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Rossi Passavanti, Elia, magistrato e docente universitario, conte, (Terni 1896 - Terni 1985)

  • Persona
  • Terni 1896-01-01 - Terni 1985-12-31
  • magistrato e docente universitario
  • Intestazioni:
    Rossi Passavanti, Elia, magistrato e docente universitario, conte, (Terni 1896 - Terni 1985)
  • Elia Giovanni Rossi Passavanti nacque a Terni il 5 febbraio 1896, da Ruggero Rossi e Virginia Passavanti.
    Dopo aver perso in tenera età la madre, trasferitosi all'età di dodici anni con il padre a Roma, completò ivi le scuole secondarie, presso i Salesiani.
    Volontario nella Grande Guerra, arruolatosi nel reggimento Genova Cavalleria, si distinse in varie azioni per episodi di coraggio, come nella battaglia di Pozzuolo del Friuli, nell'ottobre 1917.
    Trasferito il 24 giugno 1918 presso il 52° reggimento fanteria per addestramento, dopo un mese fu destinato al 6° Reparto d'Assalto col grado di sottotenente, quindi in data 29 agosto 1918 al Reparto d'Assalto del 252° fanteria.
    Più volte ferito, fu insignito di due medaglie d'argento, una croce al valor militare e una medaglia d'oro al valor militare.
    Nel settembre 1919 partecipò all'impresa di Fiume, divenendo comandante dei 200 uomini della "Disperata", la Guardia di "Pretoriani" del Comandante Gabriele D'Annunzio, al posto dell'ardito romagnolo, tenente Tomaso Beltrani, definito dallo scrittore futurista Mario Carli "vero capobanda senza paura e senza disciplina ...".
    Dopo la prima fase di spontaneismo da "descamisados", "La Disperata" fu trasformata dal Passavanti in una Compagnia modello, bene equipaggiata e ben vestita: "Che vita di lieto affratellamento, di disciplinati giuochi nelle baracche isolate davanti al mare, su per i poggi cui danno di corsa la scalata ! Eccoli a torso nudo, nell'arena di Cantrida, s'addestrano al lancio delle granate, al salto in altezza: con un fischio il capo, Rossi Passavanti, li aduna o li disperde." rammenterà nelle sue memorie il poeta belga Leon Kochnitzky, nel libro "La quinta stagione o i Centauri di Fiume".
    Rientrato in territorio nazionale il 24 maggio 1920, arruolato come tenente nel 91° reggimento fanteria, fu inviato dal Ministero della Guerra al Comando truppe di Massaua, in Eritrea, ove giunse nel dicembre dello stesso anno, insieme alla sua donna, la marchesa Margherita Incisa di Camerana, conosciuta a Fiume e sposata il primo ottobre, previa autorizzazione reale.
    Rientrati in Italia nel dicembre 1922, Elia fu destinato al reggimento Nizza Cavalleria nel febbraio 1923, in qualità di comandante di Squadrone.
    Lo stesso anno, il 2 marzo fu insignito della medaglia d'oro al valor militare e con decreti regi del 22 luglio e del 2 dicembre ricevette il titolo nobiliare di conte.
    Nella primavera del 1924 venne incluso da Mussolini nella Lista Nazionale, per la circoscrizione Lazio-Umbria ed eletto deputato nella XXVII legislatura , rappresentò per un lustro Terni al Parlamento.
    Nel 1927, con Terni capoluogo di provincia, cumulò nella sua persona le cariche di deputato, podestà dal 16 gennaio e federale.
    Fu presidente anche della Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della sezione circondariale di Terni, ricevendo dall' ingegnere Luigi Amati presidente uscente tale incarico, a seguito della delibera del direttorio nazionale del 7 gennaio 1927 e Presidente del Comitato provinciale dell'Opera Nazionale Balilla.
    In Terni fu il paladino della battaglia contro i centri di potere economico politico, che avevano abbracciato il fascismo per motivi opportunistici, in primis la Società Terni, con cui si scontrò violentemente in occasione di una nuova convenzione per lo sfruttamento delle acque del bacino Nera Velino, già regolato da una precedente convenzione del 1925.
    Fondò e diresse due giornali, tribune e casse di risonanza in questa sua "crociata", "La Prora" (1925 - 1926), e "Volontà Fascista" (1926 - 1927).
    Su questo terreno si scontravano gli interessi della grande industria, in sintonia con la politica del regime e quelli del ceto agricolo locale, al quale l'uso delle acque serviva per l'irrigazione ed il funzionamento delle piccole aziende.
    Passavanti, in quanto podestà, aveva preso posizione decisamente a favore di quest'ultimo ed aveva tentato di porre una serie di condizioni alla "Terni", cercando di far entrare il Comune nel Consorzio Velino ed ottenere la disponibilità di una notevole quantità di energia elettrica che avrebbe potuto contribuire al risanamento del bilancio e allo sviluppo di nuove attività industriali nel territorio ternano.
    La nuova convenzione tra Comune e Società Terni, avvenuta in data 1 dicembre 1927, che sanzionava una posizione di vantaggio per la Società, provocò le dimissioni del Passavanti da podestà di Terni.
    In seguito all'uscita definitiva dalla scena politica, riprese gli studi universitari, conseguendo tra il 1927 e il 1929 tre lauree:
    in Giurisprudenza il 15 giugno 1927 ed in Lettere e Filosofia il 18 dicembre 1929 presso l'università di Torino, in Scienze Politiche Economiche e Sociali il 31 ottobre 1928 presso la Regia Università di Roma.
    Dopo aver esercitato per qualche anno, dal 1928 al 1933, la professione di avvocato, con studi in Roma insieme all'avvocato Cesare Matteucci ed in Terni con l'avvocato Rufo Rossetti, vi rinunziò per dedicarsi interamente all'insegnamento universitario ed alla magistratura presso la Corte dei Conti.
    Fu infatti assistente alla Cattedra di Contabilità dello Stato del professore titolare Fortunato Rostagno, Presidente della Corte dei Conti, ottenne in seguito la libera docenza di Contabilità dello Stato dal 29 gennaio 1931 ed infine divenne titolare della cattedra di Contabilità Generale dello Stato nel 1932, anno in cui, con regio decreto del 1 giugno, fu eletto consigliere della Corte dei Conti, dove sarà promosso per anzianità e merito presidente di Sezione, in particolare della Seconda Sezione Speciale per le Pensioni di Guerra, il 16 dicembre 1941.
    Tra le varie monografie da lui curate, si segnalano le opere, pubblicate nel corso degli anni trenta: "La contabilità di Stato o l'economia di Stato nella storia" e una "Storia di Terni" dalle origini all'Unità.
    Con l'entrata nella seconda guerra mondiale dell'Italia si arruolò volontario nel Reggimento "Genova Cavalleria", che comandò interinalmente dal 18 giugno 1940 al 7 novembre 1940, alla frontiera iugoslava, col grado di Tenente Colonnello.
    In seguito fu nominato capo dell'Ufficio Propaganda del III Corpo d'Armata durante la Campagna contro la Grecia, nella quale ottenne la sua seconda medaglia d'oro al valor militare, con la motivazione ufficiale di aver issato i tricolori affidatigli dal Duce nelle località albanesi riconquistate di Corcia ed Erseke, quindi, dal 20 agosto 1942 all'8 settembre 1943, col grado di colonnello, fu assegnato al Comando Gruppo Armate del Sud, divenendo capo Ufficio Assistenza della 228 Divisione, agli ordini diretti di Sua Altezza Reale il Principe di Piemonte.

    Partecipò dall'8 settembre 1943 al 5 giugno 1944 in Roma alla lotta contro i tedeschi, col Fronte clandestino militare della Resistenza.
    Dopo l'arrivo degli Alleati, dal dicembre 1944 al settembre 1945, mantenne l'incarico di capo Ufficio Assistenza dei soldati italiani incorporati nella VIII Armata britannnica.
    Nel dopoguerra fu affiliato alla Massoneria Universale di rito scozzese antico e accettato.
    Nonostante la sua partecipazione alla guerra di Liberazione, in seguito ad una disposizione legislativa del 27 luglio 1944, tendente a colpire, tramite l'istituzione di una Commissione per l'epurazione, gli ex fascisti in seno alla pubblica amministrazione, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emesso in data 29 gennaio 1945, fu destituito dal suo incarico di Presidente di Sezione della Corte dei Conti e collocato a riposo.
    In data 21 aprile 1947 il Ministero della Difesa gli conferì un "diploma di onore" in riconoscimento della sua appartenenza durante la Resistenza alla 228 Divisione ed in particolare ai Gruppi di combattimento "Cremona", "Folgore" e "Friuli" ed in seguito, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 5 maggio 1949, fu reintegrato in servizio, come risulta da l'ordine di servizio n. 39 del 30 giugno 1949 emesso dal segretariato generale, ufficio II. Personale della Corte dei Conti, relativo all'annullamento dei decreti di collocamento a riposo.
    In seguito alla reintegrazione, fu nominato Presidente Decano della Corte nello stesso anno 1949, Presidente pro tempore per nove mesi, dal 28 luglio 1953 al 1 aprile 1954 e dal 1 maggio 1954 Presidente della I Sezione Giurisdizionale, fino al 1966.
    Già promosso nel dopoguerra, nel 1948, Generale di Brigata di Cavalleria e collocato nella Riserva, fu eletto Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Arma Cavalleria nel 1953.
    Due anni dopo la morte della prima moglie, avvenuta il 5 febbraio 1964, sposò, nel 1966, Luisa Marucchi, vedova del conte Arturo Bonaini da Cignano.
    Dopo la perdita della seconda moglie, scomparsa il 5 maggio 1970, si trasferì definitivamente a Terni, nella residenza già concessagli in usufrutto dal Comune, di Palazzo Carrara.
    Il 30 giugno 1980 con rogito del notaio Filippo Federici, Elia Rossi Passavanti costituiva la Fondazione "Ternana Opera Educatrice", con il fine di "animare, stimolare e premiare i giovani nati in Terni e nei comuni compresi nell'attuale circoscrizione del Tribunale di Terni, che si fossero distinti nello studio in ogni campo dello scibile" e per conferire premi "ai lavoratori anziani che abbiano dimostrato doti eminenti nella vita del lavoro", donando alla Fondazione tutto il suo patrimonio immobiliare, consistente in un palazzo settecentesco ubicato in Firenze, il ricavato della cui alienazione costituirà il patrimonio mobiliare, le cui rendite alimenteranno i premi annuali da conferire nella festività di S. Valentino.
    Deceduto l'11 luglio 1985 in Terni, nella sua casa museo di Palazzo Carrara, ove è conservato anche il suo archivio, è sepolto nel cimitero comunale di Terni.







  • Redazione e revisione:
    Liberati Adalgiso, 31/03/2009, riordinamento ed inventariazione
  • Bibliografia:
    Rossi Passavanti Elia, "La città dinamica. Sommario della storia di Terni dalle origini all'Impero Fascista"
    Rossi Passavanti Elia, "Terni"
    Grandi Aldo, "Gli Eroi di Mussolini. Niccolò Giani e la Scuola di Mistica Fascista"
    Salaris Claudia, "Alla festa della Rivoluzione. Artisti e libertari con D'Annunzio a Fiume"
    Cordova Ferdinando, "Arditi e Legionari Dannunziani"
    Pirro Vincenzo, "Elia Rossi Passavanti nell'Italia del Novecento"
    Carli Mario, "Con D'Annunzio a Fiume"
    Kochnitzky Leone, "La quinta stagione o i centauri di Fiume"
    Rago Roberto, "Il fascismo a Terni"
    Rago Roberto, "La stampa fascista a Terni"