condoglianze per la morte del fratello di Salvatorelli;
55. Roma, 05. VIII. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero' di carattere amichevole;
56. Fiuggi (Frosinone), 04. IX. 1964, cc. 2, lettera su carta intestata 'Il Messaggero' di carattere amichevole;
57. Roma, 11. IV. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli si congratula con Salvatorelli per il suo articolo su Dante (si tratta di "Il messaggio di Dante (Nel settimo centenario della nascita), pubblicato su "La Stampa" il 10 aprile 1965);
58. Roma, 15. VI. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli scrive a Salvatorelli di avergli mandato due numeri di ''Osservatore politico letterario' dedicati all'interventismo, con un articolo di Mario Vinciguerra in cui si parla di Salvatorelli, uno suo (di Missiroli) con un parziale inedito di Georges Sorel e un diario inedito di Antonio Salandra, che fornisce lumi inaspettati sul rapporto di questi con Giorgio Sidney Sonnino;
59. Roma , 18. III. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli invia a Salvatorelli gli auguri di compleanno;
60. Roma, 15. IV. 1968, cc. 2, lettera su carta intestata 'Il Messaggero'. Missiroli parla di una persona da segnalare;
61. Torino, 25. .... ..., c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale affronta problemi concernenti la sua collaborazione ad un giornale diretto da Missiroli o in cui questo lavorava.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Missiroli e Salvatorelli nella sottoserie "Attività giornalistica" della serie "Rapporti con La Stampa di Torino", nella sottoserie "Enti pubblici e privati vari" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati", nella sottoserie "Il pensiero politico italiano dal 1700 al 1870" della serie "Attività editoriale" e nel fascicolo "Storia del fascismo: l'Italia dal 1919 al 1945" della sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni e conferenze" della stessa serie "Attività editoriale".
Momigliano Arnaldo
(1961)
1961-01-01 - 1961-12-31
Segnatura:
3.4.27
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 27
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 22. VII. 1961, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale si lamenta vivamente con Arnaldo Momigliano per non aver inserito, in un esame della storiografia italiana del dopoguerra apparsa sulla 'Rivista Storica Italiana', alcuna sua opera;
2. Atene, 26. VIII. 1961, c. 1, lettera su carta intestata 'University College London. Department of History'. Momigliano risponde alla precedente di Salvatorelli dicendo che, per quanto riguarda l'articolo incriminato, non si trattava di un panorama della storiografia contemporanea, ma di una risposta ad una polemica con Ross, il quale asseriva che 'la storiografia contemporanea è guidata e deve essere guidata dalla metodologia di M. Weber e Dilthey'. In quella risposta Momigliano diceva, invece, che molto più ricca è la situazione italiana e citava, inoltre, esplicitamente Salvatorelli ' (uno dei pochissimi menzionati tra i viventi)' come esponente di una 'corrente neo-illuministica cui vanno le mie simpatie'. E' proprio per questa ragione che, all'appello di opere, mancano anche i nomi di numerosi storici illustri, in un altro contesto assolutamente da citare, come Volpe, Gino Luzzatto, Giorgio Falco, Delio Cantimori.
Monelli Paolo
(1950)
1950-01-01 - 1950-12-31
Segnatura:
3.4.28
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 28
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 6 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Berlino, [ante 12. XII. 1924], c. 1, nota di servizio. Paolo Monelli chiede a Salvatorelli di tenere in maggiore considerazione le sue notizie da Berlino 'per non compromettere la serietà del giornale [La Stampa] qui a Berlino'. Monelli scrive, infatti, di aver letto un articolo di fondo sul giornale di martedì, riprodotto anche dai giornali tedeschi, in cui si scriveva di una vittoria centrista alle recenti elezioni in Germania, cosa questa che 'non corrisponde ai risultati delle elezioni', visto che 'tanto i tedesco nazionali quanto i socialisti sono in Germania tutt'altro che centristi';
2. Torino, 12. XII. 1924, c. 1, minuta di Salvatorelli su carta intestata 'La Stampa - Il Direttore' nella quale risponde severamente alla precedente di Monelli, 'non nella mia qualità di autore del detto articolo - che potrebbe dimostrare la totale infondatezza dei suoi appunti - ma in quella di condirettore del giornale per la parte politica', sostenendo che egli non può interferire in alcun modo con la linea politica del giornale e rimproverandolo, inoltre, per la sua condotta, per la sua 'mancanza di riguardo' nelle osservazioni espresse;
3. Berlino, 07. I. 1925, cc. 1+ 1, lettera. Monelli scrive a Salvatorelli che 'gli avvenimenti politici germanici del mese scorso hanno confermato, in tutto, come ella avrà la bontà di riconoscere, le mie previsioni', e che quindi la Germania, 'se si sposta, si sposta verso una destra (...) reazionaria e male intonacata di Repubblicanesimo'. Gli invia, inoltre, la sua precedente, mai arrivata, del 16. XII. 1924 da Berlino, nella quale risponde a Salvatorelli che non era sua intenzione interferire con la linea politica del giornale, ma solo riportare i fatti così 'come realmente sono', e ciò anche alla luce dei commenti uditi nella redazione del 'Berline Tageblatt';
4. Roma, 26. V. 1950, c. 1, lettera. Monelli scrive a Salvatorelli a proposito dell'articolo da questo pubblicato su 'Il ponte' dal titolo "I tre colpi di stato", nel quale sosteneva la possibilità di un ruolo attivo del duca d'Acquarone nelle vicende che portarono il 25 luglio 1943 alla destituzione di Benito Mussolini da capo del governo ed in particolare a colloqui avuti da Acquarone, su ordine del re, con Galeazzo Ciano e Dino Grandi riguardo la sostituzione di Mussolini, prima della seduta del Gran consiglio. Monelli, il quale aveva avuto, per la pubblicazione del suo "Roma 1943", diversi colloqui con Acquarone, riferisce a Salvatorelli un resoconto degli stessi dai quali emerge l'infondatezza dell'ipotesi esposta da Salvatorelli. Sul verso del foglio è presente, a penna, la minuta di risposta di Salvatorelli,che è conservata anche in copia dattiloscritta (cfr lettera 5);
5. Roma, 31. V. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Monelli, ringraziandolo delle informazioni dategli nella precedente, ma non riscontrando in esse, per motivi metodologici, elementi probanti la sicura estraneità di Acquarone a contatti con i 'congiurati'.
Montanelli Indro
(1973)
1973-01-01 - 1973-12-31
Segnatura:
3.4.29
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 29
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ds..
Contenuto: 1. Milano, 08. XII. 1973, c. 1, telegramma. Indro Montanelli ringrazia Salvatorelli per gli elogi e le critiche riservategli.
Morghen Raffaello
(1952 - 1973)
1952-01-01 - 1973-12-31
Segnatura:
3.4.30
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 4, sf. 30
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 22. III. 1952, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di Storia Medievale'. Raffaello Morghen ringrazia Salvatorelli per la positiva recensione al suo libro "Medioevo cristiano";
2. Roma, 19. I. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di Storia Medievale'. Morghen ringrazia Salvatorelli di avergli fatto pervenire, attraverso l'editore, una copia del suo volume "Storia d'Italia nel periodo fascista", la nuova edizione di "Storia del Novecento" e il suo libro "Giolitti";
3. Chianciano Terme, 24. VIII. 1973, c. 1 + busta, lettera di carattere amichevole.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Morghen e Salvatorelli nelle sottoserie "Comitati" e "Società" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati".