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Archivio notarile di Fossato di Vico

  • Fondo
  • Estremi cronologici: 1526 maggio 31 - 1835 agosto 27
  • Consistenza: 141
  • Storia archivistica:
    La documentazione conservata in archivio testimonia l'esercizio notarile a Fossato a partire dal 1526. L'Archivio notarile di Fossato si costituì, invece, dopo il 1588, secondo il motu proprio di Sisto V.
    Nel 1835, in esecuzione del motu proprio di Pio VII del 1822, l'Archivio venne concentrato nell'Archivio notarile di Gualdo Tadino, sede di governatore.
    L'intervento di ordinamento ed inventariazione ha avuto inizio nel 2004 e si è concluso nel 2005 con la produzione di un inventario realizzato con il software Sesamo 4.1. da tre archivisti, partecipanti al corso di specializzazione post-laurea "Specialisti nei servizi integrati per il trattamento e la disseminazione di informazioni e immagini nei documenti di archivio", organizzato tra il 2003 e 2004, in seguito all'accordo di Programma Quadro in materia di beni e attività culturali tra il Ministero per i beni e attività culturali e la Regione Umbria e in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per l'Umbria, l'Archivio di Stato di Perugia e la Fondazione per la conservazione ed il restauro dei beni librari di Spoleto, con il coordinamento scientifico di una funzionaria della Soprintendenza.
  • Contenuto:
    Il fondo è stato diviso nelle tre partizioni "Atti dei notai", "Atti dei notai in copia" e "Atti dell'Archivio", per un totale di 141 pezzi.
    La partizione "Atti dei notai" è composta da serie che coincidono con i nomi dei notai roganti a Fossato: in essa sono stati descritti il numero totale dei notai, le peculiarità generali e i caratteri estrinseci di particolare rilievo del materiale documentario delle serie.
    La partizione "Atti dei notai in copia" è composta da serie che coincidono con i nomi dei notai di cui si hanno le copie degli atti: in essa sono stati descritti il numero totale delle serie, delle buste, delle cartelle e dei fascicoli.
    La partizione "Atti dell'Archivio" è composta da serie che coincidono con le tipologie documentarie redatte dall'archivista per il regolare svolgimento delle proprie funzioni; per ogni serie della partizione sono state indicate le caratteristiche principali.
    Per la storia archivistica, il contenuto ed i criteri di ordinamento delle tre partizioni suddette si rimanda alle note esplicative poste in apertura di ciascuna di esse.
    E' stata considerata, come estremo cronologico finale del subfondo, la data dell'inventario stilato in occasione del concentramento dell'archivio notarile di Fossato in quello di Gualdo (1835 agosto 27).
    Non si è tenuto conto dell'anno 1851 che compare come estremo cronologico finale delle partizioni "Atti dei notai" e "Atti dei notai in copia" e riguarda la produzione del notaio Pompeius Fallagrassa (1816 - 1851) che termina la sua attività quando l'archivio notarile di Fossato è stato già concentrato in quello di Gualdo. Probabilmente i suoi protocolli e le copie successive al concentramento vennero depositati direttamente nell'archivio notarile di Gualdo Tadino (1), mentre le copie precedenti al concentramento si trovavano nell'archivio notarile di Fossato. Al fine di rispettare l'organicità della sua produzione, si è scelto di non dividerla tra gli archivi di Fossato e Gualdo, ma di mantenerla nella sua interezza nell'archivio notarile di Fossato.
    I registri dell'Archivio Notarile di Fossato presentano una ridotta varietà di legature e risultano per lo più della tipologia costituita da piatti di cartone rivestiti in pergamena.
    Tra le legature che si discostano da questo modello si segnalano quelle della produzione dei notai Ranaldus Simonis Falagrassi, i cui protocolli sono rivestiti sia in pergamena sia in cuoio impresso, e Pompeius Fallagrassa, i cui protocolli sono rivestiti da carta marmorizzata.

    1. Di tale notizia non è possibile dare un riferimento certo partendo dalle fonti a nostra disposizione, ma è possibile tale ipotesi in quanto egli cessa la sua attività nel 1851, cioè successivamente al concentramento dell'archivio notarile di Fossato in quello di Gualdo avvenuto nel 1835.
  • Criteri di ordinamento:
    Lo strumento più recente in cui è descritto l'archivio notarile di Fossato è l'inventario dell'archivio Notarile mandamentale di Gualdo Tadino del 1901: quest'ultimo è piuttosto un elenco di consistenza nel quale viene specificato che la disposizione dei documenti in archivio è condizionata dalle scaffalature (1).
    Non essendoci pertanto un criterio archivistico valido, nel presente lavoro si è deciso di organizzare il materiale documentario secondo le partizioni sopra descritte: il criterio che sottende l'ordine dato alle partizioni ha tenuto conto dei produttori della documentazione conservata in questo archivio notarile, cioè in primo luogo dei notai, considerandone la produzione prima degli atti originali ("Atti dei notai") poi delle copie ("Atti dei notai in copia"), quindi degli archivisti ("Atti dell'Archivio") elencandone i registri prodotti per il regolare svolgimento delle proprie funzioni.
    I pezzi sono stati rinvenuti a volte con doppia numerazione, di cui una originale o antica (sia numerica che alfabetica, interna ad una singola serie e solitamente scritta a penna sul dorso del registro) e la seconda, moderna, apposta sempre sul dorso con un'etichetta; più frequente è il caso di registri privi di numero di corda originale, con la sola numerazione moderna (2): è sempre stata data notizia in inventario delle precedenti segnature non solo perché esse permettono di riconoscere lo stato di ordinamento preesistente, ma anche perché atte ad evidenziare le lacune nella documentazione pervenutaci.
    La numerazione di catena adottata nel presente riordino, sia per i registri che per le buste, è unica per l'intero Archivio Notarile Mandamentale, sebbene provvisoria, mentre i fascicoli hanno ricevuto una numerazione autonoma e progressiva all'interno di ciascuna serie.


    1. Si legge nell'inventario:"...Le scansie del 1° e 2° vano sono formate rozzamente, in modo che bisognò adattare il contenuto al contenente, per utilizzarle...".
    2. Confrontando la successione dei numeri di corda moderni con l'inventario redatto da Giulio Guerrieri nel 1901 è stato possibile verificare la disposizione dei protocolli in base alla dimensione delle scansie nell'Archivio Notarile Mandamentale.
  • Redazione e revisione:
    Civitareale Maria Giuseppina, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione / Ciccotti Simona, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione / Lapponi Silvia, 02/04/2003, ordinamento ed inventariazione
  • Bibliografia:
    Lodolini Elio, Lodolini E., "Gli archivi notarili delle Marche"