Intestazioni:
Comune di Umbertide, Umbertide (Perugia), 1860 -
Altre denominazioni:
Comune di Umbertide
/ Comune di Fratta, 1860 - 1863
Dal 1860 per Fratta si registrò il passaggio dalla dominazione pontificia al nuovo assetto dello Stato postunitario.
Il 4 ottobre del detto anno rinunciarono all'incarico i membri della commissione provvisoria di Fratta Lazzarini, Magnanini e Santini, pertanto il commissario per le province di Perugia e di Orvieto, senatore Filippo Antonio Gualterio, inviò a Fratta Ercolino Waddington, con la qualifica di facente funzione di priore del Comune, con pieni poteri per formare una nuova commissione. Costui provvide alla designazione di Mauro Mavarelli presidente provvisorio, Gianantonio Ranier, Quintilio Magnanini e Costantino Magi Spinetti consiglieri; segretario fu nominato Ruggiero Burelli (1).
Con decreto n. 64 del 21 ottobre 1860, emanato dal regio commissario generale straordinario per le province dell'Umbria, Gioacchino Napoleone Pepoli, venne indetto il referendum plebiscitario, ai fini dell'annessione al regno sabaudo, da svolgersi in ogni Comune nei giorni 4 e 5 novembre dello stesso anno (2).
Per la formazione del nuovo consiglio comunale, si svolsero le operazioni elettorali l'11 novembre 1860, in ottemperanza al decreto 24 ottobre, n. 65 del citato commissario (3). Dal verbale delle suddette operazioni, alle quali parteciparono 50 elettori, risulta che vennero eletti Mauro Mavarelli presidente (4), Luigi Santini, Quintilio Magnanini, Costantino Magi Spinetti e Lelio Lazzarini; fu nominato segretario comunale Giuseppe Savelli. Gli assessori, eletti in data 22 novembre (5), furono Luigi Santini, Mauro Mavarelli, Quintilio Magnanini, Giovannantonio Ranieri; assessori supplenti Giovan Battista Ticchioni e Paolo Paulucci.
Risale al 31 ottobre 1860 il decreto che ordinò promulgarsi, con effetto dal 1° dicembre successivo, i titoli V, VI e XIII del progetto di revisione del codice civile albertino, relativi i primi due agli sponsali e al matrimonio civile, il terzo alla formazione e alla conservazione degli atti dello Stato civile (6).
L'ordinamento e l'amministrazione degli enti locali, nei territori del regno piemontese ed in quelli annessi nel 1860, fu regolata, com'è noto, dalla legge comunale e provinciale 23 ottobre 1859, n. 3702 (7). A tale norma fece seguito, soltanto sei anni più tardi, la legge 20 marzo 1865, n. 2248, per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia (8), il quale veniva diviso in province, circondari, mandamenti e comuni; riguardo a questi ultimi, vennero costituiti gli organi di governo quali il consiglio comunale (elettivo) e la giunta, presieduta dal sindaco (9).
Nel 1861, a Fratta, in ottemperanza alle disposizioni allora vigenti, vennero nominati i revisori dei conti (10) e la commissione visitatrice delle carceri (11); poi l'ufficiale di Stato civile, Leopoldo Santini, al quale fu chiesto di collaborare anche con l'ufficio di segreteria (12).
Grande rilievo assunse, tra il 1862 e il 1863, la questione della nuova denominazione di Fratta.
Nella delibera del 14 dicembre 1862 (13) l'assessore Mauro Mavarelli, facente funzione di presidente dell'assemblea, annunciò alla medesima che il regio prefetto, con dispaccio del 10 luglio, n. 13341, per incarico ricevuto dal Ministero dell'interno, invitava il sindaco di Fratta a proporre al consiglio in una delle sue prossime sedute "la delibera, se non di cangiare l'attuale denominazione del Comune, almeno di farvi una qualche aggiunta, da desumersi dalla specialità della situazione, e ciò per evitare equivoci ed imbarazzi, come alle pubbliche amministrazioni così ai privati, che derivano dalla multiplicità dei Comuni che s'appellano col nome di Fratta". Il sindaco e la giunta, pertanto, furono dell'avviso di nominare una commissione composta da ? "quelli, che si reputarono maggiormente informati della Storia Patria" (14).
Nel 1862 il sindaco e la giunta municipale, con provvedimento n. 1591 del 21 settembre, procedettero alla nomina della commissione, allo scopo di cui sopra, composta da Costantino Magi Spinetti, Ruggero Burelli e Genesio Perugini, con l'incarico di proporre un nuovo nome per Fratta. Il primo ottobre successivo i membri della commissione, dopo aver elencato i vecchi nomi di Fratta, quali Forum Bremitii, Forum [Iulii] Concubiense, Pitulum, Fracta Filiorum Uberti e, secondo il Lauri, Fracta insigne Umbertinorum Oppidum, ritennero che quest'ultimo nome in particolare fosse più "rappresentativo dell'attualità se reca un tributo al sovrano, Umberto o Uberto, principe ereditario del re d'Italia": la proposta di "Umberta" o "Umbertide" venne approvata con sette voti favorevoli e uno contrario (15).
Il 25 gennaio 1863 (16), a motivo di certo malcontento tra la popolazione in merito alla nuova denominazione del Comune e per il fatto che la delibera "era stata presa in seconda chiamata con scarso numero di consiglieri", la Prefettura, con dispaccio del 15 gennaio n. 574 div. 5 sez. 10, ordinava di riproporre lo stesso oggetto a nuova deliberazione. L'avvocato Costantino Magi Spinetti portò delle motivazioni perché il consiglio si persuadesse ad abbandonare il vecchio nome Fratta, in quanto "esso rammentava la sua distruzione per opera dei barbari, e la conseguente dominazione straniera, proponendo invece di sostituire Umbertide ad Umberta come nome più consentaneo alla patria tradizione, imperocchè dalla medesima risulta che non Umberto, ma i di lui figli fossero di questa terra i fondatori". Tale proposta ebbe approvazione unanime per appello nominale.
Nell'attività degli organi collegiali del Comune di Umbertide non si registrano variazioni di rilievo fino al 1926, anno di promulgazione della legge 4 febbraio 1926 n. 237 e del regio decreto legge 3 settembre 1926, n. 1910, con cui venivano soppressi gli organi elettivi, il consiglio e la giunta, le cui funzioni, nei Comuni con popolazione inferiore alle 5000 unità, furono assunte dal podestà, ufficiale di nomina governativa.
Risale al 4 aprile 1927 (17) la prima delibera del podestà di Umbertide, Gualtiero Guardabassi, insediato con regio decreto 24 marzo ai sensi e in attuazione della normativa di cui sopra.
L'8 novembre 1943 si insediò ad Umbertide un commissario prefettizio, il cui nome non è stato individuato, dal momento che mancano le sottoscrizioni in calce ai verbali delle deliberazioni (18).
Il regio decreto legge 4 aprile 1944, n. 111, sancì che a capo di ogni comune fossero insediati un sindaco e una giunta su nomina del prefetto. Nella seduta del 9 agosto successivo, al commissario prefettizio subentrò il sindaco Mariano Migliorati e fu nominata la giunta nelle persone di Giuseppe Migliorati, Nello Boldrini, Angelo Martinelli, Attilio Cannavini, Aspromonte Rometti, Giuseppe Rondoni, Tramaglino Cerrini, Renato Ramaccioni e Giorgio Rappini (19).
Con il decreto legislativo 7 gennaio 1946, n. 1, vennero ripristinati i vecchi ordinamenti comunali (20) e, suddivisi i territori comunali in sezioni, poterono svolgersi le elezioni del consiglio comunale.
Le elezioni amministrative del 7 aprile 1946 diedero ad Umbertide i seguenti risultati: lista socialcomunista volti 6223; lista democristiana voti 1507; voti non validi 526 (21).
Le prime elezioni politiche del dopoguerra, svoltesi il 2 giugno 1946, confermarono gli orientamenti emersi in quelle amministrative (22). La percentuale dei votanti fu alta (92,91%) e molto vivace la campagna elettorale, considerando che alle elezioni per la Costituente furono aggiunte quelle del referendum sulla forma istituzionale dello Stato, monarchica o repubblicana. Su 9557 iscritti, votarono per la Repubblica 6840 elettori, per la monarchia 1541; voti non validi 517. Nelle elezioni per l'Assemblea costituente furono presenti dieci liste i cui risultati furono i seguenti: PCI 4975, DC 1242, PRI 147, Partito d'azione 88, Movimento N. Ric. 67, Partito monarchico 91, U.Q. 283, Cristiano sociali 161, PSI 1225; voti non validi 527.
Da allora, per il Comune di Umbertide, non si registrano mutamenti istituzionali.
(1) cfr. fondo Comune di Umbertide, (d'ora in poi CU), Consigli e riformanze, reg. 14, c. 74v.
(2) R. ABBONDANZA, Gli archivi dei governi provvisori dell'Umbria (1859-1861), in MINISTERO DELL'INTERNO, Gli archivi dei governi provvisori e straordinari 1859-1861, III, Roma, 1962, pp. 356-360.
(3) CU, Consigli e riformanze, reg. 14, cc. 74v-78r.
(4) Le nomine dei sindaci vennero fatte su proposta dei commissari provinciali: R. ABBONDANZA, Gli archivi dei governi provvisori dell'Umbria... cit., p. 362.
(5) CU, Consigli e riformanze, reg. 1859-1860, cc. 78r-80v.
(6) R. ABBONDANZA, Gli archivi dei governi provvisori dell'Umbria... cit., pp. 354-355.
(7) Il testo di tale legge, edita nella "Raccolta degli atti del governo di Sua Maestà il Re di Sardegna", 26 (1859), pp. 1401-1470, è riportato in A. PETRACCHI, Le origini dell'ordinamento comunale e provinciale italiano. Storia della legislazione piemontese sugli enti locali dalla fine dell'antico regime al chiudersi dell'età cavouriana (1770-1861), I, Venezia, Neri Pozza Editore, 1962, pp. 156-174 (amministrazione comunale).
(8) Pubblicata nella Raccolta ufficiale delle leggi e decreti del Regno d'Italia, vol. 11, Torino, dalla Stamperia Reale, 1865, pp. 417-619. Dopo quella del 1865, vennero promulgate nuove leggi sulle amministrazioni comunali nel 1889 (regio decreto 10 febbraio 1889, n. 5921 e relativo regolamento approvato con regio decreto 10 giugno 1889, n. 6107), 1898 (regio decreto 4 maggio 1898, n. 164 e relativo regolamento, approvato con regio decreto 19 settembre 1899, n. 394), 1908 (regio decreto 21 maggio 1908, n. 269), 1911 (regio decreto 12 febbraio 1911, n. 297), 1915 (regio decreto 4 febbraio 1915, n. 148) e 1934 (regio decreto 3 marzo 1934, n. 383): si veda A. ANTONIELLA, L'archivio comunale postunitario. Contributo all'ordinamento degli archivi dei comuni, Firenze, Giunta regionale toscana - La Nuova Italia editrice, 1979 (Archivi e biblioteche, 1), p. 11.
(9) Il sindaco era (ed è tuttora) capo del Comune e ufficiale di governo, originariamente di nomina regia. A. ANTONIELLA, L'archivio comunale postunitario... cit., pp. 10-11.
(10) CU, Verbali delle deliberazioni del consiglio, reg. 1, c. 12r, 13 maggio 1861.
(11) Ibid., c. 13r.
(12) Ibid., c. 30r, 27 maggio 1861.
(13) Ibid., cc. 197v-199r, 14 dicembre 1862.
(14) Ibidem.
(15) Ibid., c. 199r; A. GUERRINI, Storia della terra di Fratta ora Umbertide, dalla sua origine fino all'anno 1845. Completata da Genesio Perugini, Umbertide, Tipografia Tiberina, 1883, pp. 243-244.
(16) CU, Verbali delle deliberazioni del consiglio, reg. 1, c. 205r.
(17) CU, Verbali delle deliberazioni del podestà, reg. 1, p. 1.
(18) CU, Verbali delle deliberazioni del podestà e della giunta, reg. 8, c. 147r.
(19) Ibid., c. 184v.
(20) A. ANTONIELLA, L'archivio comunale postunitario, cit., pp. 16-18.
(21) CU, Elezioni amministrative, b. 1.
(22) CU, Elezioni politiche, b. 1.
Redazione e revisione:
Franceschini Olita, 31/12/2003, Riordinamento e inventariazione / Angeletti Vittorio, 31/12/2003, Riordinamento e inventariazione
Bibliografia:
Abbondanza Roberto, Gli archivi dei governi provvisori dell'Umbria (1859-1861), in Gli archivi dei governi provvisori e straordinari 1859-1861, III, Roma 1962, pp. 329-415
Pesci Umberto, Storia di Umbertide, Gualdo Tadino, Tipografia R. Fruttini, 1932
I danni di guerra subiti dagli archivi italiani, in "Notizie degli Archivi di Stato", a. IV-VII, 1944-1947, p. 109, progressivo 1551
Gli Archivi di Stato al 1952, Roma 1954, p. 637
Soprintendenza archivistica per il Lazio l'Umbria e le Marche, Gli archivi dell'Umbria, Roma 1957, pp. 185-186.
Squadroni Mario, Il trasferimento degli archivi storici comunali: il caso di Umbertide, in "Notiziario dell'Istituto storico regionale (umbro)", a. IV, giugno-luglio 1981, pp. 23-24.