Storia archivistica: Si parla per la prima volta di riordinare le copie "interessanti quanto gli originali" in una lettera di risposta datata 17 agosto 1873 che l'archivista notaio Francesco Loreti invia al sindaco di Gualdo Tadino il quale sembra aver sollecitato il riordino dell'archivio e delle copie stesse (fasc. 3, b. 0016, "Carteggio e contabilità") . In questa lettera le copie risultano "trovate nella generalità ammassate e confuse le une con le altre" e quindi il Loreti informa il sindaco che con l'aiuto di due collaboratori "dopo oltre 27 giorni" ha provveduto alla loro sistemazione "formando tanti separati volumi ascendenti a 1000 con l'indicazione degl'anni e dei Notari ai quali riferiscano" acclude pertanto alla missiva una nota delle spese sostenute e ci fornisce anche un'informazione sullo stato di conservazione, aggiungendo infine che "oltre all'opera materiale vi è stato pur l'incomodo di aver dovuto non poco soffrire mediante la molta e rancida polvere trovata nella gran farragine dei fogli riordinati ed in tutti i protocolli notarili". Inutile dire che questo quadro della situazione fornitoci nel 1873 si ripresenta ancora oggi in parte per i protocolli ma soprattutto per le copie che dall'anno 1908, seppur imbustate fin dall'origine, ci sono pervenute in molti casi in un pessimo stato di conservazione a causa probabilmente di danneggiamenti subiti nella passata sistemazione.
Dal verbale di consegna del 26 aprile 1901 risulta che le copie degli atti erano conservate dall'archivista nel terzo vano dell'archivio notarile mandamentale: si evince che proprio il Guerrieri vi fece costruire scansie, numerate da 15 a 24, per poter collocare le copie. Per ogni scansia elenca, notaio per notaio, il numero dei fascicoli contenenti le copie e gli estremi cronologici degli atti. Di tale disposizione per scansie e per notaio sono ulteriore testimonianza le "tabelle " poste sull'esterno di esse, create dallo stesso Guerrieri "per facilitare le ricerche" . In queste tabelle rimane traccia di un intervento successivo probabilmente del notaio (Umberto Sestilio Sergiacomi) (cfr. crit. ord. arch. not. Gualdo T.): i numeri di corda apposti in matita blu sembrerebbero gli stessi che si ritrovano sui fascicoli delle copie e in altre parti del carteggio, ma di tale intervento archivistico non è stato rinvenuto nessun documento che lo testimoni con certezza. Il Sergiacomi quindi mantiene l'ordine dato ai fascicoli dal Guerrieri, ma del suo operato non rimane più traccia.
Contenuto: La partizione comprende copie di atti notarili (unità 359) a partire dal 1588 con quelle del notaio " Vittori" (Ioannes Baptista ser Mauritii Victorii) fino ad arrivare alle ultime copie datate 1955, versate dall'Ufficio del Registro nell'Archivio Notarile.
Da notare che molte copie del notaio Gabriel Peregrini Pacis, di cui in questa partizione ne conserviamo una busta sono state rinvenute rilegate in 10 registri (1620 al 1636) che si è preferito comunque non spostare in questa partizione e lasciare nell'ambito della produzione del notaio, ponendoli di seguito ai protocolli, in quanto tra l'altro, nell'ultimo riordino effettuato dal Guerrieri, essi sono stati etichettati con una numerazione a corda consecutiva ai protocolli stessi.
Criteri di ordinamento:
Gli atti di notai in copia sono stati rinvenuti sistemati su scaffalature metalliche e apparentemente in ordine accanto ai protocolli notarili; si presentavano conservati in mazzi, cartelle di colore diverso e buste. Tale suddivisione è la evidente tesimonianza dei diversi interventi e passaggi archivistici (1).
Ogni mazzo di copie, legate con lo spago, presenta una fascetta cartacea sulla quale sono riportati la data degli atti così condizionati, il cognome in italiano del notaio rogante ed un numero di corda (2) . Quest'ultimo è stato apposto, per la quasi totalità, durante il riordino di Ruggero Guerrieri effettuato negli anni '30 e più volte descritto; dopo di lui molto probabilmente la numerazione è stata continuata dagli archivisti che si sono succeduti e appare di fatto piuttosto discontinua.
Dall'esame di questa documentazione è stato innanzitutto rilevato come non sempre i dati apposti sulle fascette, relativi alle datazioni degli atti così condizionati ed ai nomi dei notai roganti, rispecchiassero il reale contenuto di ogni singolo mazzo o fascicolo, ma si è deciso comunque di rispettare il precedente riordino e di organizzare le varie serie in ordine cronologico facendo esclusivo riferimento ai dati indicati sulle fascette, e per gli anni più recenti a quelli posti sulle cartelle, iniziando dalle copie più antiche dei notai operanti nel 1588.
Le serie "Copie dei segretari" e "Atti Comunali" sono raggruppamenti particolari creati all'origine dai vari archivisti: tali serie contengono atti diversi da quelli che si conservano in quelle individuate con i nomi dei notai e quindi sono state collocate di seguito ad esse.
Dal 1886 al 1955 le copie si presentano classificate in Atti pubblici e Atti Privati secondo un ordine cronologico. Si è quindi ritenuto opportuno mantenere questa distinzione condizionandole in buste separate e riordinando in fascicoli i mazzi già distinti nominalmente all'origine.
Gli Atti pubblici ordinati annualmente e spesso rinvenuti all'origine suddivisi in due fascicoli (distinti in primo e secondo semestre) sono stati condizionati, almeno per i primi anni, in una busta annuale su cui compare come intestazione solo l'anno con il numero dei fascicoli opportunamente annotato: laddove invece lo stesso anno era compreso in più unità, si è deciso di ripetere l'intestazione Atti Pubblici su ogni busta adottando, in questi casi, la numerazione aperta dei fascicoli. Fanno eccezione le buste contenenti gli atti pubblici degli anni 1911 - 1914 in cui essi, all'origine, sono stati suddivisi in fascicoli trimestrali e quindi sono stati così descritti.
Per quanto riguarda gli Atti Privati si è deciso di collocarli annualmente di seguito agli Atti Pubblici, in buste separate, segnalandoli sempre nell'intestazione. Dal 1928 sono state rinvenute buste già all'origine contenenti atti privati di più anni, spesso già suddivisi in fascicoli: tale ordinamento è stato mantenuto e queste buste sono state riordinate accanto agli atti pubblici prendendo come riferimento cronologico il primo anno dei documenti in esse contenuti e distinguendole nell'intestazione.
Accanto ai fascicoli di Atti pubblici e Atti privati, condizionati in buste, di tanto in tanto troviamo fascicoli contenenti "Atti autenticati" e "Atti non autenticati" condizionati separatamente e opportunamente indicati.
Per quanto concerne i notai Marco Papirio, Mattia Florentii, Lodovico Morioni e Tommaso Romanelli è importante sottolineare che della loro produzione nell'Archivio notarile di Gualdo Tadino sono pervenute solo le copie degli atti, mentre mancano del tutto i protocolli: i suddetti notai, infatti, vengono ricordati nell'inventario del 1741 (redatto dai notai archivisti Stefano Binotti, Desiderio Moroni e Cherubino Matthioli) tra le "Copie dei notai di cui non si hanno i protocolli" (3), insieme anche ad altri notai dei quali, tuttavia, già non ve ne è più traccia nell'inventario stilato dal Guerrieri nel 1901 (4), e mancano quindi tuttora in Archivio.
Oltre ai notai sopra indicati ve ne sono molti altri i cui protocolli non sono a noi pervenuti, si ritiene quindi particolarmente importante riportarne i nominativi e tra parentesi gli anni degli atti rinvenuti in archivio:
Angelo Ciccaglia (1588-1589)
Marco Papirio (1602)
Giovannangelo Marchetti (1602)
Giampaolo Magagnini (1611-1613)
Durante Dorio (1629)
Severino Vittori (1662-1663)
Mattia Florentii (1663-1702)
Curzio Rosati (1664)
Filippo Fiorani (1669-1670)
Giuseppe Bonifazi (1678-1684)
Pietro Alessandro Fiorelli (1685)
Lodovico Moriconi (1690)
Giandomenico Fantocci (1692-1697)
Feliziano Taurelli (1703)
Tomaso Romanelli (1717-1724)
Innocenzo Angelini (1836)
(1) Si può osservare, come esempio a tale proposito, quanto il riordino dell'archivista notaio Giulio Guerrieri risulti evidente a partire dalla serie del notaio Francesco Loreti: essa è composta da sette buste, contenenti fascicoli, peraltro in pessimo stato di conservazione, che per la prima volta vedono gli atti condizionati in cartelline azzurre.
(2) Il riordino delle copie è stato effettuato dal notaio Francesco Loreti intorno al 1871. Di tale intervento archivistico si è già ampiamente parlato nell'introduzione generale all'Archivio Notarile Mandamentale.
(3) Archivio notarile di Gualdo Tadino, Atti dell'Archivio, Inventari 1634 - 1802 gennaio 28, v.s. 600, c.139r.
(4) Archivio notarile di Gualdo Tadino, Atti dell'Archivio, Carteggio, b.1, fasc.1