Contenuto: Il fascicolo contiene 28 sottofascicoli con lettere degli anni 1911-1973.
Criteri di ordinamento:
I sottofascicoli sono stati ordinati alfabeticamente per corrispondente; l'ordine è cronologico al loro interno.
Unità:
28
Unità:
Cabiati Attilio
(1940 - 1945)
1940-01-01 - 1945-12-31
Segnatura:
2.2.1
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 1
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 9 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Merano, 24. VII. 1940, c. 1, lettera. Attilio Cabiati scrive che ha appreso che Salvatorelli ha temporaneamente 'deposto la penna per impugnare la spada (...) e mi auguro con tutto il cuore che ella compia questa parte con la stessa dottrina, coraggio morale e meritata fortuna che giustamente arride ai suoi scritti (...)'. Gli comunica, inoltre, come per il 1941-1942 sia previsto in Alto Adige un forte cambiamento demografico, con larga parte della popolazione altoatesina che ha già deciso di recarsi in Germania, lasciando tutti gli averi e terreni agricoli 'coltivati con una cura da giardinieri più ancora che da semplici agricoltori' e che sarà assai difficile rimpiazzarli;
2. Merano, 21. VIII. 1940, c. 1, lettera di carattere amichevole. Cabiati saluta Salvatorelli al ritorno dalla 'sua breve vita militare.';
3. Roma, .... [IV. 1941], c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
4. Firenze, 20. V. 1941, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
|5. S. l., 20. VII. 1941, c. 1, lettera di carattere amichevole. Cabiati scrive a Salvatorelli delle cattive impressioni avute delle sue condizioni di salute in un loro recente incontro, condizioni causate dall'eccessivo carico di lavoro cui è sottoposto. La lettera contiene anche uno scritto di Enrica Cabiati per Gina, moglie di Salvatorelli;
6. Torino, 26. XII. 1941, c. 1, lettera. Cabiati scrive a Salvatorelli di aver iniziato a leggere il suo nuovo libro (probabilmente "Venti anni fra due guerre") e si congratula con lui per la sua attività di storico;
7. Dogliani, 27. XI. 1943, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole. Cabiati scrive di essere molto interessato a quanto Salvatorelli gli ha scritto a proposito di un'aggiunta al suo "Pensiero e azione del Risorgimento";
8. Torino, 02. VI. 1945, c. 1, lettera di carattere amichevole;
9. Torino, 26. XII. 1945, c. 1, lettera di carattere amichevole. Enrica Cabiati informa Salvatorelli delle condizioni lavorative del marito. La lettera è firmata Enrica e Attilio Cabiati.
Cajumi Arrigo
(1929 - 1955)
1929-01-01 - 1955-12-31
Segnatura:
2.2.2
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 2
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 47 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Milano, 23. II. 1929, c.1, lettera su carta intestata 'La Fiera Letteraria'. Arrigo Cajumi invia a Salvatorelli la lettera ricevuta da Giovan Battista Angioletti, nella quale costui scrive a Cajumi di non poter pubblicare il suo articolo su Salvatorelli 'per ragioni che esulano dal valore intrinseco dell'articolo. Le ragioni Lei le intuisce. Abbiamo avuto già qualche avvertimento...'. Cajumi, nella stessa lettera, scrive a Salvatorelli di non avere parole per definire l'accaduto e gli chiede di indicargli dove eventualmente collocarlo, ricercando una rivista che lui pure si impegna a trovare;
2. Firenze, 05. IX. [1929], c. 1, cartolina su carta intestata 'R. Bomporad & F.° Editori'. Cajumi chiede a Salvatorelli di preparare qualche saggio per 'La Cultura' da pubblicare entro la fine dell'anno e lo invita a pensare ai volumi di cui ebbero modo di parlare in precedenza;
3. Firenze, 21. VII. 1930, c. 1, lettera su carta intestata 'La Cultura'. Cajumi scrive a Salvatorelli di avergli inviato, insieme al "Memorandum storico politico" di Clemente Solaro della Margarita, libro che potrà tenere, anche un volume di Lemmi e gli "Avvedimenti politici" di sua proprietà e che gli dovrà restituire; il tutto per un articolo che Salvatorelli dovrà scrivere per il fascicolo di settembre. Scrive, poi, che 'Per Cavour ti ci metterai subito dopo (...)' e che gli invierà, dopo i primi di agosto, un lavoro su Galileo. Gli comunica, infine, che intende pubblicare nel fascicolo di ottobre una recensione su Pincherle (forse Alberto) e gli invia un assegno di £ 650 per un articolo e dei libri;
4. Firenze, 13. VIII. 1930, c. 1, lettera su carta intestata 'La Cultura'. Cajumi scrive di aver inviato a Salvatorelli una copia di "Cronache del Risorgimento" e altri scritti di Luigi Ambrosini, affinché egli possa esaminarli in vista della composizioone di un volume di scritti da pubblicare in occasione del primo anniversario della morte di Ambrosini; espone, quindi, a Salvatorelli i criteri che intenderebbe adottare per la composizione del volume stesso e i tempi che ritiene necessari. Scrive, poi, di aver ricevuto, apprezzato e inviato in tipografia l'articolo di Salvatorelli su Solaro (dovrebbe essere "Il "De Repubblica" di Solaro della Margarita"). Gli dice, infine, che a breve gli invierà una copia del volume di Antonio Banfi su Galileo Galilei e gli chiede di farne una recensione su 'Pegaso';
5. Firenze, 07. IX. 1930, cc. 1 + 2, lettera. Cajumi scrive a Salvatorelli in merito al volume di scritti di Ambrosini, ringraziandolo per le indicazioni inviategli, chiedendogli informazioni e consigli su alcuni articoli di Ambrosini in suo possesso ed esponendogli la struttura che sta assumendo il volume. Informa, poi, Salvatorelli dell'offerta fattogli da Mario Missiroli di andare a 'Il Resto del Carlino' e rinnova a Salvatorelli l'invito a scrivere un articolo su Cavour e una recensione su Pincherle. Infine, gli invia in allegato due fogli a stampa (pp. 623-626) dal titolo "Una nuova edizione del Memorandum del conte Solaro della Margarita";
6. Milano, 25. XI. 1932, c. 1, lettera su carta intestata 'L'illustrazione italiana - La Redazione'. Cajumi scrive a Salvatorelli di aver letto il suo articolo su 'Il Lavoro' di quello stesso giornointitolato "Stresemann" e lo ringrazia di ciò. Scrive, inoltre, che a breve gli invierà una copia delle lettere wagneriane e una di un libro su Mustafà Kemal, aggiungendo che, prima di assegnargli un articolo per ''Illustrazione Italiana', dovrà parlarne con Tumminelli;
7. Milano, 01. I. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Treves, Treccani, Tumminelli'. Cajumi scrive a Salvatorelli che, per via di un preciso ordine romano, 'Illustrazione Italana' non potrà contare sulla sua collaborazione;
8. Milano, 01. V. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Treves, Treccani, Tumminelli'. Cajumi scrive a Salvatorelli del momento di crisi attraversato da 'Pegaso', spiegando con ciò il mancato saldo dei compensi per le collaborazioni arretrate;
9. Milano, 10. V. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Treves, Treccani, Tumminelli' di carattere amichevole. Cajumi si assume la colpa nell''Affare Ojetti';
10. Milano, 30. IX. 1939, c. 1, cartolina illustrata. Cajumi scrive a Salvatorelli di non aver ancora visto in libreria il suo ultimo libro, che comunque intende acquistare. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
11. Milano, 22. XI. 1941, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole. Cajumi parla di una dedica che non potrà essere apposta nel prossimo volume di Salvatorelli;
12. Milano, 27. XII. 1941, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole. Cajumi domanda a Salvatorelli quando uscirà il prossimo libro;
13. Milano, 02. IV. 1942, c. 1, cartolina postale. Cajumi ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Profilo della storia d'Europa". Il resto della lettera è di carattere amichevole;
14. Milano, 13. VII. 1945, c. 1, lettera su carta intestata 'Cokitalia. Spa - Il Direttore Amministrativo'. Cajumi riferisce a Salvatorelli della situazione de 'La Stampa', scrivendo come Alfredo Frassati sia orientato alla persona di Filippo Burzio come direttore, e si lamenta con lui di due questioni riguardanti la gestone del quotidiano torinese: 'il ritorno alla vecchia mentalità e alle vecchie persone' e il mantenimento di alcuni redattori de "La Stampa" filo-fascista, che darà al giornale un'impronta reazionaria, portando validi elementi ad uscirne a tutto vantaggio dei giornali di sinistra. Esprime, poi, un giudizio su 'La Nuova Europa', lodandone la serietà e l'interesse dei temi trattati, meno invece l'impostazione tipografica;
15. Milano, 10. VIII. 1945, c. 1, lettera. Cajumi scrive a Salvatorelli a proposito della situazione de "La Stampa", del fatto che Frassati e Giuseppe Colli iniziano ad essere scontenti di Burzio e delle 'sue fissazioni clerico-conservatrici'. Dice, quindi, di avre parlato con loro e suggeritogli di impostare il giornale sostenendo le linee guida di una democrazia di sinistra, di farlo diventare insomma 'un giornale liberalradicale', perché altrimenti 'non raddrizzano una barca partita già male'. Scrive, anche, di aver ricevuto proposte di direzione sia da Frassati stesso, sia da due giornali liberali, ma di essere troppo occupato col lavoro alla Cokitalia per potersene interessare. A proposito de 'La Nuova Europa', dice che manderà presto un altro articolo e avverte Salvatorelli delle irregolarità con cui il giornale arriva a Milano. Si congratula, infine, con Salvatorelli per aver saputo che entrerà nella Consulta;
16. Milano, 26. VIII. 1945, c. 1, lettera. Cajumi ringrazia Salvatorelli per le due riviste francesi inviategli. Lo aggiorna sulla situazione de 'La Stampa', scrivendo che Frassati teme che Salvatorelli vada al 'Corriere della Sera' e che, riguardo la sua possibile direzione, avendone parlato anche con Colli, ritiene che, per ora, sia più conveniente aspettare; allo stesso modo lascia aperta la possibilità di dirigere uno dei due giornali liberali, sebbene non sia attratto da questa ipotesi. Chiede, poi, a Salvatorelli di fargli avere, attraverso Raffaele Mattioli, una copia del suo ultimo lavoro su Napoleone (si tratta di "Leggenda e realtà di Napoleone", pubblicato nel 1944) affinché possa recensirlo su 'La Nuova Stampa'; gli comunica, inoltre, dei ritardi e delle anomalie nell'arrivo de 'La Nuova Europa' a Milano e gli propone alcuni temi sui quali potrebbe scrivere il prossimo articolo per essa. Infine, auspica la nascita di quel partito della democrazia liberalradicale progettato da Salvatorelli;
17. Milano, 16. IX. 1945, c. 1, lettera. Cajumi informa Salvatorelli in merito alle cattive condizioni di distribuzione de 'La Nuova Europa' a Milano e a Torino. Si complimenta, poi, con lui per il suo articolo su 'La Stampa' del giorno precedente. 'Sul giornale, i tuoi scritti risultano come sterzate a sinistra, utilissime e importantissime'. Successivamente, gli illustra gli sviluppi nella situazione de 'La Stampa' e le sue critiche in merito, consistenti nella constatazione che si tratti di un giornale simile ad 'un caravanserraglio, con sbandamenti talora preoccupanti' attribuibili all'assenza di una linea editoriale chiara e alla presenza di troppi elementi di idee reazionarie o ex fascisti. Scrive, infine, che Carlo Cordiè ha consegnato un articolo a Francesco Flora per 'La Nuova Europa', articolo meritevole di essere letto;
18. Milano, 21. X. 1945, c. 1, lettera. Cajumi propone a Salvatorelli argomenti per il suo prossimo articolo su 'La Nuova Europa'. Parla, quindi, dei suoi rapporti con 'La Stampa', della riduzione della sua collaborazione da tre a due articoli di sola storia o letteatura e di una discussione con Frassati nella quale gli ha detto chiaramente di non avere le sue stesse idee politiche. Riguardo ai giornali liberali, nonostante il rinnovo della proposta fattagli da Manlio Brosio, dopo una polemica, che colpiva anche lui, sul 'Secolo Liberale', scrive di aspettare che il partito si radicalizzi perché la proposta possa interessarlo. Chiede, quindi, a Salvatorelli notizie sul Partito d'azione e sui suoi margini di concretezza ed, infine, gli scrive di aver letto il suo Casa Savoia (si tratta di Casa Savoia nella storia d'Italia) e di averlo apprezzato;
19. Milano, 27. XII. 1945, c. 1, lettera con annotazioni di Salvatorelli. Cajumi scrive a Salvatorelli di essere dispiaciuto che non sia stato pubblicato l'articolo sulla crisi, a causa della sovrapposizione con articoli analoghi, che aveva inviato a 'La Nuova Europa' e propone, per i prossimi numeri, un articolo dal titolo "Questa povera economia", pezzo 'che sarà un po' a destra: - scrive Cajumi - perché, come dicevo a Frassati, io in politica sono più a sinistra di lui, e in economia più a destra', e due recensioni, di cui una su " Benjamin Constant" di Cordiè, alla cui stesura cui ha partecipato. Parla, poi, di un colloquio avuto con Frassati, durante il quale gli ha detto che forse, con lui a Torino, Salvatorelli "sarebbe ritornato sulla sua decisione di non accettare Roma". Riguardo la politica interna, infine, scrive che, affinché il Partito liberale italiano ed il Partito socialista italiano possano rivivere, è necessaria l'espulsione di Croce dall'uno e di Nenni dall'altro.
20. Milano, 10. I. 1946, c. 1, lettera. Cajumi scrive a Salvatorelli della feroce e incomprensibile avversione di Frassati verso il Partito d'azione, partito che invece a lui desta più di qualche simpatia. Accenna, quindi, alla situazione dei giornali milanesi e a quella de 'La Stampa' in cui Burzio, dopo la candidatura alle elezioni nelle file del Partito liberale italiano, ha il posto sempre più traballante. Scrive, infine, di aver allegato alla lettera un articolo del figlio di Colli e propone a Salvatorelli di farlo uscire su 'La Nuova Europa';
21. Milano, 27. I. 1946, c. 1, lettera. Cajumi invia a Salvatorelli l'articolo su Constant per 'La Nuova Europa' e gli dice che 'La Cultura' non riprenderà che nel 1948. Gli propone, poi, alcuni articoli per i prossimi numeri de 'La Nuova Europa'. Dice di aver inviato, per il numero unico su Della Torre, un articolo su Ambrosini in cui viene citato anche Salvatorelli e conclude chiedendogli informazioni circa lo sfaldamento del Partito d'azione del quale parla "La Nuova Stampa" e sull'ipotesi di Ferruccio Parri presidente dell'IRI;
22. Milano, 15. IV. 1946, c. 1, lettera. Cajumi scrive di aver avuto un lungo colluquio con Frassati, nel quale gli ha proposto Salvatorelli come direttore da Roma e Giulio De Benedetti da Torino, mentre lui si è tenuto fuori per l'incertezza riguardo la testata e la proprietà del giornale: gli dice pure che, rovescio della medaglia, pur assai ben accolto, finirebbe col trovarsi sempre Frassati fra i piedi. Scrive, anche, di aver detto a Frassati e Burzio, chiaramente, che se il giornale continuerà su una linea filomonarchica rovinerà il 2 giugno. Gli chiede, infine, conferma della sua candidatura per le elezioni a Torino con Franco Antonicelli e Ferruccio Parri;
23. Roma, 19. IV. 1946, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Cajumi confermando la sua candidatura a Torino e a Roma, ma con poche possibilità di elezione, pochissimo impegno elettorale e speranza di non essere eletto. Riguardo la proposta di condirezione politica de 'La Stampa' da Roma, scrive che, seppure in linea teorica sarebbe favorevole all'ipotesi a patto di trovare una certa armonia e coerenza d'intenti tra Torino e Roma, ritiene che alla fine Frassati non ne farà di niente;
24. Milano, 05. V. 1946, c. 1, lettera. Cajumi scrive a Salvatorelli della situazione a 'La Stampa', nella quale si è arrivati ad una soluzione compromissoria sul problema della linea monarchica o repubblicana del giornale in vista del referendum. Lo informa, anche, delle trattative in corso per la proprietà del giornale tra Fiat e Frassati e, riguardo la direzione, dice di aver proposto nuovamente a Frassati l'ipotesi di una condirezione, con Salvatorelli a Roma e De Benedetti a Torino e che questo prenderà una decisione nei successivi quindici giorni. Scrive, poi, dell'impegno elettorale di Antonicelli, di aver incontrato Natalia Ginzburg, azionista convinta, e della necessità di creare tra Milano, Torino e Roma un settimanale nel quale confluiscano Movimento democratico repubblicano e liberali di sinistra;
25. Roma, 10. V. 1946, c. 1, minuta di risposta di Salvatorelli alla precedente di Cajumi, nella quale conferma che potrebbe svolgere un qualche tipo di incarico fisso per 'La Stampa' del genere di quello proposto da Cajumi, ma unicamente da Roma. Scrive, inoltre, come suggerito da Cajumi, di aver iniziato ad inviare, con quello su Buonaiuti, articoli per la terza pagina de 'La Stampa' e si lamenta dell'assenza di un giornale nazionale di stampo democratico-repubblicano;
26. Milano, 18. VI. 1946, c. 1, lettera. Cajumi torna sulla questione della direzione e della propietà de 'La Stampa' nonché della fusione 'La Stampa' - 'Opinione', dando a Salvatorelli notizie sugli ultimi sviluppi, nessuno dei quali però definitivo. Accenna, poi, alla possibilità ventilata da Parri, di un giornale per Movimento democratico repubblicano, ma anche al pessimismo di Gaetano Baldacci su questo argomento e alle notizie da lui avute di una possibile collaborazione di Salvatorelli al 'Corriere della Sera';
27. Roma, 25. VI. 1946, cc. 2, minuta di risposta di Salvatorelli a Cajumi nella quale, dopo aver ribadito la sua posizione in merito alla possibile condirezione de 'La Stampa', sostiene la necessita della nascita di un grande partito democratico-repubblicano e gli espone il suo punto di vista sull'offerta fattagli da Baldacci di una collaborazione al 'Corriere della Sera';
28. Milano, 02. VII. 1946, c. 1, lettera con appunti di Salvatorelli. Cajumi risponde alla precedente di Salvatorelli condividendo l'idea di un grande partito democratico-repubblicano e, a tal fine, vede di buon occhio la fusione tra Movimento democratico repubblicano e Partito repubblicano italiano. Scrive, poi, a proposito della situazione de 'La Stampa', che l'accordo Fiat Frassati, se pure non firmato, è in sostanza cosa fatta e gli parla della nuova condirezione De Benedetti Brosio, pur con Frassati come 'satrapo'. Conclude, infine, sulla situazione dello 'Stato moderno' e della messa in vendita della 'Gazzetta';
29. Milano, 14. VII. 1946, c. 1, lettera con appunti di Salvatorelli. Cajumi comunica a Salvatorelli che Colli è diventato il nuovo amministratore del 'Corriere della Sera', accenna ai goffi tentativi di Frassati di sostituirlo e alle più realistiche possibilità in merito e dice di ritenere che entrambi finiranno nel giornale milanese. Scrive, poi, di aver raggiunto un accordo con l'editore Longanesi per la pubblicazione di "Pensieri di un libertino", visto che Einaudi 'non si decideva'. Gli chiede, infine, se ha letto i suoi due ultimi articoli sullo stato moderno, che altrimenti gli invierà;
30. Milano, 22. VII. 1946, c. 1, lettera. Cajumi comunica a Salvatorelli le novità in merito alla nuova influenza democristiana sul 'Corriere della Sera', accenna alla situazione interna a 'La Stampa' e si lamenta dalle condotta della sinistra e degli sciperi proclamati. Accenna, poi, alla 'puzza del neofascismo' che si fa sentire dalle sue parti, all''affare Allason-Frassati' e dice che scriverà, ma non subito, su "Leggenda e realtà di Napoleone" di Salvatorelli;
31. Milano, 29. VII. 1946, c. 1, lettera. Cajumi comunica a Salvatorelli le ultime novità sulla gestione del 'Corriere della Sera' con la successione di Guglielmo Emanuel a Mario Borsa, il quale resterà, però, collaboratore del quotidiano milanese e aggiunge le sue considerazioni personali su tale situazione. Riguardo, poi, il Movimento democratico repubblicano, si lamenta del fatto che mentre a Firenze sono riusciti a far uscire 'L'Italiano', a Milano non si fa neanche un settimanale;
32. Roma, 05. VIII.1946, c. 1, minuta di risposta di Salvatorelli a Cajumi nella quale scrive che, se pur la soluzione Emanuel al 'Corriere della Sera' è migliore di quella democristiana, egli si rammarica che il giornale virerà comunque a destra. Lamenta, inoltre, l'assenza di un grande giornale superpartitico d'impostazione democratico-repubblicana, accennando al fatto che anche a Roma non c'è che "La Tribuna", alla quale 'collaboro regolarmente e dò, in certa maniera il la politico', ma si tratta di un giornale di scarsa diffusione ed economicamente assai traballante. Scrive, poi, che, dopo le vacanze, intensificherà la sua collaborazione a "La Stampa", sperando di arrivare ad un contratto regolare per articoli di prima e terza pagina, anche di politica interna. Accenna, infine, alle trattative tra Movimento democratico repubblicano e Partito repubblicano italiano;
33. Milano, 15. IX. 1946, c. 1, lettera. Cajumi chiede a Salvatorelli informazioni circa la veridicità di una notizia che lo voleva passato ai socialisti. Scrive che la fusione tra Movimento democratico repubblicano e Partito repubblicano italiano è avvenuta. Gli comunica, poi, le novità da 'La Stampa', dicendo che, visto che Manlio Brosio ha paura di lui, nonostante si sia riusciti a fare un passo verso la liquidazione di Giovanni Artieri, il suo successore da Roma non sarà Salvatorelli ma Vittorio Gorresio. Scrive, infine, che gli invierà una copia di 'Stato Moderno' del '20, con un suo articolo e si dice sicuro che il quarto partito alle elezioni risulterà il Qualunquista;
34. Milano, 16. IX. 1947, cc. 1 + 2, lettera. Cajumi scrive a Salvatorelli che la responsabilità del taglio del suo nome dagli autori che hanno trattato, e in posizione critica, di Sorel in Italia non è da attribuirsi a lui ma alla rivista nella quale è stato pubblicato l'articolo e gli invia, a dimostrazione, una copia della prima stesura dello stesso. Con la lettera è conservata una copia dell'articolo di Cajumi su Sorel dal titolo "Un cattivo maestro";
35. Roma, 30. XII. 1947, c. 1, minuta di Salvatorelli a Cajumi nella quale lo ringrazia per avergli fatto inviare il suo "Pensieri di un libertino", gli scrive le sue impressioni sull'opera e gli segnala alcune correzioni da apportare alla seconda edizione del volume;
36. Milano, 25. III. 1950, c. 1, cartolina postale. Cajumi ringrazia Salvatorelli per avergli inviato l'estratto con l'articolo di sua figlia Anna Maria uscito su 'Il Ponte'. Gli scrive, poi, di aver inviato a 'Il Mondo' "una specie di appello alla vecchie guardia antifascista", di aver visto il suo nome tra i firmatari del manifesto di Antonicelli e che, pur condividendone gli intenti, non crede che riuscirà ad essere a Venezia per il 25 aprile;
37. [Montecatini Terme], 13. VII. 1950, c. 1, cartolina illustrata su carta intestata 'Hotel Bella Vista & Palace, Montecatini Terme'. Cajumi si congratula con Salvatorelli perr il suo articolo uscito su 'Il Ponte' e lo ringrazia per l'accenno in uno dei suoi editoriali su 'La Stampa';
38. Milano, 12. X. 1951, c. 1, cartolina postale di carattere amichevole;
39. Milano, 16. XI. 1952, c. 1, cartolina postale. Cajumi comunica a Salvatorelli che, in occasione dei 150 anni dalla nascita, scriverà un articolo su Angelo Brofferio da mandare a 'La Stampa' e chiede a Salvatorelli se nei carteggi cavouriani da lui consultati, che sono ancora inediti, ci sia qualcosa che possa essergli utilie;
40. Milano, 08. IV. 1955, c. 1, lettera. Cajumi si complimenta con Salvatorelli per il suo articolo su Francesco Domenico Guerrazzi uscito su 'La Stampa' di quello stesso giorno e gli espone sinteticamente la sua opinione in merito ad alcune opere di quest'ultimo. Gli comunica, inoltre, che del suo "Chiesa e Stato dalla rivoluzione francese fino ad oggi", parlerà Jemolo e, se questo dovesse tardare, gli chiede di avvertirlo;
41. Milano, 16. VIII. 1955, c. 1, lettera. Cajumi chiede a Salvatorelli di ricordare su 'La Stampa' la figura di [Costanzo Rinando], padre di suo genero, al quale, peraltro, una società storica renderà pubbliche onoranze in occasione di un congresso che si terrà il 4 settembre nella sua cittadina natale, Busca.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Cajumi e Salvatorelli nella sottoserie "Attività giornalistica" della serie "Rapporti con la Stampa di Torino" e nella sottoserie "Saggi, articoli, discorsi, recensioni" della serie "Attività editoriale".
Calogero Guido
(1960)
1960-01-01 - 1960-12-31
Segnatura:
2.2.3
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 3
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss. e dss..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Luisa Calogero La Malfa:
1. Roma, 16. III. 1960, c. 1, lettera. Guido Calogero invita Salvatorelli a partecipare in prima persona ad una iniziativa a sostegno della scuola pubblica e, secondo il dettato costituzionale, contro i finanziamenti alla scuola privata, inviando alle segreterie dei partiti di governo telegrammi, sul modello di quello da lui già spedito e il cui testo è riportato in calce alla lettera, e coinvolgendo nell'azione la stampa e altre personalità del mondo culturale;
2. Roma, 07. VII. 1960, cc. 1+ 1, lettera. Luisa Calogero La Malfa scrive di aver inviato una copia della sua tesi e il progetto di studio che intende sostenere in una università degli Stati Uniti, rimanendo a disposizione di Salvatorelli per eventuali chiarimenti. Alla lettera è allegato il programma di studi riguardante lo sviluppo della separazione tra potere politico e potere religioso nel pensiero politico americano;
3. Roma, 20. VII. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli con raccomandazione in favore del progetto di studio in una università degli Stati Uniti di Luisa Calogero La Malfa;
4. Roma, 23. VII. 1960, c. 1, lettera. Luisa Calogero La Malfa ringrazia Salvatorelli per la lettera di raccomandazione.
Camerani Sergio
(1963 - 1973)
1963-01-01 - 1973-12-31
Segnatura:
2.2.4
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 4
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 13 mss. + 1 busta.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Giulia Camerani:
1. Firenze, 25. VII. 1963, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Sergio Camerani ringrazia Salvatorelli per un suo opuscolo pervenutogli e gli richiede una copia del suo intervento ad un convegno svoltosi a Pisa, cui parteciparono entrambi;
2. Firenze, 18. III. 1964, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani invita Salvatorelli a partecipare ad un convegno a Pistoia, sapendo del suo prossimo arrivo a Firenze. Gli ricorda, però, anche il più importante convegno di Castiglione della Pescaia che si svolgerà dal 28 al 31 maggio e al quale interverranno tra gli altri Carlo Arturo Jemolo, Leo Valiani, Giorgio Spini, etc. Nel caso in cui non potesse essere presente ad entrambi, lo invita a dare priorità ad un intervento nel secondo, tralasciando il primo;
3. Firenze, 07. I. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo libro 'Miti e storia' e ricambia mandandogli una copia del volume da lui pubblicato da poco 'Bibliografia medicea';
4. Firenze, 22. III. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani ringrazia Salvatorelli per la positiva presa di posizione espressa nei confronti di un suo lavoro (probabilmente si tratta di 'Bibliografia medicea') e lo invita, in veste di spettatore o prendendovi parte con un intervento, ad un convegno a Montecatini Alta su Pietro Leopoldo;
5. Firenze, 11. V. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani ricorda a Salvatorelli il convegno di Montecatini Alta;
6. Firenze, 09. V. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani si dice molto dispiaciuto per le notizie che Salvatorelli gli ha dato nella sua lettera del 5 maggio e felice di poterlo presto rivedere a Grenoble, per poter 'contribuire a staccarti dalle malinconie per qualche giorno';
7. Firenze, 26. XI. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani comunica a Salvatorelli che gli è giunta la lettera contenente il ricordo di sua moglie Gina, recentemente scomparsa (cfr. la lettera precedente). Lo informa, inoltre, delle precarie condizioni lavorative e più in generale di vita, in seguito all'alluvione che ha colpito Firenze: Archivio di Stato allagato, 50000 volumi danneggiati, 40 sale allagate, casa inagibile per 7-8 mesi e ricovero provvisorio in un appartamento in un seminterrato;
8. Roma, 02. XII. 1966, cc. 2, minuta di Salvatorelli nella quale parla dell'alluvione che ha sconvolto Firenze e dei ricordi che quella città gli porta alla mente;
9. Firenze, 06. XII. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani dice a Salvatorelli di essere contento di una sua prossima venuta a Firenze e racconta l'ancora difficile condizione della città a causa dall'alluvione;
10. Firenze, 13. XII. 1966, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani comunica a Salvatorelli di avergli prenotato una camera a Firenze in uno degli alberghi funzionanti e lo invita pure a passare nella modesta casa in cui si è sistemato dopo l'alluvione;
11. Firenze, 03. VI. 1968, c. 1, lettera su carta intestata 'Archivio di Stato di Firenze - Il Direttore'. Camerani comunica a Salvatorelli che il convegno da lui organizzato a Marina Romea è stato rimandato;
12. Firenze, 16. X. 1973, c. 1 + busta, lettera. Giulia Camerani ringrazia Salvatorelli per la lettera di cordoglio inviata per la morte di Sergio Camerani.
Canepa Giuseppe
(1928 - 1955)
1928-01-01 - 1955-12-31
Segnatura:
2.2.5
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 5
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 13 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Jeanne Canepa e Mariangiola Canepa:
1. Genova, 20. XII. 1928, c. 1, lettera Giuseppe Canepa ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia di un suo libro (probabilmente Costantino il Grande) e gli comunica di una prossima recensione del volume da parte di Arrigo Cajumi su 'Il Lavoro';
2. Diano Marina, 18. IX. 1939, c. 1, cartolina postale di saluti;
3. Diano Marina, 26. IV. 1941, c. 1, lettera. Canepa invita Salvatorelli a leggere il libro del suo amico Niccolò Cuneo, "Storia dell'emigrazione italiana in Argentina" e, se di giudizio favorevole, a farne la recensione in qualche giornale o rivista;
4. Diano Marina, 06. VI. 1945, cc. 2, lettera. Canepa parla delle conferenze radiofoniche svolte da Salvatorelli in quel periodo e mandate in onda il sabato sera. Scrive, inoltre, delle sue rocambolesche vicende giornalistiche a 'Il Secolo Liberale', organo del Partito liberale italiano, sul quale continua a scrivere come collaboratore. Chiede, inoltre, a Salvatorelli di spedirgli qualche copia de 'La Nuova Europa', rivista che, insieme a molte altre, non arriva a Genova;
5. Diano Marina, 21. VI. 1945, c. 1, cartolina postale. Canepa ringrazia Salvatorelli per avergli inviato copia di numeri de 'La Nuova Europa' della quale, dice, si farà abbonato;
6. Diano Marina, 02. VII. 1945, c. 1, lettera. Canepa ringrazia nuovamente per i numeri de 'La Nuova Europa' e si complimenta per il libro di Salvatorelli "Casa Savoia nella storia d'Italia". Chiede, inoltre, a Salvatorelli di far pervenire a Carlo Sforza la recensione di un suo recente libro che Canepa ha scritto su "Il Secolo Liberale';
7. Diano Marina, 22. VII. 1945, c. 1, lettera. Canepa trascrive un pezzo di un suo articolo apparso su 'Il Secoolo Liberale' del 15 luglio nel quale consiglia vivamente la lettura del volume di Salvatorelli "Casa Savoia nella storia d'Italia". Dice, inoltre, di aver saputo, in via confidenziale, che sarà prossimamente nominato membro della Consulta Nazionale e, con ciò, si augura di poterlo incontrare presto;
8. S. l., [seconda metà 1945], c. 1, lettera su carta intestata 'Consulta Nazionale'. Canepa dice di accludere alla lettera un articolo apparso su 'Il Secolo Liberale' che parla di Salvatorelli e di cui non condivide nulla. L'articolo non è allegato.
9. Diano Marina (Imperia), 22. X. 1945, c. 1, lettera. Canepa ringrazia Salvatorelli per la sua cartolina del 16 e scrive che, per motivi di salute, non sa se potrà fare ritorno a Roma;
10. Genova, 06. IV. 1948, c. 1, cartolina postale. Canepa comunica di essere guarito dalla malattia di cui era affetto e si dice sicuro di poter incontrare Salvatorelli a maggio;
11. S. l., [30. XII. 1948], c. 1, lettera. Jeanne Canepa scrive a Salvatorelli probabilmente a seguito di una precedente lettera di cordoglio di Salvatorelli per la morte di Giuseppe Canepa;
12. Torino, 20. XII. [1955], c. 1, lettera. Mariangiola Canepa, figlia di Giuseppe, ringrazia Salvatorelli per aver ricordato suo padre sulle colonne de 'La Stampa' a sette anni dalla sua morte.
Cantimori Delio
(1941 - 1966)
1941-01-01 - 1966-12-31
Segnatura:
2.2.6
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 6
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 6 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Emma Cantimori:
1. Roma, 18. IV. 1941, c. 1, lettera. Delio Cantimori ringrazia Salvatorelli per la positiva recensione del libro 'Eretici italiani del Cinquecento' e per l'incoraggiamento a proseguire le sue ricerche;
2. S. l., 23. IV. 1960, c. 1, minuta di Salvatorelli. Si tratta di una parte della lettera che Salvatorelli inviò a Cantimori in questa data, com'è facile dedurre leggendo la successiva lettera di Cantimori a Salvatorelli. In essa, comunque, ringrazia Cantimori per la positiva menzione da lui fatta del suo saggio sulla storia del cristianesimo ed i suoi rapporti con la società civile, pur non capendo perché egli lo ritenga 'celebre';
3. Firenze, 03. V. 1960, c. 1, lettera. Cantimori ringrazia Salvatorelli per aver apprezzato le sua proposta per un maggiore studio della storia della Chiesa e lo rende partecipe dell'iniziativa in tal senso avviata presso la Facoltà di lettere dell'Università degli studi di Firennze. Spiega, inoltre, i motivi dell'uso della parola 'celebre' per definire il suo saggio, attribuendoli alle discussioni fatte con Aldo Capitini, [Alberto] Pincherle, Ernesto Buonaiuti, Meli e Radetti;
4. Firenze, 12. VI. 1962, c. 1, lettera. Cantimori ringrazia Salvatorelli per aver dato il suo sostegno ad una sua opera in un premio, da lui non vinto, nonostante tale appoggio;
5. Firenze, 11. X. 1966, cc. 1+ 1, biglietto. Emma Cantimori ringrazia per le condoglianze inviate da Salvatorelli per la morte di Delio Cantimori. Al biglietto è allegato un foglio d'agenda con impressa la frase, tratta dall'Inferno di Dante, 'guarda la mia virtù s'ell'è possente,/ prima ch'a l'alto passo tu mi fidi.'.
Capitini Aldo
(1950 - 1964)
1950-01-01 - 1964-12-31
Segnatura:
2.2.7
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 7
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 24 mss. e dss. + 2 buste.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere di Aldo Capitini e lettere di altri mittenti:
1. Pisa, 18. IV. 1950, cc. 2, lettera, Aldo Capitini ricostruisce a Salvatorelli i disguidi avvenuti a proposito della sua adesione al manifesto antifascista e filo partigiano di Franco Antonicelli. Spiega, inoltre, i motivi teorici, oltreché i concomitanti impegni pratici, che gli impediscono di partecipare ad una manifestazione a Venezia che trae ispirazione da quel manifesto. Tali motivi consistono nel ribadito accento posto sulle possibilità e sulla forza del 'pensiero' quale strumento di lotta antifascista durante il ventennio, da accompagnarsi ad una attiva pratica di non collaborazione 'tenace ma senza uccidere nessuno', per Capitini preferibile, attuabile e prioritaria all'attività partigiana che, pur rispettabile, non escludeva statutariamente il ricorso alla violenza;
2. Pisa, 27. XI. 1952, cc. 2, lettera. Capitini comunica a Salvatorelli, in risposta ad una precedente missiva, la sua opinione in merito all'operato di Danilo Dolci cui, peraltro - scrive - si è impegnato a dare risonanza e un certo appoggio, consistente sostanzialmente nella riserva circa la scarsa elaborazione teorica sottostante alla radicale pratica non violenta di Dolci. Capitini aggiunge, poi, che 'il mio lavoro è finora più di pensiero che di pratica, e anche per questo guardo a questi tentativi e sforzi (che son anche faticosi) con rispetto, e non posso confonderli con altro irrazionalismo.';
3. [Pisa], 19. IV. 1953, c. 1, lettera. Si tratta di una lettera inviata da Capitini a più persone, per il reperimento di testimonianze di personaggi che dedicarono la loro attività all'antifascismo, già a partire dagli anni del ventennio, al fine di poterne ricavare un libro da pubblicare a breve. Capitini dice di aver già raccolto 34 testimonianze e ne elenca i nomi, tra cui quello dello stesso Salvatorelli, di Gaetano Salvemini, Sandro Pertini, Giorgio Levi Della Vida, Franco Fortini, Mario Vincigerra. Egli spera di poter arrivare a circa un centinaio, auspicando un maggior contributo di socialisti e comunisti;
4. Pisa, 14. X. 1954, c. 1, lettera. Capitini parla di un recente incontro con Salvatorelli e confida di leggere spesso i suoi scritti, pur senza condividerne l'impostazione generale e ritenendo, invece, che 'solo una rinnovata vita religiosa (da cui anche politica e socialità) avrà la capacità di digerire i due o tre imperi esistenti (tre, perché la Cina prima o poi farà da se)'. Gli comunica, inoltre, che il libro di testimonianze di antifascisti verrà pubblicato l'anno successivo, avendo acquisito più di cinquanta storie, ma aspettandone altre ancora;
5. Pisa, 19. VII. 1955, c. 1, lettera. Capitini propone a Salvatorelli di promuovere un convegno in memoria di Ernesto Buonaiuti a dieci anni dalla sua morte, anche in 'risposta agli attacchi dei gesuiti';
6. Perugia, 14. III. 1957, c. 1, lettera. Capitini scrive a Salvatorelli di essersi dovuto porre, in recenti discussioni, nella veste di difensore del secolo in corso, lui che pure si è sempre dedicato a cercare di portare cura ai suoi 'gravi difetti'. Ritiene che, pur in un presente pieno di irrazionalità, la razionalità sia proprio 'la capacità di riprenderlo continuamente e di guidarlo'. Scrive, inoltre, di avergli inviato, insieme con la lettera, alcuni suoi scritti;
7. Cagliari, 20. III. 1957, c. 1 + busta, lettera. Capitini scrive a Salvatorelli in merito alle riflessioni che gli sono venute dopo un loro recente incontro a Firenze, riguardo la conferenza di Bandung che "bisogna rendere irripetibile" e il tentativo di scongiurare le "invasioni barbariche" da oriente (dalla Cina in particolare) non a mezzo di "valli o cordoni aerei e atomici contro i "barbari'', ma attraverso un "potente tentativo religioso verso tutto quel mondo (...); una specie di cristianesimo che nasca prima, un immenso metodo gandhiano e una religione e rivoluzione aperte". Critica, inoltre, su queste basi, l'interpretazione dialettica del corso storico degli 'storicisti';
8. Perugia, 03. IV. 1957, c. 1 + busta, lettera. Capitini scrive a Salvatoreli che andrà ad ascoltarlo ad un incontro promosso da 'Il Mondo';
9. Perugia, 28. III. 1958, c. 1, lettera con annotazioni a margine di Salvatorelli. Capitini chiede a Salvatorelli un'opinione sul modo in cui far ristampare, se con un notevole apparato di note critiche o invece in maniera sostanzialmente fedele all'originale, la "Storia di Perugia" di Luigi Bonazzi, su incarico del Comune di Perugia in occasione del 20 giugno 1959, e ciò in seguito al sorgere di una divergenza all'interno della commissione di studiosi dedicata allo scopo;
10. Perugia, 27. V. 1958, cc. 1+ 1, lettera su carta intestata 'Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. Il Bibliotecario'. Il bibliotecario comunale scrive a Salvatorelli e dice di allegare, come da precedente accordo, una copia della richiesta del Comune di Perugia alla casa editrice Laterza di rieditare, magari nella collana 'Scrittori d'Italia' la "Storia di Perugia" di Bonazzi. Dall'allegato, firmato dal sindaco di Perugia e scritto su carta intestata 'Comune di Perugia. Segreteria Generale', si evince che l'introduzione all'opera sarebbe stata affidata alla penna di Salvatorelli;
11. [Marina di Pietrasanta], [fine maggio-inizio giugno 1958] , c. 1, lettera su carta intestata 'Belfagor. Rassegna di varia umanità - Direzione'. Luigi Russo scrive a Salvatorelli dicendogli che non può intercedere per lui presso la casa editrice Laterza per la pubblicazione del volume "Storia di Perugia" di Bonazzi, sia perché la collana 'Scrittori d'Italia' è finita, sia perché in non buoni rapporti col nuovo direttore editoriale Vito Laterza. Lo informa, inoltre, sulla sua salute e sui suoi studi;
12. S. l., [14. VI. 1958?], c. 1, minuta di risposta di Salvatorelli ad una lettera di Vito Laterza sulla questione della pubblicazione del libro di Bonazzi;
13. Perugia, 13. XII. 1959, c. 1, lettera. Capitini scrive a Salvatorelli della sua amarezza per aver visto naufragare il progetto, da lui auspicato fin dagli anni del dopoguerra, di una federazione democratica tra Italia, Francia e Germania in grado di concorrere, sul piano economico come su quello politico con l' URSS, la Comunità inglese e gli Stati Uniti. Se questa sua idea era già caduta a cagione del nazionalismo francese prima e italiano poi, 'in questi ultimi mesi il nazionalismo francese fa naufragare l'ultima possibilità di un significato politico europeo del mondo;
14. Perugia, 01. VII. 1964, c. 1, lettera. Capitini chiede a Salvatorelli se potrà utilizzare, in un articolo in un foglio mensile di cui gli manda un fascicolo, ampi stralci di quanto egli ha scritto sulle colonne de 'La Stampa' su Giolitti e il controllo delle fabbriche;
15. Perugia, 14. VII. 1964, c. 1, lettera. Capitini parte da una rievocazione di comuni ricordi e incontri per tracciare un ritratto della figura e dell'impostazione politica di Salvatorelli, mettendo in luce le distanze che lo separano dalla sua visione del mondo: all'ideale di politica democratica dell'equilibrio di Salvatorelli, alla sua vicinanza agli Stati Uniti quale nuova Roma e in quanto tale garante dell'ordine mondiale, Capitini oppone la sua religiosità dai toni cristiani fondata sulla non violenza e sui movimenti dal basso. Ringrazia, inoltre, Salvatorelli per i riferimenti e per la citazione del suo articolo nel foglio mensile 'Il potere è di tutti';
16. S. l., s. d., cc. 5, minuta di risposta di Salvatorelli a Capitini, con annotazioni su fronte e retro dei fogli, per la gran parte cancellate;
17. Perugia, 17. IX. 1964, c. 1, lettera. Capitini dice di aver girato la precedente lettera si Salvatorelli al direttore de 'Il potere è di tutti', ma si dichiara pure dispiaciuto per il 'costante sprezzo' verso le sue posizioni contenuto nell'ultima lettera ricevuta da Salvatorelli (cfr. lettera n. 16, con ogni probabilità minuta della lettera pervenuta a Capitini, a sua volta risposta alla lettera n. 15), nonostante la distanza e le polemiche tra i due siano state in precedenza affrontate con toni meno caustici. Si dichiara, comunque, non intenzionato a mettere in discussione per questo la loro amicizia.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Capitini e Salvatorelli nella sottoserie "Enti pubblici e privati vari" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati".
Carsaniga Arnaldo
(1933)
1933-01-01 - 1933-12-31
Segnatura:
2.2.8
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 9
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 7 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Milano, [Tra 13. IX e 23. 10. 1933], cc. 1+ 1, lettera. Arnaldo Carsaniga ingrazia Salvatorelli per l'accordata collaborazione al ciclo di lezioni da tenersi per l'Associazione Cristiana dei Giovani. La lettera contiene la copia della precedente missiva, inviata e non arrivata, datata Milano, 13. IX. 1933;
2. Milano, 23. X. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Associazione Cristiana dei Giovani'. Carsaniga conferma il tema scelto da Salvatorelli per il ciclo di lezioni e temporeggia sul compenso;
3. Milano, 09. XI. 1933, c.1, lettera. Carsaniga richiede che venga ridotto da cinque a tre il numero di lezioni di Salvatorelli;
4. Torino, 12. XI. 1933, c. 1, minuta illeggibile di Salvatorelli a matita;
5. Milano, 17. XI. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Associazione Cristiana dei Giovani' con annotazione di Salvatorelli. Carsaniga chiede a Salvatorelli di ripensare alla decisione di non tenere più le lezioni;
6. Milano, 14. XII. 1933, c. 1, lettera su carta intestata 'Associazione Cristiana dei Giovani'. Carsaniga definisce in numero di 5 le lezioni e ne stabilisce il compenso secondo reciproco accordo.
Castiglione Tommaso Riccardo
(1949 - 1950)
1949-01-01 - 1950-12-31
Segnatura:
2.2.9
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 10
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 8 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 30. V. 1949, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale chiede a Castiglione consigli per la redazione di un'appendice all'edizione svizzera del volume "Storia del liberalismo europeo" di Guido De Ruggiero;
2. Ginevra, 05. VI. 1949, c. 1, lettera su carta intestata 'Université de Genève'. Castiglione fornisce a Salvatorelli i consigli che gli aveva richiesto nella precedente lettera;
3. Roma, 15. VI. 1949, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde alla precedente di Castiglione, rendendogli noti gli articoli di riferimento di De Ruggiero che ritiene possano essere utili per dare corpo all'appendice;
4. Ginevra, 01. VII. 1949, c. 1, lettera. Castiglione rende partecipe Salvatorelli della recente scomparsa della sorella; gli scrive, inoltre, di aver comunicato all'editore svizzero di "Storia del liberalismo europeo" di De Ruggiero, l'impostazione che Salvatorelli ha deciso di dare all'appendice e che manca solo l'indicazione del numenro di pagine della stessa;
5. Roma, 05. VII. 1949, c. 1, minuta della lettera di condoglianze di Salvatorelli a Castiglione;
6. Ginevra, 07. VII. 1949, c. 1, lettera. Castiglione scrive di aver mandato a Salvatorelli la risposta dell'editore riguardante i limiti quantitativi dell'appendice, chiede che gli sia rimandata e che, inoltre, Salvatorelli gli invii, quando potrà, il materiale per l'appendice;
7. Roma, 20. VII. 1949, c. 1, lettera. Castiglione scrive di aver rimandato indietro a Salvatorelli la lettera dell'editore e che, in merito all'appendice, il materiale è reperibile dall'editore stesso, constando di articoli, tutti già pubblicati, di De Ruggiero: solo una breve introduzione al saggio "Ritorno alla ragione" (Premesse filosofiche) potrebbe essere da lui preparata successivamente alla definitiva scelta da parte dell'editore del materiale da pubblicare;
8. S. l., [13. V. 1950], c. 1, appunto di Salvatorelli nel quale scrive di essere venuto a conoscenza, tramite il professor Camerani, che la pubblicazione del volume di De Ruggiero è rimandata all'autunno.
Ceresi Vincenzo (padre)
(1934)
1934-01-01 - 1934-12-31
Segnatura:
2.2.10
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 11
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ms..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 13. VII. 1934, c. 1, lettera su carta intestata 'Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore del Suffragio'. Padre Vincenzo Ceresi ringrazia Salvatorelli per la recensione su 'Pan' del suo libro su padre Giovanni Genocchi.
Chabod Federico
(1950 - 1962)
1950-01-01 - 1962-12-31
Segnatura:
2.2.11
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 12
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Jeanne Chabod:
1. Napoli, 19. IV. [1950], c. 1, lettera su carta intestata 'Rivista Storica Italiana'. Federico Chabod si scusa con Salvatorelli di non poter partecipare ad un convegno che si svolgerà a Venezia a causa dei numerosi impegni (potrebbe trattarsi della medesima manifestazione della quale parla Capitini nella sua lettera a Salvatorelli del 18. IV. 1950: è questo il senso della deduzione dell'anno nella data);
2. Napoli, 28. IV. 1952, c. 1, lettera. Chabod ringrazia Salvatorelli per un suo articolo;
3. Tour Neuve, 24. XII. 1962, c. 1, lettera. Jeanne Chabod ringrazia Salvatorelli per il suo articolo su Federico Chabod, del quale gli rimanda una copia, giuntale per errore.
Chiappelli Alessandro
(1922 - 1929)
1922-01-01 - 1929-12-31
Segnatura:
2.2.12
Segnatura provvisoria:
b. 1, f. 2, sf. 13
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Firenze, 11. V. 1922, c. 1, cartolina postale. Alessandro Chiappelli invita Salvatorelli a parlare su 'La Stampa' del suo volume "Distruzione e ricostruzione civile" e si dice dispiaciuto che Salvatorelli abbia lasciato la cattedra universitaria;
2. Firenze, 28. V. 1929, c. 1, cartolina postale. Chiappelli ringrazia Salvatorelli per il suo lavoro relativo agli studi sulle origini cristiane, pur notando l'assenza di trattazione riguardante gli studiosi americani, ed esprime il suo parere sull'argomento.
Clementi G. [don]
(1920 - 1936)
1920-01-01 - 1936-12-31
Segnatura:
2.2.13
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 16
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 7 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 14. XII. 1920, c. 1, lettera di carattere amichevole. Don Clementi parla, tra l'altro, di un prestito da lui concesso a Salvatorelli che propone di saldare facendogli acquistare la parte mancante del regalo che intendeva fare per il battesimo di suo figlio, suo 'comparetto';
2. Roma, 23. III. 1928, c. 1, lettera. Don Clementi scrive che non potrà raggiungere Salvatorelli il 29 del mese corrente a causa di un'udienza in un processo con il conte Edoardo Soderini e l'editore Zanichelli a seguito di una diffida inviatagli di pubblicare 'la famosa Storia';
3. Roma, 25. XII. 1928, c. 1, lettera. Don Clementi scrive a Salvatorelli di aver provato con due persone aventi contatti con il mondo culturale statunitense, ma di non essere riuscito a soddisfare la sua richiesta. Gli scrive, inoltre, ancora notizie in merito alla sua causa con Soderini;
4. Roma, 13. XII. 1932, cc. 2, lettera. Don Clementi chiede a Salvatorelli di stroncare, su qualche giornale, il volume "Leone XIII" di Soderini, cosa che le sue condizioni di salute non gli permettono di fare, dicendogli che, se vuole, potrà inviargli una serie di appunti e correzioni in tal senso, già scritte da lui. Lo informa, inoltre, dell'esito della causa, che lo ha portato a evitare la pubblicazione del Pio IX di Soderini, ma a dover pagare egli stesso i danni;
5. Roma, 16. XII. 1932, c. 1, lettera. Don Clementi ringrazia Salvatorelli per la sua risposta e scrive di aspettare una sua recensione del volume "Leone XIII" di Soderini; a tal fine gli invia i suoi appunti critici dell'opera che chiede, però, di restituirgli Lo informa nuovamente dell'esito della sua causa, scrivendogli che ricorrerà in appello per la condanna al risarcimento danni;
6. Osimo, 27. IV. 1936, c. 1, lettera. Don Clementi scrive che, nonostante le sue precarie condizioni di salute, cercherà di soddisfare, per quanto gli sarà possibile, le richieste che gli verranno dall'amico di Salvatorelli, Cesare Spellanzon.
Cosmo Umberto
(1939)
1939-01-01 - 1939-12-31
Segnatura:
2.2.14
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 17
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. [Corso], 21. IX. 1939, cc. 1+ 1, lettera. Umberto Cosmo invita Salvatorelli a dare consigli di giornalismo ad [Alessio], "per imparare come si deve lavorare per la Rivista". Contiene, inoltre, una copia della lettera di risposta di Cosmo al ministro della pubblica istruzione che aveva richiesto giustificazione riguardo le sue modalità d'insegnamento, in assenza della quale sarebbe stato destituito dall'incarico.
Costa Giovanni
(1928 - 1930)
1928-01-01 - 1930-12-31
Segnatura:
2.2.15
Segnatura provvisoria:
b. 2, f. 2, sf. 18
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, [15. XII. 1928], c. 1, cartolina postale con intestazione 'Bilychnis. Rivista mensile illustrata di studi religiosi - Direzione'. Costa ringrazia Salvatorelli per avergli fatto pevenire, tramite l'editore Laterza, il suo "San Benedetto e l'Italia del suo tempo" e si complimenta per la riuscita dell'opera, essendo per altro lui 'un grande ammiratore di S. Benedetto'. Dice, inoltre, che presto scriverà qualcosa sull'argomento;
2. Roma, 31. XII. 1930, c. 1, cartolina postale con intestazione 'Bilychnis. Rivista mensile illustrata di studi religiosi - Direzione'. Costa dice di aver ricevuto la terza rassegna e gli chiede se non ce ne voglia una quarta.