I Barbavara di Gravellona Lomellina, produttori del nucleo di carte descritte in questo inventario, discendono dai conti de Castello, casato che la tradizione ottocentesca faceva risalire al IX secolo d.C. I de Castello mantennero, nel corso del medioevo, interessi e giurisdizioni in Valsesia, a Domodossola, Pallanza e nel Novarese. Attestazioni documentate della discendenza dei Barbavara dai de Castello si ritrovano in un diploma di Federico I Barbarossa del 1152. Dal XIV secolo i Barbavara, cittadini a Novara, sono attestati anche a Milano: Francesco Barbavara, nato intorno al 1360 e morto verso il 1415, rivestì incarichi importanti presso la corte viscontea. Nel 1401 Lanfranco Barbavara, inoltre, rivestiva la carica di pro referendario del duca di Milano. Il fratello Giacomo è, peraltro, documentato con interessi a Vigevano, di cui fu podestà nel 1410-1412. Diritti di porto, pesca e pedaggio sul fiume Toce furono concessi nel 1455 dal duca Francesco I Sforza a Marcolino figlio di Giacomo, ai fratelli Giovanni e Tommaso di Lanfranco, ai fratelli Giacomo e Jorio di Giovannino, confermati ancora nel 1477 da Gian Galeazzo e nel 1498 da Ludovico il Moro. Nel 1516 Francesco I duca di Milano confermava a Carlo Barbavara e ai nipoti il feudo di Gravellona, territorio su cui esercitavano interessi in precedenza. Le carte conservate nell’Archivio di Stato di Novara documentano, in particolare dal XVI secolo, un’attenzione prevalente degli interessi patrimoniali sul territorio di Gravellona e del Vigevanasco. I Barbavara in età moderna rivestirono diverse cariche di prestigio: a fine Settecento Costantino rivestì la carica di gentiluomo di bocca alla corte sabauda, nonché cavaliere mauriziano, mentre anche per i successori si ritrovano cariche e onori, sia in ambito militare che curiale. Nei primi anni della Restaurazione, pur essendo già attestati come cittadini di Novara dal basso medioevo, sono documentate liti tra la famiglia Barbavara e la Civica Amministrazione novarese per l'aggregazione al corpo decurionale della città.
Redazione e revisione:
Bibliografia:
E. Colli, Gravellona Lomellina nella sua storia
A. Colombo, Due diplomi imperiali del secolo XII e la Famiglia Barbavara De-Castello, in “Viglevanum”, estratto, a. I, fasc. IV, 1967, pp. 4-25