Estremi cronologici: 1315 giugno 10 - 1603 gennaio 11
Consistenza:
43
Storia archivistica: Le pergamene appartenenti all'archivio storico comunale di Sant'Anatolia di Narco sono state trasferite per un breve periodo nell'Archivio di Stato di Perugia nel 1979 per essere sottoposte a un primo, indilazionabile, intervento di ripulitura, spianamento e regestazione.
Il nucleo documentario, costituito di 43 pezzi, si trovava in condizioni di conservazione assai precarie, essendo stato sottoposto a uno sconsiderato tentativo di restauro, consistito nella asportazione di parti di pergamena non scritte e nella loro applicazione"a chiudere" i fori e le numerose erosioni provocate dalla permanenza del materiale in ambiente umido e dall'attacco di roditori. Le "toppe" membranacee erano state fissate con nastro adesivo che, in breve, aveva rilasciato la colla sulla pergamena provocando danni irreversibili. Con lo stesso metodo erano stati applicati, sul verso delle pergamene, cartigli contenenti regesti imprecisi e sommari.
Presso il laboratorio di restauro dell'Archivio di Stato di Perugia furono compiute le operazioni di distacco degli adesivi, ripulitura e spianamento, fu inoltre elaborata una prima regestazione a cura di Maria Grazia Bistoni, funzionaria dell'Archivio di Stato di Perugia, e Giorgio Comez, successivamente aggiornata dalla sola dott. ssa Bistoni. Le pergamene, condizionate entro camicie e riunite in una scatola di cartone realizzata su misura, sono state restituite al Comune nel luglio 1979. Successivamente, nel 2007, le pergamene, sono state riprodotte digitalmente, analogamente a quelle conservate all'interno dei fondi dei comuni della Valnerina, nell'ambito del progetto SAV.
Contenuto: La serie si compone di 43 unità risalenti complessivamente al periodo 1315-1603 ma quasi tutti appartenenti al XIV secolo e per lo più presenti in copia (1). In occasione della regestazione si ebbe modo di conoscere il contenuto degli atti: In particolare, i nuclei documentari più consistenti si riferiscono a controversie intervenute tra le comunità di Santa Anatolia e di altri castelli della Valnerina contro Spoleto e di Santa Anatolia contro castelli limitrofi; nel primo caso è in questione la giurisdizione in materia civile e penale che il podestà di Spoleto ha inteso estendere sulle comunità della Valnerina contravvenendo -secondo l'opinione dei rappresentanti e dei testimoni dei castelli- a consuetudini consolidate; nel secondo si tratta di controversie legate ai confini dei territori di pertinenza di ciascuna comunità, con particolare riguardo ai diritti di pascolo e di erbatico.
Le pergamene relative alle varie controversie erano in origine cucite l'una di seguito all'altra a formare dei rotoli; in corrispondenza della congiunzione di ciascuna pergamena con la successiva era apposto il signum notarile. In epoca imprecisata le pergamene sono state scucite e alcuni bordi rifilati, cosicché la ricostruzione della sequenza degli atti è risultata particolarmente difficoltosa e, in alcuni casi, incerta.
Si rileva che la pergamena datata 28 febbraio 1424 contrassegnata con il numero "15" nel regesto del 1979, con cui Geminiamo di Prato, dottore dei decreti e uditore di Martino V nella controversia tra Bartoluccio di Angeluccio, laico della diocesi di Spoleto e la comunità di Santa Anatolia, dispone che venga annullata la sentenza di primo grado, attualmente non si trova più in archivio.
(1) Avrebbe dovuto far parte di questa serie anche il frammento membranaceo, non datato, utilizzato come coperta di un registro del vicario. Il contenuto della pergamena è riconducibile alla causa, tenutasi dinanzi al tribunale di Spoleto, nella quale i castelli di Orsano, Sellano, Acera Paterno, Vallo della Valle di Narco, San Felice, Geppa, Grotti, Santa Anatolia di Narco, Scheggino, Monte Franco e Spina si opposero, alla sentenza del podestà di Spoleto con la quale venivano privati dell'autonomia fino allora goduta.
Questo contrasto tra i castelli citati e il comune di Spoleto, avvenuto nel 1338, è documentato anche da diciotto pergamene della serie e di queste è particolarmente interessante la n. 7 in cui sono elencati i 17 articoli che compongono il libello con il quale i castelli contestarono l'atto del podestà. Del frammento in questione, utilizzato come coperta di recupero, non è possibile stabilire se è una copia o un originale, tuttavia è strettamente attinente al processo di cui si è detto, vengono, infatti, elencati gli stessi castelli che sottoscrissero l'appello, lo stesso podestà di Spoleto, lo stesso giudice e gli stessi procuratori dei castelli.
Criteri di ordinamento:
Le unità presentano numerazione da 1 a 19. E' utile precisare che, a volte, il numero progressivo è seguito o da una lettera (es. 2.a, 2.b) o da un altro numero (es. 6/1, 6/2): nel primo caso sono indicati documenti aventi lo stesso oggetto e appartenenti alla stessa unità archivistica; nel secondo caso i documenti, pur riferendosi allo stesso oggetto, sono unità autonome, ossia pergamene in origine cucite e poi separate, per le quali si è cercato di ricostituire la sequenza originaria. Nella sequenza della numerazione è assente il numero 15, assegnato alla pergamena del 1424 mancante in archivio.
Si riporta una legenda con lo scioglimento delle sigle convenzionalemnte adottate nel regesto delle pergamene:
ST= signum tabellionis
SD= sigillum deperditum
BD= bulla deperdita
Redazione e revisione:
Bistoni Maria Grazia , 01/01/1979, ordinamento e inventariazione delle pergamene del "DIplomatico" / Comez Giorgio, 01/01/1979, regestazione
Unità:
43
Unità:
<senza titolo>
(1338)
Spello,
1338-01-02 - 1338-01-06
Segnatura:
9.1
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 887x166
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 887x166, ampie macchie di umidità, rosicature lungo i margini, sul bordo inferiore fori di cucitura alla pergamena successiva e parte superiore del signum di autenticazione del rotolo, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Atti processuali dinanzi alla curia generale del ducato di Spoleto sedente a Spello e Montefalco, al tempo del rettore del ducato Raimondo de Poiolis di Perigueux, giudici Oddone di Cortona e Pietro Ferrandi di San Floro, notaio Percivalle di Oddone di Trevi, sostituto di Giovanni di Viterbo.
Il 2 gennaio Iacobutius magistri Raynutii di Trevi e Pellegrino di Giuliano di Sellano, sindaci e procuratori dei castelli di Orsano, Sellano, Acera, Paterno, Vallo, San Felice, Geppa, Grotti, Santa Anatolia, Scheggino e Montefranco, si appellano contro la sentenza del podestà di Spoleto che li aveva condannati a pagare una non precisata somma di danaro per essersi rifiutati di ottemperare alle disposizioni dello statuto di Spoleto, di cui non riconoscevano la validità, relative all'obbligo di adire alla curia spoletina per tutti i delitti, compresi quelli di sangue (1).
Nello stesso giorno il giudice Oddone invia un dispositivo a tutti gli organi amministrativi di Spoleto con il quale condanna la città al pagamento di mille marche d'argento, proibisce qualsiasi ritorsione contro i castelli appellanti, stabilisce che sia ripristinata la situazione a quo e invita i rappresentanti cittadini a comparire davanti a lui entro due giorni dal recapito della citazione stessa.
Il 5 gennaio Angeluccio di Assisi, baiulo del giudice, riferisce di avere notificato alla città di Spoleto quanto da lui ordinato; il giorno successivo Iacobutius magistri Raynucii si presenta davanti al giudice per ricusare la contumacia dei rappresentanti di Spoleto e chiedere che si proceda ut iuris est.
(1) La tesi sostenuta dai sindaci dei castelli verte sulla contravvenzione, da parte del podestà di Spoleto, al principio giuridico della prevenzione, consistente nell'attribuire la competenza di un procedimento al magistrato o all'ufficiale che per primo sia venuto a conoscenza o sia stato informato del reato.
(ST) Copia autentica (B) non datata di atti conservati nella curia generale del ducato di Spoleto. L'autentica notarile completa, che doveva comparire sull'ultima pergamena del rotolo, non è conservata; non è noto, pertanto, il nome del notaio che, comunque, è lo stesso cui si devono i docc. indicati da 6.1 a 6.7, come risulta dalla grafia e dal signum apposto sul punto di congiunzione di ciascuna pergamena con la successiva.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
Spello e Trevi,
1338-01-07 - 1338-03-13
Segnatura:
9.2
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 811x169
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 811x169, fori di cucitura alle pergamene precedente e successiva sui margini inferiore e superiore, ove appare anche il signum del notaio esemplante, alcune erosioni e due fori naturali, sul verso timbro a inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Atti processuali dinanzi alla curia generale del ducato di Spoleto sedente a Spello e Montefalco, al tempo del rettore del ducato Raimondo de Poiolis di Perigueux, giudici Oddone di Cortona e Pietro Ferrandi di San Floro, notaio Percivalle di Oddone di Trevi, sostituto di Giovanni di Viterbo.
Iacobutius magistri Raynutii di Trevi e Giovanni Faldoni di Gualdo Cattaneo, poi sostituito da Pellegrino di Giuliano di Sellano, sindaci e procuratori dei castelli appellanti, cui si aggiunge Spina, si presentano davanti al giudice Oddone residente in Spello per chiedere che si proceda ut iuris est nella causa contro il comune di Spoleto. Il 13 gennaio il giudice Oddone chiede di avere a disposizione gli atti processuali per poter emettere sentenza e il 14 febbraio concede a Iacobutius Bartoli, sindaco e procuratore di Spoleto, cinque giorni per produrre gli atti processuali; Iacobutius Bartoli non accetta tale termine. Il 19 successivo, in Trevi, Iacobutius magistri Raynutii si presenta davanti al giudice per prendere conoscenza dei documenti della controparte, in realtà non prodotti.
Il 21 febbraio il giudice Oddone stabilisce che Iacobutius Bartholi produca gli atti entro il giovedì successivo.
Dinanzi ad Antonio da Spello, sostituto del giudice Oddone, i procuratori dei castelli, cui si aggiunge anche il castello di Spina, espongono il contenuto della sentenza con la quale il podestà di Spoleto estende su di essi la propria giurisdizione e li condanna al pagamento di cinquecento lire ciascuno chiedendone l'annullamento.
Il 13 marzo presentano il libello di appello.
(ST) Copia autentica (B) non datata di atti conservati nella curia generale del ducato di Spoleto come al numero precedente.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Trevi],
1338-03-13 - 1338-03-26
Segnatura:
9.3
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 760x185
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 760x185, lacune su entrambi i margini, macchie di umidità, segni di rifilatura con forbice lungo tutti i lati, sul bordo inferiore fori di cucitura alla pergamena successiva e parte del signum di autenticazione del rotolo, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Atti processuali dinanzi alla curia generale del ducato di Spoleto sedente a Spello e Montefalco, al tempo del rettore del ducato Raimondo de Poiolis di Perigueux, giudici Oddone di Cortona e Pietro Ferrandi di San Floro, notaio Percivalle di Oddone di Trevi, sostituto di Giovanni di Viterbo.
Il 13 marzo il giudice fissa in cinque giorni il termine per la presentazione delle eccezioni al libello; esse vengono prodotte il 19 marzo da Andrea di Francesco di Spello, sindaco e procuratore del Comune di Spoleto, davanti ad Antonio di Spello, vicario di Oddone di Cortona, giudice della Curia generale del Ducato di Spoleto; vi si afferma che Iacobutius e Pellegrino non sono legittimi rappresentanti dei castelli, che il libello è generico, oscuro e falso, che la sentenza del podestà di Spoleto è legittima, tanto più che al momento della pronunzia i rappresentanti dei castelli figurarono contumaci; il 23 dello stesso mese il giudice Antonio di Spello dichiara che il dibattimento si svolgerà alla presenza delle parti; il 26 successivo Antonio di Spello stabilisce che non si darà seguito all' appello finché non sarà risolta la contestazione relativa al libello; il 14 luglio Iacobutius magistri Raynutii, alla presenza di Pietro Ferrandi di San Floro, giudice della curia di Spoleto, e di Iacobutius Bartholi, procuratore e sindaco di Spoleto, chiede che si discuta sul libello e si concluda la causa; Iacobutius Bartholi, intanto, notifica che non essendo stato pagato dal comune di Spoleto, non intende più svolgere le funzioni di procuratore.
Copia autentica (B) come al numero precedente.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
Montefalco,
1338-08-31 - 1338-09-22
Segnatura:
9.4
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 565x165
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 565x165, lacune su entrambi i margini, segni di rifilatura sui lati e sul margine inferiore, su quello superiore fori di cucitura alla pergamena precedente e parte inferiore del signum di autenticazione del rotolo, sul verso ad inchiostro timbro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Atti processuali dinanzi alla curia generale del ducato di Spoleto sedente a Spello e Montefalco, al tempo del rettore del ducato Raimondo de Poiolis di Perigueux, giudici Oddone di Cortona e Pietro Ferrandi di San Floro, notaio Percivalle di Oddone di Trevi, sostituto di Giovanni di Viterbo.
Il giudice invita Iacobutius Bartholi, sotto pena di scomunica, a presentarsi in dibattimento, presente la parte avversa, ma questi rinuncia a discutere la causa ed è pertanto scomunicato e giudicato incapace ed indegno di svolgere l'ufficio di sindaco e procuratore di Spoleto; Iacobutius Raynutii presta giuramento su tutti i punti del libello e proclama la contumacia del Comune di Spoleto; il giudice fissa in dieci giorni il termine per la discussione della causa di appello. Il 31 agosto 1338, da Montefalco, Oddone da Cortona fissa in otto giorni il termine ultimo, valido tanto per Iacobutius Raynutii che per Andrea di Francesco, sindaco di Spoleto, per addurre qualsiasi nuovo elemento; il 15 settembre successivo tale termine è prorogato ai tre giorni successivi. Il sindaco e procuratore dei castelli, immediatamente dopo la concessione di tale termine, presenta tutta la documentazione trattata nel procedimento unitamente alla richiesta di appello presso la curia romana. Il 22 settembre 1338 il giudice annuncia ai rispettivi sindaci che il procedimento è concluso.
Copia autentica (B) come al numero precedente.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
Spello,
1338-07-15 - 1338-07-21
Segnatura:
10.1
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 543x235
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 543x225 erosa su tutto il lato destro e interessata da ampie macchie di umidità, fori di cucitura alle pergamene precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Libello presentato dinanzi alla Curia generale del ducato di Spoleto, rettore in spiritualibus et temporalibus Raimondo de Poioliis arcidiacono di Perigueux e giudice Oddone di Cortona, da Iacobutius magistri Raynutii di Trevi, sindaco e procuratore dei castelli di Orsano, Sant'Anatolia, Scheggino, Acera, Spina, Sellano, Vallo, Montefranco, Paterno, San Felice, Grotti, Geppa di Rosciano, essendo Andrea di Francesco e Iacobutius Bartholi di Spello sindaci e procuratori del comune di Spoleto, nella causa di appello intentata dai sunnominati castelli contro la sentenza del podestà di Spoleto Giovanni dei marchesi di Monte Santa Maria secondo i seguenti punti:
1) il podestà Giovanni e il Comune di Spoleto avevano ordinato che i rappresentanti dei castelli si dovessero sottomettere ai tribunali civili e penali di Spoleto;
2) la disposizione era emanata da un magistrato (il podestà) non competente;
3) la disposizione stessa era stata impartita senza seguire le procedure previste, senza cognizione di causa e fondamento giuridico;
4) i rappresentanti dei castelli non erano stati convocati né ascoltati;
5) il podestà aveva condannato ogni singolo castello alla pena di 500 lire;
6) contro la sentenza podestarile era stato interposto appello da parte dei castelli;
7) l'appello era stato interposto entro i termini procedurali stabiliti;
8) Pietro Ferrandi e Oddone di Cortona sono i giudici legittimi in questa causa;
9) Percivalle di Trevi è il notaio della curia generale sostituto di Giovanni di Viterbo, per mandato del rettore ducale;
10) Iacobutius magistri Raynutii è il sindaco e procuratore legittimo dei castelli;
11) come tale tratta legittimamente la presente causa di appello;
12) i castelli, fin dai tempi previsti per i termini prescrittivi e comunque ab immemorabili, sempre hanno avuto la facoltà di decidere autonomamente in materia di giustizia civile e penale non riconoscendo alcuna ingerenza del comune e del rettore di Spoleto;
13) i castelli suddetti amministravano perciò la giustizia civile e penale;
14) il Comune di Spoleto e i suoi magistrati hanno sempre tentato di usurpare questa potestà nei suddetti castelli;
15) i magistrati dei castelli avevano autonomia in campo giurisdizionale e legittima potestà circa la convocazione degli organi deliberanti e competenza su tutte la funzioni amministrative e tributarie;
16) per questi motivi si appellavano contro la disposizioni statutarie di Spoleto il cui podestà, stando ad esse, era competente in tutto o in parte nelle vertenze di carattere penale;
17) tutto ciò è universalmente noto nei castelli e in tutto il comitato di Spoleto.
Seguono i nomi dei testimoni dei singoli castelli.
Copia [B] non datata di atti conservati nella curia generale del ducato di Spoleto redatti nel 1338, nei giorni espressamente indicati, al tempo del rettore Raimondo de Poioliis, arcidiacono di Perigueux, e del giudice Oddone di Cortona, dal notaio Percivalle magistri Oddonis di Trevi, sostituto di ser Giovanni di Viterbo.
Il documento costituisce la parte iniziale di un rotolo composto di 14 frammenti pergamenacei sciolti, scucito in epoca imprecisata; essendo privo dei frammenti iniziale e finale non è conservata la sottoscrizione del notaio esemplatore, che è, comunque, lo stesso del documento che precede.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
Spello,
1338-07-07 - 1338-07-21
Segnatura:
10.2
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 958x186
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 958x186, erosioni lungo il margine destro, ampie macchie di umidità, fori di cucitura alle pergamene precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Prosecuzione dei nomi dei testimoni dei vari castelli.
Il 7 luglio Iacobutius magistri Raynutii, sindaco e procuratore dei castelli, presenta il libello articolato in 17 punti alla presena di magister Andrea di Francesco e di Iacobus Nicole, procuratori del Comune di Spoleto.
Il 15 luglio il giudice Pietro Ferrandi di San Floro, giudice della curia generale del ducato di Spoleto, invia Angelutius Maii di Assisi, baiulo della curia stessa, a convocare i testimoni; il 21 luglio questi riferisce di avere convocato tutti i testimoni tre giorni prima e avviene la comparizione dei testimoni di Scheggino, Acera, Spina, Paterno, Geppa di Rosciano, Vallo di Valle di Narco, Santa Anatolia, Grotti, San Felice, Montefranco, Orsano e Sellano. Testimonianze di Paolone di Francesco e Paolone Raynaldini di Montefranco.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.3
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 924x178
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 924x178, piccole macchia di umidità, fori di cucitura alle pergamene precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Paolone Raynaldini, testimonianza di Andriictus Nicole e di Nicola Tomassoni di Montefranco e di Paciptus Raynaldi di San Felice.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.4
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 815x148
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 815x148, erosioni lungo il margine destro e inferiore al disotto dell'ultima linea di scrittura, piccole macchie di umidità, fori di cucitura alla pergamena precedente e seguente, sul lato sinistro segni di rifilatura con forbice, in basso fori da rosicatura di tarlo, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Paciptus Raynaldi e testimonianze di Iotius Moriconi, Bicchus Moriconi e Giovanni di Tommaso tutti di San Felice.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.5
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 850x152
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 850x152, erosioni lungo il lato sinistro, rifulatura su entrambi i lati, ampia lacerazione tra la 19° e la 35° linea di scrittura, fori di cucitura alla pergamena precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Giovanni di Tommaso e testimonianze di Petruccio Manentoni, Monaldo Petrutii e Vannes Gilioni di Santa Anatolia di Narco.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.6
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 734x159
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 734x159, erosioni lungo il margine destro, due piccole erosioni in corrispondenza della scrittura, piccole macchie di umidità, fori di cucitura alla pergamena precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Vannes Gilioni e testimonianze di Iohanictus Iacononi di Santa Anatolia e di Matteo Vivieni di Orsano.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.7
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 698x160
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 698x160, erosioni lungo entrambi i margini, fori di cucitura alla pergamena precedente e seguente, sul verso non compare il timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della Testimonianza di Matteo Vivieni e testimonianze di Casstellus Nicole e Zaranus di Benvenuto, entrambi di Orsano.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1388)
[Spello],
1388-07-21
Segnatura:
10.8
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 850x161
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 850x161, erosioni lungo il margine destro, fori di cucitura alla pergamena precedente e seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Zaranus di Benvenuto e testimonianza di Cangnutius Mosiconi, Iaconictus Iotii e Giliictus Iacononi di Grotti.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.9
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 973x146
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 973x146, lacerazione trasversale ricucita con filo di canapa coeva alla pergamena, segni di rifilatura su entrambi i lati e sul bordo inferiore, sul margine superiore fori di cucitura alla pergamena seguente, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Giliictus Iacononi e testimonianza di Pucciptus Nicolecte di Grotti e di Paulictus di Govanni e Petruççolus di Tommaso di Vallo.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.10
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 830x147
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 830x147, sul margine inferiore fori di cucitura alla pergamena successiva, sul verso timbro ad inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Petruççolus di Tommaso e testimonianze di Giuliano Nicolecte di Vallo e di Giovanni Petroni e Todino Munaldoni di Paterno.
Riproduzioni:
Riproduzione digitale.
<senza titolo>
(1338)
[Spello],
1338-07-21
Segnatura:
10.11
Tipologia documentaria:
Pergamena
Formato:
mm 602x162
Descrizione estrinseca:
Pergamena, mm. 602x162, piccole lacune e macchie di umidità lungo il margine sinistro, margini rifilati, fori di cucitura alla pergamena seguente, sul verso timbro a inchiostro del Comune di Santa Anatolia di Narco.
Contenuto: Conclusione della testimonianza di Todino Munaldoni e testimonianza di Gentilone di Giovanni Herrici e Angelutius Iacononi di Paterno che si presenta in luogo di Simone di Giovannone.