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Consorzio dei possidenti di Monteleone di Spoleto, Monteleone di Spoleto (Perugia), 1867 - 1929

  • Ente
  • Estremi cronologici: 1770 - 1929
  • Intestazioni:
    Consorzio dei possidenti di Monteleone di Spoleto, Monteleone di Spoleto (Perugia), 1867 - 1929
  • Altre denominazioni: Consorzio dei possidenti di Monteleone di Spoleto
  • L'attuale Consorzio dei possidenti venne istituito nel 1906 ed eretto ad ente morale, come prevedeva la legislazione emanata in materia di usi civici nelle ex provincie dello Stato pontificio.
    Il regolamento dell'Ente fu approvato dalla "Congregazione dei Possidenti" il 14 ottobre 1906, all'art. 1 si legge: "Il Consorzio o Comunanza dei Possidenti di Monteleone di Spoleto trae la sua origine da una convenzione stabilita fra i Possidenti del Comune di Monteleone di Spoleto, ivi domiciliati e residenti e l'Amministrazione del Buon Governo, dopo l'incameramento dei beni comunali avvenuto in forza del Motu Proprio di Pio VII nel 1801".
    Notizie relative all'origine del Consorzio si possono trovare anche in una memoria difensiva del presidente consorziale Augusto Bernabei, del 15 febbraio 1914, inviata al prefetto dell'Umbria, che ha per oggetto il ricorso allo scioglimento dello stesso.
    Il Bernabei nella sua relazione, quando fa riferimento ai precedenti storici che diedero origine all'istituzione con la denominazione di "Universitas personarum ed insieme bonorum", la fa risalire "a prima del 1801" e cita un documento dal titolo "Sommario di Monteleone di Norcia dell'anno 1786" (non reperito) relativo all'affitto delle otto montagne possedute in comune tra la "Comunità di Monteleone ed i particolari Possidenti".
    Alla comunità dei "Particolari Possidenti" appartenevano tutti coloro che avevano diritti patrimoniali in dette otto montagne e nell'intero territorio di Monteleone, questo viene confermato anche dall'art. 2 del regolamento del 1906.
    Sempre dalla stessa relazione si evince che nel 1801 la Camera apostolica avocò a se il dominio dei beni della "Comunita di Monteleone", comprese le otto montagne, questo scatenò la protesta dei "possidenti di Monteleone", i quali reclamavano la proprietà dei molti terreni "immischiati e confusi tra i beni ex-comunitativi".
    La Congregazione del Buon Governo riconobbe legittime le richieste dei Possidenti, non potendo dividere i beni comuni stabilì che metà dei proventi ricavati dall'affitto andasse ai Possidenti e l'altra metà alla Congregazione del Buon Governo, subentrato nella gestione all?amministrazione comunale.
    Di questi patti, il 30 maggio 1807, venne stipulato un istrumento di concordia tra i fratelli Arroni, amministratori dei beni ex communitativi, e i Possidenti di Monteleone.
    In seguito i beni ex-comunitativi vennero posti all'incanto dalla Camera apostolica e furono acquistati dal conte Pichi di Ancona, che poi li alienò al signor Andrea Giorgi. Quest'ultimo nel 1815 si accordò con i Possidenti giungendo alla suddivisione condominiale delle otto montagne ed infine vendette tali beni al principe Torlonia.
    Come risulta nel verbale consigliare del 15 ottobre 1814, sempre citando dalla relazione in argomento, i Possidenti accordavano al comune di Monteleone l'amministrazione "a nome loro" dei beni in proprietà senza riconoscergli nessun altro diritto. Al magistrato ed al Consiglio del comune di Monteleone venne imposto l'obbligo di tenere un "libretto" separato tanto "d'esito che d?introito" per mantenere distinte le rendite dei Possidenti da quelle comunali.
    Questo è testimoniato dalla contabilità dell'associazione dei Possidenti, che è raccolta insieme a quella comunale per gli anni compresi tra il 1814 ed il 1836, di cui si occupava l'esattore comunale.
    Successivamente, vincendo le opposizioni dell'autorità governativa che li voleva sottoposti alla tutela comunale, i Possidenti costituirono un Ente autonomo con una propria amministrazione e un proprio bilancio, nominando come presidente il sindaco del comune.
    Questo stato di cose durò fino alla costituzione del Consorzio dei Possidenti come già ricordato nel 1906 in forza della legge 4 agosto 1894, n. 397.
    Gli scopi del Consorzio erano quelli di provvedere all'amministrazione e l'utilizzo dei beni tutelando i diritti dei cittadini per quanto concerneva l'esercizio degli usi civici ed inoltre curare e vigilare sul razionale sfruttamento dei boschi e dei pascoli.
    A queste attribuzioni proprie dell'Ente si aggiunse quella dell'amministrazione del Monte frumentario, a tale riguardo all'art. 59 del regolamento già citato, intitolato, "Del Grasciere" si dice: "Il Grasciere che sarà nominato dal Consiglio di Amministrazione, e avrà l'incarico del maneggio del grano del Monte Frumentario, eseguendo imprestanze e riscossioni e con le norme che verranno stabilite da apposito regolamento.
    L'amministrazione dell?ente era anche incaricata degli affitti dei terreni consorziali e della corrisposta delle cese.
    Il patrimonio dell'ente era costituito oltre che dalle quattro montagne ed altri appezzamenti di terreni seminativi, posti tutti nel territorio di Monteleone, da due fabbricati all'interno del paese, uno dei quali adibito a residenza municipale e l'altro facente parte dell'ex monastero di Santa Caterina.
  • Redazione e revisione:
    Bianchi Alessandro, 01/01/1996, riordinamento e inventariazione