Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 37 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Adele Pettazzoni, Mario Gandini e Paolo Brezzi:
1. Bologna, 01. V. 1916, c. 1, lettera. Pettazzoni chiede a Salvatorelli come intenda muoversi dopo il decreto del Santo Uffizio: 'Per me non c'è da entrare in dubbio. Il decreto condanna lo studio scientifico delle religioni. Conformarsi ad esso equivale a suicidarsi'. Ritenendo, quindi, riguardo ad un loro comune lavoro, una rivista di storia religiosa, che il maggiore problema dovrebbe risultare l'editore con cui erano in accordi, lo invita a risolvere la questione cambiando editore; gli scrive, infine, di preoccuparsi anche 'della figura non troppo bella che faremo, almeno noi, laici, di fronte agli studiosi seri;
2. Bologna, 17. VI. 1916, c. 1, lettera. Pettazzoni parla a Salvatorelli delle condizioni della rivista, gli dice la sua opinione sulle indecisioni di Nicola Turchi ed Ernesto Buonaiuti ad entrare nel comitato di redazione e della necessità, comunque, di far uscire presto uno o più numeri - "contavo che dovesse uscire un fascicolo doppio in agosto" - e viceversa dell'impossibilità di sospendere l'iniziativa aspettando Buonaiuti e Turchi, visti i contatti da lui già presi, con Giorgio Levi della Vida per esempio, e il capitale da lui già investito per la continuazione dell'impresa. Lo invita, quindi, a mandargli il suo 'Bollettino' ed un articolo;
3. Bologna, 26. VII. 1916, cc. 2, lettera. Pettazzoni parla a Salvatorelli della situazione della rivista, ricostruendo i fatti, descrivendo il comportamento scorretto tenuto da Buonaiuti e da Turchi e citando il giuramento antimodernista prestato da questi al cardinal Gasparri (notizia riportata dai quotidiani del 15 luglio), atto compiuto senza averlo avvertito di niente. Scrive, inoltre, di essere stato richiamato alle armi e di non poter quindi seguire da vicino gli sviluppi dell'impresa editoriale, ma dà a Salvatorelli qualche indicazione organizzativa e confida che lui e Levi della Vida riescano a cavarsela ugualmente;
4. Bologna, 04. II. 1921, c. 1, lettera. Pettazzoni invia a Salvatorelli il suo ultimo libro e gli chiede di parlarne su 'La Stampa'. Dice, inoltre, di aver saputo da Buonaiuti della 'posizione invidiabile' che Salvatorelli si è guadagnato a Torino 'sebbene mi rincresca di sapere la sua attività distolta in qualche modo dai nostri studi';
5. Bologna, 08. X. 1921, c. 1, lettera. Pettazzoni, conosciuta la notizia della sua 'probabilissima decisione' (di Salvatorelli) di lasciare la cattedra di storia del Cristianesimo all'Università di Napoli ed interessato ad avere una cattedra di storia delle religioni, chiede a Salvatorelli notizie in proposito e se, una volta presa la decisione in tal senso, possa dargli informazioni e consigli perché la sua ambizione possa esaudirsi, considerato anche che 'l'insegnamento di Storia della Chiesa [esistente prima dell'arrivo all'Università di Napoli di Salvatorelli] si trasformi in insegnamento di Storia del cristianesimo e poi in insegnamento di Storia della religioni sembra quasi uno sviluppo naturale';
6. Bologna, 27. X. 1921, c. 1, cartolina postale. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per la sua 'franca risposta' e per la 'benevola neutralità' di cui gli ha scritto in una sua precedente riguardo la questione della cattedra a Napoli e gli chiede, in caso di novità e sviluppi, di tenerlo aggiornato;
7. Bologna, 27. VII. 1922, c. 1, cartolina postale. Pettazzoni scrive a Salvatorelli che gli è piaciuta la sua 'esposizione dello stato attuale degli studi storico-religiosi in Italia' e lo ringrazia del giudizio espresso verso i suoi lavori. Lo informa, infine, che all'Università di Napoli è stato bandito il concorso per la cattedra di storia del cristianesimo, non per quella di storia della religioni;
8. Bologna, 18. IV. 1929, c. 1, lettera su carta intestata 'R. Università di Roma . Scuola di studi storico-religiosi'. Pettazzoni scrive a Salvatorelli che gli invierà il primo volume della sua opera "La confessione dei peccati" affinché possa recensirla su 'Pegaso', citando magari anche i suoi precedenti lavori;
9. Roma, 01. VIII. 1930, c. 1, lettera su carta intestata 'R. Università di Roma . Scuola di studi storico-religiosi'. Chiede a Salvatorelli di recensire, per la rivista di storia delle religioni nella quale lavora, il volume di Pincherle su sant'Agostino e quello di Omodeo sulla mistica giovannea. Lo invita inoltre a collaborare continuativamente alla rivista;
10. Roma, 29. IX. 1932, c. 1, lettera su carta intestata 'N. Zanichelli editore. Studi e materiali di storia delle religioni. Direzione: R. Pettazzoni'. Pettazzoni chiede a Salvatorelli di recensire sulla 'Civiltà moderna' il suo ultimo lavoro, così come i primi due volumi dell'edizione francese del suo "La confessione dei peccati" e gli rinnova l'invito a collaborare alla rivista 'Studi e materiali di storia delle religioni';
11. Roma 25. IX. 1932, c. 1, cartolina postale. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per le recensioni dei suoi libri e gli scrive del modo in cui potrebbe procurarsi l'edizione francese del suo "La confessione dei peccati". Gli scrive, inoltre, di essere venuto a conoscenza del fatto che sta preparando una storia religiosa d'Italia e che proprio perciò gli rinnova l'invito a collaborare alla rivista;
12. Roma, 27. IV. 1933, c. 1, lettera. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per la recensione di un suo libro e lo invita di nuovo a recensire l'edizione francese del suo "La confessione dei peccati";
13. Roma, 23. X. 1933, c. 1, lettera. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per la recensione al suo "L'onniscienza degli esseri supremi" (?) e lo invita nuovamente a recensire l'edizione francese del suo "La confessione dei peccati";
14. Roma, 06. VIII. 1935, c. 1, lettera su carta intestata 'Reale Accademia d'Italia'. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per la recensione su 'Pan' dell'edizione francese del suo "La confessione dei peccati";
15. Roma, 13. XII. 1940, c. 1, biglietto. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per le condoglianze portegli;
16. Roma, 07. XII. 1941, c. 1, lettera su carta intestata 'Studi e materiali di storia delle religioni'. Pettazzoni chiede a Salvatorelli di scrivere per 'Studi e materiali di storia delle religioni' un breve profilo storico-biografico su Alfred Loisy;
17. Roma, 17. XII. 1941, c. 1, lettera. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per l'articolo su Loisy e rinnova l'invito a collaborare per la rivista;
18. Roma, 07. V. 1953, cc. 4., minuta di Salvatorelli nella quale, pur ringraziando Pettazzoni della proposta lavorativa offertagli, dice di voler rinunciare perché già impegnato nell'attività giornalistica e per i progetti e le iniziative storiografiche già iniziate o cui vorrebbe attendere nei prossimi anni;
19. Roma, 10. I. 1959, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Roma. Istituto di studi storico-religiosi'. Pettazzoni ringrazia Salvatorelli per le lusinghiere parole a lui rivolte, presenti nel volume "La regalità sacra" (si tratta, forse, di "La regalita sacra: contributi al tema dell'8 Congresso internazionale della storia delle religioni, Roma, aprile 1955);
20. Roma, 24. XII. 1959, c. 1, lettera. Adele Pettazzoni, moglie di Raffaele, ringrazia Salvatorelli per le parole dette in occasione della morte del marito, anche a nome della Società italiana di storia delle religioni;
21. San Giovanni in Persiceto (Bo), 08. III. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Comune di San Giovanni in Persiceto. Direzione della biblioteca comunale 'Giulio Cesare Croce''. Mario Gandini chiede a Salvatorelli se possa inviare alla biblioteca copie di articoli, saggi, commemorazioni, necrologi... da lui scritti in onore dello scomparso Pettazzoni;
22. San Giovanni in Persiceto (Bo), 25. III. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Comune di San Giovanni in Persiceto. Direzione della biblioteca comunale 'Giulio Cesare Croce''. Gandini ringrazia Salvatorelli per la lettera inviata, contenente estratti di suoi lavori in cui parla di Pettazzoni e informazioni per il reperimento di altri documenti. Gli chiede, inoltre, di inviare altri suoi estratti da conservare nella biblioteca comunale;
23. San Giovanni in Persiceto (Bo), 24. V. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Comune di San Giovanni in Persiceto. Direzione della biblioteca comunale 'Giulio Cesare Croce''. Gandini chiede a Salvatorelli di inviare alla biblioteca una copia del testo del discorso tenuto il 10 dicembre 1959 alle esequie di Pettazzoni;
24. Milano, [ante 22. VIII. 1960], c. 1, lettera. Uberto Pestalozza scrive a Salvatorelli che, probabilmente, non potrà essere presente alla celebrazione di Pettazzoni presso l' Accademia nazionale dei lincei, da lui tenuta;
25. Milano, 22. VIII. 1960, c. 1, lettera. Pestalozza ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo discorso commemorativo della figura di Pettazzoni, svolto all'Accademia nazionale dei lincei e si congratula per il ritratto fattone;
26. San Giovanni in Persiceto (Bo), 19. IX. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Comune di San Giovanni in Persiceto. Direzione della biblioteca comunale 'Giulio Cesare Croce''. Gandini chiede a Salvatorelli di inviare alla biblioteca qualche copia dell'estratto tratto dal terzo fascicolo del 1960 della 'Rivista Storica Italiana', contenente la sua commemorazione di Pettazzoni;
27. S. l., s. d., cc. 3, minuta di Salvatorelli nella quale è abbozzato un discorso celebrativo;
28. S. l., s. d., cc. 3, minuta di Salvatorelli;
29. [Roma, 31. III. ...], c. 1, lettera su carta intestata 'Ministero della Pubblica Istruzione'. Paolo Brezzi scrive a Salvatorelli di non poter prendere parte alla celebrazione di Pettazzoni all'Accademia nazionale dei lincei.
Piastrelli Luigi (padre)
(1958 - 1972)
1958-01-01 - 1972-12-31
Segnatura:
3.5.17
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 17
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 10 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Perugia, 14. XI. 1958, c. 1, lettera. Don Luigi Piastrelli scrive a Salvatorelli di leggere e gradire i suoi articoli e pubblicazioni improntate ad un 'laicismo di buona lega'. Si dice, inoltre, soddisfatto dell'elezione al soglio pontificio di papa Giovanni XXIII;
2. Perugia, 27. V. 1961, c. 1, lettera. Piastrelli ringrazia Salvatorelli per avergli fatto pervenire una copia del suo "Spiriti e figure del Risorgimento" e per avere inviato alla biblioteca 'G. Toniolo', di cui Piastrelli è direttore, la sua "Storia d'Europa" in due volumi;
3. Perugia, 27. V. 1961, c. 1, lettera su carta intestata 'Istituto Giancarlo Conestabile della Staffa per laureati ed universitari'. Piastrelli ringrazia Salvatorelli in forma ufficiale, nella sua veste di direttore della biblioteca 'G. Toniolo', per l'omaggio dei due volumi della sua "Storia d'Europa";
4. Perugia, 18. I. 1966, c. 1, lettera. Piastrelli scrive a Salvatorelli per conto dell'associazione 'Fonte Maggiore' di Perugia, invitandolo a tenere una conferenza sul Concilio Vaticano II per la fine di febbraio;
5. Perugia, 26. I. 1966, c. 1, lettera. Piastrelli rinnova, per conto dell'associazione 'Fonte Maggiore', l'invito a tenere una conferenza sul Concilio Vaticano II, scegliendone lui stesso il tema;
6. Perugia, 22. VIII. 1966, c. 1, lettera. Piastrelli scrive di aver inviato a Salvatorelli la minuta della convenzione del prestito che egli ha deciso di fare a Piastrelli, chiedendogli di rispedirgliela con le sue osservazioni a riguardo;
7. Perugia, 10. IX. 1966, c. 1, lettera. Piastrelli ringrazia Salvatorelli per il prestito di £ 600.000 concessogli a titolo gratuito e dice che al più presto gli invierà copia della convenzione, redatta secondo i parametri stabiliti;
8. Perugia, 23. IX. 1966, c. 1, lettera. Piastrelli scrive a Salvatorelli di avergli inviato i fogli della convenzione del prestito, firmati da lui e da monsignor Italiani per l'Ufficio amministrativo diocesano e chiede che, una volta firmati, Salvatorelli ne invii una copia a lui e una a Italiani;
9. Perugia, 23. II. 1972, c. 1 + busta, lettera di carattere amichevole;
10. Perugia, 08. VIII. 1972, c. 1 + busta, lettera. Piastrelli ringrazia Salvatorelli per avergli inviato una copia del suo "Un cinquantennio di rivolgimenti mondiali (1914-1971)" e si compiace con lui per il suo articolo dal titolo "Dal Modernismo al Riformismo".
Pieri Piero
(1947 - 1962)
1947-01-01 - 1962-12-31
Segnatura:
3.5.18
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 18
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 31 mss. e dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Torino, 08. I. 1947, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Piero Pieri si congratula con Salvatorelli per la sua attività di uomo di studi ed in particolare per il suo articolo apparso su 'La Nuova Stampa' di quello stesso giorno dal titolo "Pacificazione nella verità";
2. Torino, 30. VI. 1948, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri scrive a Salvatorelli di avergli inviato una copia di due sue pubblicazioni, una raccolta di suoi scritti sulla guerra 1914-1918 e uno studio sulla guerra regia del 1848; scrive anche, a proposito delle commemorazioni del 1848 in Italia, che esse "a Torino hanno avuto un carattere nettamente reazionario";
3. Torino, 01. XII. 1948, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pieri scrive a Salvatorelli dei suoi recenti impegni lavorativi e gli parla dell'esito di un concorso;
4. Amsterdam, 09. IX. 1950, c. 1, cartolina illustrata. Pieri scrive a Salvatorelli di aver proposto, insieme ad altri, il suo nome quale membro della Commissione internazionale per la storia della seconda guerra mondiale. Oltre alla firma di Pieri, compaiono altre due firme;
5. Roma, 19. IX. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale ringrazia Pieri per la nomina di cui nella precedente, sebbene aggiunga, non senza ironia: 'Ma a furia di essere nominato membro di commissioni, vorrei sapere che fine farò. Spero che la commissione sarà inoperante il più possibile, anche perché si scrivono troppi libri di storia. Sarebbe ora di smettere';
6. Torino, 23. IX. 1950. c. 1, lettera. Pieri riferisce a Salvatorelli la cronaca del congresso di storia della seconda guerra mondiale tenutosi ad Amsterdam; ricostruisce, inoltre, il percorso che ha portato alla sua nomina nella Commissione internazionale, scrivendo che questa è però destinata a rimanere 'platonica', poiché, in realtà, nella seduta che doveva istituirla, non si giunse a tale obiettivo. Gli dice, infine, che parlerà del congresso sulla 'Nuova Rivista Storica';
7. Torino, 17. X. 1950, c. 1, cartolina postale. Pieri comunica a Salvatorelli la sua adesione ad un congresso;
8. Torino, 20. XII. 1950, c. 1, lettera. Pieri scrive a Salvatorelli partendo dal servizio militare cui dovranno sottoporsi i suoi figli ed arrivando a dirsi preoccupato della 'poca serietà nel nostro riarmo: meglio una divisione corazzata davvero efficiente, che dieci anacronistiche. Mi pare che si torni agli otto milioni di baionette di buona memoria'. Attribuisce, inoltre, parte della colpa di tale inefficienza agli alleati che 'ci vogliono deboli, perché non si fidano di noi, perché non ne hanno stima, perché non vogliono poi doverci compensare nella Venezia Giulia, urtando Tito e magari i loro stessi interessi su Trieste' e paventa la volontà di questi a che l'Italia vada verso un guerra civile che ponga fine alla sua stessa esistenza;
9. Roma, 26. XII. 1950, c. 1, minuta di Salvatorelli nella quale risponde, con un atteggiamento più cauto rispetto alle sue conclusioni, alla precedente di Pieri; Salvatorelli sostiene, infatti, di non avere elementi che gli lascino configurare una prossima guerra cui l'Italia prenderà parte, né di intravedere un intervento così ostile degli Stati Uniti al riarmo dell'Italia, ma una loro sostanziale distanza dalla questione ed in particolare da quella riguardante la Venezia-Giulia;
10. Torino. 26. IV. 1952, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri ringrazia Salvatorelli per gli apprezzamenti da lui espressi verso il suo ultimo volume "Crisi militare" (si tratta, probabilmente di "Il Rinascimento e la crisi militare italiana") e gli chiede di recensirlo. Gli espone, inoltre, i suoi progetti di studio tra cui la preparazione di un libro dal titolo "Il problema militare nel Risorgimento" per Einaudi (si tratta, probabilmente di "Storia militare del Risorgimento: guerre e insurrezioni") e uno studio sulla Resistenza nel cuneese o in Piemonte. Conclude la lettera scrivendo: 'Voglia Iddio che alla federazione europea si giunga, e che una terza guerra mondiale resti ben lontana';
11. Torino, 03. VI. 1952, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri ringrazia Salvatorelli per la recensione al suo libro "Crisi militare" (si tratta, probabilmente di "Il Rinascimento e la crisi militare italiana");
12. Torino, 27. III. 1953, cc. 2, lettera. Pieri parla a Salvatorelli, in maniera estesa, di una sua recente ed aspra polemica con Cesare Spellanzon;
13. Torino, 30. I. 1954, c. 1, lettera. Pieri scrive a Salvatorelli di aver letto e apprezzato il suo scritto "Si può fare una storia d'Italia?"(?), condividendone pure la tesi, diversissima da quella di Benedetto Croce, che 'almeno dal III a. C. esistette un problema politico italiano;
14. Torino, 18. V. 1954, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri scrive a Salvatorelli di essere stato respinto alla sua conferenza, insieme con Nino Valeri e Walter Maturi, perché la sala era già pienissima ed, inoltre, lo informa di aver molto parlato, durante un recente intervento, di "Leggenda e realtà di Napoleone";
15. Paesana (Cuneo), 06. IV. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pieri scrive a Salvatorelli di aver diretto e coordinato, per conto del Comune di Torino, un numero unico per il decennale della Liberazione: 'Accettai come dovere civico, perché se la storia della Resistenza non la facciamo noi, ce la vedremo sempre più fare dai delinquenti di Salò'. Tra gli autori dei saggi in esso contenuti cita Augusto Monti, Franco Venturi, Ada Marchesini Gobetti ed altri. Scrive, anche, di aver scritto un articolo per 'Il Ponte' sul libro di Dante Livio Bianco, "Guerra partigiana";
16. Brusson (Aosta), 09. VII. 1955, c. 1, cartolina illustrata. Pieri scrive a Salvatorelli di aver letto il suo saggio apparso sulla 'Rivista Storica Italiana' del 1927-1928 sulle origini cristiane da Locke in poi e si congratula con lui. Gli chiede, poi, se ha ricevuto il suo "Guerra e politica negli scrittori italiani" e il numero miscellaneo della rivista 'Torino', che gli aveva in precedenza inviato;
17. Torino, 04. XI. 1955, cc. 2, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pieri scrive a Salvatorelli che la sua rassegna sulla storiografia riguardante Napoleone deve molto al suo saggio sull'imperatore francese. Lo informa, inoltre, delle sue recenti letture, tra cui altri scritti di Salvatorelli, ed interessi; infine, gli racconta delle travagliate vicende del numero unico per il decennale della Resistenza, il quale, a cause della opposizione di Valletti, direttore della FIAT, ad un saggio di Bellone, che pure si disse pronto a documentare le sue asserzioni, fu bloccato dalla messa in circolazione dal sindaco di Torino; successivamente, fu assegnato il compito di redazione dei saggi a collaboratori scelti dai principali partiti e l'iniziativa andò in porto';
18. Torino, 18. XII. 1956, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pieri accenna a Salvatorelli i suoi due ultimi progetti, un libro dal titolo "Il problema militare nel Risorgimento italiano" ( si tratta, probabilmente, di "Storia militare del Risorgimento: guerre e insurrezioni") e uno dal titolo "La storia militare italiana dal 1150 al 1450" (?), lavoro questo 'con cui vorrei chiudere la mia attività scientifica'. Scrive, anche, di aver mandato la recensione del suo "Storia d'Italia nel periodo fascista" alla rivista 'Itinerari';
19. Torino, 22. V. 1957, c. 1 + busta, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pieri esprime la sua solidarietà a Salvatorelli, dopo l'attacco da questi subito dalle colonne de "L'Unità". Gli scrive, quindi, della sua rinuncia, dopo l'invito di Paolo Alatri, alla collaborazione alla rivista 'Contemporaneo' poiché, 'dopo la mancata destalinizzazione in Russia, gli avvenimenti d'Ungheria e l'atteggiamento assunto dal PCI di fronte ad essi, io mi sentivo in un altro campo, pur rispettando ogni fede profondamente sentita e dichiarata'. 'Aveva ragione il Salvemini - conclude Pieri - di dirmi che preferiva i preti cattolici ai preti comunisti: i primi (...) li conosciamo bene: possiamo quindi guardarcene. Gli altri sono ancora troppo nascosti e insidiosi';
20. Torino, 24. IX. 1961, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri si congratula con Salvatorelli per l'assegnazione del premio Marzotto, scusandosi e portando le difese di Nino Valeri per non essere stato presente alla premiazione;
21. Torino, 04. X. 1961, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri ringrazia Salvatorelli per il biglietto inviatogli e prosegue dicendo: 'mi era parso a volte d'essere caduto in disgrazia; ma sono lieto che ciò non sia'. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
22. Torino, 20. XII. 1961, cc. 2, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero - Il Preside'. Pieri scrive a Salvatorelli spiegandogli i motivi della sua affermazione nella quale diceva di credere di essere caduto in disgrazia, in particolare nel suo giudizio, elencandogli i motivi, i comportamenti e le polemiche nelle quali Salvatorelli aveva mostrato un contegno freddo, ostile o indifferente verso di lui o verso la sua attività e le sue posizioni scientifiche;
23. Roma, 18. I. 1962, cc. 6, minuta di Salvatorelli nella quale risponde, punto per punto, alle accuse mossegli da Pieri nella precedente lettera.
Si segnala la presenza di un biglietto di Pieri a Salvatorelli dell'11 novembre 1956 nella sottoserie "Enti pubblici e privati vari" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati".
Pincherle Alberto
(1930)
1930-01-01 - 1930-12-31
Segnatura:
3.5.19
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 19
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di c. 1 ms..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. S. l., 06. VII. 1930, c. 1, lettera. Alberto Pincherle scrive a Salvatorelli di aver corretto le bozze per la recensione del suo "From Locke to Reitzenstein: the historical investigation of the origins of Christianity", che apparirà sulla rivista diretta da Raffaele Pettazzoni, e gli dice di consigliare la lettura di questo testo ai suoi studenti che portano come programma d'esame il Nuovo Testamento. Chiede, poi, a Salvatorelli perché non possa scrivere lui la recensione su 'La Cultura' al nuovo libro di Adolfo Omodeo e se gli è stata inviata una copia del suo "Vita di Sant'Agostino" dall'editore Laterza, domamdandogli anche un parere su questo suo lavoro.
Si segnala la presenza di altra corrispondenza tra Pincherle e Salvatorelli nella sottoserie "Società" della serie "Rapporti con enti pubblici e privati".
Pischedda Carlo
(1953 - 1970)
1953-01-01 - 1970-12-31
Segnatura:
3.5.20
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 20
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 2 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Torino, 22. XII. 1953, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Carlo Pischedda scrive a Salvatorelli di avergli inviato una copia di due suoi studi sul Risorgimento e la recensione all'introduzione di Cesare Spellanzon alla terza edizione delle "Considerazioni sulle cose d'Italia nel 1848" di Carlo Cattaneo;
2. Torino, 12. XII. 1970, c. 1, lettera su carta intestata 'Università di Torino. Facoltà di Magistero'. Pischedda si dice dispiaciuto che Salvatorelli abbia lasciato la carica di presidente della Commissione cavouriana, anche per la guida che in tale veste avrebbe potuto essere nella sua curatela dell'epistolario cavouriano. Confida, comunque, che potrà ugualmente contare su di lui per consigli sul lavoro da svolgere.
Pizzoni Canzio (monsignor)
(1955 - 1969)
1955-01-01 - 1969-12-31
Segnatura:
3.5.21
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 21
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 36 mss. e dss. + 1 busta.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Giuseppina Angelini:
1. [Perugia], 10. III. 1955, c. 1, lettera. Monsignor Canzio Pizzoni scrive a Salvatorelli che l'editore Urbani di Perugia gli farà avere una copia del volume "Gli umbri nel campo delle scienze" scritto da suo fratello, don Pietro, e gli chiede di recensirlo in qualche giornale o rivista. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
2. Perugia, 14. III. 1955, c. 4, lettera. Pizzoni ringrazia Salvatorelli per avergli scritto che recensirà il volume di don Pietro e accenna alla morte del comune amico Achille Bertini Calosso. Il resto della lettera è di carattere amichevole. Alla lettera sono allegate tre cartoline in bianco della Biblioteca Dominicini di Perugia;
3. Perugia, 03. VII. 1955, c. 1, lettera. Pizzoni rinnova a Salvatorelli l'invito a recensire il volume "Gli umbri nel campo delle scienze". Il resto della lettera è di carattere amichevole;
4. Perugia, 09. VII. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Ufficio catechistico regionale'. Pizzoni scrive a Salvatorelli che la Biblioteca Dominicini di Perugia, del riordino della quale si sta occupando personalmente Pizzoni, ha acquisito un suo libro sulla Resistenza e che altri suoi volumi, che compongono invece la biblioteca di Pizzoni stesso, vi confluiranno alla sua morte. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
5. Perugia, 07.VIII. 1955, c. 1, lettera. Pizzoni chiede a Salvatorelli di inviargli una copia de 'Il Messaggero' con un suo articolo. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
6. Perugia, 19. VIII. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Ufficio catechistico regionale'. Pizzoni scrive a Salvatorelli di aver letto con piacere le parole da lui espresse in due diversi articoli nei riguardi di don Pietro e della Biblioteca Dominicini e del suo lavoro. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
7. Perugia, 20. IX. 1955, c. 1, lettera. Pizzoni comunica a Salvatorelli la morte di suo fratello don Pietro;
8. Formia, 19. X. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Ufficio catechistico regionale' di carattere amichevole;
9. Perugia, 23. XII. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Ufficio catechistico regionale'. Pizzoni parla di un recente incontro con Salvatorelli e delle condizioni della Biblioteca Dominicini. Il resto della lettera è di carattere amichevole.
10. Perugia, 20. VI. 1956, c. 1, cartolina illustrata. Pizzoni invia gli auguri a Salvatorelli;
11. S. l., 04. IX. 1956, c. 1, cartolina illustrata. Pizzoni scrive a Salvatorelli di aver scoperto che il libro del fratello, don Pietro, non è ancora stato immesso sul mercato dall'editore. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
12. Perugia, 20. X. 1956, c. 1, lettera. Pizzoni accenna ad una conferenza in ricordo di Achille Bertini Calosso che Salvatorelli dovrebbe tenere a Perugia il giorno successivo. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
13. Perugia, 22. III. 1957, c. 1, cartolina illustrata. Pizzoni scrive di aver acquisito per la Biblioteca Dominicini il libro di Salvatorelli "Storia d'Italia nel periodo fascista";
14. Pisa, 14, XI. 1957, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
15. Perugia, 21. XII. 1957, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
16. Perugia, 03. X. 1958, c. 1, lettera su carta intestata 'Monsignor Canzio Pizzoni. Prelato domestico di S. S. - Direttore dell'Ufficio catechistico dell'Arcidiocesi di Perugia e della Biblioteca Dominicini' di carattere amichevole;
17. Perugia, 20. X. 1958, c. 1, lettera su carta intestata 'Monsignor Canzio Pizzoni. Prelato domestico di S. S. - Direttore dell'Ufficio catechistico dell'Arcidiocesi di Perugia e della Biblioteca Dominicini' di carattere amichevole;
18. Perugia, 20. VI. 1960, c. 1, lettera su carta intestata 'Monsignor Canzio Pizzoni. Prelato domestico di S. S. - Direttore dell'Ufficio catechistico dell'Arcidiocesi di Perugia e della Biblioteca Dominicini'. Pizzoni comunica a Salvatorelli di aver rinunciato all'incarico di direttore dell'Ufficio catechistico diocesano per motivi di salute. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
19. Perugia, 22. VII. 1960, cc. 1+ 1, lettera di carattere amichevole. Vi è allegato un foglio contenente sul recto la risposta dell'arcivescovo Raffaele Baratta alle dimissioni di Pizzoni e sul verso la sua lettera di richiesta di dimissioni;
20. Perugia, 15. III. 1961, c. 1, lettera di carattere amichevole;
21. Perugia, 09. IV. 1962, c. 1, lettera di carattere amichevole;
22. Perugia, 21. XII. 1962, c. 1, cartolina illustrata di carattere amichevole;
23. Perugia, 10. IX. 1963, c. 1, lettera. Pizzoni scrive a Salvatorelli di avergli inviato un suo libro su Umberto Fracassini e richiede che esso non venga da lui recensito;
24. Perugia, 10. IX. 1964, c. 1, lettera di carattere amichevole;
25. Perugia, 04. I. 1965, c. 1, lettera di carattere amichevole;
26. Perugia, 05. III. 1965, c. 1, lettera di carattere amichevole;
27. Perugia, 01. V. 1966, c. 1, lettera. Pizzoni ringrazia Salvatorelli per avergli inviato un suo articolo su Ernesto Buonaiuti, loro comune amico. Il resto della lettera è di carattere amichevole;
28. Perugia, 08. VIII. 1966, c. 1, lettera. Pizzoni scrive a Salvatorelli di aver letto sul 'Bollettino della Deputazione di storia patria per l'Umbria' un suo articolo sul libro di memorie di Cesare Fani (si tratta dell'articolo dal titolo "L'attività patriottica, politica e parlamentare di Cesare Fani" pubblicato nel vol. LXIII) e gli chiede di scrivere sulle memorie che Fani gli confidò e poi mandare una copia dell'elaborato alla Biblioteca Dominicini;
29. Perugia, 15. X. 1967, c. 1, biglietto. Pizzoni comunica a Salvatorelli la celebrazione del sessantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale;
30. Perugia, 29. X. 1967, c. 1, lettera di carattere amichevole;
31. Perugia, post 21. I. 1969, c. 1 + 1+ busta, biglietto. Giuseppina Angelini informa Salvatorelli della morte di Pizzoni ed invia anche un bigliettino in ricordo dello scomparso.
Pizzoni Pietro (don)
(1915 - 1955)
1915-01-01 - 1955-12-31
Segnatura:
3.5.22
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 22
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 3 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Perugia , 28. III. 1915, c. 1, lettera. Don Pietro Pizzoni si congratula con Salvatorelli per l'esito del suo concorso per la cattedra universitaria;
2. Spoleto (Perugia), 07. VI. 1918, c. 1, lettera. Pizzoni invia a Salvatorelli gli auguri per il suo matrimonio;
3. Perugia, 01. VIII. 1955, c. 1, lettera di carattere amichevole.
Poggi Alfredo
(1941 - 1942)
1941-01-01 - 1942-12-31
Segnatura:
3.5.23
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 23
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 5 mss..
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Genova, 28. XI. 1941, c. 1, cartolina su carta intestata 'R. Soprintendenza Bibliografica per la Liguria e la Lunigiana'. Alfredo Poggi scrive a Salvatorelli di aver saputo da Ugo Guanda dell'intenzione di Salvatorelli di scrivere una recensione su 'Il Resto del Carlino' riguardante il suo libro sulla religione in Kant e si dice ansioso di leggerla. Lo informa, anche, che già Giovanni Gentile ne ha parlato sulla sua rivista, attaccandolo su un refuso tipografico, e che a tale attacco risponderà lui stesso, mentre ha avuto pareri positivi da parte di suoi amici quali Pastore ed Ernesto Buonaiuti;
2. Genova, 03. III. 1942, c. 1, cartolina postale su carta intestata 'R. Biblioteca Universitaria di Genova'. Poggi chiede a Salvatorelli, su invito di Guanda, di trovare fra i suoi conoscenti qualcuno che possa scrivere una recensione al suo libro su 'La Stampa' o sulla 'Gazzetta del Popolo'. Gli comunica, inoltre, che analoga richiesta farà a Filippo Burzio;
3. Genova, 14. III. 1942, c. 1, cartolina postale su carta intestata 'R. Biblioteca Universitaria di Genova'. Poggi scrive a Salvatorelli di non aver avuto alcuna risposta da Burzio e gli rinnova l'invito a trovare qualcuno che possa recensire il suo volume su 'La Stampa';
4. Genova, 18. III. 1942, c. 1, cartolina postale su carta intestata 'R. Biblioteca Universitaria di Genova'. Poggi ringrazia Salvatorelli per l'interessamento alla sua precedente richiesta e scrive che gli invierà una copia del suo volume affinché la faccia pervenire a Bernardelli, che farà la recensione. Lo informa, inoltre, che sul 'Corriere della Sera', sarà Manacorda a parlare della sua opera;
5. Genova, 17. IV. 1942, c. 1, lettera. Poggi si complimenta con Salvatorelli per il suo "Venti anni fra due guerre" che ha fatto acquistare dalla Biblioteca universitaria di Genova; gli chiede, poi, una copia in più del volume da poter annotare e gli garantisce in tal caso una recensione sulla 'Rivista di filosofia politica'.
Porzio di San Sebastiano Mario
(1925)
1925-01-01 - 1925-12-31
Segnatura:
3.5.24
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 24
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Roma, 28 V. 1925, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei deputati'. Mario Porzio di San Sebastiano scrive a Salvatorelli che ritarderà la consegna del suo articolo settimanale per 'La Stampa' volendo giungere ad una 'valutazione più profonda degli ultimi avvenimenti della nostra politica interna, cercando di chiarire alcune idee intorno alle lotte politiche e alla pace sociale'; avendo, peraltro, lo stesso Salvatorelli scritto da poco ed esaurientemente delle più recenti vicende parlamentari, vorrebbe evitare di ripeterne i contenuti e di 'insistere su quello 'Stato di polizia' del quale scrissi ancora recentemente';
2. Roma, 21. VII. 1925, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei deputati'. Porzio di San Sebastiano scrive a Salvatorelli a proposito della sua collaborazione a 'La Stampa', facendogli sapere che se, come il 'Corriere della Sera', anche la 'La Stampa' avesse preso tacitamente la decisione di non dare più commenti di politica interna, il suo ruolo risulterebbe sostanzialmente inutile. Propone, perciò, di mutare i caratteri della sua collaborazione, 'avviandola su temi di carattere storico (...). Si potrebbe insomma, per via indiretta, informare all'attualità politica attraverso rievocazioni e recensioni, e il pubblico capirebbe ugualmente', ciò anche in virtù del fatto che, continuare con articoli del genere di quelli fin lì scritti, dopo una diffida già subita, potrebbe 'esporre il giornale ad altri provvedimenti di carattere repressivo';|
3. Roma, 22. X. 1925, c. 1, lettera su carta intestata 'Camera dei deputati'. Porzio di San Sebastiano ringrazia Salvatorelli per i consigli e l'appoggio datogli in una recente vicenda;
4. Roma, 29. X. 1925, c. 1, lettera. Porzio di San Sebastiano scrive a Salvatorelli, dopo un recente incontro, 'mi parve d'intravedere un'ombra di tristezza nella tua ferma serenità abituale'; prova, inoltre, a sostenerlo dicendogli di 'essere più che mai tranquillo e lieto nella consapevole fierezza della tua vita e della tua opera. L'irrompere improvviso d'una voce grossa non può certamente turbare un uomo come te'. Gli parla, quindi, della situazione italiana, riprendendo quanto scritto in quello stesso giorno da un giornale ufficioso, secondo il quale 'la via di Damasco è piena come un fondaco'.
Prati M.
(1922 - 1925)
1922-01-01 - 1925-12-31
Segnatura:
3.5.25
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 25
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 11 mss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Londra, 17. V. 1922, cc. 4, lettera. Prati scrive a Salvatorelli di condividere il suo punto di vista apparso nell'articolo dal titolo "Orientamenti" (pubblicato su "La Stampa" il 10 maggio 1922) e affronta in maniera vaga argomenti di politica estera, sostenendo con decisione la tesi che l'Italia, per farsi valere sulla scena internazionale, dovrebbe portare avanti una politica improntata al mantenimento della pace 'al modo della politica inglese'. Sostiene, anche, che in ciò troverà un appoggio in David Lloyd George, 'vero amico dell'Italia';
2. S. l., 26. V. 1922, c. 1, lettera. Prati scrive a Salvatorelli della situazione politica inglese, dando molta credibilità alla politica di Lloyd George e ritenendo non realistica la possibilità di una sua uscita di scena, viste le divisioni esistenti tra i liberali e i laburisti e visto che, tra i conservatori, non esiste personalità in grado di contendergli il potere;
3. S. l., 12. VI. 1922, c. 1, lettera. Prati scrive a Salvatorelli di essere venuto a conoscenza da 'Diplomate Correspondance' di un presunto (e da lui ritenuto falso) trattato politico tra Italia e Turchia, in aggiunta all'accordo commerciale pubblicamente stipulato e che prevedrebbe, da parte italiana, l'appoggio alla Turchia per il recupero di Adrianopoli, pressioni per l'evacuamento di Smirne, la fornitura di ingenti armamenti e 'assistenze morali' nei negoziati di pace; da parte turca, invece, l'obbligo di 'lasciarci in pace in Libia e a non romperci le scatole in altri siti. Nell'accordo commerciale, poi, è coinvolta anche una grossa ordinazione alla FIAT, oltre a concessioni ferroviarie e simili, che "romperebbero le scatole alla Francia". In ogni caso, scrive Prati, ciò non intaccherebbe alcun interesse inglese e, pertanto, fosse pure vero, 'non potrebbe certo corrucciare troppo l'Ingh[ilterra]';
4. Londra, 06. III. 1924, cc. 3, lettera. Prati scrive a Salvatorelli affinché faccia da mediatore con Piero Gobetti, che aveva chiesto un articolo sulla situazione inglese per un numero speciale della sua rivista sull'Inghilterra. Visti i molti impegni e la priorità assegnata ai 'pezzi' per 'La Stampa', si dice spiacente di non riuscire ad accontentare il desiderio di Gobetti ed invita Salvatorelli ad avvertirlo di ciò affinché 'non attenda originali da Londra'. Prati traccia, poi, un breve ritratto di Gobetti descrivendolo 'come un uomo quasi solo, nel mezzo del campo, a sostenere una grande e rischiosa lotta di idee entro le sfere della stampa non quotidiana'. Scrive, quindi, a Salvatorelli di voler 'essere contato fra gli ammiratori sinceri del lottatore'. Infine, cita un articolo di Salvatorelli sulla morte di Lenin e uno su Wilson e si congratula con lui per quanto vi ha trovato scritto;
5. Londra,14. X. 1925, cc. 2, lettera. Prati scrive a Salvatorelli riguardo la critica situazione de 'La Stampa' dopo l'affare Ambrosini, che coinvolge entrambi. In merito, poi, ai progetti di Salvatorelli che, in attesa di scoprire il definitivo andamento della situazione, gli aveva, in una sua precedente, proposto di continuare a lavorare collaborando a quotidiani o riviste inglesi, gli risponde dicendo che sono progetti di difficile attuazione e, in ogni caso, incapaci di fornire stabilità lavorativa.
Preti Luigi
(1955 - 1965)
1955-01-01 - 1965-12-31
Segnatura:
3.5.26
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 26
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 dss..
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere, tra le quali si segnala anche la corrispondenza di Gianni Bonardi:
1. Roma, 22. VI. 1955, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Sottosegretario di Stato per le pensioni di guerra'. Luigi Preti ringrazia Salvatorelli per la recensione del suo libro sulle lotte agrarie (si tratta di "Le lotte agrarie nella Valle Padana", pubblicato nel 1954);
2. Roma, 20. V. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Ministro per la riforma dell'Amministrazione'. Preti scrive a Salvatorelli di avergli fatto recapitare dalla casa editrice il suo ultimo libro dal titolo "I miti dell'impero e della razza nell'Italia degli anni Trenta" e chiede se egli possa farne o proporne una recensione;
3. Roma, 02. IX. 1965, c. 1, lettera su carta intestata 'Il Ministro per la riforma dell'Amministrazione'. Preti scrive a Salvatorelli correggendo l'affermazione contenuta nella sua Storia d'Italia, secondo cui il primo sindacato fascista sorse in provincia di Ferrara nel 1922; in realtà, scrive Preti, di origini ferraresi, il primo sindacato fascista sorse in provincia di Ferrara, e precisamente a San Bartolomeo in Bosco, ma nel 1921;
4. Brescia, 02. IX. 1965, c. 1. lettera. Gianni Bonardi scrive a Luigi Salvatorelli e Giovanni Mira presso l'editore Einaudi chiedendo ragguagli in merito al numero di vittime della strage di Marzabotto in riferimento alla pagina 1154 del volume "Storia d'Italia nel periodo fascista";
Si segnala che una lettera di Preti a Salvatorelli è conservata nel sottofascicolo intitolato a Giuseppe Saragat, per attinenza con il resto della corrispondenza tra Saragat e Salvatorelli.
Prezzolini Giuseppe
(1974)
1974-01-01 - 1974-12-31
Segnatura:
3.5.27
Segnatura provvisoria:
b. 3, f. 5, sf. 27
Descrizione estrinseca:
Sottofascicolo di cc. 4 mss. e dss. + 1 busta.
Condizionamento:
Tipologia:
Busta
Contenuto: Contiene le seguenti lettere:
1. Lugano, 27. IV. 1974, cc. 1+ 3 + busta, lettera. Prezzolini scrive a Salvatorelli che sta preparando un'antologia della rivista 'La Voce' e chiede a Salvatorelli di poter utilizzare a tale scopo un brano di un suo articolo dal titolo "Idealismo e religione" datato 19. XII. 1912. Alla lettera è allegato l'articolo in questione.