Città di antichissime origini, deriva il suo nome dalla dea romana Cupra, alla quale era dedicato un santuario sito nel territorio dell'attuale comune.
Infatti, Sconfitti i Piceni nel 268 a.C., Cupra Marittima diviene una colonia romana e l'ager cuprensis venne identificato con la regio V picenum, famosa per la produzione di olio, olive e commercio marittimo e con un suo grande porto situato verso la zona nord dell'attuale paese.
Nei secoli V e VI, Cupra fu oggetto di incursioni barbariche: fu saccheggiata molte volte e subì la dominazione di Bizantini, Longobardi e Franchi, finché nel IX secolo i Mori la distrussero. I cuprensi si ritirarono sulle alture dando vita a Castrum Maranum (il nucleo difensivo più forte), a Castel Sant'Andrea e a Castel Boccabianca.
Dell'antico centro romano di Cupra, duramente provato dalle vicende precedenti e a poco a poco abbandonato dalla popolazione, rimase in attività, almeno fino all'XI secolo, soltanto il porto, mentre i cuprensi preferirono rifugiarsi nel vicino "castrum" di Marano che già nel 1076 si costituì in libero Comune.
Ancora oggi l'incasato medievale di Marano, posto su un'altura, domina il borgo marinaro che ha visto nascere i primi insediamenti solo della seconda metà dell'Ottocento
Nel secolo successivo, il 21 novembre 1254, fu stipulato, dai comuni di Marano e di Fermo, un patto inteso a salvaguardare i diritti e i doveri del primo. Nel 1258 Marano fu invece occupato dalle truppe di Manfredi che gli diede una amministrazione ghibellina e lo sottopose a Fermo come castello di II classe, in cui la città inviava periodicamente un vicario, quale suo rappresentante.
Lo stato di soggezione del castello di Marano a Fermo si protrasse sostanzialmente per tutta l'età moderna, anche se non mancarono momenti di tensione fra i due organismi. Scorporato dallo Stato fermano dal governo napoleonico, il ricostituito Comune di Marano fu inserito insieme a quello di Sant'Andrea, all'interno del Dipartimento del Tronto nel dodicesimo Cantone (quello di Ripatransone), in cui rimase fino alla definitiva restaurazione dello Stato pontificio nel 1815 (tra il 1809 e il 1815 sia Marano che Sant' Andrea furono uniti a Grottammare a seguito delle notevoli trasformazioni avvenute all'interno dell'assetto amministrativo del Distretto di Ascoli).
Nel periodo della Restaurazione fu comune del Distretto di Fermo con appodiato S. Andrea.
Nel 1860 il Comune di Marano veniva annesso al Regno d'Italia; nello stesso anno con la soppressione della Provincia di Fermo (R.D. del 22 dicembre) Marano passava a quella di Ascoli Piceno. Il patriota Gregorio Possenti, eletto Sindaco all'indomani dell'Unità nazionale propose di mutare la denominazione del paese da Marano - al quale da qualche anno era stato accorpato definitivamente Sant'Andrea che andava di giorno in giorno declinando fino a divenire disabitato - a Cupra Maritttima. La proposta fu avanzata dal Consiglio comunale il 24 agosto 1862: il 9 novembre dello stesso anno, con R.D. di Vittorio Emanuele II, Marano prese il nome di Cupra Marittima.
Tipologia:
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Bibliografia:
Merlini Giuseppe, Sciarresi Emanuela, Giuseppe Merlini, Emanuela Sciarresi, a cura di, Relazione sull'archivio comunale e fondi aggregati, Comune di Cupra Marittima, 2006, 2006