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Archivio Famiglia Barberio

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    Archivio Famiglia Barberio
  • Gli archivi delle famiglie hanno un'importanza storica non trascurabile al pari del ruolo che le famiglie stesse esercitano nella vita civile. Si tratta di quei ceti che ricoprono rilevanti cariche politiche ed ecclesiastiche nel corso dei secoli e la documentazione da essi prodotta acquista enorme valore in quanto arricchisce di notizie significative determinati periodi storici. Gli scritti, gli appunti, le notazioni a mo' di diario, quelle notizie apparentemente insignificanti, la corrispondenza sotto la forma talora sciatta scambiata tra parenti e persone di spicco, schiudono orizzonti inimmaginabili su un mondo che apparirebbe stereotipato negli atti ufficiali.
    L'Archivio della famiglia Barberio inoltre, assume un'importanza significativa perchè calato in un territorio, quale è l'Italia Meridionale, in cui il feudalesimo si protrasse fino alle leggi eversive della feudalità. I grandi proprietari terrieri formeranno nell'800 la nuova borghesia meridionale conservatrice, da cui si stacca la borghesia intellettuale che messo da parte il tradizionalismo retrivo e reazionario guarda con attenzione alle nuove idee contribuendo attivamente al movimento risorgimentale e post-risorgimentale. Il patrimonio costituisce il nodo centrale della rilevanza della famiglia Barberio in una pluralità di aspetti storici, sociali, economici e religiosi. Il nucleo originario dei possedimenti si ingrandisce in modo considerevole per la gestione oculata, consolidata dauna perseverante tendenza all'acquisto, e in virtù dei matrimoni contratti con donne appartenenti a famiglie di grandi proprietari terrieri quali i Toscano, gli Oliveri, i Facciolo e i d'Ippolito. Da questi ultimi i Barberio erediteranno il Beneficio della Cappella della Natività di S. Maria delle Grazie di San Giovanni in Fiore, fondato nel secolo XVII da Giovan Battista d'ippolito. Consuetudini di vita quotidiana caratterizzate dalla persistenza del feudalesimo, sopravvivente nonostante l'abolizione giuridica nelle strutture economiche e sociali, sono evidenti nell'istitutodell'affittanza, nei contratti privati, dove "l'obbligazione" a volte consiste in beni di natura, nella gestione degli eventi affidata esclusivamente ai protagonisti maschili e in cui le donne pur restando nell'ombra manifestano comunque la loro forza. Una parte del patrimonio della famiglia comprende alcuni terreni situati nella Sila Badiale così detta perchè dotazione della Badia di San Giovanni in Fiore considerata a partire dal 1199 di Regia Pertinenza. Cessati gli Ordini Florense e Cistercense i beni Badiali ritornarono di diritto alla Real Corona, essendo entrambi gli Ordini esclusivamente usufruttuari dei beni del Fisco. I fratelli Barberio citati dal Collegio Arbitrale della Sila, dimostrano di essere da tempo remoto in possesso delle loro difese e con decreto del 1844 queste terre vengono sottoposte a nuova valutazione in quanto riconosciute di loro assoluta proprietà. Del carteggio della famiglia Barberio emerge il ruolo esercitato dai suoi maggiori esponenti nelle diverse fasi storiche: il decennio francese nel comune di San Giovanni in Fiore evidenziato nella corrispondenza di Francesco Antonio; l'opposizione dei fratelli Filippo e Vincenzo alla Republica Napoletana del 1799 di cui rimane a testimonianza una memoria dov'è citata la spedizione contro i francesi capeggiata dal Cardinale Fabrizio Ruffo; la ripresa quindi del primo periodo di regno di Ferdinando II; l'involuzione della politica borbonica; il periodo che va dal 1848 al 1870 con conssioni a rete per tutto il territorio regionale.
    FRANCESCO ANTONIO BARBERIO(: dalla sua corrispondenza con militari di carriera dell'esercito francese si può avere uno spaccato della realtà Sangiovannese degli anni compresi tra il 1806 e il 1808. Insignito della nomina di Guardia Civica si è distinto per aver contribuito a frenare l'attività dei briganti; nel 1807 viene nominato Tenente Colonnello da Giuseppe Napoleone I.
    VINCENZO BARBERIO (1778 - 1848): svolge l'incarico di cassiere comunale di San Giovanni in Fiore dal 1819 al 1822 ed è anche cassiere della Beneficenza del Monte Frumentario e del luogo Pio S. Maria della Sanità.
    FRANCESCO BARBERIO (1810 - 1894): uomo devoto al sentimento patrio, più volte encomiato dagli organi Militari e Civili per lo zelo ed il coraggio dimostrato, vive in prima persona uno dei problemi più urgenti che lo Stato deve affrontare: il "brigantaggio".
    SALVATORE BARBERIO: uomo di grande ingegno, avulso dalla gestione economica del patrimonio familiare, partecipa agli eventi ideologici, politici e militari del 1848, affrontando con dignità l'accusa di attentato contro il Governo e la conseguente condanna della Gran Corte Speciale di Calabria Citra a 19 anni di ferri. Per Grazia del Re la pena ai ferri viene commutata nel luglio 1855 nella relegazione nell'isola di Ventotene. Arrestato nuovamente il 30 giugno 1857 per aver aiutato lo sbarco di Pisacane a Sapri e detenuto nel Castello di Ischia ottiene nel gennaio del 1859 la grazia. Rimpatriato a San Giovanni in Fiore nei primi mesi del 1859 ricopre con impegno e zelo la carica di Capo della Guardia Nazionale nel periodo più incisivo del Risorgimento. Socio dell'Associazione nazionale Italiana di Mutuo Soccorso degli Scienziati, Letterati ed Artisti, Salvatore Barberio lascia scritti di natura storico-sociale, un articolo sulla Questione Romana, uno scritto sul brigantaggio nelle Province Napoletane, etc.
    BERNARDO BARBERIO (1883 - 1962): è uno degli esponenti più insigni della famiglia. La sua carriera militare è rapidissima, a soli trentadue anni è già capitano e per l'alto eroismo mostrato durante la prima guerra mondiale viene insignito della Croce di Guerra e di due Medaglie d'argento al valore militare nonchè nomina a Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Ritornato alla vita civile esercita la professione notarile. Dopo la nomina nel 1925 a Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e la nomina a Commendatore per particolari benemerenze nel 1938 sarà poi Console del T.C.I., Comandante del Distaccamento di Fanteria in Crotone, Ispettore onorario della Regia Soprintendenza alle Antichità della Calabria e Sub-Commissario Prefettizio in San Giovanni in Fiore. Nel 1948 diviene socio ordinario del Comitato Provinciale dell'Ispettorato per la Storia del Risorgimento Italiano.